Schumyno

Cittadino libero e in movimento

La SALUTE in Italia secondo ISTAT ai tempi del COVID

L’Istituto Nazionale di Statistica è da sempre ritenuto l’unico fornitore di dati attendibili in grado di fotografare gli eventi quotidiani, economici e sociali, e rappresentarli in numeri. Inclusi i fenomeni che riguardano la salute.

Per cercare di capire la portata degli effetti del Covid19, al di là dei titoli sensazionalistici e delle varie opinioni, solo l’analisi dei freddi numeri può contestualizzare questo fenomeno che è il punto di svolta della nostra società globale: in che direzione, dipenderà da ognuno di noi, tenuto conto che essendo il globo tondo, dove andrà uno, andremo inesorabilmente tutti, filosoficamente parlando.

Sono diversi gli strumenti messi a disposizione nella banca dati ISTAT. Nel menu ad albero situato sulla sinistra, sotto “Popolazione e famiglie”, vi è anche la voce “Mortalità”. Una volta aperta la tabella, nelle intestazioni si possono effettuare ulteriori selezioni: i totali annui dal 2011 al 2018.

Nel menu laterale, poco più sotto si ha anche la voce “Popolazione intercensuaria”, da dove si può accedere ai totali annui dei decessi, dal 1992 al 2011.

Istat popolazione intercensuaria morti 2001 2011

Il dato del 1991 è parziale, si completa con il rapporto precedente: per il 2001 e il 2011, sono stati sommati.

Presi i totali annui dei deceduti, questo è l’andamento grafico che ne deriva, tenendo conto che per l’anno 2019, mancano i dati dell’ultimo mese, dicembre.

1 Graf Storico 92-2019

Utilizzando la tabella “Popolazione residente – Bilancio” è possibile recuperare i dati relativi ai deceduti di ogni singolo mese, da ottobre 2011, a novembre 2019 selezionando il periodo manualmente. Va sottolineato che i valori relativi al 2018 e al 2019, sono indicati come provvisori (*).

2 Graf storico 2011-2019

Un’altra tavola informativa interessante, è quella relativa alle cause scatenanti il decesso: molto dettagliata, permette di raggruppare in macro categorie, o selezionare il luogo (dalle regioni al singolo comune).

Istat mortalità territorio residenza 2003-2017

Di seguito, due grafici: il primo, a livello nazionale, il secondo, a livello lombardo, sulle cause di morte dal 2003 al 2017, con alcuni evidenti e preoccupanti trend in crescita.

4 Graf decessi Lomb x causa

Dunque si hanno a disposizione in effetti molte informazioni, ma le cause di decesso si fermano al 2017, e i dati statistici relativi al bilancio dei decessi, ufficialmente fermi a novembre 2019.

Vista l’aggravarsi della crisi causata dall’emergenza “Covid”, Istat ha fornito via via alcune informazioni già riclassificate a vario titolo, all’interno della pagina “Decessi e cause di morte: cosa produce l’ISTAT“. In particolare, il 18 giugno scorso ha rilasciato il <<Dataset analitico con i decessi giornalieri(.zip) in ogni singolo comune di residenza per sesso e classi di età quinquennali (per il periodo che va dal 1 gennaio 2015 al 31 dicembre 2019 per tutti i 7.904 comuni dell’ Italia, per il periodo che va dal 1 gennaio 2020 al 15 maggio 2020 per 7.270 Comuni)>>. Questo database conta più di due milioni di records, e contiene i dati relativi al 2020 in misura pari al 93,5% della popolazione: 96% se si considerano solo i comuni del nord: dati certi, ufficiali, ma difficili da consultare. Già: i fogli di calcolo (Excel, OpenOffice, LibreOffice, etc) hanno al massimo poco più di un milione di righe: contattata Istat tramite registrazione online, mi hanno prima riferito che non era possibile avere una versione di quei dati più snella, se non su esplicita richiesta e previa accettazione di un pagamento, poi in risposta alla Pec di richiesta accesso atti, detto che proveranno a soddisfare la richiesta. Gentili, ma intanto ho ovviato al problema utilizzando i “gestori di database” (Access, Opendatabase, etc), riuscendo a importare l’intero dataset, seppur a blocchi regionali per poi riassumerli in dati mensili.

5 Graf Decessi x regione D-set

Nel grafico seguente sono espressi i numeri assoluti dei decessi degli ultimi 5 anni, suddivisi per regioni.                                                                           

6 Graf confr storico-dataset

Ora è possibile ottenere un grafico che mostri l’andamento dei decessi, a partire da ottobre 2011, arrivando al 15 maggio 2020: in blu, i dati mensili disponibili su demo.istat.it, indicati comunque come provvisori dal 1/1/2018 al 30/11/2018, in arancio gli ultimi dati forniti con il dataset del 18 giugno.     

Non sorprende che i dati del 2017/2018 siano diversi, mentre non si capiscono le differenze del 2015 e 2016.

La ciclicità annuale delle dipartite è dunque indiscutibile, con picchi di rialzo nei mesi invernali e valori minimi nei mesi estivi. Altrettanto evidente è che questi dicembre, gennaio e febbraio siano stati più clementi, con un picco di eccezionale portata a marzo: picco di almeno 81mila persone (rappresentando i dati solo il 93% della popolazione), 3mila persone in più del precedente “record”, del gennaio 2017.

Istat ha prodotto un’analisi nella quale ha confrontato la media dei decessi dal 1° gennaio al 15 maggio 2020, con la media degli stessi giorni/periodo, dal 2015 al 2019. Data la palese ciclicità dell’evento, tale raffronto che esclude i mesi di novembre e dicembre, mi è parsa parziale.

7 Graf confronto semestri

Volendo considerare almeno un intero semestre, che vada da novembre a fine aprile, escludendo dunque i 15 giorni di maggio, in totale si sono registrati 362.751 decessi. Essendo i dati del 2020 rappresentativi solo del 93% della popolazione, con una semplice proporzione si può stimarne un valore complessivo, pari a 382.065 deceduti: a marzo di conseguenza i morti sarebbero stati circa 87mila.                                                         

8 Graf confr sem no covid

Il grafico rappresentante tali valori semestrali, così come quelli precedenti, pare mostrare una tendenza al rialzo delle morti annue nel nostro Paese, nonostante i dati dell’ultimo periodo siano pesantemente viziati dall’emergenza Covid. Imputando interamente a marzo i 12.428 decessi comunicati ufficialmente il 31 sera (di cui 7.199 in Lombardia), il 30 aprile i decessi salgono di 15.539 unità (6.573 per la Lombardia), il 31 maggio un aumento di  5.448 (2.340) e infine il 30 giugno altre 1.352 persone (532): in totale 34.767. Sottraendo i decessi Covid di marzo e aprile dal Dataset di Istat nei medesimi periodi, il grafico precedente muta.

Al 15 maggio la situazione dei decessi complessivi, rilevati da Istat e riferiti al 93% della popolazione, era pari a 23.304 persone: i morti Covid erano pari a 31.610 casi (15.411 per la Lombardia) sul 100% del territorio, 3.643 in più. La disomogeneità tra i dati di maggio e la necessità di un dato mensile da poter confrontare con la serie storica, conducono a un ulteriore artifizio statistico: comparando il 93% a 100, si ottengono 25.058 decessi ipotetici al 15 maggio, ovvero 1.670 al giorno che per 31 giorni diventano 51.787 ipotizzati per fine mese, mentre 5.448 erano le vittime “accertate” del coronavirus: 46.339 le restanti.

9 Graf stor-Dset-covid

Se il trend fosse confermato anche dai dati definitivi Istat, oltre che dai 3.643 morti dei primi 15 giorni a fronte dei soli 1.805 degli ultimi 16, significherebbe che già a maggio il numero totale dei deceduti sarebbe inferiore a quello di maggio 2017, e che non considerando i casi Covid, un totale così basso da almeno il 2012 in poi non si è mai registrato.

11 Graf decessi annui 92-19 aggior

Per concludere questa esposizione di dati, mi permetto di fornire uno spunto di riflessione, questa volta volutamente indirizzato verso una logica/etica ambientalista (e  di conseguenza animalista). I grafici precedenti, unitamente alla tabella sottostante, indicano che negli ultimi 20 anni la mortalità è aumentata, soprattutto per particolari malattie: tutto ciò

  • nonostante il progresso tecnologico, o può esserne una concausa?
  • possono nuovi farmaci (vaccini compresi), cambiare questo quadro complessivo
  • occorre fare (e dirottare risorse su) altro, sia sul fronte sanitario, sia su quello della produzione di beni e servizi?                                                                       

03/07/2020 Posted by | salute, sanità | , , , , , , , , , | Lascia un commento

Inside Job. Ovvero creare la crisi e poi manipolarne gli effetti palesi

Documentario della Sony Pictures, integralmente caricato su un canale youtube, di ottima fattura e quindi con un certo costo, non censurato. Anche se detraibile magari in mille modi, uno sforzo cinematografico non indifferente, che va a pestare i piedi ai più grossi colossi bancari. Così, almeno, “sembra”.
Partendo dal presupposto che il sistema capitalistico ha indubbiamente accentrato la gestione delle risorse, sia esse materiali, sia umane, nelle mani di pochi “privilegiati” poiché in possesso di infinite informazioni riservate, mi sembra ovvio che un lavoro così accurato sia stato svolto da persone molto qualificate, che sapessero forse dare rilievo a certi aspetti piuttosto che ad altri.
Si apre con l’Islanda, bella quanto avida. In crisi e la colpa è dei furbi che hanno ceduto alla tentazione di soldi facili, e ora (al tempo delle riprese) tutti con l’acqua alla gola (“fortuna” vuole oggi sia diverso, guarda caso nel silenzio assoluto dei media). Dall’Islanda poi via, verso la pirotecnica sceneggiatura “americana”: un escursus in crescendo di dati, nomi, interviste a pezzi grossi dei vari governi Bush e Obama, giornalisti, economisti, associazioni di volontari, professori universitari, banchieri e maghi della finanza. Un vortice di numeri da capogiro: in un’ora decine e decine di nomi, stipendi da nababbi prima e dopo la crisi e nessun colpevole, salvo un paio di sfigati che avevano dato il via alla “catastrofe”. Ville, yacht, jet privati, elicotteri, prostitute, cocaina.
Tutto il documentario gira intorno al mito della “bella vita” dei giorni nostri, dove le collusioni evidenti fra i vari protagonisti vengono svelate, ma palesemente giustificate sempre dalla “avidità”.
Il finale, è splendido.
Mi sembra che una delle regole basi della comunicazione, sia che in ogni contesto si è propensi a ricordare maggiormente inizio e fine. Dell’Islanda “rovinata” si sa, ma il finale è un colpo di genio. Collusioni palesi tra finanza e politica da fare impallidire il nostro delinquente Berlusconi (distrazione di massa all’italiana), con ammissione di totale inutilità (e quindi pericolosità) delle società di rating e degli organi di vigilanza preposti, rettori e professori universitari pagati extra per consulenze e incarichi di rilievo e/o governo, aprono la strada alla conclusione.
700 miliardi di dollari di “tasse” regalati ai colossi bancari perchè non fallissero. Traduzione: hanno pagato il conto i cittadini, che di bella vita non ne hanno vista.
Quindi? soluzioni dalla “regia”? Niente: probabilmente questi uomini di potere erano inadeguati al ruolo, e si sono lasciati corrompere dall’ego personale… ma abbiamo evitato il disastro, e ci stiamo riprendendo. E prima o poi questi uomini cambieranno:questo il succo.
Un lavoro perfetto. Hanno chiuso il cerchio. Ottimista. Noi lotteremo e vi cacceremo.
Per sostituirli con chi? Nel film lo dicono chiaro: con i pochi rampolli che potranno frequentare ancora le Università prestigiose, corrotte, che insegnano false dottrine economiche. Va beh, false non è la parola esatta. “Ab personam” andrebbe meglio. Di certo un’economia che vede delle banche centrali private creare 100 Euro, prestarli a banche privilegiate al 1%, che poi lo prestano a altre banche e finanziarie dal 2% al 3%, per arrivare a aziende private che creano beni materiali a tassi tra il 5% e il 20% (tutti esempi verosimili in Italia), non è un’economia socialmente sostenibile. Persino un quindicenne lo capirebbe, se avesse ricevuto un’educazione libera e non prevenuta. Si chiama capitalizzazione composta. Giocate pure voi.
100 euro prestati oggi al 5%, in 100 anni diventano 13.150. “Emettiamo nuova moneta, inflazione, svalutiamo”. Inutile. Il banco tiene il mazzo ed è l’unico che vince. Sempre. Punto.
Ogni qualvolta si sentono frasi del tipo “bruciati xxx miliardi di dollari” sono balle: i soldi, quelli veri di carta, salvo una frazione irrisoria per le spese in contanti, sono tutti al sicuro nei forzieri. Quello che si “brucia” è la vita della gente, che perde proprietà e aziende (e spesso la vita), che vengono acquisite forzosamente riscuotendo i debiti contratti inseguendo il sogno “americano”. Soldi che non esistono in cambio della vita reale: le banche a fronte di un deposito, possono poi prestare denaro fino a 50 volte il valore depositato (al 2%).
Quindi, questo video, a che serve?
Accettazione. Consenso.
Se non ti ribelli, non ti rivolti, mi autorizzi a continuare a prenderti per i fondelli e a decidere per te del tuo futuro. D’altronde, ora che hai visto il video, non puoi dire “ah, non lo sapevo”.
Inseguendo il sogno della crescita infinita, le grandi imprese dei singoli stati capitalistici, a partire da banche e editoria/comunicazione, sono state riscattate dopo esser state corrotte. Le crisi indotte a forza, pompando denaro inesistente, hanno poi provveduto a cominciare la mietitura finale, quella delle piccole medie imprese che erano la vera ossatura dei Paesi avanzati. Fino a che non avremo una sola banca e un solo distributore automatico di cibo e acqua, a caro prezzo. Il tutto mentre il pianeta agonizza e le previsioni sulla nostra salute ottenebrano il nostro futuro poichè costerà troppo curarsi.
Un lavoro sopraffino.
“Allora non parliamone in giro”: accidenti, no! Diffondiamolo: usiamo le stesse armi, parliamone!
Aggiungendo tasselli che, sulla spinta di tutte queste mezze rivelazioni, ci allarghino l’orizzonte cognitivo.
Se siete arrivati fin qui, e visto il video, vi chiedo di considerare questo post come “considerazioni a voce alta”, e di volerle valutare alla luce dei due video successivi, tenendo conto che in banca, ai crediti, ci lavoro ormai da 15 anni.
Entrambi spiegano cosa c’è un po’ più su (o meglio, affianco) ai colossi finanziari.
Un Report e un Barnard di altri tempi, quando ancora facevano giornalismo per passione, e un eroe di altri tempi, che ha dimostrato un’economia (gestione delle risorse) alternativa e intelligente, oltre che un gran cuore.

25/10/2013 Posted by | Economia, Informazione, Uncategorized | , , , , , , , , , , , , | Lascia un commento

Amianto via Larga, la parodia “amministrativa” perpetua…

Se l’Assessore Castellano avesse evitato di farsi pubblicità rilasciando dichiarazioni poco felici, forse non ci saremmo sentiti in dovere di rispondere per le rime. Alle parole, si risponde con i fatti.

Le immagini sono eloquenti: la storia raccontata più volte.

La salute dei cittadini, corrisponde al loro “benessere”, ovviamente. Noi ce lo ricordiamo, e se l’assessore ritiene che questo sia “vecchia politica”, faccia come meglio crede. Noi continuiamo a fare quel che pensiamo, e non a dire quel che non facciamo.

Dietro a quel “noi”, non ci sono sigle… ci sono persone, che si sono messe in discussione, rischiando in prima persona ognuno il suo, perché hanno deciso di non delegare più al prossimo quello che possono fare loro…

…far valere i propri diritti.

09/06/2012 Posted by | amianto, salute | , , , , , , , , , , , | Lascia un commento

Ecco perchè mi sta sulle palle Grillo

…mi ruba le parole. I pensieri. I timori e persino la speranza che sì, ce la possiamo fare, se saremo in tanti a renderci finalmente conto che nessuno scappa da nulla, il mondo è tondo e non esiste una buca di sabbia dove infilare la testa. E’ inutile. Affrontiamolo.

E poi, mi sta sulle balle perchè quando queste parole le uso io, nessuno mi prende sul serio. Se le dice invece un comico…

spero di sì.

Wake up people!

E’ un nuovo giorno.

21/04/2012 Posted by | Uncategorized | , , , , , , , , , , , , , , , , , | 3 commenti

Il rifiuto è vita – e poi?

Ma come?!? Sono passate tre settimane dall’evento tanto partecipato “Il rifiuto è vita”, e nessuno domanda come sia andata? Che cosa ne sia stato?
Ebbene, a parte qualche problema tecnico (i nostri server sono costantemente sotto pressione e ogni tanto fondono…), abbiamo partorito finalmente un resoconto, con tanto di testimonianza video (che ci fa domandare se a volte non sarebbe meglio che i computer “fusi” tali rimangano…) 😉

Ci siamo mobilitati su 8 zone di Milano: decine di attivisti hanno attratto centinaia di persone ai vari gazebo, distribuendo materiale informativo e spiegando un altro mondo, veramente possibile. Diamine, ne siamo la testimonianza vivente!

La risposta della gente è stata commovente. Moltissimi cittadini ci hanno portato i propri “rifiuti”, chi scaricandoli al volo da un’auto, chi infilandoli in una vecchia valigia poi lasciata a noi… il più evoluto sì é presentato con bici modificata, doppio baby seggiolino e portaborse laterali!! Altri ci hanno telefonato chiedendo persino il “ritiro” a domicilio.. Due giornate intense, che hanno portato a riempire 179 sacchi e 23 cartoni, uno più, uno meno, divisi poi in base alle richieste/indicazioni ricevute, tra City Angels e Pane Quotidiano.

Considerando una media di 10kg a collo, abbiamo fatto circolare 2 tonnellate di materiale vario, altrimenti destinato a discariche o inceneritori.
Nell’era della ricchezza misurata sui flussi di denaro, del fantomatico PIL, un manipolo di squattrinati si è divertito a creare ricchezza, senza muovere praticamente un centesimo: dal nulla. Alberi per fare libri, cotone e lana per gli indumenti, petrolio per plastiche e nylon, minatori per i metalli… Ancora combustibile per i trasporti… Quanta energia è stata utilizzata, “investita”, per creare le nostre 2 tonnellate? Quanta aria, acqua, abbiamo inquinato lungo questo percorso? Impossibile calcolarlo, ma si può facilmente indovinare non si tratti di dettagli di poco conto. Basti pensare a una maglietta cinese quanti chilometri debba percorrere solo per essere venduta e indossata. E poi incenerita.

Con un po’ di buona volontà, la tiritera della decrescita entrerà a fare parte delle nostre vite: il weekend del 3 e 4 dicembre centinaia di persone hanno interagito al fine di trasferire merce inutilizzata, creando una rete sociale, dove ognuno ha tratto vantaggio, beneficio. Chi “spirituale”, come la leggerezza d’animo dopo una buona azione, o, perchè no, il sollievo per aver finalmente sgomberato un armadio, e chi “fisico”, come una coperta e un maglione indispensabili in queste notti gelide per un senzatetto.

Questa interazione/rete sociale è la vera ricchezza. Lavoreremo per svilupparla il più possibile, dal basso, fino a farla coincidere, un giorno, con il Popolo Sovrano.

Un sentito ringraziamento a tutti coloro che hanno contribuito al successo di questa iniziativa e ai City Angels e il Pane Quotidiano per il loro costante e perseverante impegno nell’aiutare la gente più in difficoltà.

23/12/2011 Posted by | Economia, Mafie, Politica, Territorio, Uncategorized | , , , , , , , , , , , , , , , | Lascia un commento

Amministrazioni, ambiente e salute

Un giorno come tanti, dove va in scena la democrazia.

La democrazia del dialogo, del confronto, quella che affronta i temi seri e cari ai cittadini, ai loro affetti.

In questo giorno come tanti, la soglia dei valori inquinanti è oltre i limiti consentiti per legge… già come se ci fossero dei limiti a cui sottomettere la natura… come se fosse possibile che una nanoparticella o una micropolvere di un qualche metallo pesante, resosi conto per infusione divina di essere al di sotto dei limiti previsti per legge, davanti a un bell’alveolo di un bel bimbo in un parco, mettesse le ali e volasse via lontano da quel polmone, in attesa che altri compagni arrivino e innalzino il livello di allarme e tornare a sguazzare ovunque felici.

Come se la Natura, non avesse le sue leggi.
Limiti o non limiti, i dati parlano chiaro: la salute di tutti è a rischio.

Queste amministrazioni, in questa pseudopolitica, non sono in grado di comprenderne i rischi, e l’opportunità di vero cambiamento che abbiamo davanti, è evidente.
Noi insisteremo, perchè siamo sempre e comunque, prima di tutto, cittadini.
Loro non molleranno mai?
Noi neppure

E voi? Vi rassegnate?

29/11/2011 Posted by | Uncategorized | , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , | Lascia un commento

Inceneritori o termovalorizzatori?

Siamo seri, per carità. I termovalorizzatori non esistono, parlando di rifiuti. Esistono calcoli, studi, documenti, che attestano che bruciando un rifiuto, in realtà abbiamo consumato più energia di quanta ne ricaviamo dalla combustione, contando gli innumerevoli processi di lavorazione dei singoli “prodotti” immessi nei forni. Quindi, per quale motivo dobbiamo incenerire ciò che costruiamo con tanta fatica?

E’ tempo di mettere da parte la falsa politica di parole fini solo al proprio portafoglio e narcisismo, e cominciare a capire che il futuro è fatto di ricerca: di nuovi materiali da poter riutilizzare, mentre ci impegniamo a dividere gli “scarti di lavorazione” che oggi chiamiamo rifiuti, ma che sono già in quasi tutti i casi, nuova “materia prima”  per nuove lavorazioni e nuovi prodotti, senza distruggere (trasformare) nulla. Sì perchè a incenerire, nulla si distrugge, tutto si trasforma.

Per ogni tonnellata di rifiuti, ci vuole un’altra tonnellata di materiali (acqua e calce, bicarbonato, etc…) per favorirne la combustione.

Per ogni tonnellata di rifiuti, restano 300Kg di ceneri, considerate tra i rifiuti più tossici in circolazione, da destinare a “discariche speciali” (o magari nella rotonda sotto casa vostra).

Mancano 1.700kg all’appello. Su una tonnellata, restano comunque rifiuti per il 30% del totale, quando ci sono comuni che hanno superato l’80%… risparmiando sulla tassa rifiuti, creando lavoro, senza bruciare 2 tonnellate di “materia” e quindi guadagnando in qualità di vita

Tutto si trasforma. La maggior parte dei 1.700Kg diventa vapore acqueo. Il resto?

Lo avete visto nel video

Lo mangiamo. Lo respiriamo.

Una soluzione c’è: 5R

– Riciclo

– Recupero

– Riduzione

– Riutilizzo

– RICERCA

Un ringraziamento ai medici ISDE e alla D.ssa Gentilini per il lavoro che svolgono con sacrificio e umiltà

Links correlati al video

IL CORRIERE DEL 20 APRILE

IL RESTO DEL CARLINO 20 APRILE

LA VOCE DEL 20 APRILE

22/04/2011 Posted by | behinceneritori, behsalute, Uncategorized | , , , , , , , | 1 commento