Schumyno

Cittadino libero e in movimento

Segui i soldi e troverai le mafie

  • Prendendo spunto da alcuni confronti avuti su temi “economici”, mi sono ritrovato a ragionare (nuovamente) sulla interconnessione di certi eventi, sotto una nuova luce, rielaborando le informazioni raccolte in tanti anni di esperienza personale diretta.
  • DOMENICA 10 GIUGNO IN SVIZZERA SI VOTA PER DECIDERE DELLA PROPRIA MONETA. In bocca al lupo agli Svizzeri, spero sceglieranno per il DENARO SOVRANO. Stranamente, il Corriere della Sera ha pubblicato un bell’articolo. A pagina 29, ovviamente!!!  Leggetelo se vi interessa o se pensate che qui si parli di fantascienza.

Partendo da queste basi, ho rielaborato la risposta ricevuta da Bankitalia. Risposta Bankitalia creazione massa monetariaTra le altre cose afferma che la moneta legale (ovvero emessa dalla BCE) è solo del 15,8%, rispetto alla moneta “bancaria” (in larga parte depositi) che ne costituisce quindi l’84,2%: dati novembre 2016.

Ma chi sono gli istituti che emettono quel 84,2%? Incuriosito sono andato a cercarmi qualche info, è ho trovato un documento di Bankitalia che afferma che nel 2004 la Germania aveva ancora489 banche pubbliche! Contro le ZERO banche pubbliche italiane. Tutte privatizzate. Capite bene che questo è un enorme vantaggio, per la Germania o qualunque altro Paese che possiede istituti di credito: una parte di quel 84,2% di denaro “bancario” esentasse lo utilizza per finanziare le proprie politiche interne, qualunque esse siano. Ancora oggi la Germania mantiene un sistema bancario pubblico: bravi, o furbi? Studio Bankitalia Banche pubbliche Italia Germania

La risposta di Bankitalia citata, è relativa al 2016. Il denaro creato contabilmente per i finanziamenti è andato negli anni decrescendo con l’imposizione di nuove regole (che accennerò poi), di nuovi limiti. Tutti danno la colpa della “crisi” ai mutui subprime e alle  relative cartolarizzazioni, ma furono solo una “conseguenza”. In questo mondo dove le crisi e le speculazioni sono fraudolente e cicliche (*), facciamo partire la narrazione relativa all’Italia dalla liberalizzazione dei mercati avvenuta alla fine del ’92, quando gli istituti finanziari esteri poterono insediarsi nel nostro Paese, che fu così “vittima” di forti iniezioni di liquidità. Come? Grazie al decreto legislativo che abolì la separazione bancaria creando la “Banca Universale”, il n.481 del 30 dicembre 1992(*), abbattendo progressivamente i controlli che ci proteggevano dai capitali esteri e dalle speculazioni. Decreto che fu firmato dal Presidente Scalfaro (eletto il 25 maggio 1992, il meno quotato fino alla strage di Capaci), dal Premier Amato e dal Ministro del Tesoro Barucci, il “banchiere misterioso” del gruppo. Insieme completarono l’opera cominciata da Guido Carli, firmatario del Trattato di Maastricht e responsabile della privatizzazione del sistema bancario italiano, ultimo motore di crescita del Paese, nonché fondatore della più famosa università neoliberista italiana, la Luiss. Non mi è dato comprendere se ciò che hanno realizzato, servisse o meno a evitare disastri peggiori di quelli che abbiamo sotto i nostri occhi.

Grazie a questi personaggi, i capitali così entrati nel Paese, forti della leva monetaria di un sistema basato sulla leva frazionaria, sono stati usati per finanziare gli acquisti dei gioielli statali che governi quanto meno stolti hanno voluto “privatizzare“, ovvero svendere, Repubblica Privatizzazioni 40mldgià allora sotto ricatto di questo Trattato mai ratificato da alcun Parlamento. Le famose operazioni in Pool: solo Banca d’Italia potrebbe avere un’idea di quante decine, centinaia, di miliardi siano stati creati “de facto” (e in alcuni casi fui proprio io, a creare quei soldi).
I banchieri e manager più furbi (massonerie più o meno celate e portatori di conflitti di interessi, spesso criminali e mafiosi mancati grazie a leggi conniventi) hanno approfittato per ottenere liquidità e finanziamenti per i propri intrallazzi, e anche crimini. La vigilanza non è praticamente mai intervenuta, se non saltuariamente per sanzionare, mentre spesso si intrometteva in scelte non di sua competenza. Perchè? Perchè la vigilanza è (era) in capo a Bankitalia, che seppur dietro a una tinteggiata di “pubblico” resta una SpA, una banca privata, tanto quanto la BCE. E i privati non perseguono altro interesse che il proprio, nonostante formalmente rispettino le regole che grazie alla politica sanno raggirare.

Oltre a garantirsi una benevolenza dalla vigilanza, i proprietari delle maggiori e influenti banche private si intromettono nelle scelte dei singoli istituti di credito tramite il Comitato di Basilea(**), composto dalle banche centrali (tutte private tranne un paio) di 28 dei principali Paesi aderenti alla Bank of International Settlements (BIS = Banca dei Regolamenti): sono lo che negli ultimi decenni hanno deciso le contrazioni degli indici patrimoniali per l’emissione di moneta secondaria. Et voilà, il gioco è fatto. Da una parte i colossi bancari forti di ingentissime liquidità e risorse parteciparono e acquisirono le aziende più importanti (trasporti, telecomunicazioni, energia). Dall’altra limitare i poteri moltiplicatori era una scelta di buon senso: se non cambi le regole del gioco durante la partita però! All’entrata in vigore dei vari recepimenti delle delibere di Basilea, le banche nel frattempo si erano già esposte a medio lungo termine per importi elevatissimi, e molti di questi finanziamenti erano a fondo perduto perché regali ad amici e confratelli. Fu così che le banche non poterono erogare nuova moneta, innescando di conseguenza una progressiva e inesorabile diminuzione delle entrate. Non creando più nuova moneta sotto forma di finanziamenti, quella erogata e già circolante non è stata in breve più sufficiente a ripagare il capitale aumentato dagli interessi, rata dopo rata. Un danno in quota patrimoniale (rimborso in conto capitale, ovvero il “ricavo” occultato e quindi esentasse a cui fa riferimento la risposta di Bankitalia, che serviva a pagare decine di migliaia di impiegati e mantenere strutture e filiali), e in conto economico per gli interessi (utili da distribuire). Un disastro a cui si aggiungono le colpe di governi, o miopi o corrotti, che non pagando i debiti della Pubblica Amministrazione nei tempi dovuti hanno disallineato irreparabilmente i flussi di circolazione della moneta, favorendo (provocando) il fallimento di decine di migliaia di aziende e famiglie, e l’arricchimento patrimoniale di pochi privati. Produzione IndustrialeOggi è in atto una speculazione senza precedenti sui debiti in sofferenza, dove chi ha creato la crisi può scegliere quali aziende “acquisire” e quali eliminare secondo i propri interessi e obiettivi. Le cartolarizzazioni quindi furono la conseguenza nota, non la causa. Conseguenza certamente utile al fine ultimo: trasformare denaro inventato in beni tangibili.

Effetti Collaterali

Per ulteriori dettagli sulle “sofferenze” create a inconsapevoli cittadini, consiglio la visione si questo servizio andato in onda pochi giorni fa su Rai2, forse il primo nel suo genere

Bene, ora sappiate che l’Europa si appresta a imporre ulteriori contrazioni, recependo nuovi limiti che finiranno di strozzinare Nuove regole sofferenzeil sistema socioeconomico italiano, azzerando il frutto della fatica di intere generazioni, che perderanno via via quanto accumulato lavorando e risparmiando, lasciando nell’incertezza più completa la propria prole. Per i giornali, ovviamente, nessun problema.  Si parla persino di congelamento dei conti correnti (per 5 giorni…) in caso di crisi troppo serie, e non mi stupisce: come detto, l’84,2% del denaro circolante in realtà non ha basi reali economiche, e quindi per ristabilire un equilibrio, in qualche modo state tranquilli troveranno il modo di svalutarli: finora han svalutato solo immobili, beni pubblici, LAVORO, WELFARE, industria manifatturiera e grande industria….. D’altronde, se avete seguito le vicende relative alle sofferenze, avrete notato i valori medi di cessione di tali crediti.
Evidente a mio avviso che i grandi gruppi bancari che hanno guidato le riforme di Basilea con la complicità di ministri del Tesoro (che prima e/o dopo son stati banchieri e/o neoliberisti), ne hanno approfittato per tutto il tempo: dal boom degli sportelli degli anni 90 (più banche che panetterie) a oggi: hanno usato quei fondi per comprarsi le azioni necessarie a controllare i principali gruppi bancari del Paese, corrompendo persino gli incorruttibili, accecati dalla folle cultura via via dominante dell’arricchimento facile o comunque quale fine esclusivo per la realizzazione personale. Trasformatasi poi in competizione spietata quando le risorse han via via cominciato e non venire più fornite: non cibo, non terra, aria o qualcosa di prezioso, ma semplice denaro creato da entità semiocculte che ora più che mai possono decidere cosa, come, dove, quando, perchè, produrre o meno un determinato prodotto o servizio… e fare fallire e confluire nei loro gruppi quei centri medi di potere come Banca Etruria, BPVicenza e tante tante altre, arrivando a chiedere la testa anche di BCC e Popolari. Tutto grazie alla sapiente manipolazione e interpretazione delle regole che gestiscono la creazione del denaro, additata per 25 anni come “complottismo” da economisti e giornalisti accreditati, oggi ormai sotto gli occhi di tutti. Persino il famoso Quantitative Easing, di fatto è servito solo a rifornire di liquidità, a spese di tutti, i soli gruppi bancari più grossi facilitandoli nella loro azione.

Quanto descritto non ha scopi “esaustivi”: mancano una infinità di punti chiave interconnessi che aggravano la lettura degli eventi: l’anatocismo, il divorzio Tesoro/Bankit, le truffe dei contratti derivati (con Draghi in testa, prima come dirigente pubblico, poi come banchiere, e poi come capo dei banchieri), quella relativa al tasso Euribor, l’incidenza dei capitali evasi, l’assurda deducibilità delle svalutazioni su crediti (in altre parole, non solo non mettono a ricavo il capitale ottenuto a rimborso della prestazione, ma non pagano le tasse sul mancato guadagno in nero!). Questi 15 minuti di video li trovo interessanti per darvi un ulteriore chiave di lettura 

Vi lascio con un “flashback” e uno spunto ulteriore di riflessione:

ho seguito i soldi, e ho trovato la BIS.

Spero l’impatto visivo della mappa degli aderenti, possa essere utile a spiegare i finti tafferugli e le vere spietate guerre di conquista.

(**) Comitato di Basilea, costituito da 28 Banche Centrali (tra cui Russia e Cina!), decide le politiche monetarie dei singoli Paesi membri. Opera sotto il “patrocinio” della BSI (Bank of International Settlements): la sua “missione“?…è di servire le banche centrali nel perseguimento della stabilità monetaria e finanziaria, di promuovere la cooperazione internazionale in quelle aree e di agire come una banca per le banche centrali

membri BIS

(*) Non è la prima volta che viene abolita la separazione bancaria e successivamente ai relativi disastri, ripristinata. Anche in America: la somma del denaro così creato negli anni 90 si riversò sui mercati modificandone per sempre la struttura e trasformandoli di fatto in mercati privati di oligopolio, dove pochi soggetti possono determinare il valore e la tipologia di economia reale

 

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09/06/2018 Posted by | Economia, Mafie, Uncategorized | , , , , , , , , , , , | Lascia un commento

#IoDicoNo a truffe, semantiche e non – #IoVotoNo, il 4 dicembre – Costi e benefici referendum

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148 deputati della Repubblica sono stati eletti con un premio di maggioranza INCOSTITUZIONALE.

148 deputati che si erano presentati in una coalizione che vedeva alla propria guida Pierluigi Bersani, contro Berlusconi e Grillo. Non solo. Tutti i Parlamentari, Camera e Senato, sono stati eletti sulla base di una legge elettorale INCOSTITUZIONALE in quanto entrambi i rami del Parlamento sono stati NOMINATI, senza ricevere alcuna presenza (Sentenza n.1/2014 Corte Costituzionale). Un Parlamento incostituzionale, legittimato da una discutibile “garanzia di continuità”.

A gran sorpresa invece ci troviamo Renzi e Alfano, con l’aiuto di Verdini, al Governo, e decidono pure di modificare la Costituzione. Quella Costituzione che all’articolo 138 (oggetto del tentativo precedente di modifica) recita “Non si fa luogo a referendum se la legge è stata approvata nella seconda votazione da ciascuna delle Camere a maggioranza di due terzi dei suoi componenti“. Quindi un governo retto da una maggioranza composta anche da deputati eletti con legge incostituzionale, che non raccoglie consensi e condivisioni tra le opposizioni al fine di raggiungere la maggioranza dei 2/3, è obbligato a passare dalle urne.

Il Paese peccato però sia al collasso: sotto sciacallaggio del “liberismo finanziario”, sotto scacco di continue calamità naturali, sotto il controllo di mafie di ogni tipo (dai colletti bianchi alla lupara). Renzi però dal 2014 a oggi ha offerto fiumi di sedute parlamentari, votazioni, comizi, pubblicità e servizi televisivi, talk show… il tutto mentre 10 milioni di italiani crollavano sotto la soglia di povertà, in continuo aumento, come aumentano le malattie e le necessarie cure, e poi le morti, per danni ambientali.

Verrebbe da pensare che ne sia valsa la pena, no? No. In questo contesto, la Ragioneria dello Stato fu chiara: gli unici risparmi quantificabili della riforma sono i seguenti

  1. Senato: circa 49 milioni
  2. Province: si saprà quando e se le aboliranno come già promesso con legge 56/2014
  3. CNEL: 8,9 milioni

Totale: 57,9 milioni di euro.

Pensiamo a quante giornate di lavoro pagate a parlamentari, uffici legislativi e legali, commessi, spese per sponsorizzazioni, volantini, manifesti, spot pubblicitari, tour e costi di trasferimento e alloggio… incalcolabili o quasi…

Aggiungiamoci che ogni Presidente di sezione prende 130 Euro e che ognuno dei 4 scrutatori prende 104 Euro, che le sezioni nel 2008 erano in totale 61.432: significa che solo per il personale interno alle sezioni saranno spesi  33.541.872 Euro.

33,5 MILIONI DI EURO

A cui aggiungere straordinari polizia municipale, personale amministrativo, stampa e distribuzione delle schede, militari, scuole chiuse e relativi disagi per i cittadini. Le stime per l’ultimo referendum abrogativo, sulle trivellazioni petrolifere, boicottato da questa maggioranza eticamente immorale, si attestarono intorno ai 300 milioni di euro. Fu proprio Matteo Renzi a dirlo: “È stato inutile buttare via trecento milioni di euro per questo referendum, quando la prima cosa che viene chiesta alle Regioni è di abbattere le code per la sanità. Con quella cifra avremmo potuto acquistare 350 nuove carrozze per il trasporto pendolare“.

I partiti si sono intascati le DECINE DI MILIONI rimborsi elettorali per una elezione parzialmente illegittima, hanno costituito una maggioranza differente in virtù di un premio incostituzionale, e hanno impiegato DUE ANNI DI RISORSE PUBBLICHE PER PARTORIRE UN RISPARMIO STIMATO DI 58 MILIONI annui,

CONTRO PIU’ DI 300 MILIONI DI COSTI per il solo referendum. Fino a 500 milioni.

Questa è l’Italia di “BastaUnSì”: antidemocratici, incapaci di amministrare beni e fondi pubblici, se non addirittura ammanettati e/o rinviati a giudizio. Mentre parlano di “risparmi”, i contratti derivati illegittimi dello Stato ci costano 500 MILIONI AL MESE!

Io Dico No a queste prese in giro, a queste truffe: io al Referendum del 4 dicembre andrò a votare, e anche a fare il rappresentante di lista. E’ meno faticoso e rischioso che dover aspettare di difendere il mio Paese dai nuovi fascisti, sui monti. #BellaCiao

Ovviamente… #IoVotoNO!!

14/11/2016 Posted by | Economia, Giustizia, Mafie, Territorio, Uncategorized | , , , , , , , , , , , , | Lascia un commento

Dipendenti San Raffaele: no al ricatto con Referendum! E la casta? Tace.

San Raffaele Usb

Lavoratrici e lavoratori di un ospedale importante come il San Raffaele votano in 3.000 un referendum su un accordo sindacale che non li rappresenta, bocciandolo. Lavoratori e lavoratrici che ormai da mesi presidiano l’ospedale, in attesa che i loro diritti vengano rispettati, invano.

I giornali e le tv? Niente. La “Casta” si chiude nel silenzio, nega l’evidenza, l’inevitabile. Rinvia inutilmente la propria fine, tutt’altro che prematura o indolore (per noi cittadini).

Questo è quello che si ottiene su Google se si ricercano le parole “Usb Referendum Raffaele” : unico quotidiano che ne parla “Il Giorno”. Mentre giornali liberi come IlFattoQuotidiano non ritengono più importanti le notizie relative all’Azienda Ospedaliere di Don Verzé da novembre del 2012
ritenendo notizie degne di nota pettegolezzi di questo tipo
M5S non lscerà indietro nessuno: questa è una grande nazione, che uscirà unita da una crisi culturale devastante. Quella economica ne è solo un triste riflesso.

31/01/2013 Posted by | Casta, Informazione, salute, sanità | , , , , , , , , , , , | Lascia un commento

Si scrive ACQUA, si legge “DEMOCRAZIA”

Acquabenecomune Milano_volantino_25_gennaio

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

E’ un continuo rincorrere, quello che noi cittadini siamo chiamati a fare. Un rincorrere la strafottenza di una classe politica e manageriale che pensa di essere al di sopra di ogni altro semplice cittadino. Una casta di presuntuosi, che va fermata, una volta per sempre. I cittadini sono padroni delle proprie vite, delle proprie scelte: e hanno deciso che l’acqua è un bene essenziale e inalienabile. Il MoVimento 5 Stelle Lombardia ha emesso un Comunicato Stampa ieri, in risposta all’appello di www.acquabenecomune.org, nel quale si sottoscrivevano le richieste del Coordinamento Comitati Acqua Pubblica. Anche io, persona fisica e candidato, ovviamente sottoscrivo ciò per cui stiamo lavorando da anni. Niente profitti sull’acqua e sua pubblicizzazione completa, anche nei servizi. Senza “se” e senza “ma”.

 

25/01/2013 Posted by | Acqua, Diritti | , , , , , , , , , | 2 commenti

#IoVotoM5S perchè esige l’acqua PUBBLICA!

27 milioni di italiani sono usciti di casa quasi due anni fa per esprimere tramite il diritto referendario la propria opinione sulla gestione e proprietà dell’acqua. Il risultato fu chiaro, emblematico: gli italiani vogliono siano “pubbliche“.
Oggi siamo alla vigilia di importantissime elezioni. Regionali e nazionali.

In piena campagna elettorale, i partiti che si ripresentano come “nuovi” riempiendo di brutte facce i cartelloni delle nostre città da dove proclamano bestialità talmente banali da essere offensive, continuano a deliberare contro il diritto all’acqua, infischiandosene bellamente del volere dei cittadini che fino a oggi li hanno mantenuti in privilegi e agi d’altri tempi. E’ tempo di dire basta.

 

Non sono i rubinetti dell’acqua, quelli da chiudere: è il consenso autoreferenziale che li mantiene ancora in vita, interrompiamolo.

La possibilità di scelta c’è! —> http://www.beppegrillo.it/listeciviche/liste/lombardia/2013/01/il-movimento-5-stelle-aderisce-alla-giornata-di-mobilitazione-nazionale-convocata-dal-forum-dei-movi.html

 

Acquabenecomune Milano_volantino_25_gennaio

 

24/01/2013 Posted by | Acqua, Diritti, Economia | , , , , , , , , | Lascia un commento