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MICROCREDITO 5 STELLE : SOLDI ALLE BANCHE?

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No, “delle” banche.

Cerchiamo di fare chiarezza: in molti sovranisti, antieuropeisti o noeuro, etc accusano M5S di aver regalato soldi alle banche, tagliandosi gli stipendi e versandoli su un fondo già esistente, lottando coi denti per ottenerne l’utilizzo, l’operatività.

I soliti detrattori, in buona e/o cattiva fede, hanno subito contestato che questo fondo di garanzia serviva alla fine per fare incassare interessi alle banche, le quali in prima istanza sono quelle che erogano il finanziamento, ovviamente in cambio di un tasso di interesse. E fin qui non ci piove: sono dati di fatto. Solo omettono una parte importante: primo, M5S non è al governo, e nonostante sia forte di 8.8milioni di voti, ha dovuto faticare 7 camicie per ottenere questo risultato. Secondo, e più importante, i soldi (nella nostra attuale economia) sono già a disposizione delle banche e impiegati in modo da fruttare guadagni: indipendentemente dal fondo per il #Microcredito. Faccio un esempio: i portavoce M5S ricevono le retribuzioni su un conto corrente. Il saldo di quel conto corrente concorre a formare il patrimonio di vigilanza, ovvero si trasforma in capitale da investimento (come per qualsiasi capitale detenuto su un c/c o deposito bancario, da parte di chiunque). Da quel conto, dei fondi da restituire per SCELTA poi cosa ne fanno? Darli al fondo PMI, o versarli sul conto di una Onlus (per quale obiettivo, democratico, è tutto da vedere, soprattutto in termini di traparenza della gestione dei fondi e costi di struttura che creerebbero clientelarismi) appositamente creata o meno, poco cambia: i fondi sempre a disposizione delle banche restano, ma si eliminano costi di gestione e rischi (che i fondi non arrivino ai cittadini e che vengano usati per garantirsi favori). Quindi di cosa stiamo parlando? La gestione attuale della sovranità monetaria è propedeutica, matematicamente parlando, agli utili delle banche. Punto. Possiamo parlare giorni su sistemi monetari e economici alternativi, ma oggi la situazione è questa, e oggi aziende e lavoratori connessi, campano, mangiano e vestono i figli con questo, infame, EURO.

Le banche hanno creato moneta a dismisura creando “titoli tossici” e ora devono rientrare in parametri che le stesse banche si sono imposte (lasciamo perdere se dolosamente o meno), creando uno “stop” al credito, per girare i patrimoni a copertura dei loro azzardi (che han creato miliardi di guadagni per pochi intimi). Quante manovre a favore del mercato ha inventato chi gestisce la moneta per conto del popolo sovrano italiano? La BCE ha ben pensato di lanciare politiche monetarie avveniristiche per rilanciare l’erogazione al credito: LTRO, TLTRO, ABS, Quantitative Easing, piani Juncker… col risultato che una marea di miliardi è entrata nelle banche europee* (*guardatevi gli azionisti, prima di dire “europee”), senza che nulla o quasi ne sia uscito per l’economia reale.

Tornando quindi al fondo per il Microcredito (che, per inciso, ora per LEGGE è, insieme quasi alla totalità delle disponibilità liquide dello Stato, presso istituzioni finanziarie – rientrando quindi nel patrimonio disponibile a investimenti discrezionali della banca), pare evidente che sia una VITTORIA, in questo sistema social/bancario, aver ottenuto la possibilità di dare respiro alla nostra economia obbligando le banche a investire sul capitale umano del nostro Paese, laddove i piani strategici monetari europei hanno (a mio avviso dolosamente) fallito. Sfruttando, tra l’altro, la leva finanziaria propria dell’attività creditizia, andando di fatto a “moltiplicare” le possibilità di erogazione dei finanziamenti rispetto al limitato importo del fondo.

Le rivoluzioni, si fanno sempre e comunque un passo dopo l’altro.

27/05/2015 Posted by | Uncategorized | , , , , , , , , , | Lascia un commento

BCE e Economia for Dummies: ovvero come i CDA di banche private governino l’Europa.

Con qualche mese di ritardo, pubblico un pezzo scritto a settembre 2014… era rimasto lì in attesa di sviluppi, poi dimenticato, superato da altre tali assurdità… Al peggio non c’è mai fine, sembra. Buona lettura, e fate mente locale al gran successo della successiva supermagnificientifica operazione di Quantitative Easing dell’onnipresente governatore d’Europa Draghi…

<<Un ONOREVOLE del PD, ha chiesto al Ministero dell’Economia e delle Finanze, in tema di nuove Cartolarizzazioni:
– quale sia il giudizio sull’approccio della BCE imperniato sull’acquisto di strumenti cartolarizzati per favorire l’accesso al credito;
– quali siano al riguardo le eventuali necessità di intervento sulla legislazione comunitaria e nazionale;
– quale sia il possibile impatto indesiderato sulla domanda dei titoli pubblici e come eventualmente contrastarlo.

Al di là dei tre quesiti che sembrano tanto concordati quanto imbarazzanti, quella che si è svelata davvero sorprendente è stata la risposta per iscritto del MEF (Ministero Economia e Finanze), della quale riportiamo alcuni stralci (qui testo originale)

“Il Consiglio direttivo della BCE ha desiso di procedere all’acquisto di un ampio portafoglio di titoli, semplici e trasparenti”(*), emessi a seguito della cartolarizzazione di crediti verso il settore privato non finanziario dell’area dell’euro nell’ambito di un programma di acquisto di attività cartolarizzate (ABS)”

“Il programma di acquisto di titoli ABS … unitamente alle operazioni mirate di rifinanziamento a più lungo termine (TLTRO) decise in giugno, contribuiranno anche a migliorare il funzionamento del meccanismo di trasmissione della politica monetaria”

“Il programma di acquisto di titoli ABS da parte della BCE mira a sostituire nell’attivo dei bilanci delle banche prestiti alle famiglie e alle imprese con riserve di Banca centrale, incoraggiando, tramite questo canale, l’erogazione di nuovi finanziamenti all’economia”

In “riferimento alla diminuzione degli investimenti”, il MEF “fa presente che essa non è determinata in maniera esclusiva o addirittura prevalente dalle difficoltà di accesso al credito, ma vi sono altri importanti fattori…”. Tra questi indica “ad esempio l’incertezza macro-economica e la scarsa profittabilità attesa degli investimenti, nonché l’esistenza rigidità strutturali che minano il buon funzionamento del mercato”

“Gli sforzi per facilitare l’accesso al credito sono … componente necessaria, ma non sufficiente per contribuire al rilancio degli investimenti … Sotto questa prospettiva va inquadrato il giudizio sugli strumenti che la BCE intende utilizzare nei prossimi mesi al fine di contrastare la difficoltà di accesso al credito attraverso la circolazione di strumenti finanziari che permettono di smobilizzare crediti e liberare risorse per nuovi investimenti”.

“Tale giudizio è …comunque sicuramente positivo perchè, a seguito della crisi finanziaria globale, il sistema bancario ha avviato un doloroso processo di riduzione degli attivi (deleveraging) per far fronte alla necessità di coprire adeguatamente i rischi in cui incorre ed evitare che nel futuro si abbiano a ripetere crisi come quella sperimentata in cui, in molti paesi, il denaro dei contribuenti è stato necessario per impedire il collasso del sistema bancario e finanziario…”

Cercando di tradurre in parole comprensibili il politichese economico, partendo dal fondo, si può semplificare a mio avviso come segue:

Dopo la crisi finanziaria globale (ovviamente ancora in corso) causata dagli Enti finanziari privati (che hanno sopravvalutato i propri bilanci ricorrendo a gonfiare i propri attivi comprando strumenti finanziari assurdi, rischiosi, incontrollati, con un alto rendimento ma privi o quasi di valore in termine di capitale – in altra parola “derivati”) e averne quindi distribuito gli utili (bonus, dividendi, premi e quant’altro) a favore prevalentemente di una classe dirigente tanto avida quanto incompetente, con il terrore scatenato dai media questi Enti finanziari hanno ottenuto il ripianamento dei loro debiti a spese della collettività, ricevendo nuovo denaro creato a nostro debito. Già è abbastanza assurdo che, oltre alle perdite dei risparmi di piccoli/medi investitori, gli utili azionari, gli stipendi e bonus e buonuscite manageriali del settore creditizio siano alla fine addebitate al pubblico (per le banche che hanno ricevuto stanziamenti), ora aggiungiamo anche i TLTRO (finanziamenti della BCE garantiti) a tassi irrisori, e gli ABS, ovvero l’impacchettamento (cartolarizzazione) e acquisto dei crediti delle aziende e dei privati non finanziari che hanno difficoltà a incassare e quindi carenza di liquidità.
A cosa servono? Sicuramente a fare guadagnare gli istituti di credito/finanziari. Dietro lo spauracchio del fallimento del sistema economico (anche se non si capisce da quando e come, tale sistema sia passato a essere privato e bancario coi soldi pubblici), le stesse hanno ricevuto sotto svariate forme montagne di denaro addebitate al pubblico, e, appunto come dice il MEF stesso, utilizzate per ridurre i rischi di bilancio dovuti ai titoli e strumenti che le banche hanno comprato e sui quali hanno lucrato, salvo ora piangere miseria dopo essersi intascate (e distribuito imediatamente, in barba a ogni principio prudenziale di buon senso) fiumi di denaro. Ricapitolando, dopo la crisi creata dal sistema finanziario, i costi sono stati ribaltati sul debito pubblico mentre i ricavi a menager e investitori privati. Ora, non soddisfatti, in nome di una mancanza di liquidità sostenuta solo dai media e dai governi ormai intrecciati col potere finanziario, partendo da quello Prodi fino a giungere ai ridicoli giorni nostri con la tripletta Monti/Letta/Renzi, le banche dicono che per poter erogare fondi all’economia privata in difficoltà serve nuova creazione di denaro. Cosa c’è di meglio, quindi, del prendere tutti i crediti delle ormai poche aziende private, metterli in una scatola, farsi dare garanzie reali in cambio di un bel tasso di interesse, e venderli alla BCE? Un vero affare, visto che i debiti dei privati sono in maggior parte nei confronti delle banche stesse, che così vedono rientrare i loro prestiti, aumentando quindi le disponibilità liquide. Tutto questo fiume di soldi arriverà sottoforma di nuove erogazioni per la nostra economia? Ne dubita fortemente lo stesso MEF, che parla di “incoraggiamento a” erogare credito, specificando però che non è la mancanza di liquidità a rendere difficili le erogazioni, ma lo scarso rendimento di tali investimenti!
Giustamente, le grandi e medie imprese che fiorivano nel nostro Paese, sono state di fatto già spolpate dal sistema finanziario, ed è inutile la rincorsa a rifinanziare le medio/piccole rimaste, essendo già così destinate presto a soccombere e venire assimilate dalla finanza a prezzi molto più vantaggiosi.

(*) traduzione: quelli con più basso grado di rischio insolvenza>>

…ovviamente si tratta di uno stralcio di “analisi” su uno stralcio degli effetti che il vero problema causa (autodeterminazione e coscienza dei cittadini, sovrani a loro insaputa!)

17/02/2015 Posted by | Casta, Economia, Politica | , , , , , , , , , , , , , | Lascia un commento