Schumyno

Cittadino libero e in movimento

Distruzioni e Distrazioni di Massa

Io non temo le “verità”, che siano scomode o meno. E poi, ognuno ha la sua…

quelli che temo sono i fatti. Atti precisi, situazioni identificabili e certe, documenti, testimonianze. In un mondo ormai basato sulla comunicazione unilaterale (e non informazione, attenti: comunicazione), dove gli stessi soggetti si appropriano della decantata “democrazia dell’informazione”, di fatto infinocchiando il popolo bue come dall’alba dei tempi offrendo loro una vasta scelta dello stesso sterco, il passaparola, la libertà di arbitrio, la “coscienza” possono essere le sole cose che ci salveranno dal correre e ricorrere gli stessi cicli storici.

Dopo aver visto quello che la gente può fare, certa gente, le parole di Gianni sono solo la conferma di quanto ho vissuto, visto, imparato, nel corso della costruzione della “mia verità”.

La via più facile, quasi mai è la più giusta: o ce lo ficchiamo in testa, o tutto quel che facciamo non avrà mai alcun senso, fintanto qualcuno deciderà che è il momento di spegnerci. Come ? mah, è uguale… un cancro, un infarto, intrugli chimici per una malattia inesistente, droghe prodotte e protette da Stati… migliaia di modi, non ultimi bombe, alluvioni e terremoti.

Buona lettura e grazie a Gianni Lannes, e ai suoi documentati spunti.

Fonte: http://quintoelementomusical.wordpress.com/2012/06/02/gianni-lannes-distruzioni-e-distrazioni-di-massa/#more-344

Gianni Lannes: Distruzioni e distrazioni di massa

di Gianni Lannes

Prove di pensiero unico. Ingresso omaggio. Siore e siori, avanti c’è posto: lo spettacolo è iniziato da un pezzo. Nel Belpaese c’è stato un colpo di Stato, poi una serie di attentati dei noti Servizi, perfino una strage in grande stile (tecnologicamente evoluta) e non ve siete accorti. Che peccato. Attivate il neurone che vi rimane: va in onda la disinformazione pilotata a dovere. Mentre l’Italia sempre più caotica ed inquinata,  sta per collassare definitivamente sotto la speculazione finanziaria che ha imposto con un golpe in piena regola, un maggiordomo dell’alta finanza di nome Monti Mario (Trilateral, Goldman Sachs, Bilderberg, eccetera eccetera), senza neppure dire, muoio, due quotidiani tricolore – il 30 maggio 2012 – la sparano grossa all’unisono, prendendosi la briga di attaccare il dissenso espresso su Internet. Singolare coincidenza? Il Corriere della Sera(versione online) che ha per direttore Ferruccio De Bortoli, già ospite delle riunioni a porte chiuse del Gruppo Bilderberg, titola: Il Sisma tutta colpa del complotto. Occhiello: “C’è chi non crede alle cause naturali del terremoto dell’Emilia e sul web rilancia ipotesi alternative e fantasiose”. Gli fa eco il giornale di proprietà Fiat, ossia La Stampa – diretta Mario Calabresi,  pupillo in ascesa dei poteri forti – che sbotta: Terremoto: complottisti, scatenati sul web. Accusano fracking, trivellazioni e altro. Anche l’Agenzia giornalistica italiana non è da meno. Perché tentare di ridicolizzare – tra l’altro maldestramente – chi non si adegua al pensiero unico ed ha puntato l’attenzione sulla genesi artificiale di determinati terremoti che hanno colpito la Penisola? L’onere della prova spetta a chi detiene il potere. Si dà il caso che – non sia un complottista esoterico -abbia lavorato per questi due ex autorevoli giornali. Ergo: ho voce in capitolo per smontare questa ignoranza honoris causa, propagata dalle testate padronali (anche in altre occasioni: No Tav, pro nucleare, a favore degli inceneritori di rifiuti e, così via). Tutto fa brodo per criminalizzare il dissenso e reprimerlo. Il sistema è disarmante: mescolare menzogne (tante) e mezze verità. In ogni caso, la Nato spieghi cosa ha combinato durante e dopo l’esercitazione bellica Proud Manta 12, ai piedi del vulcano sottomarino Marsili. Grazie.

Stampa di regime – Un dato di fatto che non teme smentite. Il Corsera non è più quello dei tempi delle cronache corsare del poeta Pier Paolo Pasolini (“Io so…”). Due anni fa (a marzo) hanno fatto il loro ingresso nel consiglio di amministrazione di Rcs Quotidiani,Giovanni Bazoli (Intesa Sanpaolo), Cesare Geronzi (Mediobanca), Diego Della Valle (Dorint), Luca Cordero di Montezemolo (Fiat), Giampiero Pesenti(Italmobiliare e Marco Tronchetti Provera (Pirelli). Dunque, non un solo editore nel patto di sindacato, ma solo mastodontici conflitti di interessi. A Torino, il gruppo Fiat, attraverso l’Itedi controlla La Stampa. E tralascio, ma solo in questa circostanza per via del taglio editoriale, tutto il resto dell’accozzaglia di potere, a partire da Carlo De Benedetti (Bildeberg Group) e Berlusconi Silvio (P2, tessera 1816). A proposito, è già stabilito: Montezemolo sarà il prossimo Primo Ministro con Berlusconi al Quirinale. In sostanza: in Italia non c’è il quarto potere, a parte, qualche raro collega, non esiste un sistema di informazione in grado di accendere un riflettore sull’intera casta al comando.

Nuovo ordine mondiale – Il Corsera (25 novembre 2011) ha pubblicato “Bocconi, Trilateral e Goldman Sachs: il premier lascia tutti gli incarichi”. Occhiello:“via anche da Bilderberg”. Ecco cosa ha scritto Bocconi Sergio, in un articolo illuminato: “Mario Monti il Bocconiano ha lasciato la presidenza dell’università milanese e le altre cariche ricoperte finora nella Trilateral, nel Bilderberg group e in Goldman Sachs. Il neopremier farà dunque solo il premier, gli altri impegni sono stati annullati”. E poi ancora sul tecnico legato a nodo inestricabile ai poteri forti: “Anzitutto l’abbandono della consulenza in Goldman Sachs: la banca d’affari americana lo aveva chiamato come advisor (al pari di altri italiani politici e non, come Romano Prodi o Gianni Letta (…) Monti ha poi lasciato la carica di presidente europeo della Trilater Commission, il think tank globale fondato da David Rockfeller nel 1973. E che vede diversi altri partecipanti italiani: da Enrico Letta a Enrico Tommaso Cucchiani, finora in Allianz e da ieri neoamministratore delegato di Intesa Sanpaolo; da Carlo Pesenti al banchiere Maurizio Sella, dall’italiano per carica Dieter Rampl, presidente di Unicredit a Pierfrancesco Guarguaglini di Finmeccanica (…) Infine, il premier ha lasciato lo steering committee del gruppo Bilderberg, nel quale l’unico componente italiano è Franco Bernabé, presidente di Telecom». Allora, “Il Club Bilderberg” – incluse le sue diramazioni – non è un’invenzione esoterica, come propaganda il mainstream, se anche il “più importante” quotidiano italiota ne parla. E se a questo quadro di trasparenza aggiungiamo l’intervista al Presidente Emerito della RepubblicaFrancesco Cossiga (già responsabile insieme al prescritto per mafia Giulio Andreotti)dell’assassinio di Aldo Moro, rilasciato proprio al Corriere della Sera il 30 novembre 2007. Di che parlava il picconatore? Semplice: l’attentato per antonomasia: “Da ambienti vicini a Palazzo Chigi, centro nevralgico di direzione dell’intelligence italiana, si fa notare che la non autenticità del video è testimoniata dal fatto che Osama Bin Laden in esso confessa che Al Qaeda sarebbe stato l’autore dell’attentato dell’11 settembre alle due torri in New York, mentre tutti gli ambienti democratici d’America e d’Europa, con in prima linea quelli del centrosinistra italiano, sanno ormai bene che il disastroso attentato è stato pianificato e realizzato dalla Cia americana e dal Mossad con l’aiuto del mondo sionista per mettere sotto accusa i Paesi arabi e per indurre le potenze occidentali ad intervenire sia in Iraq sia in Afghanistan”.

Associazioni segrete – Il Gruppo Bilderberg nasce nel 1952, ma viene ufficializzato due anni più tardi, a giugno del 1954, quando un ristretto gruppo di vip dell’epoca si riunisce all’hotel Bilderberg di Oosterbeek, in Olanda.   Tra i promotori – precisano alcuni studiosi della semi sconosciuta materia – occorre ricordare due nomi in particolare: sua maestà il principe Bernardo de Lippe, olandese, ex ufficiale delle SS, che ha guidato il gruppo per oltre un ventennio, fino a quando, nel 1976, è stato travolto dallo scandalo Lockheed; e Joseph Retinger, un faccendiere polacco al centro di una fittissima trama di rapporti con uomini che per anni hanno contato sullo scacchiere internazionale della politica e dell’economia. «La loro ambizione – viene descritto – era quella di costruire un’Europa Unita per arrivare a una profonda alleanza con gli Stati Uniti e quindi dar vita a un nuovo Ordine Mondiale, dove potenti organizzazioni sopranazionali avrebbero garantito più stabilità rispetto ai singoli governi nazionali. Fin dalla prima riunione vennero invitati banchieri, politici, universitari, funzionari internazionali degli Usa e dell’Europa occidentale». Invece, la Trilaterale nasce nel 1973, sotto la presidenza “democratica” di Jimmy Carter e del suo consigliere speciale per la sicurezza, Zbigniew Brzezinsky. A ispirare il progetto, le famiglie Rothschield e Rockfeller. Un progetto che ha irresistibilmente attratto i potenti del mondo, a cominciare proprio dai presidenti Usa, con un Bill Clinton in prima fila. Il giornalista Richard Falk, già nel 1978  scrive sulle colonne della Monthly Review di New York: «Le idee della Commissione Trilaterale possono essere sintetizzate come l’orientamento ideologico che incarna il punto di vista sopranazionale delle società multinazionali, che cercano di subordinare le politiche territoriali a fini economici non territoriali». E’ la filosofia delle grandi corporation, che stanno privatizzando le risorse del pianeta Terra, a cominciare dai beni primari, come ad esempio l’acqua: non solo riescono a ricavare profitti stratosferici ma anche ad esercitare un controllo politico su tutti i Sud – e non solo – del mondo. La logica della globalizzazione. E i bracci operativi di questo turbocapitalismo sono proprio due strutture che dovrebbero invece garantire il contrario: ovvero la Banca Mondiale e il Fondo Monetario Internazionale. «Entrambi – scrive uno studioso, Mario Di Giovanni – sotto lo stretto controllo del ‘Sistema’ liberal della costa orientale americana. Agiscono a tutto campo nell’emisfero meridionale del pianeta, impegnate nella conduzione e ‘assistenza’ economica ai paesi in via di sviluppo». E proprio sull’acqua, la Banca Mondiale sta dando il meglio di sé: con la sua collegata IFC (Internazionale Finance Corporation) infatti sta mettendo le mani sulla gran parte delle privatizzazioni dei sistemi idrici di mezzo mondo, soprattutto quello africano e asiatico, condizionando la concessione dei fondi all’accettazione della privatizzazione, parziale o più spesso totale, del servizio. Del resto, è la stessa Banca a calcolare il business in almeno 1000 miliardi di dollari. Scrive ancora Di Giovanni: «Le decisioni assunte dai vertici della Trilateral riguarderanno sempre di più quanti uomini far morire, attraverso l’eutanasia o gli aborti, e quanti farne vivere, attraverso un’oculata distribuzione delle risorse alimentari. Decisioni che riguarderanno l’ingegneria genetica, per intervenire nella nuova ‘umanità’. In una parola, tutto ciò che definitivamente distrugga il ‘vecchio’ ordine sociale, cristiano, per la creazione di un nuovo ordine. Ma tutto questo senza particolari scossoni. Non vi sarà bisogno di dittature, visto che le democrazie laiche e progressiste, condotte da governi di ‘centrosinistra’, servono già così efficacemente allo scopo. Governi che riproducono – conclude – una formula già sperimentata lungo l’intero corso del ventesimo secolo e plasticamente rappresentata dal passato governo Prodi-D’Alema: l’alleanza fra la borghesia massonica e la sinistra, rivoluzionaria o meno». L’Alleanza Atlantica (Nato) è affiliata al Gruppo Bilderberg. Come mai?

Guerra ambientale – Quando il generale Fabio Mini nel 2007 (non il primo pincopallino che sproloquia all’angolo del web), parlava di manipolazione climatica e di possibilità di ricreare artificialmente terremoti e tsunami, di sicuro doveva aver bevuto qualche bicchierino di troppo? Esiste un progetto USA che si intitola “Owning the weather in 2025” ossia controllare il clima entro il 2025 tutto documentabile e verificabile, ma evidentemente è più facile dare degli allucinati e dei complottisti agli altri, piuttosto che informarsi e indagare a dovere. D’altronde è sufficiente guardare i dati statistici per constatare di quanto gli eventi catastrofici siano aumentati da quando è in corso questa sperimentazione. Prima c’era un’alluvione dagli effetti devastanti ogni 10 anni nella peggiore delle ipotesi, ora son nell’ordine di 3-4 all’anno. Terremoti idem: prima l’intervallo di tempo tra l’uno e l’altro erano molto ampi, ora hanno una frequenza ravvicinatissima e seguono, anzi anticipano curiosamente gli eventi politici. Sul fatto di a chi giova poi non è che ci voglia la scienza per capirlo. Disastri? Uguale accise che finiscono nelle casse dello Stato. Ricostruzione? Per ricostruire servono finanziamenti e i soldi si chiedono in prestito alle banche che guadagnano sugli interessi e di certo non li regalano. Ricostruzione uguale appalti pubblici uguale mafia organizzata dallo Stato…ecco a chi giova, devo continuare? HAARP è un progetto governativo nord-americano, ufficialmente  in grado di bombardare la ionosfera di onde radio. Sempre ufficialmente può influire sulle condizioni climatiche di una zona. La base principale si trova in Alaska ma ce ne sono diverse legate alle basi nato nel mondo. HAARP non è una base segreta, è quello che fa HAARP ad essere un segreto. D’altronde anche l’AREA 51 non è segreta, ma cosa succede lì dentro voi scienziati a pagamento forse lo sapete? Le teorie del Caos chiaramente indicano che ci deve essere una sensibilità alle condizione iniziale e di dipendenza dell’evento. Per cui dipende dalla quantità di prosciutti e forme di parmigiano che gravano sul territorio e dal rapporto con quelle esportate durante la congiuntura astrale. In altri termini,  è stato tutto organizzato dai servizi segreti di Terronia per colpire la Padania ed in particolare per far cadere le vendite del parmigiano a favore dei vari pecorini del sud. Pensateci bene, è molto più attendibile delle altre teorie illustrate dalla stampa quotidiana. Scherzi a parte, evidentemente dare del complottista a chiunque tenti di ragionare sugli eventi catastrofici può essere più comodo. In fondo, la Terra gira in senso orario se la guardiamo dalla verticale sopra al polo sud, ma se la guardiamo dal polo nord gira in senso antiorario.  Gli impiegati della comunicazione (asservita) non sbagliano mai, perché partono sempre dalle conclusioni. I pennivendoli hanno sempre una tesi da dimostrare e quindi vedono solo e soltanto le fantasie che la sostengono e negano l’esistenza dei fatti che la contraddicono. Insomma, sanno sempre tutto perché sono infallibili: sono infallibili perché sono dogmatici e sono dogmatici perché non sono liberi. Fa una bella differenza tenere la guardia un pò più alta e non essere  dentro il club del parco buoi. Poi ognuno creda a quello che vuole, naturalmente, ma etichettare l’Altro nel recinto di una definizione dispregiativa (complottista, dietrologo, esoterista, esaltato e altro ancora) denota soltanto malafede e scarsità di neuroni. Parola di Henry Ford: “Meno male che la popolazione non capisce il nostro sistema bancario e monetario, perché, se lo capisse, credo che prima di domani scoppierebbe una rivoluzione”.

http://quintoelementomusical.files.wordpress.com/2012/06/cover-bassa-risol.pdf

05/06/2012 Posted by | Uncategorized | , , , , , , , , , , | Lascia un commento

Ecco perchè mi sta sulle palle Grillo

…mi ruba le parole. I pensieri. I timori e persino la speranza che sì, ce la possiamo fare, se saremo in tanti a renderci finalmente conto che nessuno scappa da nulla, il mondo è tondo e non esiste una buca di sabbia dove infilare la testa. E’ inutile. Affrontiamolo.

E poi, mi sta sulle balle perchè quando queste parole le uso io, nessuno mi prende sul serio. Se le dice invece un comico…

spero di sì.

Wake up people!

E’ un nuovo giorno.

21/04/2012 Posted by | Uncategorized | , , , , , , , , , , , , , , , , , | 3 commenti

La mafia A Milano ESISTE

“L’obiettivo di questa conferenza è uno: che il Comune diventi sempre più un catalizzatore di partecipazione di cittadinanza attiva”.

Nelle parole di Mattia Calise è racchiuso il senso, l’unico scopo, della serata organizzata da Pierpaolo Farina, blogger di “Qualsosa di Sinistra”  in cooperazione con il MoVimento 5 Stelle Milano, nella sala Alessi di Palazzo Marino: nel cuore della città. E’ qui, nelle Istituzioni, che si annida il rischio, sempre più spesso comprovato, di collusioni e infiltrazioni della malavita organizzata. Non siamo ingenui, e non siamo ipocriti: tutti conosciamo i risvolti oscuri di certe indagini, molte tutt’ora aperte, molte altre chiuse quasi in via definitiva, che riguardano eccellenti collaborazioni ad “altissimi livelli” tra politica e malaffare, quindi l’unico modo per impedire che le collusioni si ripetano, è coinvolgere l’opinione pubblica, portandola nei “palazzi di potere”.
La mafia A Milano Esiste. Da molti anni. Le testimonianze raccontate dai nostri ospiti parlano di un sistema radicato, integrato, non più di una semplice infiltrazione. Raccontano storie di violenza, di donne sciolte nell’acido, di alta finanza, di infiltrazioni negli appalti pubblici in maniera costante e contravvenendo a leggi esistenti che nessuno però applica. Narrano di reti di locali pubblici, persino di paninari notturni, in mano a malavitosi che li usano per riciclare denaro e spacciare droghe, del movimento terra appannaggio della ‘ndrangheta, quella terra che poi finisce magari nei cantieri come a Santa Giulia. Un racconto agghiacciante, le nostre vite immerse in questo sistema colluso che mira all’impoverimento del nostro benessere e della nostra dignità, che è un punto di partenza per sviluppare sani anticorpi verso questo male in apparenza incurabile, per aumentare la partecipazione dei cittadini nelle sedi istituzionali al fine di monitorare e debellare il problema.
Loro non molleranno mai (ma gli conviene?)… noi neppure
Un sentito ringraziamento a tutti coloro che hanno reso possibile questo evento, dal personale del Comune a Pierpaolo, da Mattia ai nostri ragazzi che hanno attrezzato e seguito la serata, ai nostri straordinari relatori che ci hanno regalato la loro conoscenza ed esperienza. Un grazie a Antonella Mascali, “moderatrice” e giornalista del Fatto Quotidiano, a Biagio Simonetta, giornalista calabrese e autore di “Faide – L’impero della ‘ndrangheta”.
Non aggiungiamo altro sulla serata: il tema è “partecipazione di cittadinanza attiva”. Questa sera collegate il Pc al televisore, e guardate le registrazioni con la famiglia. E’ più interessante di un film: qui parliamo di quello che accade attorno a voi, di chi potrebbero essere i compagni di gioco dei vostri figli e del vostro futuro…

Parte 1 – Benvenuto e apertura di Mattia Calise e Biagio Simonetta

Parte 2 – Pino Masciari

Parte 3 – Ivan Cicconi

Parte 4 – Giulio Cavalli

Parte 5 – Francesco Greco

Parte 6 – Nando Dalla Chiesa

http://www.beppegrillo.it/listeciviche/liste/milano/2011/11/la-mafia-a-milano-esiste.html

02/11/2011 Posted by | Uncategorized | , , , , , , , , , , , , , , , | Lascia un commento

LA MAFIA A MILANO ESISTE

“C’era una volta la mafia…”
 
E’ così che dovrebbero iniziare le favole narrate ai bambini dai loro genitori. La realtà, invece, è ben differente, e la mafia non solo esiste, ma si è radicata a tal punto nella nostra provincia da essersi spesso fusa con parti di amministrazioni pubbliche, di società finanziarie, pubbliche e private. Praticamente ovunque ci sia un interesse economico. Un business che ha trovato i capitali iniziali nei rapimenti e nelle spaccio di stupefacenti, prima, e nel monopolio della cocaina imposto dalla ‘ndrangheta successivamente, per poi lanciarsi nella new economy, fino all’ingegneria finanziaria.
Il MoVimento 5 Stelle si è sempre occupato di questo tema, continuando il lavoro iniziato anni prima dal Meetup 1, Gli Amici di Beppe Grillo Milano. Negli anni la nostra partecipazione e il nostro supporto a eventi volti a denunciare la reale situazione criminale della città, a partire dal Cineforum Altoparlante, passando dalle tre edizioni della “Settimana Contro Le mafie Milano” (2009/10/11, l’ultima in collaborazione con Libera e le collaborazioni con il Popolo delle Agende Rosse  di Salvatore Borsellino, arrivando ai giorni nostri, con il nostro impegno al fianco di quelle associazioni (come Qui Milano Libera , Le Girandole , Stampo Antimafioso), e ovviamente dei cittadini, che ritengono doveroso un segnale forte da parte delle Istituzioni, come una Commissione Antimafia seria e esperta nel capoluogo lombardo.
 
In questa ottica, il MoVimento 5 Stelle Milano e Qualcosa di Sinistra  hanno voluto lanciare un evento più unico (fino ad ora) che raro: un convegno che tratti di mafia e che cerchi di spiegare come essa operi ai giorni nostri, che si terrà all’interno della sede Istituzionale più importante della città, il Comune di Milano, in una delle sue sale più prestigiose.
 
Il 26 ottobre 2011 Milano ospiterà, in diretta streaming su www.C6.tv
e sul nostro canale http://www.ustream.tv/user/movimento5stellemi, con ingresso libero (limitato alla capienza della sala), Nando Dalla Chiesa, Ivan Cicconi, Pino Masciari, Francesco Greco e Giulio Cavalli.

LOCANDINA EVENTO  —->  La_mafia_a_Milano_ESISTE

Diffondi l’iniziativa!! Passaparola!!

21/10/2011 Posted by | Uncategorized | , , , , , , , , , , , , , , | Lascia un commento

Salvatore Borsellino: mafia e Milano

Abbiamo colto l’occasione del fantastico incontro organizzato dai nostri amici del MoVimento 5 Stelle di Brugherio, per intervistare Salvatore Borsellino, fondatore del famoso Movimento delle Agende Rosse, nato per pretendere verità e giustizia intorno al periodo nero delle stragi del ’92, che ha visto il suo epilogo con la carneficina di via D’Amelio.
Fondato in nome di Uomini veri.
Nonostante la gran confusione circostante legata all’evento, Salvatore ha accettato di fornirci il suo punto di vista sui temi che stranamente oggi sentiamo particolarmente importanti, come guarda caso la presenza delle mafie nel nostro territorio (forse in vista della decisione su quale commissione antimafia istituire?), e le contromisure possibili per tentare di fermare seriamente l’escalation del fenomeno, che vede Milano come il nuovo cuore pulsante della malavita, con giri d’affari da fare rabbrividire Tremorti e ogni sua manovra finanziaria (…per salvare un Paese ormai apparentemente destinato al default e alla defraudazione coatta).

 Ma come si suol dire… loro non molleranno mai (ma gli conviene?)… noi neppure…

…per questo perseguiamo il nostro obiettivo di una società più giusta, dove la vita reale, fatta di informazioni, conoscenza e condivisione, possa vincere l’omertà della violenza e del sopruso.
Con l’aiuto, ad esempio, di coraggiosi ragazzi come quelli che compongono la “Compagnia degli Stracci”, portando in scena la tragicommedia mafiosa.

L’evento, trasmesso in diretta streaming, è possibile rivederlo a questo link http://www.ustream.tv/recorded/17734764

Post aggiunto 02/11/11

11/10/2011 Posted by | Uncategorized | , , , , , , , , | Lascia un commento

MoVimento 5 Stelle Milano pro NOTAV

(Articolo ripreso da http://www.beppegrillo.it/listeciviche/liste/milano/2011/08/movimento-5-stelle-milano-pro-notav.html )

Da qualche mese anche M5S Milano ha preso contatti diretti con i nostri impavidi ragazzi piemontesi: la lotta NoTav è di fondamentale importanza per tutti, in quanto rappresenta la forma più “alta” di partecipazione “diretta” mai ottenuta finora da parte di semplici cittadini, finalmente indignati e risvegliati dall’onirica finta informazione di regime. Gli organi di (dis)informazione si divertono a passare notizie manipolate e tendenziose, evitando accuratamente di fornire informazioni reali sulle motivazioni di una così serrata lotta contro questa gigantesca, quanto comprovatamene inutile, opera. http://informarexresistere.fr/2011/06/27/150-motivi-per-dire-no-alla-tav/
Abbiamo cominciato a portare supporto “fisico”, presentandoci ai vari presidi, muniti di tende e sacchi a pelo e voglia di aiutare, il weekend precedente il primo sgombero: il Presidio alla “Libera Repubblica” della Maddalena

 al quale si sono poi susseguite le nostre partecipazioni alla grande manifestazione del 3 luglio

 i 4 giorni di ferragosto

e in ultimo il weekend scorso

Per motivi di sicurezza, le immagini, le riprese, girate in questo periodo, non sono state divulgate, se non a piccole e controllate dosi, in modo da non interferire con il lavoro di tutta quella gente che al “fronte” ogni giorno rischia di persona per la propria libertà, e incolumità: la situazione in valle non è facile. http://www.democraziakmzero.org/2011/07/27/un-lacrimogeno-in-faccia-al-no-tav-2/

Le forze dell’ordine, che occupano parecchi spazi senza alcun diritto, da mesi hanno cominciato poi a raccogliere informazioni e foto su tutto il mondo che gira intorno ai NoTav. Hanno fatto appostamenti un po’ ovunque, armati di teleobiettivi, riprendendo volti e targhe di automezzi. Dopo la maxi manifestazione dove si è parlato di adesioni tra le 60 e le 100.000 persone, hanno poi inasprito la vigilanza: è un continuo abusare della forza coercitiva. Chiunque è soggetto a controlli arbitrari: chi si sposta verso Giaglione (il paese più comodo per accedere alla Maddalena, ora che è stato messo sotto sequestro l’accesso da Chiomonte) è quasi certo di venire fermato e identificato dalle forze dell’ordine. Ma non solo. A molte persone, ivi incluso il personale del nostro Gruppo Consiliare Piemontese, oltre al controllo dei documenti, viene scattata una o più foto. Non sappiamo se ciò è plausibile, legale, lecito: gli avvocati NoTav stanno, nonostante la già immensa mole di lavoro, esaminando le varie normative, ma di certo non è giustificabile il fatto che, oltre al volto, a molti ragazzi è stato richiesto di mostrare i propri tatuaggi, “immancabilmente” poi fotografati. Domanda: è legittimo costituire un database di questo tipo, in un Paese democratico, tal si spaccia la Repubblica Italiana? E non solo identificazioni, ma anche una serie infinita di perquisizioni. Per un nulla ti portano in questura o al commissariato: basta una maschera antigas in auto, o dei limoni o del maalox, per correre il serio rischio di passare ore con le forze dell’ordine, e vedersi consegnare un verbale da parte loro. Come se uno non avesse il diritto di difendersi, sulla propria terra, da gas lacrimogeni vietati persino in guerra, ma stranamente utilizzabile sui civili. http://www.nocensura.com/2011/07/classe-mista-lezione-sui-danni-dei.html
Intimidazioni, terrorismo psicologico. Ma hanno fatto i conti senza l’oste: Val di Susa non si arrende. I Valsusini sono a casa loro, e non accetteranno mai di non esser padroni del loro futuro, delle proprie vite. Il video in testa è il finale di un concerto gratuito tenuto al presidio sabato scorso (“NO TAV chiama Italia: Roma risponde”): Giulia Tripoti, romana, a gran voce canta inno “No Tav”. Finito il concerto, come d’abitudine, si è andati a ricordare tutti insieme alle forze dell’ordine che quella terra non appartiene a loro, ma alla gente…

Loro non molleranno mai (ma gli conviene?), noi neppure…

Pensate che molleranno i valsusini??  A SARA’ DÜRAAAAAA!!!!

24/08/2011 Posted by | Uncategorized | , , , , , , , , , , , | 1 commento