Schumyno

Cittadino libero e in movimento

Tares – Imu : sostituzione? Golpe go on

Non mi sono addentrato nello studio della nuova buffonata frutto dell’ignobile inciucio a cielo aperto tra PD e PDL, con supporto di Lega, Sel, FDI sotto il protettorato europeo di Lista Civica. Il teatrino dell’IMU, e dei finti battibecchi nati sotto il Governo Letta(maio) dove tutti minacciavano il nulla assoluto con l’ausilio dei Media sempre più schiavi, è servito solo a una cosa: continuare il progetto P2 di Gelli (che non era manco un genio del male, solo una pedina di un progetto identico nato decenni prima oltreoceano) di distruzione dello Stato Sociale.
Oggi i giornali e la rete si scatenano, sbeffeggiano TASER riducendo questo abominio in un solito “rientro dalla finestra” dell’IMU. Magari fosse solo questo.
I comuni italiani non potevano chiudere i bilanci, pesantemente negativi ovunque: senza il gettito IMU ora definitivamente svanito, dovranno tagliare (non i privilegi degli amministratori delegati o stipendi d’oro della politica) ovunque i servizi e drenare fondi da altre fonti…
In attesa della partenza di questa fantomatica TASER : 1° gennaio 2014!! Milano doveva chiudere il bilancio entro agosto, e senza avere nessun riferimento certo e fisso sulle presunte entrate future, come pensate che faranno i milanesi? Qualcuno ha visto la proposta di legge in questione? Decreto Legge? Come, dove, se e QUANTO entrerà nelle casse comunali?
Questa gente va cacciata, ora, subito. Imu Irpef disoccupazione esodati debito. Tutto risolvibile, se lo Stato torniamo a essere NOI. E non loro (ignari se va bene, farabutti e collusi altrimenti).
Non seguite più l’informazione ufficiale. Cercate canali alternativi e diffondete la vostra opinione, creando spunti di analisi e discussione, sempre. Nessuno ha la verità in tasca: ma possiamo costruirne una verosimile insieme, senza questi pagliacci.
Prendetevi un paio di ore, e ascoltate quanto segue

29/08/2013 Posted by | Casta, Informazione, Politica | , , , , , , , , , , , , , | Lascia un commento

Fatti, non promesse

RadioHinterland

Intervista a RadioHinterland 1 febbraio 2013

L’arena politica attuale è complicata per un attivista M5S; tutti gli schieramenti si sono lanciati sulla scia delle nostre idee e dei nostri programmi. Tutti parlano di ambiente, di mobilità, di “sanità”. Confondono le acque, sicuri che anche questa volta le bugie, dimostrabili solo a posteriori,saranno perdonate in nome di una presunta “urgenza” democratica che avvalorerebbe il ritorno del fantomatico MrB e la cura Bersani o Monti.
Peccato che però la gente, i cittadini, siano stufi di promesse. Da qualche anno a questa parte, ci sono nuovi personaggi che si aggirano nei gangli del potere: prima come semplici spettatori che volevano vedere da vicino il funzionamento della macchina pubblica, oggi sempre più inseriti nei contesti istituzionali, come consigli comunali e regionali (e presto anche in Parlamento). E’ così che è nato il Movimento 5 Stelle: da una necessità. Il bisogno di “fatti”, non di promesse e parole al vento.
Tutti parlano di tagli agli sprechi: M5S li ha fatti partendo da sé stesso, rinunciando a privilegi e rimborsi elettorali, facendo le pulci agli amministratori di aziende controllate dalla pubblica amministrazione e tagliando i compensi ai nostri eletti.
Tutti parlano di ambiente: peccato poi però si parli di altri nuovi inceneritori in Lombardia, di 800Km di nuove autostrade, di scempio “EXpo2015” che con una inutile “Via d’Acqua” andrà a rovinare ben tre parchi… e senza considerare i folli piani urbanistici, con fantomatiche “Città della Salute” inutili. Tutti parlano di “sanità”, ma qui noi prendiamo le distanze. Quello che ci interessa rispettare in primis, è il diritto alla salute, non il diritto a usufruire della “sanità”: miliardi di euro buttati ogni anno in “cure” eterne, e zero investimenti sulla prevenzione delle cause di malattia? Insensato: un pizzo in piena regola.
Tante sono le promesse che fanno in questi giorni: ma basterebbe leggere il programma di Pisapia alle scorse comunali milanesi, per capire che sono solo chiacchiere… o guardare in rete come ogni forza politica stia ignorando il referendum sull’acqua pubblica
E’ finito il tempo delle deleghe: ogni cittadino che ha a cuore il futuro proprio e dei propri figli, non ha che da partecipare alla vita pubblica, usando un movimento aperto a tutti coloro che sanno ancora sognare un mondo migliore.

02/02/2013 Posted by | Acqua, Ambiente, Casta, NoExpo, salute, sanità, Uncategorized | , , , , , , , | Lascia un commento

“REFERENDUM S. RAFFAELE: DOPO I FURTI MILIARDARI i lavoratori respingono la resa incondizionata!”

Ecco cosa accadeva il 10 novembre 2012

E ecco come continua la vicenda, oggi. Dopo mesi e la totale assenza dei principali attori sindacali )da tempo ormai passati al soldo, tramite consuetudini, gerarchie, privilegi acquisiti, di coloro che tutto muovono senza mai apparire), i lavoratori si trovano a competere tra loro in un referendum, a difesa di diritti sacrosanti, che neanche avrebbero esser dovuti discussi: lavoratore cornuto contro lavoratore mazziato. Hanno vinto i difensori dei diritti dei lavorati, ma di misura: il 55%. A mio avviso, un referendum utile alla nostra società, avrebbe dovuto essere qualcosa che suonasse circa così “Volete voi lavoratori sfruttati e gestiti solo a scopi di vantaggio personale di altri, occupare, organizzarsi e autogestire questa struttura ospedaliera andata in bancarotta a causa di gente senza scrupoli?”
Questo referendum, sì che avrebbe spaventato e fatto tremare le poltrone di tutti i “palazzi”.

Grazie a “Gianfry” e alla redazione de Il Paolaccio che tiene tutti costantemente aggiornati sulle vicende della sanità del capoluogo lombardo.

“”85.7% I VOTANTI SUL TOTALE DI 3.000 LAVORATORI. 1365 I NO ALLA PREINTESA ROMANA FATTA DI SOLI TAGLI STIPENDIALI E SACRIFICI NORMATIVI ABNORMI. 1.100 I SI, I LAVORATORI NON VOGLIONO ESSERE LE VITTIME SACRIFICALI DEGLI INGORDI CHE HANNO SACCHEGGIATO IL SAN RAFFAELE! ORA è LOTTA PER LA DIGNITà DEL LAVORO! Il referendum sulla pre-intesa sottoscritta a Roma dalla RSU del San Raffaele ributta nella lotta con il NO la patata rovente frutto della bancarotta di Don Verzè e dei suoi amici regionali (Formigoni in testa). Il 25 gennaio l’assemblea generale di presentazione del referendum sull’ipotesi di accordo raggiunta a Roma aveva già registrato le proteste dei lavoratori una volta resisi consapevoli del fatto che l’amministrazione di Rotelli avrebbe rinunciato a licenziare solamente “nei termini e per i motivi” del licenziamento collettivo dei 244 lavoratori intrapreso il 31 ottobre 2012. A questo limite palese che circoscrive nel solo immediato la rinuncia a licenziare – per estenderla eventualmente nel tempo futuro – si aggiungono una serie infinita di rinunce di diritti sacrosanti e di peggioramenti economici che spaziano da riduzioni di stipendio nell’ordine del 9 – 10% alle ridefinizioni delle relazioni sindacali con possibili ricadute sulle organizzazioni antagoniste. Netta è stata anche la contrarietà al passaggio al regime privatistico contrattuale AIOP con settimana lavorativa di 38 ore senza aumenti salariali e alla riduzione dei diritti della maternità pure accompagnata dalla disdetta di tutti i precedenti accordi sindacali con la cancellazione di tutte le numerose pendenze a carico dell’amministrazione con possibilità di derogare le norme contrattuali nazionali. Questi cassati dal NO referendario del 29 gennaio sono solo alcuni degli umilianti pedaggi chiesti nel nome dei 244 lavoratori presi in ostaggio per far pagare in termini di salario e diritti acquisiti una crisi scatenata dagli arraffoni collusi con i poteri regionali formigoniani vicini all’Opus Dei. Un colossale passo indietro che arretra di mezzo secolo le conquiste salariali e normative senza che il padronato abbia messo praticamente nulla sul tavolo. Contrari all’ipotesi di intesa siglata da Confederali e parte della RSU del S. Raffaele troviamo tra gli altri i rappresentanti di USB e USI. Il dubbio è che a Roma sia stata trattata una questione dai grandi risvolti politici senza la sufficiente preparazione giungendo a un risultato che può potenzialmente avere effetti incalcolabili a livello nazionale sia per il comparto e sia per l’intero pubblico impiego. La Regione, rimasta defilata per tutto il tempo, potrebbe ora assumere finalmente un ruolo attivo in una contesa che ha visto prevalere la rapacità dei privati che hanno rilevato a prezzo di saldo un ospedale che a parole tutti vorrebbero di rilevanza internazionale. La redazione de Il paolaccio “”

30/01/2013 Posted by | Economia, salute, sanità | , , , , , , , , , , | Lascia un commento

Riqualificazione Darsena – Navigli – (no) Expo: soliti trucchi

Grandi schieramenti, in campo. Da Confalonieri a De Cesaris, passando da Gentili e Tancredi, e tanti altri nomi “illustri”, come Rabaiotti e svariati consiglieri di zona. Gli invitati: cittadini, di vari comitati, associazioni, o semplici residenti e/o curiosi (non poi così molti, data l’assenza di informazioni al fuori degli “addetti ai lavori”)

Un incontro che le amministrazioni hanno ritenuto necessario, forse per via del crescente “rumore” fatto dai vari comitati, forse perchè bisognosi del “consenso” della gente, in vista degli impegni in scadenza, forse per cercare di distogliere l’attenzione dal quadro generale. “Forse”. Forse il fatto che la scadenza del bando il 31/1 per la riqualifica fosse l’occasione perfetta per invocare “l’urgenza” e il bisogno di “prendersi le responsabilità delle scelte”, anche se non condivise dai cittadini (la maggioranza ignara, di averle: le scelte) non è stata alla base di questo incontro. Sì, forse. Come “forse” i terreni agricoli non vengono lasciati all’incuria, in modo tale da non rendere plausibili le modifiche dei PGT in favore della loro conversione in terreni atti ad altri scopi remunerativi, come costruire palazzi vuoti e strade, ferrovie, ponti, inutili… inutili come Expo, che ormai anche i sassi sanno non avrà mai luce: pareggio di bilancio, salasso finanziario, crisi dello Stato Sociale… Intanto, però, ai più, me compreso, sfugge il punto cruciale. La rabbia, l’attenzione, vengono rivolti al progetto Darsena: una ventina di milioni scarsi, per rifare in modo pittoresco l’antico porto di Milano. C’è chi lo vuole futurista, chi lo vuole verde e ecologico, chi “alla moda”, chi vuole il mercato e chi no, chi si preoccupa della viabilità e dell’afflusso ai negozi, chi si preoccupa di salvare l’isolotto spontaneo sorto nel mentre… già, nel mentre di cosa? nel 2004 la Darsena era “piena”: forse non era pulita (ma neanche oggi, e i navigli messi ancora peggio!), ma non era un’arida radura con chiazze di acqua ristagnante. Era la Darsena. Poi si è cominciato a parlare di “riqualifica”. Di Expo. Di “vie d’acqua”. E cosa c’è di meglio di una Darsena putrida per fare insorgere i cittadini a pretendere un “intervento”?

Somma questo, somma quello, prendi un Expo, una Darsena, qualche parco protetto, qualche “PGT”, si va di shake, e nasce un progetto da miliardi di euro. Un polo fieristico nuovo di pacca, con contorno di appalti per tutta la regione. Che va a modificare interi corsi d’acqua, quando i ghiacciai si vanno sciogliendo… nel mentre di una guerra impietosa verso l’acqua pubblica.

Queste mie, sono solo opinioni, considerazioni. Pensieri buttati lì per iscritto, maturati sull’esperienza fatta negli anni passati a osservare come il prossimo “fotta” il prossimo, sembra con fantasia, ma usando le solite 4 tecniche in croce di comunicazione. Anzi, una sola, a dire la verità: indicare la Luna sapendo che gli altri fisseranno il suo dito. Una ventina di milioni per la Darsena e Navigli. Di fatto, si farà solo la Darsena, lasciando praticamente alla pressoché incuria le sponde sempre più pericolanti, per veicolare il resto dei 175 milioni stanziati, a rovinare Parco delle Groane, Bosco in Città e Parco delle Cave, costruendo una “via dell’acqua” che lascia a detta di molti (incluso Italianostra) qualche forse ragionevole dubbio e che costerà uno sproposito.

Nella capitale della ‘ndrangheta e della “mafia finanziaria”, sarebbe sufficiente a sollevare qualche seria rimostranza.

Confido in M5S e nei suoi consiglieri regionali che entreranno nelle stanze dei bottoni. E soprattutto, in tutta la brava gente che dà l’anima per cercare di fermare la follia di pochi, sparpagliati in movimenti, comitati, associazioni, e anche partiti. Spesso generalizziamo, per praticità comunicativa, ma sono tante le brave persone che credono in quel che fanno, e che partecipano al cambiamento.

Vedremo.

Stay tuned

26/01/2013 Posted by | Acqua, Ambiente, Expo2015, NoExpo, Territorio | , , , , , , , , , , , , , , , | 2 commenti

Lombardi: meritate questo?

Maroni fuori dai maroni

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La “sua Lombardia”… Mi irrita la presenza di questi cartelloni, in giro per Milano. Mi domando sempre, da volontario attivista M5S, dove cerchiamo di non sprecare un centesimo autotassandoci per le poche spese correnti, dove prendano i soldi, questi signori, per permettersi cartelloni pubblicitari a pagamento, e manifesti da appiccicare abusivamente ovunque. Poi mi vengono in mente i “Lusi”, la “tanzania”, i “trota”, le alleanze con Mr B, gli sprechi, gli stipendi e i privilegi che questa gente ha percepito alla faccia di quelli che li avevano votati in buona fede.

A tutti i milanesi e lombardi: questi manifesti sono abusivi, e non ci pagano mai neanche le multe perchè si auto-condonano ogni volta. Voi però pagate l’IMU, il canone Rai, e le tasse su ogni transazione che fate… a voi vogliono togliere il diritto all’acqua pubblica, ma intanto intortano i cittadini con promesse trite e ritrite, vacue.

Via, voglio facce nuove, per la NOSTRA Lombardia

25/01/2013 Posted by | Diritti, Politica, Territorio | , , , , , , | Lascia un commento

#IoVotoM5S perchè esige l’acqua PUBBLICA!

27 milioni di italiani sono usciti di casa quasi due anni fa per esprimere tramite il diritto referendario la propria opinione sulla gestione e proprietà dell’acqua. Il risultato fu chiaro, emblematico: gli italiani vogliono siano “pubbliche“.
Oggi siamo alla vigilia di importantissime elezioni. Regionali e nazionali.

In piena campagna elettorale, i partiti che si ripresentano come “nuovi” riempiendo di brutte facce i cartelloni delle nostre città da dove proclamano bestialità talmente banali da essere offensive, continuano a deliberare contro il diritto all’acqua, infischiandosene bellamente del volere dei cittadini che fino a oggi li hanno mantenuti in privilegi e agi d’altri tempi. E’ tempo di dire basta.

 

Non sono i rubinetti dell’acqua, quelli da chiudere: è il consenso autoreferenziale che li mantiene ancora in vita, interrompiamolo.

La possibilità di scelta c’è! —> http://www.beppegrillo.it/listeciviche/liste/lombardia/2013/01/il-movimento-5-stelle-aderisce-alla-giornata-di-mobilitazione-nazionale-convocata-dal-forum-dei-movi.html

 

Acquabenecomune Milano_volantino_25_gennaio

 

24/01/2013 Posted by | Acqua, Diritti, Economia | , , , , , , , , | Lascia un commento