Schumyno

Cittadino libero e in movimento

E la Baita – Presidio NoTav, bruciò – Vaie

Baita Valsusa Aprile 2012. Intono a metà mese, se memoria non inganna. Non ero attrezzato per quello che mi avrebbe aspettato, ma questa baita mi “salvò”.
Arrivato in valle in treno, dopo esser passato da Torino, scoprii che la pioggia persisteva a dispetto delle previsioni meteo. Alle 20.00 i piedi erano già bagnati. Ora che partimmo per la fiaccolata da Chiomonte per arrivare dietro le macerie della famosa Baita, vicino alla quale era adagiata la roulotte presidio del MoVimento 5 Stelle Piemonte (dove dormii una notte, prima che distruggessero entrambe), la pioggia ormai fitta, si tramutò in neve. Il freddo dei piedi fradici per le infinite pozze, si mescolava alla fatica del percorso, e al calore delle torce, spezzando il fiato appesantito dalla loro combustione.
Una nevicata coi fiocchi, con scenari da fantascienza
SAMSUNG Baita Valsusa4 Baita Valsusa5

Alle 3 di notte, quella baita con la sua stufetta a legno, asciugò vestiti e regalò qualche ora di sonno prima della manifestazione del giorno dopo.

Baita Valsusa3Baita Valsusa2Baita Valsusa6

Questo, quanto ne rimane oggi.

Stanno distruggendo tutto, in valle. Ma se credono di avere una qualche speranza, gli sciacalli, hanno fatto male i conti. Io feci fatica quella notte, ma lo rifarei, e gli abitanti del luogo, sono ormai decenni, che lo fanno con costanza. Il movimento NoTav è pacifico, altrimenti avrebbe già vinto la battaglia: ma la guerra è per la parità dei diritti e la partecipazione del Popolo nella scelta del proprio destino.
Per gli altri, temo che… A sarà dura!!!

Link
http://www.tgvallesusa.it/?p=3023
http://www.notav.info/post/oltre-3000-fiaccole-per-il-picapera-la-paura-non-e-di-casa/

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04/11/2013 Posted by | Mafie, NoTav, salute, Territorio | , , , , , , , | Lascia un commento

IMBAVAGLIATI DA UN FOULARD NO TAV

Ero già in box, con la borsa del pc già caricata in auto, pronto a partire per andare a lavorare. La testa sintonizzata sui problemi che affliggono la nostra società moderna, sull’importanza del pensiero che il movimento NoTav porta con sé e che deve essere divulgato e le paure per le sorti di chi ha la responsabilità di lottare in prima linea. All’improvviso mi son ricordato del foulard “NoTav” comprato in Val di Susa durante uno dei tanti weekend passati in loro supporto, questa estate, appeso allo specchio in sala. Inutile: lì non serve a nessuno. Son tornato in casa, l’ho preso, e una volta in auto, legato alla maniglia della borsa del Pc, da dove non si è più mosso per il resto della giornata.

Uscito dal lavoro intorno alle 18, come d’abitudine nelle giornate di convocazione delle sedute del Consiglio, sono andato a Palazzo Marino, dove seguo lo svolgersi delle sedute dando supporto a Mattia Calise. Avevo il cuore pesante: prima di uscire, ho letto questo post: http://www.beppegrillo.it/2012/03/a_bussoleno_e_f/index.html

Conosco Laura, ci siam conosciuti in valle, ho “vissuto” il popolo NoTav anche grazie a lei e ai ragazzi M5S Piemonte con cui ho condiviso un po’ della loro resistenza, portando nel cuore il calore di quella terra. Ero fiero, di quel foulard sul pc. No Tav è per me una nuova filosofia di vita, di partecipazione. Non violenti che non si piegano davanti ai soprusi e agli abusi. A testa alta.

Arrivato davanti al Comune ho trovato molta gente, ma non avevo tempo per informarmi sulla “cronaca” e mi sono diretto all’entrata, dove come sempre mi han domandato dove stessi andando, rispondendo che ero lì, al solito, per il consiglio comunale: in fondo sanno bene chi sono. Fatti due metri all’interno dell’atrio, una voce mi dice di aspettare, mi giro. Era in borghese, quello che solitamente bolliamo genericamente “della Digos”, indica la borsa e mi chiede “cosa c’è lì?”. Risposta semplice: il pc e la telecamera, “ho l’accredito all’ufficio stampa per seguire il consiglio comunale”. Ma no, intendeva il foulard e mi dice che con quello non posso entrare. A nulla sono valse le mie parole: accredito stampa, devo seguire il consiglio comunale, è solo un fazzoletto attaccato alla borsa… No, con quel foulard non posso entrare: “lo DEVE togliere”.

No, non ha fatto la scelta migliore. Mi sono rifiutato, nonostante le insistenze. Così mi ha fatto accompagnare fuori, vietandomi di entrare fintanto non avessi rimosso quel pezzo di cotone. Conosco i miei diritti, e lui non aveva nessuna pretesa da avanzare su un libero cittadino.

No, basta coi soprusi: ho alzato il tono della voce, reclamando il diritto a entrare così come ero.

Risposta, mi ha chiesto i documenti: nessun problema, per entrare in consiglio vanno comunque consegnati agli uscieri.

Una volta restituiti, mi è stato comunque nuovamente negato l’accesso. E se avessi insistito, mi avrebbe portato in commissariato (o questura) per accertamenti.

Era troppo: ho detto che impedirmi l’accesso per un foulard era un abuso di potere. Subito colleghi in borghese si sono fatti avanti, dicendomi di non parlare a vanvera, che loro le leggi le conoscono. Sì, come no, era proprio un esempio lampante! Mi sono girato verso i manifestanti attirando la loro attenzione, domandando se ritenessero democratico il comportamento a me riservato, denunciando la mancanza di informazioni sul problema “Tav”, dovuta proprio a questi atti di censura. Solo dopo ho piacevolmente scoperto fossero appartenenti al sindacato di polizia Coisp, riuniti in lì in protesta per un altro grave fatto http://www.ilgiorno.it/milano/cronaca/2012/03/01/675151-azzolini_sindacati_polizia.shtml: il pubblico più adatto, alla luce dei tristi avvenimenti di questi giorni, che vede scontrarsi cittadini con divisa contro cittadini senza divisa, mentre i colpevoli spesso viaggiano “sotto mentite spoglie” e si dileguano…

Nel mentre di tutto ciò, telefonate concitate: ho provato a chiamare Mattia, ma era preso in Consiglio, e lui sì, che svolge il lavoro di consigliere, seguendo le sedute, lavorando a progetti: non mi rispose. Gli scrissi allora un sms. Chiamai poi il nostro ufficio stampa, scattai un paio di foto (quella in testa è la foto scattata da una mano più ferma della mia tremula di rabbia repressa, quella di un partecipante al presidio), e decidemmo di uscire con un comunicato stampa, inviato poi in tarda serata (http://www.beppegrillo.it/listeciviche/liste/milano/area_stampa_1/comunicati_stampa/Notizia%20Stampa.pdf ).

Nel frattempo arriva Mattia: si identifica, spiega e conferma chi sono, e chiede quale è il problema. Il commissario spiega che con quel foulard non posso entrare. Mattia lo guarda, e gli chiede “come questo?” estraendo dalla tasca il suo foulard…

Fine della storia? No. Nonostante le garanzie di Calise, il commissario mi informa che se voglio entrare, devo però comunque prima chiedere scusa per le gravi offese ricevute, con l’insinuazione di “abuso di potere”…

La mia risposta? Provate a indovinare…

“Fuori discussione”: non ero io a dover chiedere scusa.

Tant’è che sono entrato con il foulard attaccato alla borsa, e la Valsusa  nel cuore.

Quella terra violentata ma non violenta che non si piega davanti ai soprusi.

…io neppure…

A sarà dura!!!

02/03/2012 Posted by | Uncategorized | , , , , , , , , , , , , , | 3 commenti

MoVimento 5 Stelle Milano pro NOTAV

(Articolo ripreso da http://www.beppegrillo.it/listeciviche/liste/milano/2011/08/movimento-5-stelle-milano-pro-notav.html )

Da qualche mese anche M5S Milano ha preso contatti diretti con i nostri impavidi ragazzi piemontesi: la lotta NoTav è di fondamentale importanza per tutti, in quanto rappresenta la forma più “alta” di partecipazione “diretta” mai ottenuta finora da parte di semplici cittadini, finalmente indignati e risvegliati dall’onirica finta informazione di regime. Gli organi di (dis)informazione si divertono a passare notizie manipolate e tendenziose, evitando accuratamente di fornire informazioni reali sulle motivazioni di una così serrata lotta contro questa gigantesca, quanto comprovatamene inutile, opera. http://informarexresistere.fr/2011/06/27/150-motivi-per-dire-no-alla-tav/
Abbiamo cominciato a portare supporto “fisico”, presentandoci ai vari presidi, muniti di tende e sacchi a pelo e voglia di aiutare, il weekend precedente il primo sgombero: il Presidio alla “Libera Repubblica” della Maddalena

 al quale si sono poi susseguite le nostre partecipazioni alla grande manifestazione del 3 luglio

 i 4 giorni di ferragosto

e in ultimo il weekend scorso

Per motivi di sicurezza, le immagini, le riprese, girate in questo periodo, non sono state divulgate, se non a piccole e controllate dosi, in modo da non interferire con il lavoro di tutta quella gente che al “fronte” ogni giorno rischia di persona per la propria libertà, e incolumità: la situazione in valle non è facile. http://www.democraziakmzero.org/2011/07/27/un-lacrimogeno-in-faccia-al-no-tav-2/

Le forze dell’ordine, che occupano parecchi spazi senza alcun diritto, da mesi hanno cominciato poi a raccogliere informazioni e foto su tutto il mondo che gira intorno ai NoTav. Hanno fatto appostamenti un po’ ovunque, armati di teleobiettivi, riprendendo volti e targhe di automezzi. Dopo la maxi manifestazione dove si è parlato di adesioni tra le 60 e le 100.000 persone, hanno poi inasprito la vigilanza: è un continuo abusare della forza coercitiva. Chiunque è soggetto a controlli arbitrari: chi si sposta verso Giaglione (il paese più comodo per accedere alla Maddalena, ora che è stato messo sotto sequestro l’accesso da Chiomonte) è quasi certo di venire fermato e identificato dalle forze dell’ordine. Ma non solo. A molte persone, ivi incluso il personale del nostro Gruppo Consiliare Piemontese, oltre al controllo dei documenti, viene scattata una o più foto. Non sappiamo se ciò è plausibile, legale, lecito: gli avvocati NoTav stanno, nonostante la già immensa mole di lavoro, esaminando le varie normative, ma di certo non è giustificabile il fatto che, oltre al volto, a molti ragazzi è stato richiesto di mostrare i propri tatuaggi, “immancabilmente” poi fotografati. Domanda: è legittimo costituire un database di questo tipo, in un Paese democratico, tal si spaccia la Repubblica Italiana? E non solo identificazioni, ma anche una serie infinita di perquisizioni. Per un nulla ti portano in questura o al commissariato: basta una maschera antigas in auto, o dei limoni o del maalox, per correre il serio rischio di passare ore con le forze dell’ordine, e vedersi consegnare un verbale da parte loro. Come se uno non avesse il diritto di difendersi, sulla propria terra, da gas lacrimogeni vietati persino in guerra, ma stranamente utilizzabile sui civili. http://www.nocensura.com/2011/07/classe-mista-lezione-sui-danni-dei.html
Intimidazioni, terrorismo psicologico. Ma hanno fatto i conti senza l’oste: Val di Susa non si arrende. I Valsusini sono a casa loro, e non accetteranno mai di non esser padroni del loro futuro, delle proprie vite. Il video in testa è il finale di un concerto gratuito tenuto al presidio sabato scorso (“NO TAV chiama Italia: Roma risponde”): Giulia Tripoti, romana, a gran voce canta inno “No Tav”. Finito il concerto, come d’abitudine, si è andati a ricordare tutti insieme alle forze dell’ordine che quella terra non appartiene a loro, ma alla gente…

Loro non molleranno mai (ma gli conviene?), noi neppure…

Pensate che molleranno i valsusini??  A SARA’ DÜRAAAAAA!!!!

24/08/2011 Posted by | Uncategorized | , , , , , , , , , , , | 1 commento

Val di Susa – 13 agosto 2011

Faccio ormai fatica a ricordare quante siano esattamente le volte che sono andato in Val di Susa: 3? 4? Non importa: mi è entrata nel sangue, quella valle. Non nascondo che punto molto su quello che i valsusini possono fare, per il bene del nostro Paese, ormai allo sbando. Stanno dimostrando a tutti come si deve fare, per resistere alla tirannia di una casta autoreferenziale e massonica, che pensa di poter ancora spadroneggiare ovunque, con l’ausilio dei media. Hanno fatto i conti senza l’oste: e sono convinto che la gente perbene, onesta, prenderà coraggio e comincerà a rialzare la testa seguendo l’esempio dei NoTav.

Sabato è stata una notte di festa. Fantastici falò sono stati preparati dagli instancabili volontari del presidio e di tutti coloro che sono giunti fin lì: davanti la centrale elettrica, a Ramats, a Chiomonte, a Giaglione. Fuochi fatui che illuminavano un cielo deturpato dai potenti riflettori delle forze dell’ordine, in aggiunta a una calda luna piena d’estate: una valle invasa da una luce surreale, magica. I giochi pirotecnici sono stati splendidi, e hanno raggiunto anche lo scopo di fare capire ai poveri derelitti costretti dal sistema a prestare la propria opera al di là delle barricate, dietro i loro scudi, quanto sia “irrisibile” la barriera che possono in realtà contrapporre a così tanta gente giustamente motivata, in una landa a loro “sconosciuta”.

Una serata di festa, mista a risentimento contro chi impedisce a questa gente di poter utilizzare liberamente le proprie terre, dove sono nati o semplicemente, come me, innamorati di esse, di quei luoghi avvelenati oggi dall’ingordigia e indifferenza umana, e dai gas.

Una notte indimenticabile.

Grazie NoTav

16/08/2011 Posted by | Uncategorized | , , , , , , , , , , , | Lascia un commento