Schumyno

Cittadino libero e in movimento

Ciao Vik

Non ce l’ho fatta, scusate. Montare il video qui sopra, mi è stato impossibile. Non potevo arrogarmi il diritto di scegliere questa o quella scena, modificarne così i significati. Ognuna delle riprese fatte, mi è costata molto: temevo di commettere un reato, appropriandomi delle immagini del dolore di un fiume di persone… e poi, la commozione, il cordoglio, il dolore, non va d’accordo con la fredda cinepresa: l’ho odiata, in alcuni momenti.

La cerimonia è durata molto: sembrava però la gente non volesse andarsene, rassegnarsi, lasciare per sempre quelle spoglie che seppur non visibili, rappresentavano ancora una speranza, che temeva di perdere, allontanandosi da quel luogo. Questa fu almeno la mia impressione, la mia esperienza, l’emozione che ho provato una volta giunto il momento di dirgli “addio” e riprendere la mia strada, più ardua per via della sua eredità morale.

Sono tante le cose che vorrei dire di Vittorio, seppur non avendolo mai conosciuto di persona… la sua semplicità nell’essere “Umano”, è affascinante. Niente mezze parole, niente fronzoli: fatti. Credeva in una giustizia, e l’ha pretesa con la vita. Morto assassinato. Sicuramente su commissione.

Non riesco a immaginare il dolore che provano gli amici più stretti, i familiari… se io, estraneo, mi sento come se avessi perso un fratello

Arrivederci Vik, e grazie per averci ricordato con tanto amore la via da seguire

24/04/2011 Posted by | Uncategorized | , , , , , , | Lascia un commento

Finiguerra è la sinistra?

Mi è capitato di incontrare quest’uomo, settimana scorsa.

Nello scenario di oggi, che mi vede coinvolto in prima persona nel fare conoscere il MoVimento 5 Stelle (o meglio, le idee che proponiamo) alla gente, incontrare Domenico mi ha fatto pensare. E’ un uomo che si dichiara di sinistra, ma è così lontano dalla sinistra che tutti si ostinano a difendere: quella di oggi, manovrata da fili oscuri di potere che no, non si possono più negare, sarebbe ipocrita. E allora? Allora perchè molti suoi  cultori che incontro, mi guardano e mi accusano di “portare via voti a Pisapia”? Chi è questo Pisapia, cosa ha fatto di così meritevole da credere di essere adatto a ricoprire un ruolo amministrativo come quello di Sindaco? Su una scala da 1 a 10, darei 1 alla Moratti e 2 a Pisapia. Un avvocato, attempato, contro l’attempata moglie di un petroliere: Sindaco. Io non ci vedo né destra né sinistra in tutto ciò. Non ci vedo nulla di Politico, solo “affari”. La sinistra nasce laica, incentrata sul cittadino. Abbiamo una Costituzione, meravigliosa, che di per sé è già un sentiero tracciato verso l’eliminazione della disuguaglianza, ma noi no, non ce ne rendiamo conto. Uomini come Finiguerra sono rari. E’ un uomo con dei valori ben forti. E idee ottime per il futuro, che condivido pur non essendo di sinistra (sono politicamente laico: mi interesso solo dei fatti).

Ora mi domando: come mai a sponsorizzare questo uomo, l’esempio che porta con sé con operazioni come Stop al Consumo del Territorio e i Comuni Virtuosi, non c’è il PD in pompa magna? Come mai la “sinistra ufficiale”, quella che a Milano scopiazza le idee dei “grillini” ma poi li accusa di portare via loro voti, non sposa la raccolta differenziata spinta, il recupero del territorio, il pareggio di bilancio, il tutto migliorando la qualità di vita dei cittadini? Cos’è la “sinistra ideologica”, se non questo?

E invece accade che Finiguerra è ammirato, apprezzato, quasi venerato, proprio dai “grillini”, che non perdono occasione di dare risonanza alle idee e all’esperienza che quest’uomo vuole esportare, con sacrificio.

Se devo esser sincero, nella scala da 1 a 10 di prima, Mattia si prende un 6, ma è giovane e migliora ogni giorno. E per quanto riguarda Pisapia, beh sarebbe il caso di far presente al “popolo” che lo sostiene, che quello sì, che è un voto sprecato: si sa già come va a finire, continueranno a spartirsi tutto finché non finiranno anche le poche briciole rimaste. La scommessa vincente è Mattia Calise: solo questa.

09/03/2011 Posted by | behdiritti, Territorio, Uncategorized | , , , , | 3 commenti

Fermento a Milano: che accade?

Sabato 15 gennaio 2011 – Video 2h32′

Sabato scorso, nella totale indifferenza dei media, sì è tenuto un incontro decisivamente di rilievo, nella caotica, fredda, cupa Milano, capitale economica di un Paese allo sbando chiamato Italia, ostaggio di corruzione, malavita e mal di vivere. Una città che con il suo milione e trecento mila abitanti, a cui vanno aggiunti i milioni di residenti nella sua area metropolitana, molti dei quali pendolari, è centro nevralgico di ogni attività considerata di rilievo, dai servizi all’economia, in ogni suo genere, e quindi sfruttata, violentata nella sua intimità sociale da ogni becero speculatore, sia esso un malavitoso con coppola e lupara, o uno in doppiopetto e elicottero. Una Milano talmente spinta verso la noia, dove gli eventi culturali e di aggregazione sono rilegati alle festicciole di zona, organizzate dalle associazioni di commercianti, o quelle dei biechi e tristi partiti, dove entra in scena lo sperpero più folle del denaro pubblico. Più ovviamente le feste comandate: la fiera degli O’bei O’bei, gli spettacolari quanto tossici e futili fuochi d’artificio di fine anno e infinite manifestazioni di sparuti e disorganizzati gruppi di eroi, che cercano di combattere a loro modo il mondo di lupi che governa le nostre vite, avvelenandole nel corpo e nello spirito.

E’ stato confermato il percorso inarrestabile di una nuova corrente culturale, dove i bisogni del singolo diventano i bisogni di una intera collettività, dove finalmente questi eroi possono confluire, e apportare in modo trasparente le proprie idee. Non un movimento qualunque: il MoVimento. Un luogo dove la diversità è parte fondamentale del suo stesso esistere, dove il dissenso è possibile, nel rispetto di un concetto elevato quanto astratto di uguaglianza. Gente che ha abbandonato il concetto di ideologia, e ha capito che le idee sono la vera fonte di ricchezza per lo sviluppo di una civiltà che viva in pace con se stessa e che possa godere appieno di quel miracolo chiamato vita.

5 Stelle.

Un’idea nuova, affamata di informazioni, che parte da un programma semplice, costruito dal basso, ovvero dai bisogni primari di ogni individuo. Un sistema che però costringe, volenti o dolenti, a modificare tutto l’aspetto sociale. Un’operazione di marketing camuffata da innocue richieste, che cambieranno per sempre, in meglio, la nostra qualità di vita, eliminando i soprusi e gli abusi ai danni dei più deboli, e della società stessa, auto-conservandola in un progresso ecosostenibile.

A Milano, senza censure nè restrizioni (a parte l’avere la fedina penale pulita, non essere iscritti a alcun partito politico e il non aver svolto più di un mandato elettorale dalle amministrazioni comunali in su), si sono presentati candidati come consiglieri persone di ogni estrazione sociale, accomunate dalla voglia di perseguire quei cambiamenti su citati con la propria partecipazione attiva, mettendoci la faccia, e il proprio tempo, convinti che solo una democrazia diretta e un ambiente di lavoro opensource, senza capi nè padroni, siano l’unica strada percorribile. Tra questi, nove di loro (in coda, in ordine alfabetico, la loro presentazione) si sono offerti, con progetti e tanto cuore, di fare da “portavoce”  e candidarsi per il ruolo di “aspirante Sindaco”. Ruolo che sappiamo bene difficilmente sarà ricopribile alla prossima tornata elettorale, ma che garantirà un posto probabile all’interno dell’amministrazione milanese, grazie al già ampio consenso ottenuto da queste idee rivoluzionarie, un po’ ovunque sul territorio italiano.

Il Nuovo che avanza non è arrestabile: il MoVimento riassume quella necessità di tutti i movimenti capillari sparsi un po’ ovunque per il mondo: è la risposta italiana ad altri movimenti simili, accomunati dagli stessi obiettivi.

Sabato prossimo, dal primo pomeriggio, tutti gli iscritti al sito del MoVimento nazionale di Milano e Provincia, potranno liberamente scegliere quale dei sotto elencati candidati, potrà avere l’Onore di fare da tramite tra loro e le Istituzioni.  Il fato, o il timore di un mondo maschilista, ha voluto non ci fossero volontarie (attese) del gentil sesso: spero di cuore che per le imminenti elezioni politiche, si precipitino subito in massa ed esercitare il diritto di candidarsi a ricoprire quei ruoli.

Se non credete alle mie parole, guardate in testa la registrazione integrale dell’evento di sabato 15: è rivoluzionario.

Nessuna censura: libertà di espressione, di critica. Tutto quello che vedete, è il frutto di duro lavori di tanti volontari, che hanno dedicato il proprio tempo a costruire qualcosa, senza esperienze specifiche ma con la voglia e la forza di migliorarsi giorno dopo giorno insieme, gomito a gomito. Certo, non è stato tutto perfetto. Poteva essere ancora meglio: magari lo sarà proprio al vostro futuro aiuto.

Il cammino è lungo e difficile.

Ma non molleremo mai.

 

18/01/2011 Posted by | behacqua, behdiritti, beheconomia, behinceneritori, behmilano, behNucleare, behsalute, Economia, Mafie, Politica, Territorio, Uncategorized | , , , , , | 9 commenti

Amianto e Medicina

Mi son ritrovato, così, per caso, da neo-rozzanese, a passare dal mio medico: il famoso medico della mutua.

Dopo i ripetuti e urlati allarmi che ho lanciato contro l’avvelenamento che ci circonda, mi son ritrovato coinvolto io stesso nel mio peggiore incubo: l’asbesto.

Sì perchè capita che, ogni tanto, si parli con il prossimo, soprattutto ora che ho capito che il dialogo e il confronto potrebbero essere l’unica via d’uscita dall’egoismo e dall’omertà che ci vede ogni volta chiusi in noi stessi, come se le interrelazioni umane fossero superflue, come se ci si potesse isolare dal mondo, che quel che gli altri fanno, qualunque cosa, non ci riguardi da vicino fintanto non ci tirano un pugno in faccia, ad esempio. Così, mio malgrado, scopro che lo studio medico, quello del medico generico (il dottore della ASL, ex USL, insomma) si ritrova ad avere lo studio in un fabbricato concesso dal Comune di Rozzano, con il tetto interamente ricoperto di Ethernit.

Il dottore, scoperta l’agghiacciante verità, ha richiesto l’intervento del Comune, interpellando sia il sindaco, sia l’assessore alla salute, ma si sa, come funzionano certe faccende: “Caro mio dottore, se non le sta bene, trovi un altro posto”. Il solito pizzo pseudo mafioso: se vuoi lavorare e tirare a campare con il tuo stipendio, mio caro dottore neo-laureato (poco importa se a pieni voti e in Chirurgia), accontentati di questo luogo e ringraziami per cotanta generosità. Ovviamente di bonificare non se ne parla: tanto più che il fabbricato è condiviso con un circolo ricreativo frequentato da anziani. E qui interviene la mia maliziosità, che ormai non è più tale, ma solo fredda e crudele realtà: anziani e malati sotto un tetto di Ethernit. Allungare la vita a un malato di tumore di un anno (dicesi 1 ANNO = 12 mesi in più rispetto a una morte senza cure, che è sembra il “beneficio medio” che si ottiene – e son generoso, perchè le statistiche parlano di 11 mesi…), costa mediamente 240.000 dollari (studio americano: in Italia si arriva anche a 340.000 Euro), quindi, per quale motivo impedire alle multinazionali farmaceutiche un colpo di fortuna del genere? Anzi, sia mai che un giorno verranno a sapere della beffa, e potranno generosamente ricompensare i benefattori.

E’ tempo di dire BASTA: mettetevi l’elmetto in testa, armatevi di telecamera e Costituzione, e riprendetevi il DIRITTO ALLA SALUTE E ALLA VITA

P.s.: il video è il mio, le riprese pure, così come il montaggio: sono un cittadino incazzato nero, con elmetto in testa, e tutto questo non lo accetterò più

14/01/2011 Posted by | behsalute, Territorio, Uncategorized | , , , , , | 1 commento

Corsi e ricorsi storici

Il video poco più sopra, ha qualcosa di esilarante e insieme tragico. A una settimana dall’evento che ha permesso a questo governo di continuare la sua corsa verso il noto, dopo aver seguito sporadiche trasmissioni televisive che volevano raccontarne i fatti, mi rendo conto di quanto sia assurdo tutto ciò.

Giambattista Vico 1668 – 1744

Il signore sopra citato, più di tre secoli fa aveva capito che ogni popolo (ogni nucleo familiare, ogni clan) vive le stesse fasi, ciclicamente: i famosi corsi e ricorsi storici. Esattamente come è ciclico il destino di ogni uomo: nascita, sviluppo, maturità. Morte.

E via da capo.

Il “Popolo Italiano” compie or ora 150 anni. A quando si può farne però risalire la nascita? Egli ha postulato questa teoria studiando le “lingue”, i dialetti, dei popoli. Può essere quindi un segno identificativo della “nascita” il linguaggio? Possiamo quindi risalire per esempio a Dante? Oppure ci dobbiamo riagganciare al Latino, madre della nostra lingua? Fin dove possiamo tornare indietro, nel nostro albero genealogico?

Se state leggendo queste parole, tranquilli, i vostri geni hanno parlato migliaia di lingue, dialetti… e visto che non hanno ancora trovato l’anello di congiunzione con le scimmie, nella nostra evoluzione, chissà, magari un giorno sibilavamo tutti strisciando su qualche pozza melmosa preistorica, oppure come taluni asseriscono, addirittura i nostri geni arrivano da altre parti del cosmo. Ciò non toglie che per tutti c’è un inizio, e una fine, anche per i popoli.

Da Totò è passato più mi mezzo secolo:

in che fase siamo, secondo voi?

E’ notizia fresca, che in seguito ai disordini del 14 u.s., si sta pensando ad arresti preventivi per prevenire ulteriori violenze. Ciò avviene nella noncuranza di dichiarazioni abbastanza chiare e note a tutti fatte dagli studenti in seguito agli eventi del 14. Possiamo restare quì ore a discutere se sia giusto o sbagliato, se ci fossero infiltrati della polizia (uno e due) o meno (uno e due), senza venire a capo di un bel nulla, in quanto i problemi restano. E sempre più seri. A causa della cultura.

Corsi e ricorsi storici.

Con la ri”nascita” dal dopoguerra, con alle spalle morte e di fronte miseria, il cammino del nostro Paese fu dapprima in salita, poi, sulla spinta di un’economia sempre più “facile” (spinta con gran cura ed efficacia da dei simpatici volponi), il benessere diffuso, fino ad arrivare ai giorni nostri. Percorso, quello di questi ultimi sessant’anni, incentrato sul potere intrecciato del possesso delle informazioni (come sempre nella storia).

Cultura.

Una cultura che fa perno su colui che sa, e che decide cosa devono sapere gli altri.

Fallimentare.

Così sono nati i miti che oggi caratterizzano le nostre vite: il capitalismo e lo spauracchio del marxismo. “Divide et impera“. Sempre così sono nate tutte le discriminazioni che tengono in piedi un mondo che altrimenti, con l’unione, non sarebbe governabile e sfruttabile dai pochi che sono a conoscenza di quelle preziose informazioni, che oggi, seppur con difficoltà, cominciano a trapelare proprio attraverso uno strumento che era nato in via sperimentale per “scambiare il sapere”: la rete.

Che sia per questo, che temono la ricerca libera? Perché la rete che ora cercano di bloccare arrivando ad accordi commerciali coi fantomatici providers è quella che sta mettendo più in difficoltà i poteri oscuri? O perché il livello di informazioni e di nozioni oggi è talmente elevato, che una scuola pubblica dotata di un centro ricerche autonomo, potrebbe trovare le fantomatiche soluzioni impossibili per l’indipendenza energetica e medica? Magari la famosa cura del cancro? O ripercorrere i passi di Tesla o Rubbia? Perché miliardi di euro in centrali nucleari con rifiuti devastanti? Quei soldi potrebbero essere investiti nella ricerca pubblica, creando lavoro a centinaia di migliaia di persone, anziché arricchire sempre i soliti, uccidendo l’ecosistema. Come con il petrolio. E le vittime che la corsa all’oro nero porta con sé, senza distinzioni di bandiera o di razza.

Lo so, troppe divagazioni. Ma un filo logico tiene insieme tutto ciò, già citato. Da Totò, attraverso la storia dell’Uomo, per arrivare all’energia. La connessione è una sola: cultura. Il nostro pregresso, il nostro bagaglio culturale, è l’unica cosa che può farci sperare di interrompere il nostro “ricorso storico”: qualcuno ha già collegato gli ultimi eventi degli ultimi tempi, all’ascesa del ventennio fascista, con tutto quello che ne conseguì. Ma come tanti, ha una visione ristretta del problema: non potrà mai esserci un nuovo ventennio, ma una guerra civile sì, senza sapere come si comporterebbero gli altri Paesi, ormai a noi collegati dalla spada di Damocle del debito

La soluzione, non è nelle armi, nella violenza, nella sopraffazione dell’oppressore: solo una cultura partecipata da tutti, potrebbe salvarci.

Sorrido, ora, stanco e provato dalla stesura di un documento tanto difficile e complesso, dove trovare il modo di riassumere analisi logiche e valutazioni di una vita in poche righe è assolutamente impossibile, ripensando alle parole del nostro Ministro della Difesa, tal Ignazio La Russa, che con sorriso beffardo e tono sprezzante disse giovedì scorso che nonostante l’alto numero dei manifestanti, i suoi uomini se avessero voluto avrebbero potuto avere la meglio su tutti in pochi minuti… chissà se anche Maria Antonietta sorrideva allo stesso modo…

Concludendo, smettiamo, ognuno di noi, di pensare di avere la verità in tasca. Mettiamo a disposizione uno dell’altro le nostre informazioni, creiamo una rete umana di scambi di opinioni, di idee, di progetti: costruiamoci un mondo dove l’opportunismo sia visto solo come progresso e benessere diffuso, anche per quei poveracci che oggi muoiono per estrarre il nostro oro o carbone.

Creiamoci un futuro, creiamoci una Informazione Condivisa

20/12/2010 Posted by | Uncategorized | , , , , | Lascia un commento

A MILANO E’ PROIBITA LA CONTESTAZIONE. IN ITALIA, PURE

Ricevo e pubblico  questo comunicato di Claudio Rovelli, oggi candidato nella Lista Civica Milano 5 Stelle, attualmente consigliere di Zona di “Milano Civica” (ex Lista Ferrante) nel Consiglio di Zona 6.

Sconcertante, inquietante. Diffondetelo.

<<Oggi, durante la festa del Lorenteggio, ho scoperto che non è possibile contestare pubblicamente la Sindachessa Moratti, intervenuta alla manifestazione per magnificare il “grande” progetto del futuro Expo, dimenticandosi dei problemi ben più urgenti e attuali di quella larga parte dei cittadini che aspettano risposte da anni, senza mai riceverne.
Presenti anche i Consiglieri di Maggioranza Bianchi, Bognani, Girtanner, Bergamaschi, Zanolio, l’Assessore Mascaretti.
 
Presenti Polizia Locale e Polizia di Stato.
 
Tra una pausa e l’altra  dell’intervento del Sindaco, mi sono permesso di fare presente, in maniera decisa ma con toni educati e senz’altro entro i limiti della critica politica, la situazione delle case Aler della Zona 6 che, come tutti sappiamo, vanno letteralmente a pezzi. Altro che Expo!
 
Improvvisamente mi sono sentito afferrare bruscamente per una spalla da un agente della Polizia di Stato come se stessi commettendo chissà quale atto sedizioso. Preciso che durante la contestazione verbale tenevo in mano un ombrello, per proteggermi dalla pioggia, essendo palese a chicchessia il mio atteggiamento pacifico e tutt’altro che sovversivo.
Dopo aver fornito le mie generalità e presentandomi come Consigliere di Zona sono stato sminuito nel mio ruolo con la seguente frase: “Vieni vieni consigliere!“ con un tono non degno di un agente di Polizia di Stato. Un altro agente in borghese ha citato volgarmente gli attributi maschili per definire il mio comportamento.
 
Durante il controllo cui sono stato sottoposto sono stato minacciato, da un lato, di essere condotto in Questura e, dall’altro, circa l’utilizzo delle manette. Sconcertato da quest’ultima evenienza ho invitato a questo punto gli Agenti a mettermi davvero le manette! Il mio invito, naturalmente, non è stato accolto.
 
Mi sembra doveroso provvedere alla denunzia di questo gravissimo fatto, poiché indubbiamente e gravemente lesivo dei fondamentali principi sanciti dalla nostra Costituzione e, in particolare, dall’ art. 21 in forza del quale “TUTTI HANNO DIRITTO DI MANIFESTARE LIBERAMENTE IL PROPRIO PENSIERO CON LA PAROLA, LO SCRITTO E OGNI ALTRO MEZZO DI DIFFUSIONE”.
 
L’invito è quello di continuare a difendere la nostra Costituzione nell’oltraggio dei diritti oggetto di quotidiana violazione, facendo presente a certi agenti di Polizia che la loro funzione è quella di difendere i diritti di TUTTI i cittadini, anche quelli che non portano un nome altisonante come quello della signora Brichetto in Moratti.
 
 
Milano lì 28 Novembre 2010
 
Claudio Rovelli

Consigliere di Zona 6>>

02/12/2010 Posted by | Uncategorized | , , , , , , | Lascia un commento

9 OTTOBRE – GIORNATA NAZIONALE VITTIME DISASTRI INDUSTRIALI

Sono giorni tristi, in successione continua. Ogni giorno, una nuova notizia, una nuova catastrofe.
Nuove sofferenze per famiglie che da sempre lottano quotidianamente con il rischio di non vedere tornare i propri cari a casa, o peggio, venire travolti dalla “incuria” umana nelle proprie abitazioni.
In Italia le morti sul lavoro, e in generale per disastri “ambientali”, sono in continuo aumento: le Istituzioni non riescono a imporre il buon senso e a garantire i diritti dei lavoratori e dei cittadini.
E’ in questo scenario, dopo l’incidente alla Eureco di Paderno Dugnano, (che ha visto spegnersi la sua prima vittima), dopo le alluvioni continue in tutta Italia che hanno messo in ginocchio migliaia di famiglie, dopo i fatti della Thyssen, l’incidente di Viareggio, i migliaia di casi di avvelenamento da amianto, che ci giunge una segnalazione, beffarda, dall’odore di ignoranza e superficialità, se non di cinica furbizia.
Una proposta di legge, originariamente presentata nell’ottobre del 2007, approda, rivista a ottobre di quest’anno, al Senato per la discussione e approvazione finale, dopo essere passata indenne alla Camera.
Lucia Vastano, giornalista, ci racconta.
Dopodichè, contattate i nostri Dipendenti Senatori via e.mail (http://www.senato.it/leg/16/BGT/Schede/Attsen/Sena.html), e ricordate loro che sono sulla nostra busta paga e che non tolleriamo oltre la loro arroganza, sulla pelle delle nostre vittime. Quotate in oggetto “Giornata nazionale Vittime Disastri Industriali”, e nel corpo fate comprendere loro che l’incuria e la colpa/dolo sono cose differenti.>>
 
 
Milano, 10 novembre 2010

Nel 2007 i Cittadini per la memoria del Vajont si erano fatti promotori di una proposta legge, presentata alla Camera dall’onorevole Gino Sperandio, per fare del 9 ottobre la “Giornata nazionale per le vittime dei disastri industriali”.  La giornata doveva commemorare, oltre alle 2000 vittime del Vajont (strage per la quale nelle tre sentenze passate in giudicato sono stati riconosciuti colpevoli lo Stato italiano, l’Enel e la Montedison) anche le vittime di altre stragi avvenute in nome del business e del cosiddetto sviluppo, come i morti di Marghera, di Stava, della Tyssen Krupp.  

Con la caduta del governo si interruppe purtroppo l’iter parlamentare della legge che venne accantonata.
Lo scorso ottobre  è stato approvato alla Camera il nuovo testo della legge, a cura della deputata PD Simona Rossa. Ma nel titolo stesso si può riconoscere un vero e proprio ribaltamento di quello che voleva essere lo spirito fondante della legge. Si vuole infatti fare del 9 ottobre la “Giornata nazionale in memoria delle vittime dei disastri ambientali e industriali causati dall’incuria dell’uomo”.
 

Vogliamo sottolineare due aspetti che ci sembrano gravissimi:
prima di elaborare questa nuova proposta legge, nessuno ha interpellato i sindaci dei paesi coinvolti, le associazioni, le fondazioni e nemmeno le persone che si fecero portatrici di quella legge a Roma, molti dei quali superstiti e pensionati che per arrivare fino a Montecitorio usarono i risparmi della loro pensione. Ricordiamo che alcuni Cittadini per la memoria del Vajont erano stati accolti al Quirinale dal responsabile per gli affari interni del presidente Napolitano e, in seguito dal presidente della Camera Fausto Bertinotti che li aveva ringraziati personalmente per la loro meritevole iniziativa. Queste persone e la loro voglia di commemorare i loro morti sono stati resi nuovamente muti. Nessuno li ha voluti ascoltare, come prima che la tragedia avvenisse, come per spesso decenni dopo che la tragedia avvenne.
l’ambiguità della titolazione di quella legge, con particolare riferimento a quella parola, incuria.
 

Relativamente al punto 2.
Incuria è  una parola che fa rabbrividire usata per eleggere alla memoria collettiva stragi come quelle che si vogliono ricordare.  Incuria è  quando si parcheggia male la macchina, non si puliscono bene i boschi, si lavano in lavatrice i capi colorati insieme a quelli bianchi. La costruzione di una diga è qualcosa di macroscopicamente diverso. Anche scavare le montagne per trarre profitto incuranti dei rischi provocati è qualcosa di macroscopicamente diverso. Prendere e spendere soldi pubblici per NON mettere in sicurezza scuole, centri abitati, argini dei fiumi è qualcosa di macroscopicamente diverso. Far lavorare o vivere persone in luoghi che li condannano a morte è qualcosa di macroscopicamente diverso. Sembra persino ridicolo dover spiegare la differenza. Ma evidentemente alcuni ritengono che persino la costruzione della diga del Vajont sia opera dell’incuria umana e non purtroppo del suo genio perverso, un’eccellenza messa al servizio del male.  

Non crediamo serva aggiungere altro, se non sottolineare che probabilmente dietro all’innocente voglia di fare qualcosa di bene da parte di qualcuno, purtroppo “ignorante sul tema”, vi sia anche la furbesca volontà di qualcun altro di addolcire la Storia, di togliere il peso della responsabilità dalle spalle di una classe politica e imprenditoriale che evidentemente si riconosce il “quelli di allora”. Quelli che “con incuria” vollero a tutti i costi costruire la diga e occuparsi male o non occuparsi per niente di altre tragedie che potevano essere evitate.

Meglio niente che una giornata della memoria che metta tutti d’accordo con queste premesse.

Vi invitiamo ad esprimere il vostro parere e manifestare le vostra intenzione di contrastare come è possibile questa proposta legge. Anche scrivendo email ai senatori che la dovrebbero approvare.

Il 9 ottobre ha il diritto di essere celebrato senza prevaricare la memoria dei fatti e del dolore che essi causarono. 

Vi ringraziamo per l’attenzione,

Lucia Vastano, portavoce dei Cittadini per la memoria del Vajont
Il Sindaco di Longarone
Il Sindaco di Erto e Casso
Il sindaco di Castellavazzo
Il sindaco di Vajont
Il presidente della Fondazione Vajont 9 ottobre 1963
Il presidente dell’Associazione superstiti del Vajont

Associazione Italiana Esposti Amianto sez. di Paderno Dugnano – Mi 

15/11/2010 Posted by | Uncategorized | , , , , , | Lascia un commento

Storie di ordinaria amministrazione

Così verrebbe da liquidare il disagio che certi immigrati reclamano all’attenzione pubblica. Disagio. In un mondo occidentale così all’avanguardia come il nostro, questi uomini e donne (e spesso bambini) intravedono un barlume di speranza e fuggono da quella miseria che attanaglia i loro paesi. Richiamati dai nostri sfarzi, dalle immagini che distribuiamo al mondo di noi stessi.
Intraprendono così un viaggio duro, impervio, che tutti pagano a caro prezzo: molti perdono anche la vita. Sopravvissuti alla tratta di esseri umani che accompagna questo esodo, approdano in un Paese, speranzosi finalmente in una possibilità.
Se da un lato però ci sono gli sfarzi, con minorenni con buste da 7000 euro, dall’altra ci sono loro, i dimenticati, finchè non osano interrompere i nostri idilliaci sogni di centri massaggi e veline: costretti da aguzzini a dover dare bustarelle da “escort” per ottenere un permesso di soggiorno che significherebbe avere un lavoro, ma che spesso si rivela una truffa. E il nostro ordinamento attuale, che prevede una spesa di 500 euro per la richiesta del permesso di soggiorno, non aiuta. Nel complesso, è inutile negarlo, la legge Bossi-Fini non funziona.

15/11/2010 Posted by | Uncategorized | , , , , | Lascia un commento

Si scrive Acqua, si legge Democrazia

Ancora una volta, le amministrazioni e i poteri che dietro esse si celano, hanno fatto finta di nulla, e proseguito sulla strada loro imposta dal Trattato di Lisbona. Trattato esso stesso esempio del raggiro costante impostoci dai potenti della Terra, dato che ricalca la Costituzione Europea, bocciata dai Paesi Membri, ma rientrata dalla finestra con altro nome. Il problema è che ne siamo talmente abituati, da non aver più il senso del pericolo. Nucleare no, nucleare sì. Finanziamenti pubblici no, rimborsi elettorali sì. 1.400.000 firme acqua privata no, privatizzare i servizi acqua sì.

D’altronde loro non fanno nulla di male: non mentono. Omettono. E’ diverso

Quando dicono che l’acqua rimarrà pubblica, dicono il vero. L’acqua rimarrà pubblica. Rendono solo Monopolio il servizio idrico di distribuzione. Geniale no? L’acqua è tua, ma se la vuoi la devi pagare. Ma questo te lo chiamano “economia di mercato”, Project Finance, ottimizzazione delle risorse (verso chi?)…

Non ricorda un po’ una prassi famosa, tutta italiana? Come si chiamava? …pizzo…?

14/11/2010 Posted by | behacqua | , , , , | Lascia un commento

Pane Quotidiano

in questo posto ricevo molto, molto di più di quello che do
sono solo 2 anni ("solo", perchè gli altri volontari operano da molti più anni di me),
sono la più "piccola" e una delle poche donne
il lavoro è duro e pesante:
in 4 ore (2 delle quali dedicate alla distribuzione) non ci si ferma un secondo
dico 1000 volte buongiorno e 1000 volte rispondo prego a quei "grazie" immeritati 
tra chi viene qui ho conosciuto persone eccezionali, che hanno una forza d'animo, dignità ed un ottimismo fuori dal comune
ti incoraggiano (loro me, incredibile!) e ti vogliono bene
i bambini hanno un posto speciale nel mio cuore
ho visto nascere come fiori in un campo arido, da bambini con sguardi duri e sofferenti, sorrisi dolcissimi e gioiosi
e aver conquistato la loro fiducia ed il loro saluto, appena entrano e mi cercano, mi scioglie il cuore ogni volta 
non è stato facile all'inizio, non lo è tutt'ora e non lo sara mai
è sempre un pugno nello stomaco e un sconvolgimento della mia realtà, 
che tramuta di colpo i miei problemi in "benessere"
avere, che so, un guasto in casa o per l'auto, per tutte queste persone sarebbe una fortuna
molti non hanno una casa (tanto meno un'auto)
non ritirano cibi da cucinare perchè non hanno una cucina e si scusano per questo...
e in quei momenti ogni volta mi vergogno...
perchè se in una settimana questo posto fosse necessario anche solo per una persona, sarebbe comunque una vergogna per tutti......
moltiplicatela per 6000...e ditemi: come vi sentite???
Anche questa è Milano... 

Maria Grazia – MU di Milano e Monza

02/11/2010 Posted by | Uncategorized | , , , , | Lascia un commento