Schumyno

Cittadino libero e in movimento

Nucleare ieri, oggi. E domani?

I contributi video linkati quì sotto dovrebbero essere più che sufficienti a spiegare in quali brutte acque stia navigando oggi la Terra, e in particolar modo gli esseri viventi che la abitano. Dal momento in cui è nato, il nucleare è stato alla base dell’industria militare, foraggiato dai soldi pubblici, e dalle banche che li producono. Oggi lo scenario è già agghiacciante: se la gente non prenderà coscienza che la propria vita e quella delle generazioni future è già forse fortemente compromessa, ci saranno poche speranze per la razza umana di sopravvivere. E’ tempo di rimboccarsi le maniche e cominciare a costruire insieme un mondo migliore, cominciando dallo smantellare e ripulire ciò che assurdamente abbiamo creato: e non sarà facile, poichè la follia del nucleare arriva al punto di non prevedere come fare a sbarazzarsi delle scorie prodotte, oggi spesso liberamente nascoste sotto i nostri piedi, dentro i nostri mari.

E’ una guerra, la nostra, per la sopravvivenza. Tanto che i nostri governanti preferiscono parlare dell’ennesima dichiarazione di guerra verso un Paese terzo, che necessitava di sostegni ben diversi che bombardamenti aerei. Guarda caso con a capo la Francia, sostenitrice del nucleare. Seguita dagli States, sostenitori dell’esportazione della democrazia (energetica).

Qualsiasi cosa dicano in tv o in radio, non scordatevi dei 120.000.000 di giapponesi dimenticati su un’isola radioattiva e devastata dallo tsunami.

Lottiamo per il nostro futuro. Non permettiamo loro di continuare a raccontarci balle, a prendere decisioni che non condividiamo. Perchè noi siamo brava gente, ma è tempo di incazzarsi e fare valere la nostra sovranità

Chernobyl

Documentario Svizzero

Francia

Italia – Gianni Lannes

21/03/2011 Posted by | behdiritti, behNucleare, Uncategorized | , , , , | 1 commento

Risposta Comitato Acqua a Vendola

Copio e incollo mail ricevuta dal Comitato Pugliese Acqua Bene Comune

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Durante la trasmissione Annozero di giovedì 10 febbraio il presidente della Regione, Nichi Vendola, ha affermato di aver ripubblicizzato l’acquedotto pugliese intorno al trentesimo-quarantesimo giorno del suo nuovo mandato.


Il Comitato Pugliese “Acqua Bene Comune” si sente in dovere di replicare.
Il Presidente Vendola ha sì “fatto la legge”, ma tale legge non è ancora operativa, in quanto non approvata dal Consiglio Regionale. Quindi l’acquedotto pugliese non è ancora ripubblicizzato, e quello presentato da Vendola è, ad oggi, un disegno di legge.
Tralasciando qui altri dettagli, dobbiamo aggiungere che nelle sue dichiarazioni il Presidente Vendola ha tra l’altro fatto riferimento alle “pagelle” di Federutility, senza spiegare cos’è questo organismo, e senza quindi far notare che si tratta di un organismo nient’affatto “super partes”, nient’affatto interessato alla ripubblicizzazione dei servizi idrici e, anzi, sostenitore del mantenimento dell’esistente stato di cose.

Di seguito  la lettera che il Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua e il Comitato Pugliese per l’Acqua Bene Comune hanno scritto a Nichi Vendola.
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Al Presidente della Regione Puglia,
Nichi Vendola
p.c.
all’Assessore alle OO. PP., Fabiano Amati
alla stampa

Caro Presidente,
abbiamo ascoltato con attenzione il suo intervento alla trasmissione “Annozero” di giovedì 10 febbraio in merito alla ripubblicizzazione dell’acquedotto pugliese dove lei ha detto che “al trentesimo/quarantesimo giorno di questa legislatura ho fatto la ripubblicizzazione dell’acquedotto come legge del mio governo e l’ho passata nella commissione competente del consiglio regionale”.

Purtroppo, però, come tutti sappiamo, senza l’approvazione del DDL in Consiglio non c’è tecnicamente alcuna legge e la sua affermazione rimane nell’ambito dell’annuncio e non di quanto fatto. Inoltre ha omesso di fornire delle informazioni significative.

Alla storia, infatti, mancava più di un pezzo, ovvero:
il fatto che Ella e l’Assessore Amati, già nell’ottobre 2009, avevate preso pubblicamente l’impegno di presentare in Consiglio, entro la fine del suo precedente mandato, la proposta di legge che sarebbe stata prodotta dal tavolo
tecnico congiunto tra Regione Puglia, Comitato pugliese “Acqua Bene Comune” e Forum italiano dei Movimenti per l’Acqua (fa fede la rassegna stampa, compresa quella istituzionale);

il fatto che Ella – a nome della sua coalizione – durante la campagna elettorale e, specificatamente nella conferenza stampa del 2 marzo 2010, aveva assunto l’impegno di trasformare il DDL in legge entro i primi 100 giorni della eventuale futura legislatura!

il fatto che dall’11 maggio 2010 – data in cui la giunta ha approvato il DDL sulla ripubblicizzazione dell’acquedotto pugliese – lo stesso disegno di legge è “approdato” nelle competenti commissioni solo ad ottobre 2010 (!) quando sono state programmate e svolte le necessarie audizioni.

Da allora – nonostante le sollecitazioni in tal senso e le richieste di incontro da parte del Comitato pugliese “Acqua Bene Comune” – più nulla. Solo in seguito a una nuova mobilitazione, lo scorso 28 dicembre, il Comitato è stato ricevuto dall’Assessore alle OO. PP., Fabiano Amati, che da un lato, ha ammesso la difficoltà di comunicazione, impegnandosiper una comunicazione più “fluida” fra cittadinanza e istituzioni; e dall’altro, ha anticipato la presentazione di una serie di emendamenti al fine di “rafforzare” giuridicamente lo stesso DDL in vista della sua presentazione in Consiglio entro la fine di gennaio 2011. Tuttavia, il testo è fermo ancora nelle commissioni.

Inoltre alcuni di quegli emendamenti presentati hanno suscitato non poche perplessità (confortata dal giudizio di diversi giuristi) in quanto apportano differenze sostanziali al testo approvato dalla giunta lo scorso 11 maggio e appaiono in controtendenza rispetto ai principi che hanno guidato fin dall’inizio il percorso di ripubblicizzazione dell’acquedotto pugliese, ovvero:
· gestione di tutto il SII in Puglia attraverso un organismo di diritto pubblico;
· gestione partecipata da parte dei cittadini e dei lavoratori al governo del SII;
· garanzia per tutti, anche coloro senza mezzi, a condizioni minime di servizio;
· esclusione del profitto da parte di privati nella gestione del SII o parti di esso.

Come abbiamo avuto modo di specificare, tali principi risultano sensibilmente “annacquati” o stilati in forma tale che, in alcuni passaggi, appaiono non chiari e suscettibili di molteplici interpretazioni.

Dal 14 gennaio abbiamo inviato all’Assessore Amati – e a lei per conoscenza – tre comunicazioni ufficiali (di cui una lettera aperta) nelle quali si chiedeva un incontro per esporre le nostre perplessità e confrontarci sul processo di ripubblicizzazione. Solo il 26 gennaio abbiamo ricevuto una comunicazione dall’Assessore nella quale si legge “Al fine di
meglio preparare l’incontro, prego trasmettere report puntuale con le relative osservazioni ai singoli emendamenti”. In data 31 gennaio abbiamo inviato all’Assessore – e a lei per conoscenza – le nostre osservazioni. Ad oggi, 14 febbraio, neanche un cenno di risposta.
Perché?

Perché sembra essere sceso nuovamente il silenzio? Perché non abbiamo un riscontro alle nostre richieste? Perché sostiene in televisione di aver ripubblicizzato l’acquedotto pugliese se questo, oggi, è ancora una società per azioni?

Premesso quanto detto e dato il crescente e appassionato interesse della popolazione pugliese e italiana sull’argomento (testimoniato dal formidabile successo della raccolta di firme per i referendum sull’Acqua e la recente dichiarazione di ammissibilità da parte della Corte Costituzionale dei due referendum sui quali i cittadini saranno chiamati ad esprimersi nella prossima primavera), cogliamo l’occasione per chiederle di continuare ad “andare avanti passo dopo passo con concretezza”,
Rinnovandole la richiesta
di un incontro urgente per il necessario chiarimento e per discutere riguardo alle necessarie modifiche da apportare al testo, per renderlo più chiaro e inequivocabilmente in direzione della ripubblicizzazione del SII.

Confidando nei valori della partecipazione e della democrazia ai quali ispira la sua politica, attendiamo una sua risposta.

Comitato pugliese “Acqua Bene Comune”
Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua

16/02/2011 Posted by | behacqua, beheconomia, Uncategorized | , , , | Lascia un commento

Corsi e ricorsi storici

Il video poco più sopra, ha qualcosa di esilarante e insieme tragico. A una settimana dall’evento che ha permesso a questo governo di continuare la sua corsa verso il noto, dopo aver seguito sporadiche trasmissioni televisive che volevano raccontarne i fatti, mi rendo conto di quanto sia assurdo tutto ciò.

Giambattista Vico 1668 – 1744

Il signore sopra citato, più di tre secoli fa aveva capito che ogni popolo (ogni nucleo familiare, ogni clan) vive le stesse fasi, ciclicamente: i famosi corsi e ricorsi storici. Esattamente come è ciclico il destino di ogni uomo: nascita, sviluppo, maturità. Morte.

E via da capo.

Il “Popolo Italiano” compie or ora 150 anni. A quando si può farne però risalire la nascita? Egli ha postulato questa teoria studiando le “lingue”, i dialetti, dei popoli. Può essere quindi un segno identificativo della “nascita” il linguaggio? Possiamo quindi risalire per esempio a Dante? Oppure ci dobbiamo riagganciare al Latino, madre della nostra lingua? Fin dove possiamo tornare indietro, nel nostro albero genealogico?

Se state leggendo queste parole, tranquilli, i vostri geni hanno parlato migliaia di lingue, dialetti… e visto che non hanno ancora trovato l’anello di congiunzione con le scimmie, nella nostra evoluzione, chissà, magari un giorno sibilavamo tutti strisciando su qualche pozza melmosa preistorica, oppure come taluni asseriscono, addirittura i nostri geni arrivano da altre parti del cosmo. Ciò non toglie che per tutti c’è un inizio, e una fine, anche per i popoli.

Da Totò è passato più mi mezzo secolo:

in che fase siamo, secondo voi?

E’ notizia fresca, che in seguito ai disordini del 14 u.s., si sta pensando ad arresti preventivi per prevenire ulteriori violenze. Ciò avviene nella noncuranza di dichiarazioni abbastanza chiare e note a tutti fatte dagli studenti in seguito agli eventi del 14. Possiamo restare quì ore a discutere se sia giusto o sbagliato, se ci fossero infiltrati della polizia (uno e due) o meno (uno e due), senza venire a capo di un bel nulla, in quanto i problemi restano. E sempre più seri. A causa della cultura.

Corsi e ricorsi storici.

Con la ri”nascita” dal dopoguerra, con alle spalle morte e di fronte miseria, il cammino del nostro Paese fu dapprima in salita, poi, sulla spinta di un’economia sempre più “facile” (spinta con gran cura ed efficacia da dei simpatici volponi), il benessere diffuso, fino ad arrivare ai giorni nostri. Percorso, quello di questi ultimi sessant’anni, incentrato sul potere intrecciato del possesso delle informazioni (come sempre nella storia).

Cultura.

Una cultura che fa perno su colui che sa, e che decide cosa devono sapere gli altri.

Fallimentare.

Così sono nati i miti che oggi caratterizzano le nostre vite: il capitalismo e lo spauracchio del marxismo. “Divide et impera“. Sempre così sono nate tutte le discriminazioni che tengono in piedi un mondo che altrimenti, con l’unione, non sarebbe governabile e sfruttabile dai pochi che sono a conoscenza di quelle preziose informazioni, che oggi, seppur con difficoltà, cominciano a trapelare proprio attraverso uno strumento che era nato in via sperimentale per “scambiare il sapere”: la rete.

Che sia per questo, che temono la ricerca libera? Perché la rete che ora cercano di bloccare arrivando ad accordi commerciali coi fantomatici providers è quella che sta mettendo più in difficoltà i poteri oscuri? O perché il livello di informazioni e di nozioni oggi è talmente elevato, che una scuola pubblica dotata di un centro ricerche autonomo, potrebbe trovare le fantomatiche soluzioni impossibili per l’indipendenza energetica e medica? Magari la famosa cura del cancro? O ripercorrere i passi di Tesla o Rubbia? Perché miliardi di euro in centrali nucleari con rifiuti devastanti? Quei soldi potrebbero essere investiti nella ricerca pubblica, creando lavoro a centinaia di migliaia di persone, anziché arricchire sempre i soliti, uccidendo l’ecosistema. Come con il petrolio. E le vittime che la corsa all’oro nero porta con sé, senza distinzioni di bandiera o di razza.

Lo so, troppe divagazioni. Ma un filo logico tiene insieme tutto ciò, già citato. Da Totò, attraverso la storia dell’Uomo, per arrivare all’energia. La connessione è una sola: cultura. Il nostro pregresso, il nostro bagaglio culturale, è l’unica cosa che può farci sperare di interrompere il nostro “ricorso storico”: qualcuno ha già collegato gli ultimi eventi degli ultimi tempi, all’ascesa del ventennio fascista, con tutto quello che ne conseguì. Ma come tanti, ha una visione ristretta del problema: non potrà mai esserci un nuovo ventennio, ma una guerra civile sì, senza sapere come si comporterebbero gli altri Paesi, ormai a noi collegati dalla spada di Damocle del debito

La soluzione, non è nelle armi, nella violenza, nella sopraffazione dell’oppressore: solo una cultura partecipata da tutti, potrebbe salvarci.

Sorrido, ora, stanco e provato dalla stesura di un documento tanto difficile e complesso, dove trovare il modo di riassumere analisi logiche e valutazioni di una vita in poche righe è assolutamente impossibile, ripensando alle parole del nostro Ministro della Difesa, tal Ignazio La Russa, che con sorriso beffardo e tono sprezzante disse giovedì scorso che nonostante l’alto numero dei manifestanti, i suoi uomini se avessero voluto avrebbero potuto avere la meglio su tutti in pochi minuti… chissà se anche Maria Antonietta sorrideva allo stesso modo…

Concludendo, smettiamo, ognuno di noi, di pensare di avere la verità in tasca. Mettiamo a disposizione uno dell’altro le nostre informazioni, creiamo una rete umana di scambi di opinioni, di idee, di progetti: costruiamoci un mondo dove l’opportunismo sia visto solo come progresso e benessere diffuso, anche per quei poveracci che oggi muoiono per estrarre il nostro oro o carbone.

Creiamoci un futuro, creiamoci una Informazione Condivisa

20/12/2010 Posted by | Uncategorized | , , , , | Lascia un commento

A MILANO E’ PROIBITA LA CONTESTAZIONE. IN ITALIA, PURE

Ricevo e pubblico  questo comunicato di Claudio Rovelli, oggi candidato nella Lista Civica Milano 5 Stelle, attualmente consigliere di Zona di “Milano Civica” (ex Lista Ferrante) nel Consiglio di Zona 6.

Sconcertante, inquietante. Diffondetelo.

<<Oggi, durante la festa del Lorenteggio, ho scoperto che non è possibile contestare pubblicamente la Sindachessa Moratti, intervenuta alla manifestazione per magnificare il “grande” progetto del futuro Expo, dimenticandosi dei problemi ben più urgenti e attuali di quella larga parte dei cittadini che aspettano risposte da anni, senza mai riceverne.
Presenti anche i Consiglieri di Maggioranza Bianchi, Bognani, Girtanner, Bergamaschi, Zanolio, l’Assessore Mascaretti.
 
Presenti Polizia Locale e Polizia di Stato.
 
Tra una pausa e l’altra  dell’intervento del Sindaco, mi sono permesso di fare presente, in maniera decisa ma con toni educati e senz’altro entro i limiti della critica politica, la situazione delle case Aler della Zona 6 che, come tutti sappiamo, vanno letteralmente a pezzi. Altro che Expo!
 
Improvvisamente mi sono sentito afferrare bruscamente per una spalla da un agente della Polizia di Stato come se stessi commettendo chissà quale atto sedizioso. Preciso che durante la contestazione verbale tenevo in mano un ombrello, per proteggermi dalla pioggia, essendo palese a chicchessia il mio atteggiamento pacifico e tutt’altro che sovversivo.
Dopo aver fornito le mie generalità e presentandomi come Consigliere di Zona sono stato sminuito nel mio ruolo con la seguente frase: “Vieni vieni consigliere!“ con un tono non degno di un agente di Polizia di Stato. Un altro agente in borghese ha citato volgarmente gli attributi maschili per definire il mio comportamento.
 
Durante il controllo cui sono stato sottoposto sono stato minacciato, da un lato, di essere condotto in Questura e, dall’altro, circa l’utilizzo delle manette. Sconcertato da quest’ultima evenienza ho invitato a questo punto gli Agenti a mettermi davvero le manette! Il mio invito, naturalmente, non è stato accolto.
 
Mi sembra doveroso provvedere alla denunzia di questo gravissimo fatto, poiché indubbiamente e gravemente lesivo dei fondamentali principi sanciti dalla nostra Costituzione e, in particolare, dall’ art. 21 in forza del quale “TUTTI HANNO DIRITTO DI MANIFESTARE LIBERAMENTE IL PROPRIO PENSIERO CON LA PAROLA, LO SCRITTO E OGNI ALTRO MEZZO DI DIFFUSIONE”.
 
L’invito è quello di continuare a difendere la nostra Costituzione nell’oltraggio dei diritti oggetto di quotidiana violazione, facendo presente a certi agenti di Polizia che la loro funzione è quella di difendere i diritti di TUTTI i cittadini, anche quelli che non portano un nome altisonante come quello della signora Brichetto in Moratti.
 
 
Milano lì 28 Novembre 2010
 
Claudio Rovelli

Consigliere di Zona 6>>

02/12/2010 Posted by | Uncategorized | , , , , , , | Lascia un commento

Nasce un nuovo canale di informazione : BEHCHENEPENSI

Esatto. E’ nato un nuovo strumento per mezzo del quale le informazioni viaggiano secondo nuovi e semplici canali. Il lavoro di ricerca informazioni sulla rete che riguardino argomenti a noi cari e rilevanti ai nostri fini sociali, rischiava di non aver un output comunicativo verso il prossimo, verso altre persone con le stesse esigenze.

Oggi, si può rimediare a tutto ciò. Oggi si può riclassificare il contenuto trovato in rete, per disporne poi per i propri fini e finalità.

E’ nato www.behchenepensi.net : un gruppo di utenti informati che cacciano informazioni e portano all’attenzione dell’opinione pubblica i contenuti suddividendoli per tematiche e aree geografice. Per sapere sempre qualche cosa in più, avendo cura di fare ricerche mirate e non dispersive.

Il mio canale, per vedere di cosa mi sto occupando, quali sono gli argomenti al momento più attuali o semplicemente in fase di approfondimento, da parte mia, http://schumyno.behchenepensi.net

Tutti possono partecipare, ognuno avrà la sua pagina… chiedetemi come, vi svelerò la tana del Bianconiglio

23/11/2010 Posted by | Uncategorized | , , , , | Lascia un commento

Storie di ordinaria amministrazione

Così verrebbe da liquidare il disagio che certi immigrati reclamano all’attenzione pubblica. Disagio. In un mondo occidentale così all’avanguardia come il nostro, questi uomini e donne (e spesso bambini) intravedono un barlume di speranza e fuggono da quella miseria che attanaglia i loro paesi. Richiamati dai nostri sfarzi, dalle immagini che distribuiamo al mondo di noi stessi.
Intraprendono così un viaggio duro, impervio, che tutti pagano a caro prezzo: molti perdono anche la vita. Sopravvissuti alla tratta di esseri umani che accompagna questo esodo, approdano in un Paese, speranzosi finalmente in una possibilità.
Se da un lato però ci sono gli sfarzi, con minorenni con buste da 7000 euro, dall’altra ci sono loro, i dimenticati, finchè non osano interrompere i nostri idilliaci sogni di centri massaggi e veline: costretti da aguzzini a dover dare bustarelle da “escort” per ottenere un permesso di soggiorno che significherebbe avere un lavoro, ma che spesso si rivela una truffa. E il nostro ordinamento attuale, che prevede una spesa di 500 euro per la richiesta del permesso di soggiorno, non aiuta. Nel complesso, è inutile negarlo, la legge Bossi-Fini non funziona.

15/11/2010 Posted by | Uncategorized | , , , , | Lascia un commento

Google e la rete censurata

Può essere la rete, il Web, il luogo dove potremo vivere felici e liberi, con le nostre informazioni sempre aggiornate e attendibili?
Andate su www.google.com
in testa, in cima, dove ci sono le opzioni
Web Immagini Video Maps News Libri Gmail altro
clikkate su “altro” e poi “Traduttore
scrivete la frase
io non ho votato Berlusconi” e traducetela in una qualsiasi lingua che conoscete.
Piaciuto l’esperimento?
Riprovate scrivendoci il vostro nome, o qualcun altro (con Dell’Utri non ho provato…..)
VIVA LA CENSURA INVISIBILE

08/11/2010 Posted by | Uncategorized | , , , | Lascia un commento