Schumyno

Cittadino libero e in movimento

Critical Mass!!!

 

Un mio giovane amico, mi ha fatto un enorme regalo: un paio di mesi fa mi ha messo al corrente dell’esistenza di un gruppo di ragazzi, più e meno giovani, che regolarmente da anni si ritrova tutti i giovedì sera con il solo intento di riappropriarsi della città per un paio di ore la settimana. Una città ormai ad uso esclusivo di autovetture e veicoli da trasporto a motore di ogni genere. Una città tra le più inquinate d’Europa, con un Sindaco inquisito per non aver posto rimedio all’inquinamento che avvelena e uccide i propri cittadini.

E’ in questo scenario che incontro Critical Mass, un’iniziativa che vede gli appassionati del “ciclo” buttarsi per le vie della città, bloccandone il traffico a motore per permettere a semplici cittadini di usufruire di quelle strade così pericolose che ogni giorno affrontano da soli, con tutti i rischi connessi: praticamente assente (o assurda o inagibile) la rete ciclabile, pavimentazioni in pavé e sampietrini, rotaie, asfalti rovinati e buche ovunque. E aria pressoché irrespirabile.

Anni che ogni giovedì sera si ritrovano in piazza Mercanti, in centro, per partire alla volta di un nuovo itinerario.

La prima volta che ho partecipato, è stato emozionante: la città, di notte e in bicicletta, senza il timore del traffico, mi ha regalato scorci di una città bellissima, seppur devastata dall’incuria umana e spesso dalla sua follia, con una compagnia di viaggio esilarante, allegra, giocosa.

Settimana scorsa, mi son portato dietro la videocamera, l’ho fissata al manubrio: fate un giro virtuale con me…

…ma giovedì prossimo, non mancate di viverla di persona, questa esperienza. Le giornate si allungano, il clima diventa più mite: salvo pioggia, non perdetevi l’occasione di uscire a divertirvi, facendo un po’ di sano moto per la città.

P.s.: quel giovane amico è Mattia Calise, un ragazzo qualsiasi, candidato a sindaco di Milano. Qualcosa di buono l’ha già fatta, per me: grazie.

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20/03/2011 Posted by | behdiritti, behmilano, behsalute, Uncategorized | , , , , , , | Lascia un commento

Finiguerra è la sinistra?

Mi è capitato di incontrare quest’uomo, settimana scorsa.

Nello scenario di oggi, che mi vede coinvolto in prima persona nel fare conoscere il MoVimento 5 Stelle (o meglio, le idee che proponiamo) alla gente, incontrare Domenico mi ha fatto pensare. E’ un uomo che si dichiara di sinistra, ma è così lontano dalla sinistra che tutti si ostinano a difendere: quella di oggi, manovrata da fili oscuri di potere che no, non si possono più negare, sarebbe ipocrita. E allora? Allora perchè molti suoi  cultori che incontro, mi guardano e mi accusano di “portare via voti a Pisapia”? Chi è questo Pisapia, cosa ha fatto di così meritevole da credere di essere adatto a ricoprire un ruolo amministrativo come quello di Sindaco? Su una scala da 1 a 10, darei 1 alla Moratti e 2 a Pisapia. Un avvocato, attempato, contro l’attempata moglie di un petroliere: Sindaco. Io non ci vedo né destra né sinistra in tutto ciò. Non ci vedo nulla di Politico, solo “affari”. La sinistra nasce laica, incentrata sul cittadino. Abbiamo una Costituzione, meravigliosa, che di per sé è già un sentiero tracciato verso l’eliminazione della disuguaglianza, ma noi no, non ce ne rendiamo conto. Uomini come Finiguerra sono rari. E’ un uomo con dei valori ben forti. E idee ottime per il futuro, che condivido pur non essendo di sinistra (sono politicamente laico: mi interesso solo dei fatti).

Ora mi domando: come mai a sponsorizzare questo uomo, l’esempio che porta con sé con operazioni come Stop al Consumo del Territorio e i Comuni Virtuosi, non c’è il PD in pompa magna? Come mai la “sinistra ufficiale”, quella che a Milano scopiazza le idee dei “grillini” ma poi li accusa di portare via loro voti, non sposa la raccolta differenziata spinta, il recupero del territorio, il pareggio di bilancio, il tutto migliorando la qualità di vita dei cittadini? Cos’è la “sinistra ideologica”, se non questo?

E invece accade che Finiguerra è ammirato, apprezzato, quasi venerato, proprio dai “grillini”, che non perdono occasione di dare risonanza alle idee e all’esperienza che quest’uomo vuole esportare, con sacrificio.

Se devo esser sincero, nella scala da 1 a 10 di prima, Mattia si prende un 6, ma è giovane e migliora ogni giorno. E per quanto riguarda Pisapia, beh sarebbe il caso di far presente al “popolo” che lo sostiene, che quello sì, che è un voto sprecato: si sa già come va a finire, continueranno a spartirsi tutto finché non finiranno anche le poche briciole rimaste. La scommessa vincente è Mattia Calise: solo questa.

09/03/2011 Posted by | behdiritti, Territorio, Uncategorized | , , , , | 3 commenti

Risposta Comitato Acqua a Vendola

Copio e incollo mail ricevuta dal Comitato Pugliese Acqua Bene Comune

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Durante la trasmissione Annozero di giovedì 10 febbraio il presidente della Regione, Nichi Vendola, ha affermato di aver ripubblicizzato l’acquedotto pugliese intorno al trentesimo-quarantesimo giorno del suo nuovo mandato.


Il Comitato Pugliese “Acqua Bene Comune” si sente in dovere di replicare.
Il Presidente Vendola ha sì “fatto la legge”, ma tale legge non è ancora operativa, in quanto non approvata dal Consiglio Regionale. Quindi l’acquedotto pugliese non è ancora ripubblicizzato, e quello presentato da Vendola è, ad oggi, un disegno di legge.
Tralasciando qui altri dettagli, dobbiamo aggiungere che nelle sue dichiarazioni il Presidente Vendola ha tra l’altro fatto riferimento alle “pagelle” di Federutility, senza spiegare cos’è questo organismo, e senza quindi far notare che si tratta di un organismo nient’affatto “super partes”, nient’affatto interessato alla ripubblicizzazione dei servizi idrici e, anzi, sostenitore del mantenimento dell’esistente stato di cose.

Di seguito  la lettera che il Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua e il Comitato Pugliese per l’Acqua Bene Comune hanno scritto a Nichi Vendola.
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Al Presidente della Regione Puglia,
Nichi Vendola
p.c.
all’Assessore alle OO. PP., Fabiano Amati
alla stampa

Caro Presidente,
abbiamo ascoltato con attenzione il suo intervento alla trasmissione “Annozero” di giovedì 10 febbraio in merito alla ripubblicizzazione dell’acquedotto pugliese dove lei ha detto che “al trentesimo/quarantesimo giorno di questa legislatura ho fatto la ripubblicizzazione dell’acquedotto come legge del mio governo e l’ho passata nella commissione competente del consiglio regionale”.

Purtroppo, però, come tutti sappiamo, senza l’approvazione del DDL in Consiglio non c’è tecnicamente alcuna legge e la sua affermazione rimane nell’ambito dell’annuncio e non di quanto fatto. Inoltre ha omesso di fornire delle informazioni significative.

Alla storia, infatti, mancava più di un pezzo, ovvero:
il fatto che Ella e l’Assessore Amati, già nell’ottobre 2009, avevate preso pubblicamente l’impegno di presentare in Consiglio, entro la fine del suo precedente mandato, la proposta di legge che sarebbe stata prodotta dal tavolo
tecnico congiunto tra Regione Puglia, Comitato pugliese “Acqua Bene Comune” e Forum italiano dei Movimenti per l’Acqua (fa fede la rassegna stampa, compresa quella istituzionale);

il fatto che Ella – a nome della sua coalizione – durante la campagna elettorale e, specificatamente nella conferenza stampa del 2 marzo 2010, aveva assunto l’impegno di trasformare il DDL in legge entro i primi 100 giorni della eventuale futura legislatura!

il fatto che dall’11 maggio 2010 – data in cui la giunta ha approvato il DDL sulla ripubblicizzazione dell’acquedotto pugliese – lo stesso disegno di legge è “approdato” nelle competenti commissioni solo ad ottobre 2010 (!) quando sono state programmate e svolte le necessarie audizioni.

Da allora – nonostante le sollecitazioni in tal senso e le richieste di incontro da parte del Comitato pugliese “Acqua Bene Comune” – più nulla. Solo in seguito a una nuova mobilitazione, lo scorso 28 dicembre, il Comitato è stato ricevuto dall’Assessore alle OO. PP., Fabiano Amati, che da un lato, ha ammesso la difficoltà di comunicazione, impegnandosiper una comunicazione più “fluida” fra cittadinanza e istituzioni; e dall’altro, ha anticipato la presentazione di una serie di emendamenti al fine di “rafforzare” giuridicamente lo stesso DDL in vista della sua presentazione in Consiglio entro la fine di gennaio 2011. Tuttavia, il testo è fermo ancora nelle commissioni.

Inoltre alcuni di quegli emendamenti presentati hanno suscitato non poche perplessità (confortata dal giudizio di diversi giuristi) in quanto apportano differenze sostanziali al testo approvato dalla giunta lo scorso 11 maggio e appaiono in controtendenza rispetto ai principi che hanno guidato fin dall’inizio il percorso di ripubblicizzazione dell’acquedotto pugliese, ovvero:
· gestione di tutto il SII in Puglia attraverso un organismo di diritto pubblico;
· gestione partecipata da parte dei cittadini e dei lavoratori al governo del SII;
· garanzia per tutti, anche coloro senza mezzi, a condizioni minime di servizio;
· esclusione del profitto da parte di privati nella gestione del SII o parti di esso.

Come abbiamo avuto modo di specificare, tali principi risultano sensibilmente “annacquati” o stilati in forma tale che, in alcuni passaggi, appaiono non chiari e suscettibili di molteplici interpretazioni.

Dal 14 gennaio abbiamo inviato all’Assessore Amati – e a lei per conoscenza – tre comunicazioni ufficiali (di cui una lettera aperta) nelle quali si chiedeva un incontro per esporre le nostre perplessità e confrontarci sul processo di ripubblicizzazione. Solo il 26 gennaio abbiamo ricevuto una comunicazione dall’Assessore nella quale si legge “Al fine di
meglio preparare l’incontro, prego trasmettere report puntuale con le relative osservazioni ai singoli emendamenti”. In data 31 gennaio abbiamo inviato all’Assessore – e a lei per conoscenza – le nostre osservazioni. Ad oggi, 14 febbraio, neanche un cenno di risposta.
Perché?

Perché sembra essere sceso nuovamente il silenzio? Perché non abbiamo un riscontro alle nostre richieste? Perché sostiene in televisione di aver ripubblicizzato l’acquedotto pugliese se questo, oggi, è ancora una società per azioni?

Premesso quanto detto e dato il crescente e appassionato interesse della popolazione pugliese e italiana sull’argomento (testimoniato dal formidabile successo della raccolta di firme per i referendum sull’Acqua e la recente dichiarazione di ammissibilità da parte della Corte Costituzionale dei due referendum sui quali i cittadini saranno chiamati ad esprimersi nella prossima primavera), cogliamo l’occasione per chiederle di continuare ad “andare avanti passo dopo passo con concretezza”,
Rinnovandole la richiesta
di un incontro urgente per il necessario chiarimento e per discutere riguardo alle necessarie modifiche da apportare al testo, per renderlo più chiaro e inequivocabilmente in direzione della ripubblicizzazione del SII.

Confidando nei valori della partecipazione e della democrazia ai quali ispira la sua politica, attendiamo una sua risposta.

Comitato pugliese “Acqua Bene Comune”
Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua

16/02/2011 Posted by | behacqua, beheconomia, Uncategorized | , , , | Lascia un commento

Lezioni di Liceo in piazza Duomo

Oggi ho assistito a un evento decisivamente atipico: in protesta ai tagli alla scuola, portati avanti con la Riforma Gelmini, ultima di una serie di riforme aberranti, un liceo di Milano, il Bottoni, scende in piazza. Non con slogan, con atti di rappresaglia o urla di rivendicazioni. No. Scende in piazza con la cultura.

In una domenica fredda e uggiosa, con un inutile blocco del traffico a far finta che l’amministrazione si interessi della salute dei suoi cittadini, decine di ragazzi con i loro professori, tengono lezioni vere e proprie in piazza del Duomo.

Ragazze e ragazzi partecipi di questo progetto, che hanno contribuito a realizzare e al quale hanno partecipato attivamente, consapevoli che la cultura è la base del proprio futuro.

Qualcosa sta cambiando… finalmente.

31/01/2011 Posted by | behdiritti, behmilano | , , , , | Lascia un commento

Fermento a Milano: che accade?

Sabato 15 gennaio 2011 – Video 2h32′

Sabato scorso, nella totale indifferenza dei media, sì è tenuto un incontro decisivamente di rilievo, nella caotica, fredda, cupa Milano, capitale economica di un Paese allo sbando chiamato Italia, ostaggio di corruzione, malavita e mal di vivere. Una città che con il suo milione e trecento mila abitanti, a cui vanno aggiunti i milioni di residenti nella sua area metropolitana, molti dei quali pendolari, è centro nevralgico di ogni attività considerata di rilievo, dai servizi all’economia, in ogni suo genere, e quindi sfruttata, violentata nella sua intimità sociale da ogni becero speculatore, sia esso un malavitoso con coppola e lupara, o uno in doppiopetto e elicottero. Una Milano talmente spinta verso la noia, dove gli eventi culturali e di aggregazione sono rilegati alle festicciole di zona, organizzate dalle associazioni di commercianti, o quelle dei biechi e tristi partiti, dove entra in scena lo sperpero più folle del denaro pubblico. Più ovviamente le feste comandate: la fiera degli O’bei O’bei, gli spettacolari quanto tossici e futili fuochi d’artificio di fine anno e infinite manifestazioni di sparuti e disorganizzati gruppi di eroi, che cercano di combattere a loro modo il mondo di lupi che governa le nostre vite, avvelenandole nel corpo e nello spirito.

E’ stato confermato il percorso inarrestabile di una nuova corrente culturale, dove i bisogni del singolo diventano i bisogni di una intera collettività, dove finalmente questi eroi possono confluire, e apportare in modo trasparente le proprie idee. Non un movimento qualunque: il MoVimento. Un luogo dove la diversità è parte fondamentale del suo stesso esistere, dove il dissenso è possibile, nel rispetto di un concetto elevato quanto astratto di uguaglianza. Gente che ha abbandonato il concetto di ideologia, e ha capito che le idee sono la vera fonte di ricchezza per lo sviluppo di una civiltà che viva in pace con se stessa e che possa godere appieno di quel miracolo chiamato vita.

5 Stelle.

Un’idea nuova, affamata di informazioni, che parte da un programma semplice, costruito dal basso, ovvero dai bisogni primari di ogni individuo. Un sistema che però costringe, volenti o dolenti, a modificare tutto l’aspetto sociale. Un’operazione di marketing camuffata da innocue richieste, che cambieranno per sempre, in meglio, la nostra qualità di vita, eliminando i soprusi e gli abusi ai danni dei più deboli, e della società stessa, auto-conservandola in un progresso ecosostenibile.

A Milano, senza censure nè restrizioni (a parte l’avere la fedina penale pulita, non essere iscritti a alcun partito politico e il non aver svolto più di un mandato elettorale dalle amministrazioni comunali in su), si sono presentati candidati come consiglieri persone di ogni estrazione sociale, accomunate dalla voglia di perseguire quei cambiamenti su citati con la propria partecipazione attiva, mettendoci la faccia, e il proprio tempo, convinti che solo una democrazia diretta e un ambiente di lavoro opensource, senza capi nè padroni, siano l’unica strada percorribile. Tra questi, nove di loro (in coda, in ordine alfabetico, la loro presentazione) si sono offerti, con progetti e tanto cuore, di fare da “portavoce”  e candidarsi per il ruolo di “aspirante Sindaco”. Ruolo che sappiamo bene difficilmente sarà ricopribile alla prossima tornata elettorale, ma che garantirà un posto probabile all’interno dell’amministrazione milanese, grazie al già ampio consenso ottenuto da queste idee rivoluzionarie, un po’ ovunque sul territorio italiano.

Il Nuovo che avanza non è arrestabile: il MoVimento riassume quella necessità di tutti i movimenti capillari sparsi un po’ ovunque per il mondo: è la risposta italiana ad altri movimenti simili, accomunati dagli stessi obiettivi.

Sabato prossimo, dal primo pomeriggio, tutti gli iscritti al sito del MoVimento nazionale di Milano e Provincia, potranno liberamente scegliere quale dei sotto elencati candidati, potrà avere l’Onore di fare da tramite tra loro e le Istituzioni.  Il fato, o il timore di un mondo maschilista, ha voluto non ci fossero volontarie (attese) del gentil sesso: spero di cuore che per le imminenti elezioni politiche, si precipitino subito in massa ed esercitare il diritto di candidarsi a ricoprire quei ruoli.

Se non credete alle mie parole, guardate in testa la registrazione integrale dell’evento di sabato 15: è rivoluzionario.

Nessuna censura: libertà di espressione, di critica. Tutto quello che vedete, è il frutto di duro lavori di tanti volontari, che hanno dedicato il proprio tempo a costruire qualcosa, senza esperienze specifiche ma con la voglia e la forza di migliorarsi giorno dopo giorno insieme, gomito a gomito. Certo, non è stato tutto perfetto. Poteva essere ancora meglio: magari lo sarà proprio al vostro futuro aiuto.

Il cammino è lungo e difficile.

Ma non molleremo mai.

 

18/01/2011 Posted by | behacqua, behdiritti, beheconomia, behinceneritori, behmilano, behNucleare, behsalute, Economia, Mafie, Politica, Territorio, Uncategorized | , , , , , | 9 commenti

Non è un paese per vecchi

Oggi, per la prima e forse (spero) ultima volta, approfitto dello spazio di questo canale per fare un tipo differente di informazione: o meglio, di comunicazione. Nello specifico, intendo rispondere ad un altro articolo, che mi riguarda direttamente, in quanto prende spunto da un’accesa conversazione cui ho partecipato, e alla quale fa espressamente riferimento l’autore del post citato, che vi pregherei di leggere. “Anziani, una realtà da “pattumare”. A mio avviso, già dall’incipit si evince un’abissale distanza generazionale, seppur l’età dei due (o tre) contendenti sia minima: 12 soli anni. La durata di un refolo, nel grande computo della Vita. Già, perché senza le premesse, senza un contraddittorio o almeno dei fatti (inconfutabili), ogni verità è frutto della fantasia del suo narratore. Così succede che un “certo sistema di votazione computerizzato” diventa “demenziale” a seconda della capacità valutativa del singolo: tant’è che quel sistema è stato analizzato poi per due giorni, sviscerato, e confermato come attendibile e corretto. Si è persino scoperto che lo stesso sistema viene adottato da amministrazioni pubbliche americane ormai in modo regolare, tanto da essere riconosciuto come il miglior sistema per scegliere un rappresentante che soddisfi il maggior numero di votanti. Il “demenziale” prende così tutto un altro valore, si ritorce contro l’utilizzatore, trasformando la propria affermazione, come tale. E’ facile poi continuare a manipolare un’informazione: è sufficiente omettere che io che scrivo, sono stato uno dei maggiori oppositori all’applicazione del metodo in questione, tanto da averne proposto uno più semplice, non trovando ragione nell’applicarne uno così complicato, nella nostra piccola realtà politica. Un altro “omissis” di poco conto, no? Ma non è ancora finita: la mistificazione della verità continua. Tutte le proposte avanzate, sono state sottoposte al voto di un certo considerevole numero di persone (tra 30 e 40, potrei verificare, ma è ininfluente): e a maggioranza, il sistema “demenziale” è risultato vincente, con mio e altrui rammarico. Qui, sorse la discordia: è giusto sovrastare il volere popolare in un contesto politico dove la volontà dei partecipanti è sovrana? Io mi sono schierato per il “no, non è giusto”, e non solo. Altri, una quindi ancor più stregua minoranza rispetto alla votazione, hanno ritenuto lecito gridare al complotto. Anche io so far di conto, e anche io avevo capito che quel sistema poteva esser controproducente: ma il popolo è sovrano, e io ero già pronto a rimboccarmi le maniche e lavorare per raggiungere comunque il mio scopo, nonostante il “contrattempo”. E sono cominciati i diverbi: in nome di una presunta precedenza di età, mi si è detto che io sbagliavo. Mi si è indicato cosa dovevo fare, come dovevamo reagire a una tale situazione. E’ stata criticata una mia scelta, messo alla berlina un mio diritto.

Arroganza.

Un mio pari, solo perché ha ricevuto una cultura diversa dalla mia (non migliore, diversa: soltanto diversa) e si ritrova con qualche anno in più come fardello di vita, senza conoscere i miei trascorsi (e il peso del mio, di fardello), ha preteso di imporre la sua volontà sulla mia. Non rientra in quelli che sono i miei principi: nessuno è migliore di nessun altro. E’ in questa arroganza, che molti fanno propria con il passare degli anni, con l’acquisizione di una posizione sociale, di un ruolo confezionato nel tempo, che si nasconde il degrado di una società che si sta autodistruggendo con l’autoreferenzialità, anziché migliorarsi con un sistema meritocratico, che premi le virtù. C’è chi legge James Hillmann, chi “Lo Zen e l’arte della manutenzione della motocicletta” di Pirsig, o il “Discorso agli ateniesi” di Pericle. Sono scelte. Io scelgo la pari dignità, e la virtù della meritocrazia, per lo sviluppo e il progresso. Additare come “vecchio” un individuo incapace di interagire con il mondo circostante per il miglioramento dello stesso non è un atto discriminatorio: è un dato di fatto. Se a una persona si portano le prove inconfutabili, scientifiche, che l’ambiente circostante, l’habitat naturale dell’uomo, è forse irrimediabilmente compromesso, e costui continua a imprecare su un sistema di votazione “demenziale”, ma sul quale si è espressa una maggioranza (e poco conta se valida o meno: chi decide se è valida? La matematica e la logica indicano che l’unica assemblea realmente democratica, di un sistema “chiuso” chiamato Terra, sia composta da ogni singolo individuo senziente), quando il tempo a disposizione per trovare soluzioni che salvaguardino il futuro della specie è forse addirittura terminato, chi ha torto? Chi preferisce soprassedere su una scelta non condivisa ma espressione di una maggioranza per riprendere ad affrontare i problemi seri (ovvero il futuro dell’umanità)? O chi perde altro tempo prezioso con obiezioni che come sempre potevano essere poste mesi prima? Il metodo “demenziale” in questione è frutto di un tavolo di lavoro partito a giugno. Sei mesi fa.

Potrei continuare a filosofeggiare all’infinito su quanto dichiarato in quell’articolo. Esempio? Perché limitarsi a documentare l’analisi sulla “vecchiaia” riferendosi solo ai paesi occidentali? Che è? Noi siamo migliori di altri popoli? Chi ci ha investito dell’autorità di crederlo? Forse una religione indiana che prevede che giunta l’ora del “grande viaggio”, il “vecchio = saggio” abbandona ogni avere per errare per le lande, rispettato da tutti e mantenuto con elemosine, ascoltato nei consigli dai giovani, è una follia? Eppure sono secoli che esiste… Vogliamo allora parlare di cosa ha scaturito la nostra assurda cultura occidentale, e non solo? Vogliamo parlare delle origini delle religioni monoteiste e della resa in schiavitù della donna che dura nella nostra cultura da 4.500 anni? Arroganza. Anche io ne ho molta, ma ho anche il dono dell’umiltà e dell’empatia, e son sempre disposto a ascoltare e valutare le opinioni del prossimo, perché so di non avere La Verità in tasca, ma solo una, verità: la mia, confutabile giorno dopo giorno.

Questo è per me MoVimento. Il resto è vecchiume, come i libri di storia scritti dai vincitori.

“Vecchio” è un aggettivo: può essere utilizzato per indicare una condizione anagrafica, oppure un’eccessiva ristrettezza di pensiero. Mai mi permetterei di dare del “vecchio” a un vecchio come Dario Fo.

Rispetto. Sempre e comunque, e scendere dal piedistallo: discorsi come quello letto in quell’articolo, sono pericolosi: credersi migliori dei “giovani”, il rifiutarsi di ascoltarli, di condividere, di parlare, quello sì, crea le divisioni. Solo l’apertura al dialogo e al confronto, sempre stando sullo stesso piano, ci permetterà di salvarci. O un giorno avrete contro le generazioni nostre figlie, come già se ne avvertono le avvisaglie.

 

Questo articolo è stato scritto in fretta: mi riservo di apportare eventuali minime rettifiche lessicali entro domani sera, se riterrò necessario

14/01/2011 Posted by | Uncategorized | , , | 3 commenti

Amianto e Medicina

Mi son ritrovato, così, per caso, da neo-rozzanese, a passare dal mio medico: il famoso medico della mutua.

Dopo i ripetuti e urlati allarmi che ho lanciato contro l’avvelenamento che ci circonda, mi son ritrovato coinvolto io stesso nel mio peggiore incubo: l’asbesto.

Sì perchè capita che, ogni tanto, si parli con il prossimo, soprattutto ora che ho capito che il dialogo e il confronto potrebbero essere l’unica via d’uscita dall’egoismo e dall’omertà che ci vede ogni volta chiusi in noi stessi, come se le interrelazioni umane fossero superflue, come se ci si potesse isolare dal mondo, che quel che gli altri fanno, qualunque cosa, non ci riguardi da vicino fintanto non ci tirano un pugno in faccia, ad esempio. Così, mio malgrado, scopro che lo studio medico, quello del medico generico (il dottore della ASL, ex USL, insomma) si ritrova ad avere lo studio in un fabbricato concesso dal Comune di Rozzano, con il tetto interamente ricoperto di Ethernit.

Il dottore, scoperta l’agghiacciante verità, ha richiesto l’intervento del Comune, interpellando sia il sindaco, sia l’assessore alla salute, ma si sa, come funzionano certe faccende: “Caro mio dottore, se non le sta bene, trovi un altro posto”. Il solito pizzo pseudo mafioso: se vuoi lavorare e tirare a campare con il tuo stipendio, mio caro dottore neo-laureato (poco importa se a pieni voti e in Chirurgia), accontentati di questo luogo e ringraziami per cotanta generosità. Ovviamente di bonificare non se ne parla: tanto più che il fabbricato è condiviso con un circolo ricreativo frequentato da anziani. E qui interviene la mia maliziosità, che ormai non è più tale, ma solo fredda e crudele realtà: anziani e malati sotto un tetto di Ethernit. Allungare la vita a un malato di tumore di un anno (dicesi 1 ANNO = 12 mesi in più rispetto a una morte senza cure, che è sembra il “beneficio medio” che si ottiene – e son generoso, perchè le statistiche parlano di 11 mesi…), costa mediamente 240.000 dollari (studio americano: in Italia si arriva anche a 340.000 Euro), quindi, per quale motivo impedire alle multinazionali farmaceutiche un colpo di fortuna del genere? Anzi, sia mai che un giorno verranno a sapere della beffa, e potranno generosamente ricompensare i benefattori.

E’ tempo di dire BASTA: mettetevi l’elmetto in testa, armatevi di telecamera e Costituzione, e riprendetevi il DIRITTO ALLA SALUTE E ALLA VITA

P.s.: il video è il mio, le riprese pure, così come il montaggio: sono un cittadino incazzato nero, con elmetto in testa, e tutto questo non lo accetterò più

14/01/2011 Posted by | behsalute, Territorio, Uncategorized | , , , , , | 1 commento

Corsi e ricorsi storici

Il video poco più sopra, ha qualcosa di esilarante e insieme tragico. A una settimana dall’evento che ha permesso a questo governo di continuare la sua corsa verso il noto, dopo aver seguito sporadiche trasmissioni televisive che volevano raccontarne i fatti, mi rendo conto di quanto sia assurdo tutto ciò.

Giambattista Vico 1668 – 1744

Il signore sopra citato, più di tre secoli fa aveva capito che ogni popolo (ogni nucleo familiare, ogni clan) vive le stesse fasi, ciclicamente: i famosi corsi e ricorsi storici. Esattamente come è ciclico il destino di ogni uomo: nascita, sviluppo, maturità. Morte.

E via da capo.

Il “Popolo Italiano” compie or ora 150 anni. A quando si può farne però risalire la nascita? Egli ha postulato questa teoria studiando le “lingue”, i dialetti, dei popoli. Può essere quindi un segno identificativo della “nascita” il linguaggio? Possiamo quindi risalire per esempio a Dante? Oppure ci dobbiamo riagganciare al Latino, madre della nostra lingua? Fin dove possiamo tornare indietro, nel nostro albero genealogico?

Se state leggendo queste parole, tranquilli, i vostri geni hanno parlato migliaia di lingue, dialetti… e visto che non hanno ancora trovato l’anello di congiunzione con le scimmie, nella nostra evoluzione, chissà, magari un giorno sibilavamo tutti strisciando su qualche pozza melmosa preistorica, oppure come taluni asseriscono, addirittura i nostri geni arrivano da altre parti del cosmo. Ciò non toglie che per tutti c’è un inizio, e una fine, anche per i popoli.

Da Totò è passato più mi mezzo secolo:

in che fase siamo, secondo voi?

E’ notizia fresca, che in seguito ai disordini del 14 u.s., si sta pensando ad arresti preventivi per prevenire ulteriori violenze. Ciò avviene nella noncuranza di dichiarazioni abbastanza chiare e note a tutti fatte dagli studenti in seguito agli eventi del 14. Possiamo restare quì ore a discutere se sia giusto o sbagliato, se ci fossero infiltrati della polizia (uno e due) o meno (uno e due), senza venire a capo di un bel nulla, in quanto i problemi restano. E sempre più seri. A causa della cultura.

Corsi e ricorsi storici.

Con la ri”nascita” dal dopoguerra, con alle spalle morte e di fronte miseria, il cammino del nostro Paese fu dapprima in salita, poi, sulla spinta di un’economia sempre più “facile” (spinta con gran cura ed efficacia da dei simpatici volponi), il benessere diffuso, fino ad arrivare ai giorni nostri. Percorso, quello di questi ultimi sessant’anni, incentrato sul potere intrecciato del possesso delle informazioni (come sempre nella storia).

Cultura.

Una cultura che fa perno su colui che sa, e che decide cosa devono sapere gli altri.

Fallimentare.

Così sono nati i miti che oggi caratterizzano le nostre vite: il capitalismo e lo spauracchio del marxismo. “Divide et impera“. Sempre così sono nate tutte le discriminazioni che tengono in piedi un mondo che altrimenti, con l’unione, non sarebbe governabile e sfruttabile dai pochi che sono a conoscenza di quelle preziose informazioni, che oggi, seppur con difficoltà, cominciano a trapelare proprio attraverso uno strumento che era nato in via sperimentale per “scambiare il sapere”: la rete.

Che sia per questo, che temono la ricerca libera? Perché la rete che ora cercano di bloccare arrivando ad accordi commerciali coi fantomatici providers è quella che sta mettendo più in difficoltà i poteri oscuri? O perché il livello di informazioni e di nozioni oggi è talmente elevato, che una scuola pubblica dotata di un centro ricerche autonomo, potrebbe trovare le fantomatiche soluzioni impossibili per l’indipendenza energetica e medica? Magari la famosa cura del cancro? O ripercorrere i passi di Tesla o Rubbia? Perché miliardi di euro in centrali nucleari con rifiuti devastanti? Quei soldi potrebbero essere investiti nella ricerca pubblica, creando lavoro a centinaia di migliaia di persone, anziché arricchire sempre i soliti, uccidendo l’ecosistema. Come con il petrolio. E le vittime che la corsa all’oro nero porta con sé, senza distinzioni di bandiera o di razza.

Lo so, troppe divagazioni. Ma un filo logico tiene insieme tutto ciò, già citato. Da Totò, attraverso la storia dell’Uomo, per arrivare all’energia. La connessione è una sola: cultura. Il nostro pregresso, il nostro bagaglio culturale, è l’unica cosa che può farci sperare di interrompere il nostro “ricorso storico”: qualcuno ha già collegato gli ultimi eventi degli ultimi tempi, all’ascesa del ventennio fascista, con tutto quello che ne conseguì. Ma come tanti, ha una visione ristretta del problema: non potrà mai esserci un nuovo ventennio, ma una guerra civile sì, senza sapere come si comporterebbero gli altri Paesi, ormai a noi collegati dalla spada di Damocle del debito

La soluzione, non è nelle armi, nella violenza, nella sopraffazione dell’oppressore: solo una cultura partecipata da tutti, potrebbe salvarci.

Sorrido, ora, stanco e provato dalla stesura di un documento tanto difficile e complesso, dove trovare il modo di riassumere analisi logiche e valutazioni di una vita in poche righe è assolutamente impossibile, ripensando alle parole del nostro Ministro della Difesa, tal Ignazio La Russa, che con sorriso beffardo e tono sprezzante disse giovedì scorso che nonostante l’alto numero dei manifestanti, i suoi uomini se avessero voluto avrebbero potuto avere la meglio su tutti in pochi minuti… chissà se anche Maria Antonietta sorrideva allo stesso modo…

Concludendo, smettiamo, ognuno di noi, di pensare di avere la verità in tasca. Mettiamo a disposizione uno dell’altro le nostre informazioni, creiamo una rete umana di scambi di opinioni, di idee, di progetti: costruiamoci un mondo dove l’opportunismo sia visto solo come progresso e benessere diffuso, anche per quei poveracci che oggi muoiono per estrarre il nostro oro o carbone.

Creiamoci un futuro, creiamoci una Informazione Condivisa

20/12/2010 Posted by | Uncategorized | , , , , | Lascia un commento

Lacchiarella e i Comuni del Parco Sud dicono NO a inceneritori e discariche

Il 30/11/2010, a Lacchiarella, come preanunciato con il post 30/11/2010 – Lacchiarella – Inceneritore/Bioreattore/Discarica si sono riuniti a discutere sul futuro del Parco Agricolo Sud di Milano Comitati, Sindaci, Consiglieri (uno provinciale e uno regionale) e cittadini.

Le registrazioni effettuate dell’evento (seppur incomplete e non di qualità eccezionale, essendo cominciate a incontro in corso e in condizioni “non idonee” per via della posizione) sono di basilare importanza: durante questi scambi di battute e pareri, quello che balza all’attenzione sono i numeri, snocciolati da tutti ma spiegati solo da pochi. Va tra l’altro fatto notare che, più si sale nella scala gerarchica del potere, più gli interventi si fanno complessi, e i dati diventano “fumosi”, arrivando a perderne la comprensione in pochi minuti. Ma non per i partecipanti a questo incontro: davanti all’ecatombe di numeri enunciati a caso degni di una classica tombola natalizia, il “pubblico” non si è lasciato incantare, ribattendo e specificando allor quando espressi senza cognizione di causa. E comunque proponondo fatti concreti come soluzione ai concreti problemi sanitari che queste scelte comportano da decenni.

Vi prego di mettervi comodi, di ascoltare tutto quanto è stato detto, per poi esser pronti la prossima volta che un politico cercherà di raggirarvi cercando di farvi credere che un inceneritore, una discarica, un bioreattore, sono indispensabili per il nostro futuro. Potrete almeno scegliere se essere gentili (e spiegargli per filo e per segno come stanno le cose) oppure ridergli in faccia e cercare un altro interlocutore: tanto con lui sarebbe tempo perso.

02/12/2010 Posted by | behinceneritori, Mafie, Territorio, Uncategorized | , , , , , , , | Lascia un commento

A MILANO E’ PROIBITA LA CONTESTAZIONE. IN ITALIA, PURE

Ricevo e pubblico  questo comunicato di Claudio Rovelli, oggi candidato nella Lista Civica Milano 5 Stelle, attualmente consigliere di Zona di “Milano Civica” (ex Lista Ferrante) nel Consiglio di Zona 6.

Sconcertante, inquietante. Diffondetelo.

<<Oggi, durante la festa del Lorenteggio, ho scoperto che non è possibile contestare pubblicamente la Sindachessa Moratti, intervenuta alla manifestazione per magnificare il “grande” progetto del futuro Expo, dimenticandosi dei problemi ben più urgenti e attuali di quella larga parte dei cittadini che aspettano risposte da anni, senza mai riceverne.
Presenti anche i Consiglieri di Maggioranza Bianchi, Bognani, Girtanner, Bergamaschi, Zanolio, l’Assessore Mascaretti.
 
Presenti Polizia Locale e Polizia di Stato.
 
Tra una pausa e l’altra  dell’intervento del Sindaco, mi sono permesso di fare presente, in maniera decisa ma con toni educati e senz’altro entro i limiti della critica politica, la situazione delle case Aler della Zona 6 che, come tutti sappiamo, vanno letteralmente a pezzi. Altro che Expo!
 
Improvvisamente mi sono sentito afferrare bruscamente per una spalla da un agente della Polizia di Stato come se stessi commettendo chissà quale atto sedizioso. Preciso che durante la contestazione verbale tenevo in mano un ombrello, per proteggermi dalla pioggia, essendo palese a chicchessia il mio atteggiamento pacifico e tutt’altro che sovversivo.
Dopo aver fornito le mie generalità e presentandomi come Consigliere di Zona sono stato sminuito nel mio ruolo con la seguente frase: “Vieni vieni consigliere!“ con un tono non degno di un agente di Polizia di Stato. Un altro agente in borghese ha citato volgarmente gli attributi maschili per definire il mio comportamento.
 
Durante il controllo cui sono stato sottoposto sono stato minacciato, da un lato, di essere condotto in Questura e, dall’altro, circa l’utilizzo delle manette. Sconcertato da quest’ultima evenienza ho invitato a questo punto gli Agenti a mettermi davvero le manette! Il mio invito, naturalmente, non è stato accolto.
 
Mi sembra doveroso provvedere alla denunzia di questo gravissimo fatto, poiché indubbiamente e gravemente lesivo dei fondamentali principi sanciti dalla nostra Costituzione e, in particolare, dall’ art. 21 in forza del quale “TUTTI HANNO DIRITTO DI MANIFESTARE LIBERAMENTE IL PROPRIO PENSIERO CON LA PAROLA, LO SCRITTO E OGNI ALTRO MEZZO DI DIFFUSIONE”.
 
L’invito è quello di continuare a difendere la nostra Costituzione nell’oltraggio dei diritti oggetto di quotidiana violazione, facendo presente a certi agenti di Polizia che la loro funzione è quella di difendere i diritti di TUTTI i cittadini, anche quelli che non portano un nome altisonante come quello della signora Brichetto in Moratti.
 
 
Milano lì 28 Novembre 2010
 
Claudio Rovelli

Consigliere di Zona 6>>

02/12/2010 Posted by | Uncategorized | , , , , , , | Lascia un commento