Schumyno

Cittadino libero e in movimento

GrilloBrillo e la realtà

Questa, è realtà. Una videocamera in mano a una donna malata, che lotta affinchè giustizia sia fatta, e il male gratuito venga fermato. Una mano malferma, agitata, forse per via dei farmaci, forse per la rabbia di tanti anni passati a lottare senza risultati: nulla è cambiato. Immagini tremule che riprendono uomini senza protezioni, su una impalcatura aperta, esposta a vento e intemperie. Ordinaria mala-sicurezza, si direbbe. Non è così. Quel palazzo è ricoperto da pannelli di cemento amianto, dello stesso tipo di via Feltrinelli, luogo in cui la donna che riprende ha incontrato la malattia che oggi la tortura. Questa è realtà. Come è reale il disastro ambientale che invisibilmente rimane impresso sulla memoria di questa videocamera: frammenti di asbesto sparsi nell’aria, alla rimozione dei gelidi blocchi dalla loro decennale posizione, dove si sono degradati, facendo morire 9 persone di mesotelioma, e chissà quante altre vittime di altri tumori, un tempo non correlabili all’assassina fibra. La messa a fuoco trema, forse per l’impotenza davanti a un disastro ambientale continuo, per tutta la città: non è l’unico caso, questo, in cui non si rispettano le regole dettate dalla legge, dal buon senso di chi l’ha redatta. Mentre in via Russoli bonificano palazzi ricoperti di amianto senza il minimo buonsenso e contrariamente alle normative vigenti, che parlano di evacuazione dell’immobile, incapsulamento e uso di prodotti “fissanti”, utilizzo di tute protettive integrali, e così via fino all’importantissimo metodo di smaltimento, in via Anfossi un edificio col tetto in amianto viene abbattuto da una ruspa, di fronte a un asilo… Quanti chili di amianto sono finiti, finiscono, e finiranno nell’ambiente che viviamo? Questa è realtà.

Sono un cittadino, che cerca di impossessarsi della libertà: è mia per diritto fin dalla nascita, negatami dalla società che altri hanno costruito prima di me, raggirando la gente che come me pensava di essere libera, imponendomi limiti che io non ho chiesto. Ora voglio essere libero. Sono libero. Per questo mi sono appassionato al MoVimento 5 Stelle: perchè sono il capo di me stesso, e collaboro con chi come me pensa che un mondo migliore sia possibile. Anzi, che ci sia dovuto!

Questa la realtà. Poi ci sono una miriade di svariate “verità”… liberi di pensarla ognuno come vuole, se sapessero almeno di essere liberi, anzichè schiavi di modi di pensare a loro preclusi. Un esempio: http://sesto5stelle.wordpress.com/2011/06/23/grillobirillo-ti-guardiamo-negli-occhi/

Ripeto, è solo un esempio: sono tante le persone che parlano delle verità che percepiscono, non riuscendo ad avere quella minima visione d’insieme che caratterizzerebbe la loro “libertà”. Parole su parole, teoremi su congetture, su complotti. Come potrebbero esserlo le mie. Nessuno che bada ai fatti, alla realtà: se ognuno di noi non smetterà di parlare di libertà almeno per una mezz’ora al giorno, per metterla in pratica, mai nulla cambierà.

Oggi non siamo riusciti a bloccare i lavori in via Russoli. Quella polvere assassina nei prossimi giorni finirà di intossicare gli inquilini inconsapevoli di quegli stabili, e di chissà quanti altri, trasportati dal vento, dalle acque, dalle persone su cui si poserà. Non sarebbe la prima volta, che un padre affettuoso al rientro dal lavoro, baciando sulla fronte il proprio figlio addormentato, lo condanna a morte con la fibra di asbesto che ha trasportato su di sè ignaro. O che una madre metta in tavola una fresca, infida insalata.

Se poi un signor Grillo assegna degli “incarichi” a persone che conosco personalmente e delle quali conosco il grande impegno, riconosco le capacità e la correttezza e costanza, per venire incontro alle necessità che altri attivisti liberi come me affrontano, ben venga: siamo tutti volontari, nessun capo. Potevano dire di no, rifiutarsi; potevano insorgere gli attivisti tutti; ma proprio per le loro doti hanno accettato e noi si continua a lavorare più tranquilli, sapendo alcuni problemi in buone mani. Perchè la realtà, quella vera, non aspetta di vedere quali sono le vere verità che ognuno racconta, per poi adattarvisi: i veleni che disperdiamo nell’ambiente se ne fottono, e continuano ad uccidere persone che dovrebbero invece poter sapere scegliere…

Azione, reazione. Questo è per me il MoVimento. Quello che voglio “donare”, il mio contributo, per poter continuare a sperare di cambiare un mondo malato, morente.

E domani si parte per Chiomonte, Val Di Susa: dove uomini e donne hanno capito che sono LIBERI. Chissà, forse la tanto agognata rivoluzione, speriamo solo culturale, partirà proprio da lì.

24/06/2011 Posted by | behdiritti, behmilano, behsalute, Uncategorized | , , , , , , | 3 commenti

Cittadini in MoVimento

Ci sono dei cittadini che non sanno rassegnarsi a ingurgitare le verità che vengono loro propinate. Persone semplici, “normali” come possono esserlo chiunque. Rappresentativi di ogni ceto, cultura, estrazione sociale, età. Uomini e donne che preferiscono muoversi, piuttosto che restare fermi davanti a media e banditi di infima categoria.

Cittadini che, chi più chi meno, sono ormai anni che hanno deciso di dire “basta”.

Il 14 aprile scorso, alle 18.30, erano in “fila” davanti al comune di Milano: un presidio durato tutta la notte, per essere sicuri di essere i primi a presentare la Lista CiVica tanto sudata, costata tanti sacrifici, osteggiata da ogni forza politica, nascosta da giornali e tv, timorosi delle proposte semplici e di buon senso che portano avanti, del loro impatto sulla loro “casta” regnante.

E che impatto. Lo hanno fatto solo per principio, oltre che per evitare che qualche furbo potesse inventarsi liste improvvisate con un simbolo simile al loro, di fatti ricusandolo e obbligandoli a cambiarlo. Sono stati troppo previdenti: gli altri avevano problemi ben più grossi, visto che la malapolitica ha anche questa volta avuto la meglio: 8 liste ricusate, con i soliti ricorsi a strascico, in un clima di denunce per liste sottoscritte da falsari, come alle regionali per Formigoni. Così, mentre lo sciacallaggio pubblicitario perversa per le strade, con tutti i partiti (esclusi i Radicali) lanciati all’occupazione di ogni cartellone stradale, questi cittadini attendevano l’assegnazione degli spazi pubblicitari, rifiutandosi di mischiarsi con l’abusivismo dilagante, segnale di una società malata nel suo profondo.

Dopo numerosi solleciti, e denunce di irregolarità evidenti (tutti le forze politiche devono poter usufruire degli spazi comunali, legalmente), finalmente si è trovata una soluzione: non potendo procedere al sorteggio degli spazi, in quanto alcune liste hanno presentato ricorso e quindi non ancora escluse dalla tornata elettorale, si è proceduto ad assegnare temporaneamente gli spazi in base al vecchio sistema di precedenza legato alla presentazione della liste.

In altre parole, quei cittadini, che hanno rifiutato la comodità del proprio letto, per presidiare un portone una notte intera, hanno ottenuto, oltre alla sicurezza di aver presentato una documentazione praticamente ineccepibile, il primo spazio a sinistra su ogni blocco di tabelloni.

Quello è il loro spazio, per comunicare la loro esistenza agli altri cittadini ignari che una Politica vera si possa fare sul serio, semplicemente dedicando un po’ del proprio tempo, per cercare di ottenere una società vivibile, a misura d’uomo. E magari anche di bambino.

E’ il nostro spazio: usiamolo. E difendiamolo. Impegniamoci tutti affinchè nel primo spazio partendo da sinistra di ogni tabellone, ci siano i nostri manifesti, i nostri volantini, i nostri simboli.

Pretendiamo il rispetto che la nostra Costituzione sancisce per ogni cittadino. E noi siamo cittadini…

Cittadini in MoVimento

29/04/2011 Posted by | behdiritti | , , , , , , , , | 1 commento

Ciao Vik

Non ce l’ho fatta, scusate. Montare il video qui sopra, mi è stato impossibile. Non potevo arrogarmi il diritto di scegliere questa o quella scena, modificarne così i significati. Ognuna delle riprese fatte, mi è costata molto: temevo di commettere un reato, appropriandomi delle immagini del dolore di un fiume di persone… e poi, la commozione, il cordoglio, il dolore, non va d’accordo con la fredda cinepresa: l’ho odiata, in alcuni momenti.

La cerimonia è durata molto: sembrava però la gente non volesse andarsene, rassegnarsi, lasciare per sempre quelle spoglie che seppur non visibili, rappresentavano ancora una speranza, che temeva di perdere, allontanandosi da quel luogo. Questa fu almeno la mia impressione, la mia esperienza, l’emozione che ho provato una volta giunto il momento di dirgli “addio” e riprendere la mia strada, più ardua per via della sua eredità morale.

Sono tante le cose che vorrei dire di Vittorio, seppur non avendolo mai conosciuto di persona… la sua semplicità nell’essere “Umano”, è affascinante. Niente mezze parole, niente fronzoli: fatti. Credeva in una giustizia, e l’ha pretesa con la vita. Morto assassinato. Sicuramente su commissione.

Non riesco a immaginare il dolore che provano gli amici più stretti, i familiari… se io, estraneo, mi sento come se avessi perso un fratello

Arrivederci Vik, e grazie per averci ricordato con tanto amore la via da seguire

24/04/2011 Posted by | Uncategorized | , , , , , , | Lascia un commento

Allarme diossina – inceneritori Forlì

Dopo l’allarme dato a livello regionale con il servizio del tg3 qui sopra, parte integrante di un post precedente, cosa è successo? Quali sono le azioni intraprese per verificare e risolvere l’anomalia, fare rientrare l’allarme sanitario? Medici, dottori, ricercatori, donano volontariamente il loro tempo per proteggere il diritto alla salute di ogni essere vivente, coadiuvando le attività svolte dagli enti proposti a tali fini (ma oberati da una pessima legislazione e una superficiale “dirigenza”), rinunciando a molte di quelle “comodità” che tutti conosciamo bene: tornare casa dopo una giornata di lavoro fatta di 7/9 ore, mangiare, e sbatterci sul divano a trangugiare falsi stereotipi televisivi. E’ così che poi gli enti preposti alla tutela dell’ambiente e della salute riescono a evitare scomode conseguenze: qualcuno lancia l’allarme, e gli enti “rassicurano”… “è tutto a posto, tutto sotto controllo, ma grazie, verificheremo comunque” …come già facevano prima… (come in tanti altri casi, vedi il terremoto di L’Aquila, o Fukushima…). Poi, basta: nessun altro ne parla. Ufficialmente. Le televisioni tacciono rassicurate da quegli enti che sprizzano moralità da ogni poro, seppur con tutte le poltrone di comando distribuite politicamente. I giornali, seguono a ruota…

E allora l’informazione la facciamo noi.

Qui di seguito copio e incollo il comunicato stampa Arpa-Ausl di Forlì, emesso dopo i fatti in questione. E siccome son simpatico, subito dopo il comunicato Arpa-Ausl, copio e incollo il comunicato stampa ISDE in risposta. Leggete e fatevi un’idea… si parla solo delle nostre vite, in fondo: in premio a una lotta di comunicati e carte bollate, quando ci vorrebbe solo il buon senso.

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COMUNICATO STAMPA/NOTIZIE

 Agli organi d’informazione

 Prot. N.073 MD/2011 Forlì, 22/04/2011

  COMUNICATO STAMPA ARPA-AUSL FORLI’

Arpa e Ausl Forlì: i livelli di diossina analizzati nell’ambiente e negli alimenti forlivesi – sia con le attività istituzionali sia tramite i progetti specifici come Moniter – rientrano ampiamente all’interno dei limiti normativi previsti. Si conferma l’impegno per ulteriori approfondimenti a tutela dell’ambiente e della salute.

L’indagine condotta da ISDE per la ricerca di diossine in matrici alimentari (polli, uova, latte materno) in zone del territorio forlivese collocate in prossimità degli inceneritori ha destato comprensibilmente l’attenzione e la preoccupazione dei media e dell’opinione pubblica.

Arpa a Ausl di Forlì ritengono indispensabile sintetizzare le conoscenze prodotte nell’ambito delle rispettive attività, peraltro già pubbliche,e condividere alcune riflessioni in merito.

La problematica diossina, in ambito scientifico ben dibattuta, è all’attenzione da tempo delle istituzioni che si occupano di ambiente e salute. E’ infatti dal territorio forlivese che è partito il primo studio regionale di sorveglianza dello stato di salute della popolazione esposta ad inceneritori, evolutosi poi nello studio regionale Moniter: già in questo primo studio sono stati analizzati campioni di terreno prelevati nei punti di minima e massima ricaduta i cui valori, per quanto riguarda diossine e sostanze simili, sono risultati analoghi a quelli riscontrati in terreni di aree rurali in diversi paesi europei.

L’attività di controllo sui fumi al camino dell’inceneritore di rifiuti urbani, regolarmente svolta da Arpa di Forlì-Cesena secondo le prescrizioni dell’Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA), non ha evidenziato, per quanto riguarda diossine e furani, superamenti dei limiti previsti in autorizzazione (più bassi di quelli stabiliti dalle normative vigenti). In particolare i controlli hanno evidenziato valori compresi fra 0,002 e 0,003 nanogrammi al metro cubo (circa quaranta volte sotto il limite di legge). Analogamente per l’inceneritore per rifiuti sanitari di Mengozzi, non si evidenziano superamenti dei limiti autorizzati a camino; nel 2010 il dato relativo alle diossine è di 0,0023 nanogrammi al metro cubo (ancora circa quaranta volte meno del limite di legge). Sulla base dell’autorizzazione all’esercizio dei due inceneritori, Arpa svolge anche il monitoraggio della qualità dell’aria nel punto di massima ricaduta al suolo. I valori di diossine riscontrati in queste analisi sono dello stesso ordine di grandezza di quelli rilevati dalla stessa Arpa in altre aree del territorio forlivese, non prossime agli inceneritori.

Il progetto Moniter ha confermato, attraverso le analisi delle emissioni, come le modifiche impiantistiche che hanno interessato negli ultimi anni gli inceneritori di rifiuti urbani abbiano ridotto enormemente le emissioni di diossine e furani nell’ambiente. Data la persistenza nell’ambiente di queste sostanze, la loro eventuale presenza nel terreno e quindi nella catena alimentare va quindi ricondotta a inceneritori nelle configurazioni impiantistiche del passato oppure ad altre sorgenti.

Per quanto riguarda l’esposizione per via alimentare, il controllo di residui di diossine e PCB è garantito nell’ambito del “Piano nazionale residui” che monitora, per la tutela del consumatore, la presenza degli inquinanti ambientali nelle produzioni animali; gli allevamenti su ampia scala sono peraltro controllati anche sotto il profilo dell’alimentazione animale.

Da anni la Regione Emilia-Romagna integra il Piano nazionale con un Piano regionale finalizzato al controllo dei residui nelle produzioni tipiche regionali. Dal 2007 particolare attenzione è stata posta a diossine e PCB (policlorobifenili) e altri microinquinanti organici persistenti. I campioni analizzati riguardano prodotti alimentari presenti in commercio ma anche campioni di alimenti destinati all’autoconsumo, analizzando uova e carni provenienti da piccoli allevamenti rurali. Complessivamente, nel biennio 2009-2010, nel forlivese, sono stati analizzati 24 campioni di varie matrici (uova, carne di pollame, carne bovina e suina, latte bovino e olio). Tutti gli esiti analitici sono stati negativi eccetto un campione di uova destinato all’autoconsumo prodotto in un allevamento familiare poi riconosciuto come non correttamente gestito. Il Piano 2011 ha incrementato i campioni in allevamenti rurali: ad oggi sono disponibili i risultati di 8 analisi, tutte negative, e riguardanti campioni prelevati a una distanza variabile da 3 a 8 km dagli inceneritori di Forlì.

 Il monitoraggio ambientale e la sorveglianza della salute restano un impegno costante delle Istituzioni che raccolgono e valutano anche sollecitazioni, come quella dell’indagine ISDE, che – pure nella limitatezza del numero dei campioni raccolti – suggerisce spunti per ulteriori approfondimenti.

 Arpa e Ausl di Forlì

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COMUNICATO STAMPA – ISDE

In relazione al comunicato congiunto AUSL ed ARPA ieri diffuso circa la ricerca di diossine in alimenti promossa dall’ISDE, apprezziamo innanzi tutto che la pur limitata indagine da noi condotta sia stata considerata uno stimolo per ulteriori approfondimenti, come viene affermato nelle conclusioni del comunicato stesso.

Non abbiamo mai pensato di sostituirci alle Istituzioni preposte alla tutela della salute umana e dell’ambiente: con la nostra indagine abbiamo voluto piuttosto  sollecitare l’estensione della ricerca delle diossine alle  matrici biologiche (accumulatori per eccellenza di tali sostanze) esposte alla ricaduta delle emissioni  di impianti che ne sono una sorgente indiscutibile, ovvero i due inceneritori di Forlì in funzione da circa 40 anni.

Ricordiamo che l’area circostante i due impianti – per un raggio di 3,5 km – è stata oggetto di uno studio epidemiologico condotto per esposizione a metalli pesanti (presi come marker delle emissioni degli inceneritori)  da cui sono emersi  rilevanti rischi per la salute umana  crescenti con i livelli di esposizione stimati sulla base di un modello di ricaduta.

Non va dimenticato che fu  proprio sulla base di questi risultati che la Federazione Regionale degli Ordini dei Medici dell’Emilia Romagna nel 2007 chiese una moratoria su nuovi insediamenti o  ampliamenti di inceneritori e che la Regione Emilia Romagna dette avvio allo studio Moniter.

Sicuramente – come affermato nel comunicato di ARPA ed AUSL – la presenza di contaminanti persistenti e pericolosi quali le diossine, è da far risalire ad emissioni che si sono accumulate nel tempo in un territorio in cui gli inceneritori ne hanno rappresentato una fonte indiscutibile: non risultano infatti presenti altri insediamenti industriali di particolare rilievo  per quanto riguarda le emissioni di tali sostanze.

I risultati da noi ottenuti, pur essendo certamente limitati, sono a nostro avviso indicativi  in quanto coerenti con il modello di ricaduta delle emissioni utilizzato per lo studio epidemiologico più sopra citato. Essi  sembrerebbero  rendere ragione della prescrizione a suo tempo data dal Dipartimento di Prevenzione dell’ AUSL di Forlì  nel corso della   procedura autorizzativa per il raddoppio dell’inceneritore di rifiuti urbani: l’ampliamento da 60.000 a 120.000 tonnellate poteva avere luogo se il flusso di massa degli inquinanti emessi fosse rimasto invariato, dal momento che il territorio risultava già sottoposto a pesante contaminazione ambientale e non poteva quindi sopportare ulteriori aggravi.

Non venendo garantito il rispetto di questa prescrizione, essa fu superata con l’innalzamento del camino e l’aumento della velocità di espulsione dei fumi al fine di diminuire le concentrazioni degli inquinanti al suolo. Non ci sembra che un simile  accorgimento possa essere considerato adeguato per  la tutela della salute, specie se ci troviamo all’interno della Pianura Padana ( uno dei territori più inquinati del Pianeta, ma anche a spiccata vocazione agricola) in cui il ristagno dell’aria è costante; è ovvio che così facendo ci si  limita  a distribuire le sostanze tossiche su una superficie più ampia e si aumenta il numero dei soggetti esposti a contaminazione alimentare.

Se il territorio circostante gli impianti è veramente contaminato da diossine in misura tale da compromettere la sicurezza di prodotti alimentare locali – come suggeriscono i risultati delle nostre analisi – come è ammissibile che si possano ritenere ininfluenti le ulteriori emissioni che provengono da impianti evitabili quali gli inceneritori?

  Venendo poi alle rassicurazioni fornite, saremmo più tranquilli se  AUSL ed ARPA fornissero esaurienti risposte ai seguenti quesiti:

 1)      Quanti dei  24 campioni analizzati nel biennio 2009-2011 riguardavano animali allevati all’aperto e alimentati con mangimi di provenienza locale?

2)      Fra questi ultimi, quanti erano allevati entro l’area di 3,5 km di raggio intorno agli inceneritori di Forlì  e come erano collocati rispetto alla mappa di dispersione utilizzata nello studio epidemiologico sopra citato?

3)      Le 8 analisi effettuate nel 2011 sono esaustive di tutti i controlli eseguiti nel corso di questo anno?

4)      Visto che si afferma che i prelievi sono stati effettuati fra 3 ed 8 km dagli impianti, quanti sono e come sono georeferenziati rispetto alla mappa di ricaduta quelli compresi fra i 3 ed i 3,5 km? Anche le nostre uova a 3,8 km, direzione sud-sud est, sono risultate nei limiti di legge!

5)      Sono stati previsti campioni a distanza più ravvicinata rispetto  agli inceneritori e soprattutto collocati nel livello di massima esposizione individuato secondo la mappa di ricaduta utilizzata nello studio di cui sopra?

 Inoltre, per quanto riguarda tanto  le analisi a camino quanto quelle nel punto di massima ricaduta al suolo effettuate da ARPA, vorremmo sapere quale è la strumentazione utilizzata e con quale accreditamento,  dal momento che ricordiamo le dichiarazioni pubblicate sulla stampa dell’allora direttore dell’ARPA di Forlì , Dott. Franco Scarponi, che molto candidamente ammetteva che ARPA non era in grado di effettuare analisi per le diossine.

Cosa è  cambiato rispetto ad allora?

 Vorremmo infine richiamare che il Servizio Sanitario Nazionale  ha fra le proprie  finalità, come  risulta dall’art.2 della sua legge istitutiva:“… la prevenzione delle malattie e degli infortuni in ogni ambito di vita e di lavoro; ….la promozione e la salvaguardia della salubrità e dell’igiene dell’ambiente naturale di vita e di lavoro”.

Pertanto la “sorveglianza della salute” rappresenta   solo una parte del mandato istituzionale dell’ AUSL e  dovrebbe essere esercitata nell’ottica della prevenzione delle malattie,  in primo luogo con la Prevenzione Primaria, ovvero con  la riduzione dell’esposizione delle persone agli agenti nocivi, specie se provenienti da attività concretamente evitabili come l’incenerimento dei rifiuti.

Auspichiamo  che dalle indicazioni emerse anche grazie alle nostre indagini, prenda  avvio  un approfondimento ancora più puntuale circa la presenza di contaminanti nelle matrici biologiche, incluso il latte materno –  indicatore ideale dell’ inquinamento  – e degli effetti che tutto questo comporta sulla salute in particolare dell’infanzia.

Riteniamo  indifferibile l’esigenza di passare dalla parole ai fatti riducendo l’esposizione della  nostra popolazione ad inquinanti pericolosi e persistenti, provenienti da impianti del tutto superflui come gli inceneritori.

 ISDE Forlì

Forlì 23 Aprile 2011

24/04/2011 Posted by | behdiritti, behinceneritori, behsalute | , , , , , , | 2 commenti

Provincia Milano blocca gli inceneritori?

Paul Connet – Rozzano 25/05/10 – Una soluzione sostenibile per la Gestione dei Rifiuti

(presentazione powerpoint)

Quello qui sopra è il risultato di ricerche, condivisioni, studi. Persone che si sono messe d’impegno, nel ricercare i “numeri” che scientificamente potessero spiegare quello che oggigiorno ci rendiamo conto non funzionare più: lo stile di vita. In seguito alle battaglie di un’infinità di comitati e movimenti, tra cui il MoVimento 5 Stelle, e il passaggio rapido delle informazioni in un tam tam della rete continuo, sembra che i primi effetti positivi si facciano sentire. I “potenti” abituati a non sentire le nostre lamentele, si stanno rendendo conto che le nostre voci si stanno alzando sempre più, e che coloro che cominciavano a perdere la speranza in una politica che li rappresentasse, stanno scoprendo una nuova corrente, politica, certo, ma fatta di cittadini come loro, aperta e trasparente, dove si dice chiaramente quali sono gli obiettivi, i programmi che si intendono realizzare. A qualsiasi costo. Perché in ballo c’è la nostra sopravvivenza, la nostra qualità della vita, il vivere in salute il tempo che ci è dato avere.

Questa premessa a introdurvi il documento qui sotto in allegato: una delibera della provincia di Milano, che di fatto blocca ogni ampliamento e/o costruzione di inceneritori. Non indicano in alcun modo i “termovalorizzatori” come responsabili di morte e inquinamento, ma allacciandosi alla crisi economica e alla contrazione dei consumi, unitamente a una maggiore attenzione al riciclo degli scarti, ritengono di dover prima rivedere il piano rifiuti regionale.

Belle parole, la direzione è quella giusta anche se ancora non si ammette l’evidenza dei fatti: gli inceneritori mandano in fumo un sacco di vite e risorse. Prendo atto del gesto comunque positivo. Ma non sufficiente: non abbasseremo la guardia. Faremo smantellare persino la maggior parte di quelli esistenti, fino alla loro definitiva scomparsa, rimpiazzati da un sistema semplice, logico, che avete nella presentazione in testa.

Le generazioni futuro gridano “aiuto”: non facciamo i finti sordi.

Delibera Consiglio Provinciale Milano 12/2011 del 14/04/2011

23/04/2011 Posted by | behinceneritori, behmilano, behsalute, Uncategorized | , , , , , , | Lascia un commento

Inceneritori o termovalorizzatori?

Siamo seri, per carità. I termovalorizzatori non esistono, parlando di rifiuti. Esistono calcoli, studi, documenti, che attestano che bruciando un rifiuto, in realtà abbiamo consumato più energia di quanta ne ricaviamo dalla combustione, contando gli innumerevoli processi di lavorazione dei singoli “prodotti” immessi nei forni. Quindi, per quale motivo dobbiamo incenerire ciò che costruiamo con tanta fatica?

E’ tempo di mettere da parte la falsa politica di parole fini solo al proprio portafoglio e narcisismo, e cominciare a capire che il futuro è fatto di ricerca: di nuovi materiali da poter riutilizzare, mentre ci impegniamo a dividere gli “scarti di lavorazione” che oggi chiamiamo rifiuti, ma che sono già in quasi tutti i casi, nuova “materia prima”  per nuove lavorazioni e nuovi prodotti, senza distruggere (trasformare) nulla. Sì perchè a incenerire, nulla si distrugge, tutto si trasforma.

Per ogni tonnellata di rifiuti, ci vuole un’altra tonnellata di materiali (acqua e calce, bicarbonato, etc…) per favorirne la combustione.

Per ogni tonnellata di rifiuti, restano 300Kg di ceneri, considerate tra i rifiuti più tossici in circolazione, da destinare a “discariche speciali” (o magari nella rotonda sotto casa vostra).

Mancano 1.700kg all’appello. Su una tonnellata, restano comunque rifiuti per il 30% del totale, quando ci sono comuni che hanno superato l’80%… risparmiando sulla tassa rifiuti, creando lavoro, senza bruciare 2 tonnellate di “materia” e quindi guadagnando in qualità di vita

Tutto si trasforma. La maggior parte dei 1.700Kg diventa vapore acqueo. Il resto?

Lo avete visto nel video

Lo mangiamo. Lo respiriamo.

Una soluzione c’è: 5R

– Riciclo

– Recupero

– Riduzione

– Riutilizzo

– RICERCA

Un ringraziamento ai medici ISDE e alla D.ssa Gentilini per il lavoro che svolgono con sacrificio e umiltà

Links correlati al video

IL CORRIERE DEL 20 APRILE

IL RESTO DEL CARLINO 20 APRILE

LA VOCE DEL 20 APRILE

22/04/2011 Posted by | behinceneritori, behsalute, Uncategorized | , , , , , , , | 1 commento

Referendum: Moratti VOTA contro nucleare e acqua privata

La campagna elettorale è entrata nel vivo e mi aspetto a giorni che Moratti e Pisapia comincino una guerra a colpi di STELLE: si rinfacceranno a vicenda di aver rubato l’uno all’altro ad esempio la battaglia contro la privatizzazione dell’acqua, o delle rinnovabili… o magari da settimana prossima manderanno in giro camioncini trasportanti Wi-Max per garantire la copertura della rete…

Non ci sarebbe nulla di male, anzi, ne sarei felice se questi politicanti da 4 soldi copiassero i progetti e i propositi del MoVimento 5 Stelle, ma purtroppo questa è solo l’ennesima presa per i fondelli rivolta a tutte quelle persone ormai non abituate a pensare, ma solo ad assimilare ciò che viene detto loro.

La notizia ANSA di oggi sulle dichiarazioni della Moratti, ne sono l’ineccepibile dimostrazione.

Moratti: ”Votero’ a favore dei cinque referendum cittadini sull’ ambiente e anche per quei quesiti nazionali le cui tematiche hanno un impatto sulla vita della citta’: no al nucleare, no alla privatizzazione dell’acqua a Milano”

e subito via, la notizia allegra e gioiosa di chi sta dando l’anima per questi temi corre lungo la rete, come un sollievo, “ce l’abbiamo fatta, si stanno accorgendo che devono cambiare!!”. E non si accorgono che questi signori/e parlano in politichese, in linguaggio “legale”. Tralasciando i 5 referendum propositivi milanesi (che non hanno alcun valore “coercitivo” verso la pubblica amministrazione – figuriamoci, non rispettano i referendum abrogativi, figuriamoci questi, non attualmente previsti dal nostro ordinamento) di cui ben 2 nascondono una enorme truffa (Ecopass e Teleriscaldamento), proviamo a fare un’analisi di quanto affermato? Proviamo a capire: Mortissia ha detto che si opporrà alla privatizzazione dell’acqua e al ritorno del nucleare? Ha detto che darà indicazioni di voto alla sua maggioranza in tal senso?

No. Sta solo cercando di fare rientrare l’emorragia di voti che sta subendo la sua coalizione di fronte al dilagarsi delle informazioni relative a nucleare e acqua. Ha semplicemente detto “voterò”. Prima persona singolare, tempo futuro semplice. Semplice come prendere per il culo gli italiani abituati a non prestare attenzione alle parole usate. Un po’ come nel mio articolo precedente, dove toccò a D’Alema fare il Cettolaqualunque

Rimbocchiamoci le maniche, e continuiamo a dimostrare che la politica non è “parole”, ma “fatti”. E i fatti dicono che il MoVimento 5 Stelle è tutto, compatto, contro il nucleare, contro la privatizzazione dell’acqua, contro gli inceneritori (ne vogliono fare un secondo, grazie all’aiuto mirato e ad hoc del referendum propositivo che promuove la truffa “teleriscaldamento”) e contro la gestione dell’emergenza “aria” a suon di tassa inquinante (ecopass). Tanti altri no, tutti correlati da altrettante valide proposte alternative, che migliorano le condizioni economiche parcellizzando la ricchezza e migliorando il benessere fisico.

Se vorrete saperne di più su inceneritori e smog, leggetevi la locandina allegata, e partecipate: di persona o via streaming, ma fatevi un’idea di come vi vogliono eliminare

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13/04/2011 Posted by | Uncategorized | , , , , , , | Lascia un commento

Tedesco: mafiomassoneria politica sotto elezioni

Oggi c’è stato un colpo di scena. La giunta delle immunità parlamentari del Senato, ha bocciato il respingimento della richiesta a procedere contro Tedesco, ex assessore alla sanità della giunta Vendola, e oggi senatore in forza al PD (autosospendersi e spostarsi da gran burlone nel gruppo misto, altra splendida mossa pro-elezioni).

Cosa significa tutto ciò? …mi viene da sorridere. Vendola ha pestato i piedi a D’Alema. E in più ha un altissimo gradimento nella sinistra. Ciò potrebbe portare a una sua elezione a eventuali primarie del PD, il giorno che qualcuno mirasse a riunire le sinistre. E ciò non s’ha da fare. In piena campagna politica per le amministrative, colpo di scena: il PD vuol processare uno del PD. Il “segno” che gli indecisi, i delusi, gli stufi, aspettavano da tempo… un barlume di onestà e di rettitudine!

E’ solo politica, della più bassa, come al solito. Una mossa per ottenere una bilancia di consensi positiva, in cambio del sacrificio di una spina nel fianco (che poi tanto “spina” non è, visto che dopo tanti proclami, collabora comunque con la mafiomassoneria italiana: problema è che toglie prestigio a D’Alema) a nome Vendola. Certo Tedesco deve essere giudicato dalla magistratura, e sono contento che ciò sia avvenuto, anche se solo per tornaconto politico… ma tanto rimane sempre l’incognita: l’altra giunta ne confermerà l’esito? …faranno i loro conti, vedrete… di tempo per “eliminare” Vendola ne hanno, e non è una priorità: fino a metà maggio ne hanno bisogno per rinpinguare le poltrone… dopo in ogni caso lo affonderanno.

Ma dopo maggio le cose cambieranno per tutti: avranno grosse gatte da pelare, con questo nuovo MoVimento che si siederà in luoghi scomodi, a fare le pulci a questi 4 furbetti che pensano di giocare a Monopoli

http://www.libero-news.it/news/676627/Grana_Vendola__arrestato_il_caposcorta.html

http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/04/06/nuova-audizione-di-tedesco-in-giunta-al-senato-su-richiesta-del-pd/102592/

07/04/2011 Posted by | Uncategorized | , , , , , | Lascia un commento

Viviamo di più? e come?

L’articolo allegato a piè pagina, da leggere assolutamente, dovrebbe fare riflettere. Sull’ovvio. Siamo stati talmente assorbiti da un sistema folle, incentrato sulla distrazione di massa, da non renderci conto di andare contro la stessa natura di cui siamo parte. Abbiamo deturpato il nostro habitat, tanto da renderlo quasi invivibile, anche se veramente poco ci manca. Tecnologia, scienza e conoscenza ci hanno donato gli strumenti più sofisticati, futuribili e miracolosi, ma hanno offuscato la “coscienza”: non sappiamo più cosa siamo. Ebbene, siamo materiale organico, composto da quegli elementi che costituiscono tutto l’insieme che ci circonda. Ci siamo evoluti in armonia (noi che siamo sopravvissuti alla selezione naturale) con l’ambiente in cui eravamo immersi. Poi l’intelletto, seguito come diretta conseguenza dall’arroganza. Già, l’arroganza di credersi superiori ad altri per via del proprio intelletto più sviluppato, spesso solo per una fortunata collocazione in una determinata classe sociale, che fosse tribale o moderna. Con l’arroganza, è arrivata la bramosia di potere, fino ai giorni nostri, dove questi elementi hanno creato un finto benessere di pochi, a discapito dell’esistenza stessa di molti. Tanto da compromettere il nostro habitat naturale. E la sopravvivenza.

Abbiamo estratto dalla tomba in cui erano sepolte risorse che abbiamo trasformato, lavorato, trattato, al fine di ottenere nuove materie, da impiegare per “evolverci”. Forse quelle risorse, erano scarti, che la Terra aveva voluto nascondere. O semplicemente un caso fortuito, che ci ha permesso l’evoluzione in loro assenza. Oggi quelle materie le bruciamo, le usiamo in fusioni atomiche, per costruire palazzi, e poi magari gli scarti, i “rifiuti”, che abbiamo creato noi, li seppelliamo sotto terre abitate o in fondo al mare… come se la terra non fosse tonda, e, per esempio, il plutonio non impiegasse 24.000 anni per dimezzare la sua carica radioattiva… chissà quanti giri della terra può fare, quell’atomo di plutonio, in tanti millenni.

Leggete l’articolo di Patrizia Gentilini, medico oncologo dell’ISDE, quì allegato. Oltre al picco del petrolio, credo si sia giunti, e passati oltre, a…

Il picco della salute

E’ tempo di fare qualcosa, per garantire un futuro compromesso alle nuove generazioni.

 

31/03/2011 Posted by | Uncategorized | , , , , | Lascia un commento

Nucleare ieri, oggi. E domani?

I contributi video linkati quì sotto dovrebbero essere più che sufficienti a spiegare in quali brutte acque stia navigando oggi la Terra, e in particolar modo gli esseri viventi che la abitano. Dal momento in cui è nato, il nucleare è stato alla base dell’industria militare, foraggiato dai soldi pubblici, e dalle banche che li producono. Oggi lo scenario è già agghiacciante: se la gente non prenderà coscienza che la propria vita e quella delle generazioni future è già forse fortemente compromessa, ci saranno poche speranze per la razza umana di sopravvivere. E’ tempo di rimboccarsi le maniche e cominciare a costruire insieme un mondo migliore, cominciando dallo smantellare e ripulire ciò che assurdamente abbiamo creato: e non sarà facile, poichè la follia del nucleare arriva al punto di non prevedere come fare a sbarazzarsi delle scorie prodotte, oggi spesso liberamente nascoste sotto i nostri piedi, dentro i nostri mari.

E’ una guerra, la nostra, per la sopravvivenza. Tanto che i nostri governanti preferiscono parlare dell’ennesima dichiarazione di guerra verso un Paese terzo, che necessitava di sostegni ben diversi che bombardamenti aerei. Guarda caso con a capo la Francia, sostenitrice del nucleare. Seguita dagli States, sostenitori dell’esportazione della democrazia (energetica).

Qualsiasi cosa dicano in tv o in radio, non scordatevi dei 120.000.000 di giapponesi dimenticati su un’isola radioattiva e devastata dallo tsunami.

Lottiamo per il nostro futuro. Non permettiamo loro di continuare a raccontarci balle, a prendere decisioni che non condividiamo. Perchè noi siamo brava gente, ma è tempo di incazzarsi e fare valere la nostra sovranità

Chernobyl

Documentario Svizzero

Francia

Italia – Gianni Lannes

21/03/2011 Posted by | behdiritti, behNucleare, Uncategorized | , , , , | 1 commento