Schumyno

Cittadino libero e in movimento

GrilloBrillo e la realtà

Questa, è realtà. Una videocamera in mano a una donna malata, che lotta affinchè giustizia sia fatta, e il male gratuito venga fermato. Una mano malferma, agitata, forse per via dei farmaci, forse per la rabbia di tanti anni passati a lottare senza risultati: nulla è cambiato. Immagini tremule che riprendono uomini senza protezioni, su una impalcatura aperta, esposta a vento e intemperie. Ordinaria mala-sicurezza, si direbbe. Non è così. Quel palazzo è ricoperto da pannelli di cemento amianto, dello stesso tipo di via Feltrinelli, luogo in cui la donna che riprende ha incontrato la malattia che oggi la tortura. Questa è realtà. Come è reale il disastro ambientale che invisibilmente rimane impresso sulla memoria di questa videocamera: frammenti di asbesto sparsi nell’aria, alla rimozione dei gelidi blocchi dalla loro decennale posizione, dove si sono degradati, facendo morire 9 persone di mesotelioma, e chissà quante altre vittime di altri tumori, un tempo non correlabili all’assassina fibra. La messa a fuoco trema, forse per l’impotenza davanti a un disastro ambientale continuo, per tutta la città: non è l’unico caso, questo, in cui non si rispettano le regole dettate dalla legge, dal buon senso di chi l’ha redatta. Mentre in via Russoli bonificano palazzi ricoperti di amianto senza il minimo buonsenso e contrariamente alle normative vigenti, che parlano di evacuazione dell’immobile, incapsulamento e uso di prodotti “fissanti”, utilizzo di tute protettive integrali, e così via fino all’importantissimo metodo di smaltimento, in via Anfossi un edificio col tetto in amianto viene abbattuto da una ruspa, di fronte a un asilo… Quanti chili di amianto sono finiti, finiscono, e finiranno nell’ambiente che viviamo? Questa è realtà.

Sono un cittadino, che cerca di impossessarsi della libertà: è mia per diritto fin dalla nascita, negatami dalla società che altri hanno costruito prima di me, raggirando la gente che come me pensava di essere libera, imponendomi limiti che io non ho chiesto. Ora voglio essere libero. Sono libero. Per questo mi sono appassionato al MoVimento 5 Stelle: perchè sono il capo di me stesso, e collaboro con chi come me pensa che un mondo migliore sia possibile. Anzi, che ci sia dovuto!

Questa la realtà. Poi ci sono una miriade di svariate “verità”… liberi di pensarla ognuno come vuole, se sapessero almeno di essere liberi, anzichè schiavi di modi di pensare a loro preclusi. Un esempio: http://sesto5stelle.wordpress.com/2011/06/23/grillobirillo-ti-guardiamo-negli-occhi/

Ripeto, è solo un esempio: sono tante le persone che parlano delle verità che percepiscono, non riuscendo ad avere quella minima visione d’insieme che caratterizzerebbe la loro “libertà”. Parole su parole, teoremi su congetture, su complotti. Come potrebbero esserlo le mie. Nessuno che bada ai fatti, alla realtà: se ognuno di noi non smetterà di parlare di libertà almeno per una mezz’ora al giorno, per metterla in pratica, mai nulla cambierà.

Oggi non siamo riusciti a bloccare i lavori in via Russoli. Quella polvere assassina nei prossimi giorni finirà di intossicare gli inquilini inconsapevoli di quegli stabili, e di chissà quanti altri, trasportati dal vento, dalle acque, dalle persone su cui si poserà. Non sarebbe la prima volta, che un padre affettuoso al rientro dal lavoro, baciando sulla fronte il proprio figlio addormentato, lo condanna a morte con la fibra di asbesto che ha trasportato su di sè ignaro. O che una madre metta in tavola una fresca, infida insalata.

Se poi un signor Grillo assegna degli “incarichi” a persone che conosco personalmente e delle quali conosco il grande impegno, riconosco le capacità e la correttezza e costanza, per venire incontro alle necessità che altri attivisti liberi come me affrontano, ben venga: siamo tutti volontari, nessun capo. Potevano dire di no, rifiutarsi; potevano insorgere gli attivisti tutti; ma proprio per le loro doti hanno accettato e noi si continua a lavorare più tranquilli, sapendo alcuni problemi in buone mani. Perchè la realtà, quella vera, non aspetta di vedere quali sono le vere verità che ognuno racconta, per poi adattarvisi: i veleni che disperdiamo nell’ambiente se ne fottono, e continuano ad uccidere persone che dovrebbero invece poter sapere scegliere…

Azione, reazione. Questo è per me il MoVimento. Quello che voglio “donare”, il mio contributo, per poter continuare a sperare di cambiare un mondo malato, morente.

E domani si parte per Chiomonte, Val Di Susa: dove uomini e donne hanno capito che sono LIBERI. Chissà, forse la tanto agognata rivoluzione, speriamo solo culturale, partirà proprio da lì.

24/06/2011 Posted by | behdiritti, behmilano, behsalute, Uncategorized | , , , , , , | 3 commenti

Amianto e Medicina

Mi son ritrovato, così, per caso, da neo-rozzanese, a passare dal mio medico: il famoso medico della mutua.

Dopo i ripetuti e urlati allarmi che ho lanciato contro l’avvelenamento che ci circonda, mi son ritrovato coinvolto io stesso nel mio peggiore incubo: l’asbesto.

Sì perchè capita che, ogni tanto, si parli con il prossimo, soprattutto ora che ho capito che il dialogo e il confronto potrebbero essere l’unica via d’uscita dall’egoismo e dall’omertà che ci vede ogni volta chiusi in noi stessi, come se le interrelazioni umane fossero superflue, come se ci si potesse isolare dal mondo, che quel che gli altri fanno, qualunque cosa, non ci riguardi da vicino fintanto non ci tirano un pugno in faccia, ad esempio. Così, mio malgrado, scopro che lo studio medico, quello del medico generico (il dottore della ASL, ex USL, insomma) si ritrova ad avere lo studio in un fabbricato concesso dal Comune di Rozzano, con il tetto interamente ricoperto di Ethernit.

Il dottore, scoperta l’agghiacciante verità, ha richiesto l’intervento del Comune, interpellando sia il sindaco, sia l’assessore alla salute, ma si sa, come funzionano certe faccende: “Caro mio dottore, se non le sta bene, trovi un altro posto”. Il solito pizzo pseudo mafioso: se vuoi lavorare e tirare a campare con il tuo stipendio, mio caro dottore neo-laureato (poco importa se a pieni voti e in Chirurgia), accontentati di questo luogo e ringraziami per cotanta generosità. Ovviamente di bonificare non se ne parla: tanto più che il fabbricato è condiviso con un circolo ricreativo frequentato da anziani. E qui interviene la mia maliziosità, che ormai non è più tale, ma solo fredda e crudele realtà: anziani e malati sotto un tetto di Ethernit. Allungare la vita a un malato di tumore di un anno (dicesi 1 ANNO = 12 mesi in più rispetto a una morte senza cure, che è sembra il “beneficio medio” che si ottiene – e son generoso, perchè le statistiche parlano di 11 mesi…), costa mediamente 240.000 dollari (studio americano: in Italia si arriva anche a 340.000 Euro), quindi, per quale motivo impedire alle multinazionali farmaceutiche un colpo di fortuna del genere? Anzi, sia mai che un giorno verranno a sapere della beffa, e potranno generosamente ricompensare i benefattori.

E’ tempo di dire BASTA: mettetevi l’elmetto in testa, armatevi di telecamera e Costituzione, e riprendetevi il DIRITTO ALLA SALUTE E ALLA VITA

P.s.: il video è il mio, le riprese pure, così come il montaggio: sono un cittadino incazzato nero, con elmetto in testa, e tutto questo non lo accetterò più

14/01/2011 Posted by | behsalute, Territorio, Uncategorized | , , , , , | 1 commento

Amianto – Asbesto – Ethernit

Questo insieme di minerali è pericoloso. Notizie relative alla sua nocività risalgono agli inizi del secolo, anche se la prima causa legale in cui venne ufficializzato risale agli anni ’30.
Oggi, un secolo dopo, abbiamo ancora città e campagne infestate da questo materiale: è scandaloso e criminale, soprattutto alla luce delle ultime scoperte, che vedono sempre più mali incurabili collegati ad esso.

Molti, troppi, sottovalutano il rischio a cui si va incontro, nel non riconoscerne l’elevata dannosità. Molti dicono che le probabilità di venire in contatto con queste fibre, sono irrisorie, che i pericoli riguardano solo chi vive o lavora all’interno di strutture in cui si trovi l’asbesto, ma non è così semplice.

Per cominciare, non esiste una quantità minima o massima, entro la quale i rischi di ammalarsi si riducono: è sufficiente una sola fibra di amianto, per ammalarsi, in un lasso di latenza che può arrivare anche a 40 anni, ma che conduce poi a una rapida, e inevitabile, morte.
Certo maggiore è l’esposizione, maggiori sono le probabilità di malattie più rapide nell’uccidere chi ne viene a contatto, ma si tratta solo di “dettagli”: una volta entrato nel corpo umano, questo materiale non ne esce più.

In allegato trovate un documento del ’98 attestante la percentuale di amianto rinvenuta nel campione sottoposto ad analisi da parte degli abitanti delle White di via Feltrinelli, a Milano. La percentuale si attesta al 7%. Il “crisolito” è un tipo di amianto, uno dei più comuni
estratti e lavorati.

Tralasciando la possibilità di scarti significativi nelle percentuali rinvenute (tant’è che comunque i ricercatori dicono che tale precentuale, più aumenta, più si avvicina a valori attendibili, e ciò avviene dall’1% in su), nel caso delle White i conti sono presto fatti: l’edificio è costruito con pannelli di Ethernit, per un totale di 3,5 tonnellate, 3.500 chili di amianto. Con una percentuale di dispersione del 7%, la quantità rilasciata da questi pannelli, indicativamente, ammonta a 245Kg. 245Kg di fibre disperse per via aerea.  Se teniamo conto che un terreno, per legge, è definito contaminato da amianto se presenta un rapporto amianto/terreno superiore a 1 grammo
ogni chilo (ovvero 1 x mille), sarebbe interessante analizzare i terreni circostanti le White. Fino a che distanza, possono essersi sparse queste fibre, certo non ci è dato saperlo, essendo ciò dipendente dalle condizioni meteorologiche. Pare però ovvio che, nell’arco dei 30 anni in cui questo stabile è esistito, di fenomeni atmosferici avversi ce ne son stati molti, ed è altamente improbabile che quei 245Kg siano rimasti sul suolo circostante le White.

In generale, comunque, essendo l’asbesto, l’amianto, l’Ethernit, ancora così diffuso sul nostro territorio, i rischi anche per le persone che non abitano o lavorano nei pressi di stabili contenenti tale minerale, aumentano in modo preoccupante, così come in effetti risultano in generale aumentati i casi di tumori nei grandi centri urbani, dove altre simpatiche iniziative, come gli inceneritori (i cosiddetti “cancrovalorizzatori”), incrementano le possibilità di patologie cancerogene.

Non si tratta di allarmismo, ma pura e semplice logica, e scienza: nulla si crea o distrugge, tutto si trasforma.

E’ tempo di prendere atto che il futuro delle nostre, e nuove, generazioni è compromesso, se non interveniamo immediatamente.

Fonti:

http://www.arpa.emr.it/pubblicazioni/amianto/generale_1333.asp
http://it.wikipedia.org/wiki/Amianto
http://it.wikipedia.org/wiki/Crisotilo
http://www.prevenzioneonline.net/amianto/MATER/valuta.htm
http://www.ispesl.it/amianto/amianto/analisi/analisi.htm
http://www.ispesl.it/amianto/amianto/analisi/tab4_6.htm

17/11/2010 Posted by | Uncategorized | , , , , , | Lascia un commento

9 OTTOBRE – GIORNATA NAZIONALE VITTIME DISASTRI INDUSTRIALI

Sono giorni tristi, in successione continua. Ogni giorno, una nuova notizia, una nuova catastrofe.
Nuove sofferenze per famiglie che da sempre lottano quotidianamente con il rischio di non vedere tornare i propri cari a casa, o peggio, venire travolti dalla “incuria” umana nelle proprie abitazioni.
In Italia le morti sul lavoro, e in generale per disastri “ambientali”, sono in continuo aumento: le Istituzioni non riescono a imporre il buon senso e a garantire i diritti dei lavoratori e dei cittadini.
E’ in questo scenario, dopo l’incidente alla Eureco di Paderno Dugnano, (che ha visto spegnersi la sua prima vittima), dopo le alluvioni continue in tutta Italia che hanno messo in ginocchio migliaia di famiglie, dopo i fatti della Thyssen, l’incidente di Viareggio, i migliaia di casi di avvelenamento da amianto, che ci giunge una segnalazione, beffarda, dall’odore di ignoranza e superficialità, se non di cinica furbizia.
Una proposta di legge, originariamente presentata nell’ottobre del 2007, approda, rivista a ottobre di quest’anno, al Senato per la discussione e approvazione finale, dopo essere passata indenne alla Camera.
Lucia Vastano, giornalista, ci racconta.
Dopodichè, contattate i nostri Dipendenti Senatori via e.mail (http://www.senato.it/leg/16/BGT/Schede/Attsen/Sena.html), e ricordate loro che sono sulla nostra busta paga e che non tolleriamo oltre la loro arroganza, sulla pelle delle nostre vittime. Quotate in oggetto “Giornata nazionale Vittime Disastri Industriali”, e nel corpo fate comprendere loro che l’incuria e la colpa/dolo sono cose differenti.>>
 
 
Milano, 10 novembre 2010

Nel 2007 i Cittadini per la memoria del Vajont si erano fatti promotori di una proposta legge, presentata alla Camera dall’onorevole Gino Sperandio, per fare del 9 ottobre la “Giornata nazionale per le vittime dei disastri industriali”.  La giornata doveva commemorare, oltre alle 2000 vittime del Vajont (strage per la quale nelle tre sentenze passate in giudicato sono stati riconosciuti colpevoli lo Stato italiano, l’Enel e la Montedison) anche le vittime di altre stragi avvenute in nome del business e del cosiddetto sviluppo, come i morti di Marghera, di Stava, della Tyssen Krupp.  

Con la caduta del governo si interruppe purtroppo l’iter parlamentare della legge che venne accantonata.
Lo scorso ottobre  è stato approvato alla Camera il nuovo testo della legge, a cura della deputata PD Simona Rossa. Ma nel titolo stesso si può riconoscere un vero e proprio ribaltamento di quello che voleva essere lo spirito fondante della legge. Si vuole infatti fare del 9 ottobre la “Giornata nazionale in memoria delle vittime dei disastri ambientali e industriali causati dall’incuria dell’uomo”.
 

Vogliamo sottolineare due aspetti che ci sembrano gravissimi:
prima di elaborare questa nuova proposta legge, nessuno ha interpellato i sindaci dei paesi coinvolti, le associazioni, le fondazioni e nemmeno le persone che si fecero portatrici di quella legge a Roma, molti dei quali superstiti e pensionati che per arrivare fino a Montecitorio usarono i risparmi della loro pensione. Ricordiamo che alcuni Cittadini per la memoria del Vajont erano stati accolti al Quirinale dal responsabile per gli affari interni del presidente Napolitano e, in seguito dal presidente della Camera Fausto Bertinotti che li aveva ringraziati personalmente per la loro meritevole iniziativa. Queste persone e la loro voglia di commemorare i loro morti sono stati resi nuovamente muti. Nessuno li ha voluti ascoltare, come prima che la tragedia avvenisse, come per spesso decenni dopo che la tragedia avvenne.
l’ambiguità della titolazione di quella legge, con particolare riferimento a quella parola, incuria.
 

Relativamente al punto 2.
Incuria è  una parola che fa rabbrividire usata per eleggere alla memoria collettiva stragi come quelle che si vogliono ricordare.  Incuria è  quando si parcheggia male la macchina, non si puliscono bene i boschi, si lavano in lavatrice i capi colorati insieme a quelli bianchi. La costruzione di una diga è qualcosa di macroscopicamente diverso. Anche scavare le montagne per trarre profitto incuranti dei rischi provocati è qualcosa di macroscopicamente diverso. Prendere e spendere soldi pubblici per NON mettere in sicurezza scuole, centri abitati, argini dei fiumi è qualcosa di macroscopicamente diverso. Far lavorare o vivere persone in luoghi che li condannano a morte è qualcosa di macroscopicamente diverso. Sembra persino ridicolo dover spiegare la differenza. Ma evidentemente alcuni ritengono che persino la costruzione della diga del Vajont sia opera dell’incuria umana e non purtroppo del suo genio perverso, un’eccellenza messa al servizio del male.  

Non crediamo serva aggiungere altro, se non sottolineare che probabilmente dietro all’innocente voglia di fare qualcosa di bene da parte di qualcuno, purtroppo “ignorante sul tema”, vi sia anche la furbesca volontà di qualcun altro di addolcire la Storia, di togliere il peso della responsabilità dalle spalle di una classe politica e imprenditoriale che evidentemente si riconosce il “quelli di allora”. Quelli che “con incuria” vollero a tutti i costi costruire la diga e occuparsi male o non occuparsi per niente di altre tragedie che potevano essere evitate.

Meglio niente che una giornata della memoria che metta tutti d’accordo con queste premesse.

Vi invitiamo ad esprimere il vostro parere e manifestare le vostra intenzione di contrastare come è possibile questa proposta legge. Anche scrivendo email ai senatori che la dovrebbero approvare.

Il 9 ottobre ha il diritto di essere celebrato senza prevaricare la memoria dei fatti e del dolore che essi causarono. 

Vi ringraziamo per l’attenzione,

Lucia Vastano, portavoce dei Cittadini per la memoria del Vajont
Il Sindaco di Longarone
Il Sindaco di Erto e Casso
Il sindaco di Castellavazzo
Il sindaco di Vajont
Il presidente della Fondazione Vajont 9 ottobre 1963
Il presidente dell’Associazione superstiti del Vajont

Associazione Italiana Esposti Amianto sez. di Paderno Dugnano – Mi 

15/11/2010 Posted by | Uncategorized | , , , , , | Lascia un commento

Santagiulia Tour Operator

Settimana scorsa io e alcuni amici siamo andati a visitare il quartiere Santa Giulia. Abbiamo provato più volte a contattare, allacciare una relazione informativa, con i suoi residenti, in modo da ottenere qualche indicazione in più da parte di chi vive quella realtà quotidianamente, ma senza alcuna adesione fattiva: vuoi forse per la strumentalizzazione erronea perpretata da giornalisti in caccia di scandali, vuoi per la sciocca paura di una svalutazione immobiliare. Sciocca per due motivi: primo, il mercato mobiliare è al tracollo e non saranno queste “voci”, seppur confermate, a far divenire un pessimo investimento l’acquisto in quella (o altre) zona; due, se i miei figli camminassero sopra a dei rifiuti tossici, ne respirassero le esalazioni fetide emanate dal terreno, l’ultima mia preoccupazione sarebbe indubbiamente la casa.

Già perchè le informazioni trovate e ricevute riguardo questa zona a sud-est della nostra Milano, dipingono questo quartiere come un posto avvelenato, emarginato, quasi pericoloso, nella “bieca” periferia della città, dove mancano strutture e servizi, e dove persino l’asilo è da mesi sotto sequestro. (Questo un elenco delle informazioni raccolte)

Durante il nostro “tour”, complice il sole (che ha preceduto la pioggia pomeridiana), il primo impatto con i palazzoni in edilizia convenzionata non è stato negativo: ampi spazi, case nuove, tutto ben tenuto e in ordine, immerso in una zona dove lo sguardo può spaziare sul verde circostante. All’improvviso poi ci si accorge che non è tutto così fantastico: ogni viale è un cantiere, e tutta l’area del parchetto che comprende l’asilo, è recintata e inaccessibile, mentre in giro (forse complice l’orario di pranzo) non c’è praticamente nessuno. Sono rimasto colpito proprio da questo: dall’assoluta tranquillità di tutto il quartiere. Solo un bar aperto e un paio di “abitanti locali” che non hanno saputo certo darci informazioni. Per il resto, silenzio. Nessun movimento su balcone e finestre, molte tapparelle chiuse. Quasi un luogo fantasma: ma erano a pranzo

Abbiamo fatto così un giro esplorativo, giusto per farci un’idea della zona. Per capire a quanta distanza si trova Santa Giulia dalle White di via Feltrinelli e dalla sua collina di terra marcia: poco… 700 metri in linea d’aria. Mi fermo a soppesare mentalmente una fibra di amianto: quanto leggera può essere? Con un po’ di vento, dove può arrivare? 700 metri mi sembrano pochi, per dirsi al sicuro. Ma tanto  il problema non è soltanto quello: tutta la zona è compromessa da quello che è stato seppellito sotto il manto verde che tanto rinfranca la vista. Oltre all’asilo, tutta l’area che riguarda il fatiscente e futuristico complesso promesso dalla Risanamento di Zunino è stata bloccata per accertamenti della magistratura: recinzioni per chilometri.

A che punto saranno ora le indagini? E i controlli? Cosa rischia la gente che oggi vive in quell’area? Di certo la vicinanza con le White di Feltrinelli non è un toccasana per l’aria già insalubre del quartiere, ma oltre a questa bassa probabilità di contatto con l’Ethernit, a quali altri pericoli vanno incontro?

Spero che gli abitanti del quartiere escano dal loro riserbo per dire la propria opinione, raccontare i fatti. Vorrei solo ricordare a queste persone che alle White, in 26 anni sono morte 51 persone per tumore, molte oggi sono malate/operate/in cura/terminali e che le prime informazioni sull’Ethernit assassino risalgono al primo decennio del 1900, mentre la prima denuncia legale agli anni ’30… Oggi in Italia, a Milano, gli amministratori permettono (anzi, obbligano) la gente a morire respirandosi fibre di asbesto, anzichè bonificare…

Abitanti, cittadini, di Santa Giulia, avete il diritto alla salute da far valere: uscite allo scoperto, imponete il vostro diritto e riprendetevi un futuro ora rubatovi dall’avidità e dalla corruzione umana, prima che le sostanze chimiche seppellite sotto i vostri letti arrivino come incubi nella vostra vita

09/11/2010 Posted by | behsalute, behsantagiulia, Mafie, Territorio, Uncategorized | , , , | Lascia un commento

03/11/10 – un anno dopo le Iene

…è passato un anno da quando Le Iene si interessarono a questo argomento.

Un anno dopo l’edificio, con i fantasmi della sua scia di cadaveri, è deserto… ma sempre lì, minaccioso, pronto a strappare il sorriso agli sprovveduti…

…vittime della disinformazione.

03/11/2010 Posted by | Uncategorized | , , , , | 1 commento

le iene avvelenamento da amianto 03/11/09

E’ passato quasi un anno. Lo avete visto voi stessi nel post precedente, questo palazzo è ancora lì, imponente monumento dell’indifferenza, dell’avidità, della stupidità umana. A 500 metri in linea d’aria, in questo quartiere residenziale infilato a forza in mezzo a un verde altrimenti invidiabile, tra tangenziali e autostrade, ci sono asilo e scuola, giardini.

3 tonnellate e mezza di cemento-amianto, che in tutti questi anni non hanno avuto manutenzione di sorta, mentre solo nell’ultimo anno i decessi sono saliti a 51, da 48. Fermatevi a pensare: quanti sono stati i lutti nel vostro condominio (se ne abitate uno), nell’ultimo anno? E per forme tumorali?

Certo, probabilmente vi state dicendo “fortuna che io non abito da quelle parti”. Già, perchè se il dolore non vi tocca, allora poco importa, si può sopportare, sono cose che capitano. E poi, se tutti gli altri ci vivono ancora intorno, probabilmente non è neanche così pericoloso come sembra. Ma si pecca di presunzione: quella che ti spinge a credere che chi vive lì sappia la verità

Oh certo, l’hanno sicuramente raccontata loro, la verità: i comitati anti amianto esistono ovunque, ma un conto è sentire un uomo o una donna farneticare sulle colpe di un’amministrazione assassina, un altro sarebbe ascoltare un esimio egregio professore universitario dire le stesse cose, magari durante una seduta parlamentare plenaria. Già perchè è impensabile che le nostre Istituzioni possano permettere l’avvenire di un evento del genere, se fosse veramente pericoloso. Già… quelle stesse Istituzioni che hanno acquistato 131 caccia-bombardieri alla modica cifra di 13 miliardi di euro: ovviamente non servono per uccidere nessuno, c’era scritto nel contratto e il fornitore ha persino garantito che era impossibile che potessero mai colpire degli innocenti (ironia/cinismo). Quelle stesse Istituzioni che hanno deciso di spendere una montagna di soldi per opere totalmente inutili, se non per pochi eletti mafio/massoni (uno, due, tre, …) che speculeranno su terreni, concessioni, mazzette…

Perchè? Perchè quindi la gente che vive nelle città dovrebbe pensare che le Istituzioni mentono, mentre dei “fanatici” invece dire il vero? Ipnosi di massa, unica risposta. A Milano c’è carenza di alloggi, occorre costruirne di nuovi, creare nuovi palazzi, versare migliaia di tonnellate di cemento, su terreni sempre più putrescenti tra una discarica abusiva e l’altra, o magari sopra, mentre ci sono migliaia di alloggi sfitti, centinaia di palazzi ristrutturabili, aree recuperabili e altre da bonificare subito… ma il potere, il denaro, e la stupidità vincono sull’ignoranza del popolo televisivo, incantato da tette al silicone e maschi tenebrosi (che a volte coincidono), impegnati a rincorrere “impegni” che se fossero vissuti dall’altra parte del mondo, manco avrebbero avvertito come “esigenza”: un circolo vizioso, ripetitivo, “controllabile”.

Meglio fidarsi, delle Istituzioni: loro pensano al bene della collettività, ci difendono dai pericoli.

Mentono.

Oggi, come ieri, sono stato in ospedale. Una ex abitante delle White. Operata per un linfoma.  45 anni, mamma di 3 figli, e  nonna.

Sì perchè l’amianto è bastardo, come ogni altra forma tumorale: può impiegarci 20 anni, e a quei 51 decessi, si affiancano i vivi, ma malati.

Per bonificare le White, occorrevano 15 milioni di euro. I lavori non sono mai cominciati.

Il documento quì sotto, che riporterò ancora parlando di inceneritori, svela un aspetto inquietante: il costo di un malato di tumore, può raggiungere complessivamente un valore di 340.000 Euro. Da ragioniere, mi pare ovvio che se le Istituzioni registrano un costo di 340mila euro, qualcuno registra un importo uguale a ricavo.

340.000 euro moltiplicato 51 decessi, arriva a un totale di 17.340.000 euro. E dovete aggiungerci i malati sopravvissuti.

La matematica è freddo cinismo.

Spegnete le TV, informatevi, ribellatevi: avete DIRITTO a una vita degna di essere vissuta. Non una merce con il cartellino del prezzo.

P.s. Il video delle Iene da problemi audio da prima della metà: ma il messaggio è chiaro

21/10/2010 Posted by | Uncategorized | , , , , , | Lascia un commento

White – Feltrinelli 16 – il “Paradiso” per l’Ethernità

 

L’amianto uccide. E’ risaputo oggigiorno, e la presa di coscienza di questa situazione, rende gli abitanti delle città più tranquilli, rassicurati da un’ovvietà: siccome si conosce il “male”, allora è debellato.

Non è così, purtroppo: il sistema in cui siamo immersi sprona gli amministratori comunali ad asservirsi a bisogni economico-mafiosi di arricchimento personale, puntando su grandi opere dove la corruzione e la speculazione dirigono i lavori e spingono nelle direzioni a loro più vantaggiose. E’ così che capita che la gente muoia, per un male per cui già si ha una cura: l’informazione. Informazione che è a sua volta vittima e carnefice di sè stessa, anch’essa travolta dall’ingordigia prevaricante del nostro sistema.

L’unico modo di “guarire” l’informazione, è cominciare a “mostrare” quello che accade nella nostra realtà, affrontando i temi più importanti: la convivenza sociale come unico anello di congiunzione tra mondi differenti, sofferenti e morenti.

 

In bocca al lupo, Elena.

17/10/2010 Posted by | Uncategorized | , , , , , | 2 commenti

White Feltrinelli 16 – stop all’amianto

L’amianto è ancora una dura realtà, che miete vittime continuamente. Case pubbliche, sparse per la città, disperdono ancora i loro veleni, dopo decenni di lotte e cordogli continui.

E’ tempo di dire basta: la salute deve essere un obiettivo primario e insostituibile.

Conferenza stampa ore 11.30, via Feltrinelli 16

10/10/2010 Posted by | behsalute | , , | 1 commento