Schumyno

Cittadino libero e in movimento

Referendum: Moratti VOTA contro nucleare e acqua privata

La campagna elettorale è entrata nel vivo e mi aspetto a giorni che Moratti e Pisapia comincino una guerra a colpi di STELLE: si rinfacceranno a vicenda di aver rubato l’uno all’altro ad esempio la battaglia contro la privatizzazione dell’acqua, o delle rinnovabili… o magari da settimana prossima manderanno in giro camioncini trasportanti Wi-Max per garantire la copertura della rete…

Non ci sarebbe nulla di male, anzi, ne sarei felice se questi politicanti da 4 soldi copiassero i progetti e i propositi del MoVimento 5 Stelle, ma purtroppo questa è solo l’ennesima presa per i fondelli rivolta a tutte quelle persone ormai non abituate a pensare, ma solo ad assimilare ciò che viene detto loro.

La notizia ANSA di oggi sulle dichiarazioni della Moratti, ne sono l’ineccepibile dimostrazione.

Moratti: ”Votero’ a favore dei cinque referendum cittadini sull’ ambiente e anche per quei quesiti nazionali le cui tematiche hanno un impatto sulla vita della citta’: no al nucleare, no alla privatizzazione dell’acqua a Milano”

e subito via, la notizia allegra e gioiosa di chi sta dando l’anima per questi temi corre lungo la rete, come un sollievo, “ce l’abbiamo fatta, si stanno accorgendo che devono cambiare!!”. E non si accorgono che questi signori/e parlano in politichese, in linguaggio “legale”. Tralasciando i 5 referendum propositivi milanesi (che non hanno alcun valore “coercitivo” verso la pubblica amministrazione – figuriamoci, non rispettano i referendum abrogativi, figuriamoci questi, non attualmente previsti dal nostro ordinamento) di cui ben 2 nascondono una enorme truffa (Ecopass e Teleriscaldamento), proviamo a fare un’analisi di quanto affermato? Proviamo a capire: Mortissia ha detto che si opporrà alla privatizzazione dell’acqua e al ritorno del nucleare? Ha detto che darà indicazioni di voto alla sua maggioranza in tal senso?

No. Sta solo cercando di fare rientrare l’emorragia di voti che sta subendo la sua coalizione di fronte al dilagarsi delle informazioni relative a nucleare e acqua. Ha semplicemente detto “voterò”. Prima persona singolare, tempo futuro semplice. Semplice come prendere per il culo gli italiani abituati a non prestare attenzione alle parole usate. Un po’ come nel mio articolo precedente, dove toccò a D’Alema fare il Cettolaqualunque

Rimbocchiamoci le maniche, e continuiamo a dimostrare che la politica non è “parole”, ma “fatti”. E i fatti dicono che il MoVimento 5 Stelle è tutto, compatto, contro il nucleare, contro la privatizzazione dell’acqua, contro gli inceneritori (ne vogliono fare un secondo, grazie all’aiuto mirato e ad hoc del referendum propositivo che promuove la truffa “teleriscaldamento”) e contro la gestione dell’emergenza “aria” a suon di tassa inquinante (ecopass). Tanti altri no, tutti correlati da altrettante valide proposte alternative, che migliorano le condizioni economiche parcellizzando la ricchezza e migliorando il benessere fisico.

Se vorrete saperne di più su inceneritori e smog, leggetevi la locandina allegata, e partecipate: di persona o via streaming, ma fatevi un’idea di come vi vogliono eliminare

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13/04/2011 Posted by | Uncategorized | , , , , , , | Lascia un commento

Risposta Comitato Acqua a Vendola

Copio e incollo mail ricevuta dal Comitato Pugliese Acqua Bene Comune

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Durante la trasmissione Annozero di giovedì 10 febbraio il presidente della Regione, Nichi Vendola, ha affermato di aver ripubblicizzato l’acquedotto pugliese intorno al trentesimo-quarantesimo giorno del suo nuovo mandato.


Il Comitato Pugliese “Acqua Bene Comune” si sente in dovere di replicare.
Il Presidente Vendola ha sì “fatto la legge”, ma tale legge non è ancora operativa, in quanto non approvata dal Consiglio Regionale. Quindi l’acquedotto pugliese non è ancora ripubblicizzato, e quello presentato da Vendola è, ad oggi, un disegno di legge.
Tralasciando qui altri dettagli, dobbiamo aggiungere che nelle sue dichiarazioni il Presidente Vendola ha tra l’altro fatto riferimento alle “pagelle” di Federutility, senza spiegare cos’è questo organismo, e senza quindi far notare che si tratta di un organismo nient’affatto “super partes”, nient’affatto interessato alla ripubblicizzazione dei servizi idrici e, anzi, sostenitore del mantenimento dell’esistente stato di cose.

Di seguito  la lettera che il Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua e il Comitato Pugliese per l’Acqua Bene Comune hanno scritto a Nichi Vendola.
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Al Presidente della Regione Puglia,
Nichi Vendola
p.c.
all’Assessore alle OO. PP., Fabiano Amati
alla stampa

Caro Presidente,
abbiamo ascoltato con attenzione il suo intervento alla trasmissione “Annozero” di giovedì 10 febbraio in merito alla ripubblicizzazione dell’acquedotto pugliese dove lei ha detto che “al trentesimo/quarantesimo giorno di questa legislatura ho fatto la ripubblicizzazione dell’acquedotto come legge del mio governo e l’ho passata nella commissione competente del consiglio regionale”.

Purtroppo, però, come tutti sappiamo, senza l’approvazione del DDL in Consiglio non c’è tecnicamente alcuna legge e la sua affermazione rimane nell’ambito dell’annuncio e non di quanto fatto. Inoltre ha omesso di fornire delle informazioni significative.

Alla storia, infatti, mancava più di un pezzo, ovvero:
il fatto che Ella e l’Assessore Amati, già nell’ottobre 2009, avevate preso pubblicamente l’impegno di presentare in Consiglio, entro la fine del suo precedente mandato, la proposta di legge che sarebbe stata prodotta dal tavolo
tecnico congiunto tra Regione Puglia, Comitato pugliese “Acqua Bene Comune” e Forum italiano dei Movimenti per l’Acqua (fa fede la rassegna stampa, compresa quella istituzionale);

il fatto che Ella – a nome della sua coalizione – durante la campagna elettorale e, specificatamente nella conferenza stampa del 2 marzo 2010, aveva assunto l’impegno di trasformare il DDL in legge entro i primi 100 giorni della eventuale futura legislatura!

il fatto che dall’11 maggio 2010 – data in cui la giunta ha approvato il DDL sulla ripubblicizzazione dell’acquedotto pugliese – lo stesso disegno di legge è “approdato” nelle competenti commissioni solo ad ottobre 2010 (!) quando sono state programmate e svolte le necessarie audizioni.

Da allora – nonostante le sollecitazioni in tal senso e le richieste di incontro da parte del Comitato pugliese “Acqua Bene Comune” – più nulla. Solo in seguito a una nuova mobilitazione, lo scorso 28 dicembre, il Comitato è stato ricevuto dall’Assessore alle OO. PP., Fabiano Amati, che da un lato, ha ammesso la difficoltà di comunicazione, impegnandosiper una comunicazione più “fluida” fra cittadinanza e istituzioni; e dall’altro, ha anticipato la presentazione di una serie di emendamenti al fine di “rafforzare” giuridicamente lo stesso DDL in vista della sua presentazione in Consiglio entro la fine di gennaio 2011. Tuttavia, il testo è fermo ancora nelle commissioni.

Inoltre alcuni di quegli emendamenti presentati hanno suscitato non poche perplessità (confortata dal giudizio di diversi giuristi) in quanto apportano differenze sostanziali al testo approvato dalla giunta lo scorso 11 maggio e appaiono in controtendenza rispetto ai principi che hanno guidato fin dall’inizio il percorso di ripubblicizzazione dell’acquedotto pugliese, ovvero:
· gestione di tutto il SII in Puglia attraverso un organismo di diritto pubblico;
· gestione partecipata da parte dei cittadini e dei lavoratori al governo del SII;
· garanzia per tutti, anche coloro senza mezzi, a condizioni minime di servizio;
· esclusione del profitto da parte di privati nella gestione del SII o parti di esso.

Come abbiamo avuto modo di specificare, tali principi risultano sensibilmente “annacquati” o stilati in forma tale che, in alcuni passaggi, appaiono non chiari e suscettibili di molteplici interpretazioni.

Dal 14 gennaio abbiamo inviato all’Assessore Amati – e a lei per conoscenza – tre comunicazioni ufficiali (di cui una lettera aperta) nelle quali si chiedeva un incontro per esporre le nostre perplessità e confrontarci sul processo di ripubblicizzazione. Solo il 26 gennaio abbiamo ricevuto una comunicazione dall’Assessore nella quale si legge “Al fine di
meglio preparare l’incontro, prego trasmettere report puntuale con le relative osservazioni ai singoli emendamenti”. In data 31 gennaio abbiamo inviato all’Assessore – e a lei per conoscenza – le nostre osservazioni. Ad oggi, 14 febbraio, neanche un cenno di risposta.
Perché?

Perché sembra essere sceso nuovamente il silenzio? Perché non abbiamo un riscontro alle nostre richieste? Perché sostiene in televisione di aver ripubblicizzato l’acquedotto pugliese se questo, oggi, è ancora una società per azioni?

Premesso quanto detto e dato il crescente e appassionato interesse della popolazione pugliese e italiana sull’argomento (testimoniato dal formidabile successo della raccolta di firme per i referendum sull’Acqua e la recente dichiarazione di ammissibilità da parte della Corte Costituzionale dei due referendum sui quali i cittadini saranno chiamati ad esprimersi nella prossima primavera), cogliamo l’occasione per chiederle di continuare ad “andare avanti passo dopo passo con concretezza”,
Rinnovandole la richiesta
di un incontro urgente per il necessario chiarimento e per discutere riguardo alle necessarie modifiche da apportare al testo, per renderlo più chiaro e inequivocabilmente in direzione della ripubblicizzazione del SII.

Confidando nei valori della partecipazione e della democrazia ai quali ispira la sua politica, attendiamo una sua risposta.

Comitato pugliese “Acqua Bene Comune”
Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua

16/02/2011 Posted by | behacqua, beheconomia, Uncategorized | , , , | Lascia un commento

Fermento a Milano: che accade?

Sabato 15 gennaio 2011 – Video 2h32′

Sabato scorso, nella totale indifferenza dei media, sì è tenuto un incontro decisivamente di rilievo, nella caotica, fredda, cupa Milano, capitale economica di un Paese allo sbando chiamato Italia, ostaggio di corruzione, malavita e mal di vivere. Una città che con il suo milione e trecento mila abitanti, a cui vanno aggiunti i milioni di residenti nella sua area metropolitana, molti dei quali pendolari, è centro nevralgico di ogni attività considerata di rilievo, dai servizi all’economia, in ogni suo genere, e quindi sfruttata, violentata nella sua intimità sociale da ogni becero speculatore, sia esso un malavitoso con coppola e lupara, o uno in doppiopetto e elicottero. Una Milano talmente spinta verso la noia, dove gli eventi culturali e di aggregazione sono rilegati alle festicciole di zona, organizzate dalle associazioni di commercianti, o quelle dei biechi e tristi partiti, dove entra in scena lo sperpero più folle del denaro pubblico. Più ovviamente le feste comandate: la fiera degli O’bei O’bei, gli spettacolari quanto tossici e futili fuochi d’artificio di fine anno e infinite manifestazioni di sparuti e disorganizzati gruppi di eroi, che cercano di combattere a loro modo il mondo di lupi che governa le nostre vite, avvelenandole nel corpo e nello spirito.

E’ stato confermato il percorso inarrestabile di una nuova corrente culturale, dove i bisogni del singolo diventano i bisogni di una intera collettività, dove finalmente questi eroi possono confluire, e apportare in modo trasparente le proprie idee. Non un movimento qualunque: il MoVimento. Un luogo dove la diversità è parte fondamentale del suo stesso esistere, dove il dissenso è possibile, nel rispetto di un concetto elevato quanto astratto di uguaglianza. Gente che ha abbandonato il concetto di ideologia, e ha capito che le idee sono la vera fonte di ricchezza per lo sviluppo di una civiltà che viva in pace con se stessa e che possa godere appieno di quel miracolo chiamato vita.

5 Stelle.

Un’idea nuova, affamata di informazioni, che parte da un programma semplice, costruito dal basso, ovvero dai bisogni primari di ogni individuo. Un sistema che però costringe, volenti o dolenti, a modificare tutto l’aspetto sociale. Un’operazione di marketing camuffata da innocue richieste, che cambieranno per sempre, in meglio, la nostra qualità di vita, eliminando i soprusi e gli abusi ai danni dei più deboli, e della società stessa, auto-conservandola in un progresso ecosostenibile.

A Milano, senza censure nè restrizioni (a parte l’avere la fedina penale pulita, non essere iscritti a alcun partito politico e il non aver svolto più di un mandato elettorale dalle amministrazioni comunali in su), si sono presentati candidati come consiglieri persone di ogni estrazione sociale, accomunate dalla voglia di perseguire quei cambiamenti su citati con la propria partecipazione attiva, mettendoci la faccia, e il proprio tempo, convinti che solo una democrazia diretta e un ambiente di lavoro opensource, senza capi nè padroni, siano l’unica strada percorribile. Tra questi, nove di loro (in coda, in ordine alfabetico, la loro presentazione) si sono offerti, con progetti e tanto cuore, di fare da “portavoce”  e candidarsi per il ruolo di “aspirante Sindaco”. Ruolo che sappiamo bene difficilmente sarà ricopribile alla prossima tornata elettorale, ma che garantirà un posto probabile all’interno dell’amministrazione milanese, grazie al già ampio consenso ottenuto da queste idee rivoluzionarie, un po’ ovunque sul territorio italiano.

Il Nuovo che avanza non è arrestabile: il MoVimento riassume quella necessità di tutti i movimenti capillari sparsi un po’ ovunque per il mondo: è la risposta italiana ad altri movimenti simili, accomunati dagli stessi obiettivi.

Sabato prossimo, dal primo pomeriggio, tutti gli iscritti al sito del MoVimento nazionale di Milano e Provincia, potranno liberamente scegliere quale dei sotto elencati candidati, potrà avere l’Onore di fare da tramite tra loro e le Istituzioni.  Il fato, o il timore di un mondo maschilista, ha voluto non ci fossero volontarie (attese) del gentil sesso: spero di cuore che per le imminenti elezioni politiche, si precipitino subito in massa ed esercitare il diritto di candidarsi a ricoprire quei ruoli.

Se non credete alle mie parole, guardate in testa la registrazione integrale dell’evento di sabato 15: è rivoluzionario.

Nessuna censura: libertà di espressione, di critica. Tutto quello che vedete, è il frutto di duro lavori di tanti volontari, che hanno dedicato il proprio tempo a costruire qualcosa, senza esperienze specifiche ma con la voglia e la forza di migliorarsi giorno dopo giorno insieme, gomito a gomito. Certo, non è stato tutto perfetto. Poteva essere ancora meglio: magari lo sarà proprio al vostro futuro aiuto.

Il cammino è lungo e difficile.

Ma non molleremo mai.

 

18/01/2011 Posted by | behacqua, behdiritti, beheconomia, behinceneritori, behmilano, behNucleare, behsalute, Economia, Mafie, Politica, Territorio, Uncategorized | , , , , , | 9 commenti

Si scrive Acqua, si legge Democrazia

Ancora una volta, le amministrazioni e i poteri che dietro esse si celano, hanno fatto finta di nulla, e proseguito sulla strada loro imposta dal Trattato di Lisbona. Trattato esso stesso esempio del raggiro costante impostoci dai potenti della Terra, dato che ricalca la Costituzione Europea, bocciata dai Paesi Membri, ma rientrata dalla finestra con altro nome. Il problema è che ne siamo talmente abituati, da non aver più il senso del pericolo. Nucleare no, nucleare sì. Finanziamenti pubblici no, rimborsi elettorali sì. 1.400.000 firme acqua privata no, privatizzare i servizi acqua sì.

D’altronde loro non fanno nulla di male: non mentono. Omettono. E’ diverso

Quando dicono che l’acqua rimarrà pubblica, dicono il vero. L’acqua rimarrà pubblica. Rendono solo Monopolio il servizio idrico di distribuzione. Geniale no? L’acqua è tua, ma se la vuoi la devi pagare. Ma questo te lo chiamano “economia di mercato”, Project Finance, ottimizzazione delle risorse (verso chi?)…

Non ricorda un po’ una prassi famosa, tutta italiana? Come si chiamava? …pizzo…?

14/11/2010 Posted by | behacqua | , , , , | Lascia un commento