Schumyno

Cittadino libero e in movimento

Riqualificazione Darsena – Navigli – (no) Expo: soliti trucchi

Grandi schieramenti, in campo. Da Confalonieri a De Cesaris, passando da Gentili e Tancredi, e tanti altri nomi “illustri”, come Rabaiotti e svariati consiglieri di zona. Gli invitati: cittadini, di vari comitati, associazioni, o semplici residenti e/o curiosi (non poi così molti, data l’assenza di informazioni al fuori degli “addetti ai lavori”)

Un incontro che le amministrazioni hanno ritenuto necessario, forse per via del crescente “rumore” fatto dai vari comitati, forse perchè bisognosi del “consenso” della gente, in vista degli impegni in scadenza, forse per cercare di distogliere l’attenzione dal quadro generale. “Forse”. Forse il fatto che la scadenza del bando il 31/1 per la riqualifica fosse l’occasione perfetta per invocare “l’urgenza” e il bisogno di “prendersi le responsabilità delle scelte”, anche se non condivise dai cittadini (la maggioranza ignara, di averle: le scelte) non è stata alla base di questo incontro. Sì, forse. Come “forse” i terreni agricoli non vengono lasciati all’incuria, in modo tale da non rendere plausibili le modifiche dei PGT in favore della loro conversione in terreni atti ad altri scopi remunerativi, come costruire palazzi vuoti e strade, ferrovie, ponti, inutili… inutili come Expo, che ormai anche i sassi sanno non avrà mai luce: pareggio di bilancio, salasso finanziario, crisi dello Stato Sociale… Intanto, però, ai più, me compreso, sfugge il punto cruciale. La rabbia, l’attenzione, vengono rivolti al progetto Darsena: una ventina di milioni scarsi, per rifare in modo pittoresco l’antico porto di Milano. C’è chi lo vuole futurista, chi lo vuole verde e ecologico, chi “alla moda”, chi vuole il mercato e chi no, chi si preoccupa della viabilità e dell’afflusso ai negozi, chi si preoccupa di salvare l’isolotto spontaneo sorto nel mentre… già, nel mentre di cosa? nel 2004 la Darsena era “piena”: forse non era pulita (ma neanche oggi, e i navigli messi ancora peggio!), ma non era un’arida radura con chiazze di acqua ristagnante. Era la Darsena. Poi si è cominciato a parlare di “riqualifica”. Di Expo. Di “vie d’acqua”. E cosa c’è di meglio di una Darsena putrida per fare insorgere i cittadini a pretendere un “intervento”?

Somma questo, somma quello, prendi un Expo, una Darsena, qualche parco protetto, qualche “PGT”, si va di shake, e nasce un progetto da miliardi di euro. Un polo fieristico nuovo di pacca, con contorno di appalti per tutta la regione. Che va a modificare interi corsi d’acqua, quando i ghiacciai si vanno sciogliendo… nel mentre di una guerra impietosa verso l’acqua pubblica.

Queste mie, sono solo opinioni, considerazioni. Pensieri buttati lì per iscritto, maturati sull’esperienza fatta negli anni passati a osservare come il prossimo “fotta” il prossimo, sembra con fantasia, ma usando le solite 4 tecniche in croce di comunicazione. Anzi, una sola, a dire la verità: indicare la Luna sapendo che gli altri fisseranno il suo dito. Una ventina di milioni per la Darsena e Navigli. Di fatto, si farà solo la Darsena, lasciando praticamente alla pressoché incuria le sponde sempre più pericolanti, per veicolare il resto dei 175 milioni stanziati, a rovinare Parco delle Groane, Bosco in Città e Parco delle Cave, costruendo una “via dell’acqua” che lascia a detta di molti (incluso Italianostra) qualche forse ragionevole dubbio e che costerà uno sproposito.

Nella capitale della ‘ndrangheta e della “mafia finanziaria”, sarebbe sufficiente a sollevare qualche seria rimostranza.

Confido in M5S e nei suoi consiglieri regionali che entreranno nelle stanze dei bottoni. E soprattutto, in tutta la brava gente che dà l’anima per cercare di fermare la follia di pochi, sparpagliati in movimenti, comitati, associazioni, e anche partiti. Spesso generalizziamo, per praticità comunicativa, ma sono tante le brave persone che credono in quel che fanno, e che partecipano al cambiamento.

Vedremo.

Stay tuned

26/01/2013 Posted by | Acqua, Ambiente, Expo2015, NoExpo, Territorio | , , , , , , , , , , , , , , , | 2 commenti

Distruzioni e Distrazioni di Massa

Io non temo le “verità”, che siano scomode o meno. E poi, ognuno ha la sua…

quelli che temo sono i fatti. Atti precisi, situazioni identificabili e certe, documenti, testimonianze. In un mondo ormai basato sulla comunicazione unilaterale (e non informazione, attenti: comunicazione), dove gli stessi soggetti si appropriano della decantata “democrazia dell’informazione”, di fatto infinocchiando il popolo bue come dall’alba dei tempi offrendo loro una vasta scelta dello stesso sterco, il passaparola, la libertà di arbitrio, la “coscienza” possono essere le sole cose che ci salveranno dal correre e ricorrere gli stessi cicli storici.

Dopo aver visto quello che la gente può fare, certa gente, le parole di Gianni sono solo la conferma di quanto ho vissuto, visto, imparato, nel corso della costruzione della “mia verità”.

La via più facile, quasi mai è la più giusta: o ce lo ficchiamo in testa, o tutto quel che facciamo non avrà mai alcun senso, fintanto qualcuno deciderà che è il momento di spegnerci. Come ? mah, è uguale… un cancro, un infarto, intrugli chimici per una malattia inesistente, droghe prodotte e protette da Stati… migliaia di modi, non ultimi bombe, alluvioni e terremoti.

Buona lettura e grazie a Gianni Lannes, e ai suoi documentati spunti.

Fonte: http://quintoelementomusical.wordpress.com/2012/06/02/gianni-lannes-distruzioni-e-distrazioni-di-massa/#more-344

Gianni Lannes: Distruzioni e distrazioni di massa

di Gianni Lannes

Prove di pensiero unico. Ingresso omaggio. Siore e siori, avanti c’è posto: lo spettacolo è iniziato da un pezzo. Nel Belpaese c’è stato un colpo di Stato, poi una serie di attentati dei noti Servizi, perfino una strage in grande stile (tecnologicamente evoluta) e non ve siete accorti. Che peccato. Attivate il neurone che vi rimane: va in onda la disinformazione pilotata a dovere. Mentre l’Italia sempre più caotica ed inquinata,  sta per collassare definitivamente sotto la speculazione finanziaria che ha imposto con un golpe in piena regola, un maggiordomo dell’alta finanza di nome Monti Mario (Trilateral, Goldman Sachs, Bilderberg, eccetera eccetera), senza neppure dire, muoio, due quotidiani tricolore – il 30 maggio 2012 – la sparano grossa all’unisono, prendendosi la briga di attaccare il dissenso espresso su Internet. Singolare coincidenza? Il Corriere della Sera(versione online) che ha per direttore Ferruccio De Bortoli, già ospite delle riunioni a porte chiuse del Gruppo Bilderberg, titola: Il Sisma tutta colpa del complotto. Occhiello: “C’è chi non crede alle cause naturali del terremoto dell’Emilia e sul web rilancia ipotesi alternative e fantasiose”. Gli fa eco il giornale di proprietà Fiat, ossia La Stampa – diretta Mario Calabresi,  pupillo in ascesa dei poteri forti – che sbotta: Terremoto: complottisti, scatenati sul web. Accusano fracking, trivellazioni e altro. Anche l’Agenzia giornalistica italiana non è da meno. Perché tentare di ridicolizzare – tra l’altro maldestramente – chi non si adegua al pensiero unico ed ha puntato l’attenzione sulla genesi artificiale di determinati terremoti che hanno colpito la Penisola? L’onere della prova spetta a chi detiene il potere. Si dà il caso che – non sia un complottista esoterico -abbia lavorato per questi due ex autorevoli giornali. Ergo: ho voce in capitolo per smontare questa ignoranza honoris causa, propagata dalle testate padronali (anche in altre occasioni: No Tav, pro nucleare, a favore degli inceneritori di rifiuti e, così via). Tutto fa brodo per criminalizzare il dissenso e reprimerlo. Il sistema è disarmante: mescolare menzogne (tante) e mezze verità. In ogni caso, la Nato spieghi cosa ha combinato durante e dopo l’esercitazione bellica Proud Manta 12, ai piedi del vulcano sottomarino Marsili. Grazie.

Stampa di regime – Un dato di fatto che non teme smentite. Il Corsera non è più quello dei tempi delle cronache corsare del poeta Pier Paolo Pasolini (“Io so…”). Due anni fa (a marzo) hanno fatto il loro ingresso nel consiglio di amministrazione di Rcs Quotidiani,Giovanni Bazoli (Intesa Sanpaolo), Cesare Geronzi (Mediobanca), Diego Della Valle (Dorint), Luca Cordero di Montezemolo (Fiat), Giampiero Pesenti(Italmobiliare e Marco Tronchetti Provera (Pirelli). Dunque, non un solo editore nel patto di sindacato, ma solo mastodontici conflitti di interessi. A Torino, il gruppo Fiat, attraverso l’Itedi controlla La Stampa. E tralascio, ma solo in questa circostanza per via del taglio editoriale, tutto il resto dell’accozzaglia di potere, a partire da Carlo De Benedetti (Bildeberg Group) e Berlusconi Silvio (P2, tessera 1816). A proposito, è già stabilito: Montezemolo sarà il prossimo Primo Ministro con Berlusconi al Quirinale. In sostanza: in Italia non c’è il quarto potere, a parte, qualche raro collega, non esiste un sistema di informazione in grado di accendere un riflettore sull’intera casta al comando.

Nuovo ordine mondiale – Il Corsera (25 novembre 2011) ha pubblicato “Bocconi, Trilateral e Goldman Sachs: il premier lascia tutti gli incarichi”. Occhiello:“via anche da Bilderberg”. Ecco cosa ha scritto Bocconi Sergio, in un articolo illuminato: “Mario Monti il Bocconiano ha lasciato la presidenza dell’università milanese e le altre cariche ricoperte finora nella Trilateral, nel Bilderberg group e in Goldman Sachs. Il neopremier farà dunque solo il premier, gli altri impegni sono stati annullati”. E poi ancora sul tecnico legato a nodo inestricabile ai poteri forti: “Anzitutto l’abbandono della consulenza in Goldman Sachs: la banca d’affari americana lo aveva chiamato come advisor (al pari di altri italiani politici e non, come Romano Prodi o Gianni Letta (…) Monti ha poi lasciato la carica di presidente europeo della Trilater Commission, il think tank globale fondato da David Rockfeller nel 1973. E che vede diversi altri partecipanti italiani: da Enrico Letta a Enrico Tommaso Cucchiani, finora in Allianz e da ieri neoamministratore delegato di Intesa Sanpaolo; da Carlo Pesenti al banchiere Maurizio Sella, dall’italiano per carica Dieter Rampl, presidente di Unicredit a Pierfrancesco Guarguaglini di Finmeccanica (…) Infine, il premier ha lasciato lo steering committee del gruppo Bilderberg, nel quale l’unico componente italiano è Franco Bernabé, presidente di Telecom». Allora, “Il Club Bilderberg” – incluse le sue diramazioni – non è un’invenzione esoterica, come propaganda il mainstream, se anche il “più importante” quotidiano italiota ne parla. E se a questo quadro di trasparenza aggiungiamo l’intervista al Presidente Emerito della RepubblicaFrancesco Cossiga (già responsabile insieme al prescritto per mafia Giulio Andreotti)dell’assassinio di Aldo Moro, rilasciato proprio al Corriere della Sera il 30 novembre 2007. Di che parlava il picconatore? Semplice: l’attentato per antonomasia: “Da ambienti vicini a Palazzo Chigi, centro nevralgico di direzione dell’intelligence italiana, si fa notare che la non autenticità del video è testimoniata dal fatto che Osama Bin Laden in esso confessa che Al Qaeda sarebbe stato l’autore dell’attentato dell’11 settembre alle due torri in New York, mentre tutti gli ambienti democratici d’America e d’Europa, con in prima linea quelli del centrosinistra italiano, sanno ormai bene che il disastroso attentato è stato pianificato e realizzato dalla Cia americana e dal Mossad con l’aiuto del mondo sionista per mettere sotto accusa i Paesi arabi e per indurre le potenze occidentali ad intervenire sia in Iraq sia in Afghanistan”.

Associazioni segrete – Il Gruppo Bilderberg nasce nel 1952, ma viene ufficializzato due anni più tardi, a giugno del 1954, quando un ristretto gruppo di vip dell’epoca si riunisce all’hotel Bilderberg di Oosterbeek, in Olanda.   Tra i promotori – precisano alcuni studiosi della semi sconosciuta materia – occorre ricordare due nomi in particolare: sua maestà il principe Bernardo de Lippe, olandese, ex ufficiale delle SS, che ha guidato il gruppo per oltre un ventennio, fino a quando, nel 1976, è stato travolto dallo scandalo Lockheed; e Joseph Retinger, un faccendiere polacco al centro di una fittissima trama di rapporti con uomini che per anni hanno contato sullo scacchiere internazionale della politica e dell’economia. «La loro ambizione – viene descritto – era quella di costruire un’Europa Unita per arrivare a una profonda alleanza con gli Stati Uniti e quindi dar vita a un nuovo Ordine Mondiale, dove potenti organizzazioni sopranazionali avrebbero garantito più stabilità rispetto ai singoli governi nazionali. Fin dalla prima riunione vennero invitati banchieri, politici, universitari, funzionari internazionali degli Usa e dell’Europa occidentale». Invece, la Trilaterale nasce nel 1973, sotto la presidenza “democratica” di Jimmy Carter e del suo consigliere speciale per la sicurezza, Zbigniew Brzezinsky. A ispirare il progetto, le famiglie Rothschield e Rockfeller. Un progetto che ha irresistibilmente attratto i potenti del mondo, a cominciare proprio dai presidenti Usa, con un Bill Clinton in prima fila. Il giornalista Richard Falk, già nel 1978  scrive sulle colonne della Monthly Review di New York: «Le idee della Commissione Trilaterale possono essere sintetizzate come l’orientamento ideologico che incarna il punto di vista sopranazionale delle società multinazionali, che cercano di subordinare le politiche territoriali a fini economici non territoriali». E’ la filosofia delle grandi corporation, che stanno privatizzando le risorse del pianeta Terra, a cominciare dai beni primari, come ad esempio l’acqua: non solo riescono a ricavare profitti stratosferici ma anche ad esercitare un controllo politico su tutti i Sud – e non solo – del mondo. La logica della globalizzazione. E i bracci operativi di questo turbocapitalismo sono proprio due strutture che dovrebbero invece garantire il contrario: ovvero la Banca Mondiale e il Fondo Monetario Internazionale. «Entrambi – scrive uno studioso, Mario Di Giovanni – sotto lo stretto controllo del ‘Sistema’ liberal della costa orientale americana. Agiscono a tutto campo nell’emisfero meridionale del pianeta, impegnate nella conduzione e ‘assistenza’ economica ai paesi in via di sviluppo». E proprio sull’acqua, la Banca Mondiale sta dando il meglio di sé: con la sua collegata IFC (Internazionale Finance Corporation) infatti sta mettendo le mani sulla gran parte delle privatizzazioni dei sistemi idrici di mezzo mondo, soprattutto quello africano e asiatico, condizionando la concessione dei fondi all’accettazione della privatizzazione, parziale o più spesso totale, del servizio. Del resto, è la stessa Banca a calcolare il business in almeno 1000 miliardi di dollari. Scrive ancora Di Giovanni: «Le decisioni assunte dai vertici della Trilateral riguarderanno sempre di più quanti uomini far morire, attraverso l’eutanasia o gli aborti, e quanti farne vivere, attraverso un’oculata distribuzione delle risorse alimentari. Decisioni che riguarderanno l’ingegneria genetica, per intervenire nella nuova ‘umanità’. In una parola, tutto ciò che definitivamente distrugga il ‘vecchio’ ordine sociale, cristiano, per la creazione di un nuovo ordine. Ma tutto questo senza particolari scossoni. Non vi sarà bisogno di dittature, visto che le democrazie laiche e progressiste, condotte da governi di ‘centrosinistra’, servono già così efficacemente allo scopo. Governi che riproducono – conclude – una formula già sperimentata lungo l’intero corso del ventesimo secolo e plasticamente rappresentata dal passato governo Prodi-D’Alema: l’alleanza fra la borghesia massonica e la sinistra, rivoluzionaria o meno». L’Alleanza Atlantica (Nato) è affiliata al Gruppo Bilderberg. Come mai?

Guerra ambientale – Quando il generale Fabio Mini nel 2007 (non il primo pincopallino che sproloquia all’angolo del web), parlava di manipolazione climatica e di possibilità di ricreare artificialmente terremoti e tsunami, di sicuro doveva aver bevuto qualche bicchierino di troppo? Esiste un progetto USA che si intitola “Owning the weather in 2025” ossia controllare il clima entro il 2025 tutto documentabile e verificabile, ma evidentemente è più facile dare degli allucinati e dei complottisti agli altri, piuttosto che informarsi e indagare a dovere. D’altronde è sufficiente guardare i dati statistici per constatare di quanto gli eventi catastrofici siano aumentati da quando è in corso questa sperimentazione. Prima c’era un’alluvione dagli effetti devastanti ogni 10 anni nella peggiore delle ipotesi, ora son nell’ordine di 3-4 all’anno. Terremoti idem: prima l’intervallo di tempo tra l’uno e l’altro erano molto ampi, ora hanno una frequenza ravvicinatissima e seguono, anzi anticipano curiosamente gli eventi politici. Sul fatto di a chi giova poi non è che ci voglia la scienza per capirlo. Disastri? Uguale accise che finiscono nelle casse dello Stato. Ricostruzione? Per ricostruire servono finanziamenti e i soldi si chiedono in prestito alle banche che guadagnano sugli interessi e di certo non li regalano. Ricostruzione uguale appalti pubblici uguale mafia organizzata dallo Stato…ecco a chi giova, devo continuare? HAARP è un progetto governativo nord-americano, ufficialmente  in grado di bombardare la ionosfera di onde radio. Sempre ufficialmente può influire sulle condizioni climatiche di una zona. La base principale si trova in Alaska ma ce ne sono diverse legate alle basi nato nel mondo. HAARP non è una base segreta, è quello che fa HAARP ad essere un segreto. D’altronde anche l’AREA 51 non è segreta, ma cosa succede lì dentro voi scienziati a pagamento forse lo sapete? Le teorie del Caos chiaramente indicano che ci deve essere una sensibilità alle condizione iniziale e di dipendenza dell’evento. Per cui dipende dalla quantità di prosciutti e forme di parmigiano che gravano sul territorio e dal rapporto con quelle esportate durante la congiuntura astrale. In altri termini,  è stato tutto organizzato dai servizi segreti di Terronia per colpire la Padania ed in particolare per far cadere le vendite del parmigiano a favore dei vari pecorini del sud. Pensateci bene, è molto più attendibile delle altre teorie illustrate dalla stampa quotidiana. Scherzi a parte, evidentemente dare del complottista a chiunque tenti di ragionare sugli eventi catastrofici può essere più comodo. In fondo, la Terra gira in senso orario se la guardiamo dalla verticale sopra al polo sud, ma se la guardiamo dal polo nord gira in senso antiorario.  Gli impiegati della comunicazione (asservita) non sbagliano mai, perché partono sempre dalle conclusioni. I pennivendoli hanno sempre una tesi da dimostrare e quindi vedono solo e soltanto le fantasie che la sostengono e negano l’esistenza dei fatti che la contraddicono. Insomma, sanno sempre tutto perché sono infallibili: sono infallibili perché sono dogmatici e sono dogmatici perché non sono liberi. Fa una bella differenza tenere la guardia un pò più alta e non essere  dentro il club del parco buoi. Poi ognuno creda a quello che vuole, naturalmente, ma etichettare l’Altro nel recinto di una definizione dispregiativa (complottista, dietrologo, esoterista, esaltato e altro ancora) denota soltanto malafede e scarsità di neuroni. Parola di Henry Ford: “Meno male che la popolazione non capisce il nostro sistema bancario e monetario, perché, se lo capisse, credo che prima di domani scoppierebbe una rivoluzione”.

http://quintoelementomusical.files.wordpress.com/2012/06/cover-bassa-risol.pdf

05/06/2012 Posted by | Uncategorized | , , , , , , , , , , | Lascia un commento

Ecco perchè mi sta sulle palle Grillo

…mi ruba le parole. I pensieri. I timori e persino la speranza che sì, ce la possiamo fare, se saremo in tanti a renderci finalmente conto che nessuno scappa da nulla, il mondo è tondo e non esiste una buca di sabbia dove infilare la testa. E’ inutile. Affrontiamolo.

E poi, mi sta sulle balle perchè quando queste parole le uso io, nessuno mi prende sul serio. Se le dice invece un comico…

spero di sì.

Wake up people!

E’ un nuovo giorno.

21/04/2012 Posted by | Uncategorized | , , , , , , , , , , , , , , , , , | 3 commenti

Scie di aereo nel cielo di Rozzano

Le immagini di questo video sono state girate sabato 25 febbraio 2012 dal balcone di casa mia, tra le 15.35 e le 15.43. 8 minuti totali, durante i quali ho contato 5 aerei visibili con relativa scia di condensazione.

Quando ero adolescente fu la prima volta che le notai: era intorno agli anni 90, e all’epoca erano fenomeni rari, tanto che c’era l’usanza che il primo che ne vedesse una, dicesse “una scia, qualcuno mi pensa”… e il secondo (che mai ho capito perchè, visto che era avvantaggiato dal suggerimento precedente) seguiva a ruota “qualcuno mi ama!”. Oggi, pare che affetto e amore prolifichino alquanto.

Mi piacerebbe che qualcuno che si intendesse di aerei, mi aiutasse a capire il modello dei due aerei “zoomati”: ognuno poi può credere a quello che vuole, ma a me sembra strano l’aumento di questi fenomeni. Vanno studiati: in ogni caso sono un sintomo di un problema. Se sono più frequenti, significa che le condizioni della nostra atmosfera sono comunque mutate, e analizzarne i motivi è sempre utile per trovare soluzioni. E poi qualche tempo fa qualcuno mi accennò qualcosa relativamente ai “corridoi aerei”, rigide rotte, soprattutto sulle città…

Grazie in anticipo

06/03/2012 Posted by | Uncategorized | , , , , , , , , , | Lascia un commento

Il rifiuto è vita – e poi?

Ma come?!? Sono passate tre settimane dall’evento tanto partecipato “Il rifiuto è vita”, e nessuno domanda come sia andata? Che cosa ne sia stato?
Ebbene, a parte qualche problema tecnico (i nostri server sono costantemente sotto pressione e ogni tanto fondono…), abbiamo partorito finalmente un resoconto, con tanto di testimonianza video (che ci fa domandare se a volte non sarebbe meglio che i computer “fusi” tali rimangano…) 😉

Ci siamo mobilitati su 8 zone di Milano: decine di attivisti hanno attratto centinaia di persone ai vari gazebo, distribuendo materiale informativo e spiegando un altro mondo, veramente possibile. Diamine, ne siamo la testimonianza vivente!

La risposta della gente è stata commovente. Moltissimi cittadini ci hanno portato i propri “rifiuti”, chi scaricandoli al volo da un’auto, chi infilandoli in una vecchia valigia poi lasciata a noi… il più evoluto sì é presentato con bici modificata, doppio baby seggiolino e portaborse laterali!! Altri ci hanno telefonato chiedendo persino il “ritiro” a domicilio.. Due giornate intense, che hanno portato a riempire 179 sacchi e 23 cartoni, uno più, uno meno, divisi poi in base alle richieste/indicazioni ricevute, tra City Angels e Pane Quotidiano.

Considerando una media di 10kg a collo, abbiamo fatto circolare 2 tonnellate di materiale vario, altrimenti destinato a discariche o inceneritori.
Nell’era della ricchezza misurata sui flussi di denaro, del fantomatico PIL, un manipolo di squattrinati si è divertito a creare ricchezza, senza muovere praticamente un centesimo: dal nulla. Alberi per fare libri, cotone e lana per gli indumenti, petrolio per plastiche e nylon, minatori per i metalli… Ancora combustibile per i trasporti… Quanta energia è stata utilizzata, “investita”, per creare le nostre 2 tonnellate? Quanta aria, acqua, abbiamo inquinato lungo questo percorso? Impossibile calcolarlo, ma si può facilmente indovinare non si tratti di dettagli di poco conto. Basti pensare a una maglietta cinese quanti chilometri debba percorrere solo per essere venduta e indossata. E poi incenerita.

Con un po’ di buona volontà, la tiritera della decrescita entrerà a fare parte delle nostre vite: il weekend del 3 e 4 dicembre centinaia di persone hanno interagito al fine di trasferire merce inutilizzata, creando una rete sociale, dove ognuno ha tratto vantaggio, beneficio. Chi “spirituale”, come la leggerezza d’animo dopo una buona azione, o, perchè no, il sollievo per aver finalmente sgomberato un armadio, e chi “fisico”, come una coperta e un maglione indispensabili in queste notti gelide per un senzatetto.

Questa interazione/rete sociale è la vera ricchezza. Lavoreremo per svilupparla il più possibile, dal basso, fino a farla coincidere, un giorno, con il Popolo Sovrano.

Un sentito ringraziamento a tutti coloro che hanno contribuito al successo di questa iniziativa e ai City Angels e il Pane Quotidiano per il loro costante e perseverante impegno nell’aiutare la gente più in difficoltà.

23/12/2011 Posted by | Economia, Mafie, Politica, Territorio, Uncategorized | , , , , , , , , , , , , , , , | Lascia un commento

Amministrazioni, ambiente e salute

Un giorno come tanti, dove va in scena la democrazia.

La democrazia del dialogo, del confronto, quella che affronta i temi seri e cari ai cittadini, ai loro affetti.

In questo giorno come tanti, la soglia dei valori inquinanti è oltre i limiti consentiti per legge… già come se ci fossero dei limiti a cui sottomettere la natura… come se fosse possibile che una nanoparticella o una micropolvere di un qualche metallo pesante, resosi conto per infusione divina di essere al di sotto dei limiti previsti per legge, davanti a un bell’alveolo di un bel bimbo in un parco, mettesse le ali e volasse via lontano da quel polmone, in attesa che altri compagni arrivino e innalzino il livello di allarme e tornare a sguazzare ovunque felici.

Come se la Natura, non avesse le sue leggi.
Limiti o non limiti, i dati parlano chiaro: la salute di tutti è a rischio.

Queste amministrazioni, in questa pseudopolitica, non sono in grado di comprenderne i rischi, e l’opportunità di vero cambiamento che abbiamo davanti, è evidente.
Noi insisteremo, perchè siamo sempre e comunque, prima di tutto, cittadini.
Loro non molleranno mai?
Noi neppure

E voi? Vi rassegnate?

29/11/2011 Posted by | Uncategorized | , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , | Lascia un commento

Arrivederci, Guido

Guido De Filippo, segretario nazionale della LAC, Lega Abolizione Caccia, è venuto a mancare. Lo avevamo intervistato meno di un mese fa, per cercare di sfondare il muro di indifferenza nei confronti di un problema che riguarda tutti, ovvero la salvaguardia del nostro habitat e la difesa di quelle poche norme che tutelano per davvero un bene comune: la fauna selvatica. http://www.beppegrillo.it/listeciviche/liste/milano/2011/10/caccia-inquietante-anomalia-in-lombardia-ancora.html

Mi stringo nel cordoglio di familiari e amici. Aveva 50 anni.

Ciao Guido.

05/11/2011 Posted by | Uncategorized | , , , , , , , , , | Lascia un commento

Allarme diossina – inceneritori Forlì

Dopo l’allarme dato a livello regionale con il servizio del tg3 qui sopra, parte integrante di un post precedente, cosa è successo? Quali sono le azioni intraprese per verificare e risolvere l’anomalia, fare rientrare l’allarme sanitario? Medici, dottori, ricercatori, donano volontariamente il loro tempo per proteggere il diritto alla salute di ogni essere vivente, coadiuvando le attività svolte dagli enti proposti a tali fini (ma oberati da una pessima legislazione e una superficiale “dirigenza”), rinunciando a molte di quelle “comodità” che tutti conosciamo bene: tornare casa dopo una giornata di lavoro fatta di 7/9 ore, mangiare, e sbatterci sul divano a trangugiare falsi stereotipi televisivi. E’ così che poi gli enti preposti alla tutela dell’ambiente e della salute riescono a evitare scomode conseguenze: qualcuno lancia l’allarme, e gli enti “rassicurano”… “è tutto a posto, tutto sotto controllo, ma grazie, verificheremo comunque” …come già facevano prima… (come in tanti altri casi, vedi il terremoto di L’Aquila, o Fukushima…). Poi, basta: nessun altro ne parla. Ufficialmente. Le televisioni tacciono rassicurate da quegli enti che sprizzano moralità da ogni poro, seppur con tutte le poltrone di comando distribuite politicamente. I giornali, seguono a ruota…

E allora l’informazione la facciamo noi.

Qui di seguito copio e incollo il comunicato stampa Arpa-Ausl di Forlì, emesso dopo i fatti in questione. E siccome son simpatico, subito dopo il comunicato Arpa-Ausl, copio e incollo il comunicato stampa ISDE in risposta. Leggete e fatevi un’idea… si parla solo delle nostre vite, in fondo: in premio a una lotta di comunicati e carte bollate, quando ci vorrebbe solo il buon senso.

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COMUNICATO STAMPA/NOTIZIE

 Agli organi d’informazione

 Prot. N.073 MD/2011 Forlì, 22/04/2011

  COMUNICATO STAMPA ARPA-AUSL FORLI’

Arpa e Ausl Forlì: i livelli di diossina analizzati nell’ambiente e negli alimenti forlivesi – sia con le attività istituzionali sia tramite i progetti specifici come Moniter – rientrano ampiamente all’interno dei limiti normativi previsti. Si conferma l’impegno per ulteriori approfondimenti a tutela dell’ambiente e della salute.

L’indagine condotta da ISDE per la ricerca di diossine in matrici alimentari (polli, uova, latte materno) in zone del territorio forlivese collocate in prossimità degli inceneritori ha destato comprensibilmente l’attenzione e la preoccupazione dei media e dell’opinione pubblica.

Arpa a Ausl di Forlì ritengono indispensabile sintetizzare le conoscenze prodotte nell’ambito delle rispettive attività, peraltro già pubbliche,e condividere alcune riflessioni in merito.

La problematica diossina, in ambito scientifico ben dibattuta, è all’attenzione da tempo delle istituzioni che si occupano di ambiente e salute. E’ infatti dal territorio forlivese che è partito il primo studio regionale di sorveglianza dello stato di salute della popolazione esposta ad inceneritori, evolutosi poi nello studio regionale Moniter: già in questo primo studio sono stati analizzati campioni di terreno prelevati nei punti di minima e massima ricaduta i cui valori, per quanto riguarda diossine e sostanze simili, sono risultati analoghi a quelli riscontrati in terreni di aree rurali in diversi paesi europei.

L’attività di controllo sui fumi al camino dell’inceneritore di rifiuti urbani, regolarmente svolta da Arpa di Forlì-Cesena secondo le prescrizioni dell’Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA), non ha evidenziato, per quanto riguarda diossine e furani, superamenti dei limiti previsti in autorizzazione (più bassi di quelli stabiliti dalle normative vigenti). In particolare i controlli hanno evidenziato valori compresi fra 0,002 e 0,003 nanogrammi al metro cubo (circa quaranta volte sotto il limite di legge). Analogamente per l’inceneritore per rifiuti sanitari di Mengozzi, non si evidenziano superamenti dei limiti autorizzati a camino; nel 2010 il dato relativo alle diossine è di 0,0023 nanogrammi al metro cubo (ancora circa quaranta volte meno del limite di legge). Sulla base dell’autorizzazione all’esercizio dei due inceneritori, Arpa svolge anche il monitoraggio della qualità dell’aria nel punto di massima ricaduta al suolo. I valori di diossine riscontrati in queste analisi sono dello stesso ordine di grandezza di quelli rilevati dalla stessa Arpa in altre aree del territorio forlivese, non prossime agli inceneritori.

Il progetto Moniter ha confermato, attraverso le analisi delle emissioni, come le modifiche impiantistiche che hanno interessato negli ultimi anni gli inceneritori di rifiuti urbani abbiano ridotto enormemente le emissioni di diossine e furani nell’ambiente. Data la persistenza nell’ambiente di queste sostanze, la loro eventuale presenza nel terreno e quindi nella catena alimentare va quindi ricondotta a inceneritori nelle configurazioni impiantistiche del passato oppure ad altre sorgenti.

Per quanto riguarda l’esposizione per via alimentare, il controllo di residui di diossine e PCB è garantito nell’ambito del “Piano nazionale residui” che monitora, per la tutela del consumatore, la presenza degli inquinanti ambientali nelle produzioni animali; gli allevamenti su ampia scala sono peraltro controllati anche sotto il profilo dell’alimentazione animale.

Da anni la Regione Emilia-Romagna integra il Piano nazionale con un Piano regionale finalizzato al controllo dei residui nelle produzioni tipiche regionali. Dal 2007 particolare attenzione è stata posta a diossine e PCB (policlorobifenili) e altri microinquinanti organici persistenti. I campioni analizzati riguardano prodotti alimentari presenti in commercio ma anche campioni di alimenti destinati all’autoconsumo, analizzando uova e carni provenienti da piccoli allevamenti rurali. Complessivamente, nel biennio 2009-2010, nel forlivese, sono stati analizzati 24 campioni di varie matrici (uova, carne di pollame, carne bovina e suina, latte bovino e olio). Tutti gli esiti analitici sono stati negativi eccetto un campione di uova destinato all’autoconsumo prodotto in un allevamento familiare poi riconosciuto come non correttamente gestito. Il Piano 2011 ha incrementato i campioni in allevamenti rurali: ad oggi sono disponibili i risultati di 8 analisi, tutte negative, e riguardanti campioni prelevati a una distanza variabile da 3 a 8 km dagli inceneritori di Forlì.

 Il monitoraggio ambientale e la sorveglianza della salute restano un impegno costante delle Istituzioni che raccolgono e valutano anche sollecitazioni, come quella dell’indagine ISDE, che – pure nella limitatezza del numero dei campioni raccolti – suggerisce spunti per ulteriori approfondimenti.

 Arpa e Ausl di Forlì

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COMUNICATO STAMPA – ISDE

In relazione al comunicato congiunto AUSL ed ARPA ieri diffuso circa la ricerca di diossine in alimenti promossa dall’ISDE, apprezziamo innanzi tutto che la pur limitata indagine da noi condotta sia stata considerata uno stimolo per ulteriori approfondimenti, come viene affermato nelle conclusioni del comunicato stesso.

Non abbiamo mai pensato di sostituirci alle Istituzioni preposte alla tutela della salute umana e dell’ambiente: con la nostra indagine abbiamo voluto piuttosto  sollecitare l’estensione della ricerca delle diossine alle  matrici biologiche (accumulatori per eccellenza di tali sostanze) esposte alla ricaduta delle emissioni  di impianti che ne sono una sorgente indiscutibile, ovvero i due inceneritori di Forlì in funzione da circa 40 anni.

Ricordiamo che l’area circostante i due impianti – per un raggio di 3,5 km – è stata oggetto di uno studio epidemiologico condotto per esposizione a metalli pesanti (presi come marker delle emissioni degli inceneritori)  da cui sono emersi  rilevanti rischi per la salute umana  crescenti con i livelli di esposizione stimati sulla base di un modello di ricaduta.

Non va dimenticato che fu  proprio sulla base di questi risultati che la Federazione Regionale degli Ordini dei Medici dell’Emilia Romagna nel 2007 chiese una moratoria su nuovi insediamenti o  ampliamenti di inceneritori e che la Regione Emilia Romagna dette avvio allo studio Moniter.

Sicuramente – come affermato nel comunicato di ARPA ed AUSL – la presenza di contaminanti persistenti e pericolosi quali le diossine, è da far risalire ad emissioni che si sono accumulate nel tempo in un territorio in cui gli inceneritori ne hanno rappresentato una fonte indiscutibile: non risultano infatti presenti altri insediamenti industriali di particolare rilievo  per quanto riguarda le emissioni di tali sostanze.

I risultati da noi ottenuti, pur essendo certamente limitati, sono a nostro avviso indicativi  in quanto coerenti con il modello di ricaduta delle emissioni utilizzato per lo studio epidemiologico più sopra citato. Essi  sembrerebbero  rendere ragione della prescrizione a suo tempo data dal Dipartimento di Prevenzione dell’ AUSL di Forlì  nel corso della   procedura autorizzativa per il raddoppio dell’inceneritore di rifiuti urbani: l’ampliamento da 60.000 a 120.000 tonnellate poteva avere luogo se il flusso di massa degli inquinanti emessi fosse rimasto invariato, dal momento che il territorio risultava già sottoposto a pesante contaminazione ambientale e non poteva quindi sopportare ulteriori aggravi.

Non venendo garantito il rispetto di questa prescrizione, essa fu superata con l’innalzamento del camino e l’aumento della velocità di espulsione dei fumi al fine di diminuire le concentrazioni degli inquinanti al suolo. Non ci sembra che un simile  accorgimento possa essere considerato adeguato per  la tutela della salute, specie se ci troviamo all’interno della Pianura Padana ( uno dei territori più inquinati del Pianeta, ma anche a spiccata vocazione agricola) in cui il ristagno dell’aria è costante; è ovvio che così facendo ci si  limita  a distribuire le sostanze tossiche su una superficie più ampia e si aumenta il numero dei soggetti esposti a contaminazione alimentare.

Se il territorio circostante gli impianti è veramente contaminato da diossine in misura tale da compromettere la sicurezza di prodotti alimentare locali – come suggeriscono i risultati delle nostre analisi – come è ammissibile che si possano ritenere ininfluenti le ulteriori emissioni che provengono da impianti evitabili quali gli inceneritori?

  Venendo poi alle rassicurazioni fornite, saremmo più tranquilli se  AUSL ed ARPA fornissero esaurienti risposte ai seguenti quesiti:

 1)      Quanti dei  24 campioni analizzati nel biennio 2009-2011 riguardavano animali allevati all’aperto e alimentati con mangimi di provenienza locale?

2)      Fra questi ultimi, quanti erano allevati entro l’area di 3,5 km di raggio intorno agli inceneritori di Forlì  e come erano collocati rispetto alla mappa di dispersione utilizzata nello studio epidemiologico sopra citato?

3)      Le 8 analisi effettuate nel 2011 sono esaustive di tutti i controlli eseguiti nel corso di questo anno?

4)      Visto che si afferma che i prelievi sono stati effettuati fra 3 ed 8 km dagli impianti, quanti sono e come sono georeferenziati rispetto alla mappa di ricaduta quelli compresi fra i 3 ed i 3,5 km? Anche le nostre uova a 3,8 km, direzione sud-sud est, sono risultate nei limiti di legge!

5)      Sono stati previsti campioni a distanza più ravvicinata rispetto  agli inceneritori e soprattutto collocati nel livello di massima esposizione individuato secondo la mappa di ricaduta utilizzata nello studio di cui sopra?

 Inoltre, per quanto riguarda tanto  le analisi a camino quanto quelle nel punto di massima ricaduta al suolo effettuate da ARPA, vorremmo sapere quale è la strumentazione utilizzata e con quale accreditamento,  dal momento che ricordiamo le dichiarazioni pubblicate sulla stampa dell’allora direttore dell’ARPA di Forlì , Dott. Franco Scarponi, che molto candidamente ammetteva che ARPA non era in grado di effettuare analisi per le diossine.

Cosa è  cambiato rispetto ad allora?

 Vorremmo infine richiamare che il Servizio Sanitario Nazionale  ha fra le proprie  finalità, come  risulta dall’art.2 della sua legge istitutiva:“… la prevenzione delle malattie e degli infortuni in ogni ambito di vita e di lavoro; ….la promozione e la salvaguardia della salubrità e dell’igiene dell’ambiente naturale di vita e di lavoro”.

Pertanto la “sorveglianza della salute” rappresenta   solo una parte del mandato istituzionale dell’ AUSL e  dovrebbe essere esercitata nell’ottica della prevenzione delle malattie,  in primo luogo con la Prevenzione Primaria, ovvero con  la riduzione dell’esposizione delle persone agli agenti nocivi, specie se provenienti da attività concretamente evitabili come l’incenerimento dei rifiuti.

Auspichiamo  che dalle indicazioni emerse anche grazie alle nostre indagini, prenda  avvio  un approfondimento ancora più puntuale circa la presenza di contaminanti nelle matrici biologiche, incluso il latte materno –  indicatore ideale dell’ inquinamento  – e degli effetti che tutto questo comporta sulla salute in particolare dell’infanzia.

Riteniamo  indifferibile l’esigenza di passare dalla parole ai fatti riducendo l’esposizione della  nostra popolazione ad inquinanti pericolosi e persistenti, provenienti da impianti del tutto superflui come gli inceneritori.

 ISDE Forlì

Forlì 23 Aprile 2011

24/04/2011 Posted by | behdiritti, behinceneritori, behsalute | , , , , , , | 2 commenti

Inceneritori o termovalorizzatori?

Siamo seri, per carità. I termovalorizzatori non esistono, parlando di rifiuti. Esistono calcoli, studi, documenti, che attestano che bruciando un rifiuto, in realtà abbiamo consumato più energia di quanta ne ricaviamo dalla combustione, contando gli innumerevoli processi di lavorazione dei singoli “prodotti” immessi nei forni. Quindi, per quale motivo dobbiamo incenerire ciò che costruiamo con tanta fatica?

E’ tempo di mettere da parte la falsa politica di parole fini solo al proprio portafoglio e narcisismo, e cominciare a capire che il futuro è fatto di ricerca: di nuovi materiali da poter riutilizzare, mentre ci impegniamo a dividere gli “scarti di lavorazione” che oggi chiamiamo rifiuti, ma che sono già in quasi tutti i casi, nuova “materia prima”  per nuove lavorazioni e nuovi prodotti, senza distruggere (trasformare) nulla. Sì perchè a incenerire, nulla si distrugge, tutto si trasforma.

Per ogni tonnellata di rifiuti, ci vuole un’altra tonnellata di materiali (acqua e calce, bicarbonato, etc…) per favorirne la combustione.

Per ogni tonnellata di rifiuti, restano 300Kg di ceneri, considerate tra i rifiuti più tossici in circolazione, da destinare a “discariche speciali” (o magari nella rotonda sotto casa vostra).

Mancano 1.700kg all’appello. Su una tonnellata, restano comunque rifiuti per il 30% del totale, quando ci sono comuni che hanno superato l’80%… risparmiando sulla tassa rifiuti, creando lavoro, senza bruciare 2 tonnellate di “materia” e quindi guadagnando in qualità di vita

Tutto si trasforma. La maggior parte dei 1.700Kg diventa vapore acqueo. Il resto?

Lo avete visto nel video

Lo mangiamo. Lo respiriamo.

Una soluzione c’è: 5R

– Riciclo

– Recupero

– Riduzione

– Riutilizzo

– RICERCA

Un ringraziamento ai medici ISDE e alla D.ssa Gentilini per il lavoro che svolgono con sacrificio e umiltà

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IL RESTO DEL CARLINO 20 APRILE

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22/04/2011 Posted by | behinceneritori, behsalute, Uncategorized | , , , , , , , | 1 commento