Schumyno

Cittadino libero e in movimento

Parlamentarie M5S: riflessioni sulla gente in MoVimento

Dopo tanti anni, lo sai che devi fare un video di presentazione: non era il primo, per me. Questa volta però avevo deciso di arricchirlo, pensando fosse carino unire alle parole anche qualche esempio di esperienze vissute in passato.

Non lo avessi mai fatto: sono entrato nel loop della ricerca e dei ricordi. Non ricordavo di aver girato così tanti video… non ricordavo tutto quel materiale: dopo giornate di lavoro continuava a essere troppo per starci tutto in un unico filmato, così salvai il tutto per poi creare il video breve che ho pubblicato, promettendomi di farne una seconda versione “integrale”, con calma. Questa.

https://www.youtube.com/watch?v=pme8_0WmnRc&feature=youtu.be

Click per vedere il video

Un momento di riflessione profonda: il video porta con se nostalgia, affetto, sorrisi, tristezza, amicizia, e soprattutto la consapevolezza che tutto continua a scorrere e che si possa gestire la direzione del proprio fluire. Amici cari mi/ci hanno lasciato, alcuni in modo irreversibile lasciando vuoti enormi e un debito morale nei confronti, altri per loro scelta, lasciando altri vuoti, certo minori, ma pur sempre pesanti.

E’ stato un piacere rivivere tanti momenti passati con così tante persone intente tutte a convogliare le nostre energie per un bene più grande di noi singoli.

Sono certo che le nostre energie potranno solo aumentare, prendendo consapevolezza dell’importanza della collaborazione per la costruzione di un bene sociale e collettivo superiore.

 

 

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15/01/2018 Posted by | Informazione, Politica, Uncategorized | , , , , | Lascia un commento

Sacchetti biodegradabili: truffa semantica, economica e ambientale

Sacchetti Biodegradabili

Premessa: non guardando Tv e schifando la carta stampata, potrebbe essere io mi sia fatto una idea sbagliata seguendo in rete il discorso “sacchetti biodegradabili obbligatori per legge”.

In rete ho visto una sommossa contro lo sgarro del sacchetto obbligatoriamente a pagamento, che ha visto una forte contrapposizione tra anime “ambientaliste” che hanno festeggiato con un “finalmente qualcosa per l’ambiente”. Un putiferio di reazioni, da chi mette una etichetta per ogni frutto, a chi è contento, a chi impreca per dei 5/6/700 euro in più “a famiglia” all’anno.

Partiamo dalla “truffa economica”. Il costo del sacchetto. Non vorrei sconvolgere la vita di nessuno, ma lo avete sempre pagato. Non serve una laurea in economia, né un diploma in ragioniere: basta una 5a elementare ad un ortolano per capire che se compra i sacchetti per imballare la frutta che vende, deve coprirne i costi, così come copre i quelli “fiscali”, il carburante, l’affitto, il camion e persino le vacanze e la tredicesima, se lavora bene. Uguale la grande distribuzione: prima li prendevate “gratis”? Ma davvero ci credete? Il costo è sempre stato implicito, nel prodotto.

Truffa ambientale, e semantica, viaggiano insieme. Non ci volevo credere, all’inizio: lo trovavo assurdo, impensabile, troppo evidente e palese… Sacchetti biodegradabili, per tutelare l’ambiente: compostabili!!! ovvero, li puoi mettere nel tuo compost, e farne terriccio per le tue piante, per i tuoi pomodori!! …peccato poi che scopri che questi sacchetti a pagamento, approvati con questa legge, sono “biodegradabili” con un minimo del 40%. Sì, assurdo, per legge questi sacchetti BIOdegradabili e COMPOSTabili devono avere “almeno il 40% di materia prima biodegradabile. Lo ripeto: 40%, BIO-COMPOST.

E il resto???

<<“Bello il tuo orto, va che pomodori!!” – “Ti piacciono? Ho usato il compost con il 60% di materie plastiche: non marciscono mai!”>>.

Ricapitolando hanno:

  • hanno abolito per legge dei sacchetti di plastica che comunque pagavi (come costi inclusi nel prezzo di vendita) che una volta svuotati potevi riutilizzare per raccogliere la frazione secca oppure RICICLARLI nella plastica
  • imposto per legge tassa e sacchetti contenenti plastiche, favorendo una sola azienda che ne possiede il brevetto, che mai e poi MAI UTILIZZEREI PER COLTIVARE IL MIO CIBO, impossibili da RICICLARE.

Giornali, TV e Popolo (a quanto pare dai titoli trovati in rete e leggendo svariati commenti) si sono concentrati sulla diatriba “giusto pagare per salvaguardare l’ambiente?”: un classico esempio di disinformazione e distrazione dell’attenzione, fare passare per “ambientalista” un sacchetto biodegradabile al 40% che non puoi riciclare come plastica, né come compost. Esistono da sempre i sacchetti di carta, e oggi sacchetti e confezioni 100% materiale biologico.

Non fatevi mettere nel “sacco” (di plastica)

11/01/2018 Posted by | Uncategorized | Lascia un commento