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Sovranità, Costituzione, Libero Mercato: cosa c’entrano con TISA / TTIP? NIENTE!

Nel marzo 2013, il Parlamento Europeo conferisce mandato alla Commissione Europea per l’Agricoltura, al fine di negoziare l’accordo multilaterale sugli scambi di servizi, il TISA, per conto del Parlamento Europeo stesso.
Per l’Italia è Mario Catania (allora Ministro dell’Agricoltura italiana nel discusso quanto devastante governo di Mario Monti, da sempre al servizio dell’alta finanza) a dare il via libera al TISA (durante una seduta della commissione il cui Ordine del Giorno trattava prima di riforma dell’agricoltura, poi pesce e embargo russo della patata, e solo tra gli “other items approved” – varie ed eventuali – il Trattato in questione). Un mese dopo l’uomo della Trilaterale che detronizzò a colpi di rating e spread un (pessimo) Presidente del Consiglio “eletto”, lasciò la mano a #Letta, sua fotocopia che si trascina fino ai giorni nostri.

Oggi il vaso di Pandora è stato parzialmente scoperchiato: difatti il 19/6/2014 Assange tramite WikiLeaks diffonde uno stralcio del testo segreto oggetto della trattativa, che riguarderebbe il 70% del mercato dei servizi mondiali. Il condizionale è d’obbligo appurato che i testi sono segreti e non se ne è mai data alcuna rilevanza mediatica. A sua volta il TISA nascerebbe dal GATS: un altro trattato, sottoscritto nel 1995 dal Presidente Scalfaro su autorizzazione parlamentare, sotto il Governo Berlusconi e con Antonio Martino agli Affari Esteri (P2-ista figlio “d’arte nobile” nonché figlio dell’ex ministro Gaetano, promotore dell’Unione Europea), dopo una serie di trattazioni e accordi chiamati Uruguay Round, con relativa e contestuale creazione del WTO (World Trade Organisation). Accordi sempre ratificati in qualche modo dallo Stato italiano senza approfondimenti, contraddittori e diffusione sui media pubblici. Lo stesso sito della UE non scende in alcun dettaglio operativo, giustificandone la segretezza con le complesse trattative tra gli stati partecipanti e evitando abilmente risposte dirette e chiare, tergiversando in politichese ormai noto.
Soffermiamoci un attimo sul GATS: è oltremodo interessante lo scenario in cui questa firma è avvenuta, che delinea analogie raccapriccianti con molteplici altri casi per una Democrazia:
– il Trattato di Maastricht fu firmato il 7 febbraio 1992, con Cossiga Presidente della Repubblica. La X Legislatura era però scaduta il 2 febbraio: il Governo Andreotti VII, vicepresidente Martelli e De Michelis agli esteri, e Cossiga Presidente della Repubblica lo firmarono comunque: da notare che il 17 febbraio 1992 venne arrestato Mario Chiesa… cominciò “Mani Pulite”. Trattato che divenne poi legge il 3 novembre 1992, n.454, sotto un Governo Amato e il nuovo Presidente Oscar Luigi Scalfaro, chiudendo la Prima Repubblica. Un trattato che pochissimi conoscono, che la stessa UE e/o Governo Italiano non mettono a disposizione dei “curiosi” in lingua italiana, ma solo in inglese

http://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:1992-11-03;454@originale

Questi accordi sono palesemente contro i principi della Carta Costituzionale. Carta che i nostri politici, vorrebbero cambiare a loro favore con una maggioranza rubata e (parzialmente) incostituzionale.
Il MoVimento 5 Stelle intervenne nel merito con una interrogazione, che volutamente non si addentrò nei vari codici di diritto, interpretazioni e consuetudini, per ribadire l’importanza e la bellezza della nostra stessa Carta Costituzionale, che politici nominati e non eletti stanno straziando da decenni, con azioni e atti al limite dell’illegale, sicuramente già ora oltre una sana etica. Costituzione oggi sotto pesante attacco da parte di un “non eletto” dittatorello che a colpi di decreti, fiducie e ricatti, sta svendendo la poca Sovranità rimasta del nostro Paese

Non esiste un mercato libero, se non c’è libero scambio di informazioni: il TISA (come il TTIP e similari) è un accordo segreto per i 5 anni successivi alla sua firma finale. Firma che verrà posta da persone fisiche, in carne ed ossa, palesemente legate a lobbies e massonerie di ogni tipo, amministratori e consiglieri di centinaia di realtà “produttive” diverse, se non direttamente banchieri: e il singolo ignaro cittadino contribuente e (una volta) risparmiatore, continua a pagare, sempre più spesso con la salute se non con la vita. Accordi internazionali che hanno valenza giuridica, al contrario di quelli sottoscritti come Comunità Europea.

Interrogazione TISA M5S

18/02/2015 Posted by | Economia, Uncategorized | , , , , , , , , , , , , , | Lascia un commento

BCE e Economia for Dummies: ovvero come i CDA di banche private governino l’Europa.

Con qualche mese di ritardo, pubblico un pezzo scritto a settembre 2014… era rimasto lì in attesa di sviluppi, poi dimenticato, superato da altre tali assurdità… Al peggio non c’è mai fine, sembra. Buona lettura, e fate mente locale al gran successo della successiva supermagnificientifica operazione di Quantitative Easing dell’onnipresente governatore d’Europa Draghi…

<<Un ONOREVOLE del PD, ha chiesto al Ministero dell’Economia e delle Finanze, in tema di nuove Cartolarizzazioni:
– quale sia il giudizio sull’approccio della BCE imperniato sull’acquisto di strumenti cartolarizzati per favorire l’accesso al credito;
– quali siano al riguardo le eventuali necessità di intervento sulla legislazione comunitaria e nazionale;
– quale sia il possibile impatto indesiderato sulla domanda dei titoli pubblici e come eventualmente contrastarlo.

Al di là dei tre quesiti che sembrano tanto concordati quanto imbarazzanti, quella che si è svelata davvero sorprendente è stata la risposta per iscritto del MEF (Ministero Economia e Finanze), della quale riportiamo alcuni stralci (qui testo originale)

“Il Consiglio direttivo della BCE ha desiso di procedere all’acquisto di un ampio portafoglio di titoli, semplici e trasparenti”(*), emessi a seguito della cartolarizzazione di crediti verso il settore privato non finanziario dell’area dell’euro nell’ambito di un programma di acquisto di attività cartolarizzate (ABS)”

“Il programma di acquisto di titoli ABS … unitamente alle operazioni mirate di rifinanziamento a più lungo termine (TLTRO) decise in giugno, contribuiranno anche a migliorare il funzionamento del meccanismo di trasmissione della politica monetaria”

“Il programma di acquisto di titoli ABS da parte della BCE mira a sostituire nell’attivo dei bilanci delle banche prestiti alle famiglie e alle imprese con riserve di Banca centrale, incoraggiando, tramite questo canale, l’erogazione di nuovi finanziamenti all’economia”

In “riferimento alla diminuzione degli investimenti”, il MEF “fa presente che essa non è determinata in maniera esclusiva o addirittura prevalente dalle difficoltà di accesso al credito, ma vi sono altri importanti fattori…”. Tra questi indica “ad esempio l’incertezza macro-economica e la scarsa profittabilità attesa degli investimenti, nonché l’esistenza rigidità strutturali che minano il buon funzionamento del mercato”

“Gli sforzi per facilitare l’accesso al credito sono … componente necessaria, ma non sufficiente per contribuire al rilancio degli investimenti … Sotto questa prospettiva va inquadrato il giudizio sugli strumenti che la BCE intende utilizzare nei prossimi mesi al fine di contrastare la difficoltà di accesso al credito attraverso la circolazione di strumenti finanziari che permettono di smobilizzare crediti e liberare risorse per nuovi investimenti”.

“Tale giudizio è …comunque sicuramente positivo perchè, a seguito della crisi finanziaria globale, il sistema bancario ha avviato un doloroso processo di riduzione degli attivi (deleveraging) per far fronte alla necessità di coprire adeguatamente i rischi in cui incorre ed evitare che nel futuro si abbiano a ripetere crisi come quella sperimentata in cui, in molti paesi, il denaro dei contribuenti è stato necessario per impedire il collasso del sistema bancario e finanziario…”

Cercando di tradurre in parole comprensibili il politichese economico, partendo dal fondo, si può semplificare a mio avviso come segue:

Dopo la crisi finanziaria globale (ovviamente ancora in corso) causata dagli Enti finanziari privati (che hanno sopravvalutato i propri bilanci ricorrendo a gonfiare i propri attivi comprando strumenti finanziari assurdi, rischiosi, incontrollati, con un alto rendimento ma privi o quasi di valore in termine di capitale – in altra parola “derivati”) e averne quindi distribuito gli utili (bonus, dividendi, premi e quant’altro) a favore prevalentemente di una classe dirigente tanto avida quanto incompetente, con il terrore scatenato dai media questi Enti finanziari hanno ottenuto il ripianamento dei loro debiti a spese della collettività, ricevendo nuovo denaro creato a nostro debito. Già è abbastanza assurdo che, oltre alle perdite dei risparmi di piccoli/medi investitori, gli utili azionari, gli stipendi e bonus e buonuscite manageriali del settore creditizio siano alla fine addebitate al pubblico (per le banche che hanno ricevuto stanziamenti), ora aggiungiamo anche i TLTRO (finanziamenti della BCE garantiti) a tassi irrisori, e gli ABS, ovvero l’impacchettamento (cartolarizzazione) e acquisto dei crediti delle aziende e dei privati non finanziari che hanno difficoltà a incassare e quindi carenza di liquidità.
A cosa servono? Sicuramente a fare guadagnare gli istituti di credito/finanziari. Dietro lo spauracchio del fallimento del sistema economico (anche se non si capisce da quando e come, tale sistema sia passato a essere privato e bancario coi soldi pubblici), le stesse hanno ricevuto sotto svariate forme montagne di denaro addebitate al pubblico, e, appunto come dice il MEF stesso, utilizzate per ridurre i rischi di bilancio dovuti ai titoli e strumenti che le banche hanno comprato e sui quali hanno lucrato, salvo ora piangere miseria dopo essersi intascate (e distribuito imediatamente, in barba a ogni principio prudenziale di buon senso) fiumi di denaro. Ricapitolando, dopo la crisi creata dal sistema finanziario, i costi sono stati ribaltati sul debito pubblico mentre i ricavi a menager e investitori privati. Ora, non soddisfatti, in nome di una mancanza di liquidità sostenuta solo dai media e dai governi ormai intrecciati col potere finanziario, partendo da quello Prodi fino a giungere ai ridicoli giorni nostri con la tripletta Monti/Letta/Renzi, le banche dicono che per poter erogare fondi all’economia privata in difficoltà serve nuova creazione di denaro. Cosa c’è di meglio, quindi, del prendere tutti i crediti delle ormai poche aziende private, metterli in una scatola, farsi dare garanzie reali in cambio di un bel tasso di interesse, e venderli alla BCE? Un vero affare, visto che i debiti dei privati sono in maggior parte nei confronti delle banche stesse, che così vedono rientrare i loro prestiti, aumentando quindi le disponibilità liquide. Tutto questo fiume di soldi arriverà sottoforma di nuove erogazioni per la nostra economia? Ne dubita fortemente lo stesso MEF, che parla di “incoraggiamento a” erogare credito, specificando però che non è la mancanza di liquidità a rendere difficili le erogazioni, ma lo scarso rendimento di tali investimenti!
Giustamente, le grandi e medie imprese che fiorivano nel nostro Paese, sono state di fatto già spolpate dal sistema finanziario, ed è inutile la rincorsa a rifinanziare le medio/piccole rimaste, essendo già così destinate presto a soccombere e venire assimilate dalla finanza a prezzi molto più vantaggiosi.

(*) traduzione: quelli con più basso grado di rischio insolvenza>>

…ovviamente si tratta di uno stralcio di “analisi” su uno stralcio degli effetti che il vero problema causa (autodeterminazione e coscienza dei cittadini, sovrani a loro insaputa!)

17/02/2015 Posted by | Casta, Economia, Politica | , , , , , , , , , , , , , | Lascia un commento