Schumyno

Cittadino libero e in movimento

Sciopero, Generale!

La manifestazione di ieri a Milano, mi ha colpito. Non mi aspettavo così tanta gente. Da Palestro vedevo gente ancora in Porta Venezia, mentre l’amico che dovevo raggiungere mi diceva di essere già partiti con il corteo, e di essere in via Bianca Maria: un chilometro e mezzo di serpentone, nella fredda Milano. E’ stata una bella esperienza, ho respirato una bella aria di solidarietà e coesione, una brezza pacifica in una giornata umida. Il mio primo sciopero da lavoratore dipendente.

Ma.

Sì, il “ma” c’è, ed è d’obbligo. La fine del corteo è stata il ritrovo in piazza Duomo, sotto il palco allestito appositamente. Ho seguito da vicino l’organizzazione dell’evento elettorale del M5S in piazza Duomo, e so tempi e costi, per un allestimento del genere: chi ha pagato? con quali fondi? Soprattutto, chi ha dato loro le autorizzazioni (infinite e necessarie: indispensabili!) per avere quell’enorme palco? Non voglio con ciò fare insinuazioni di alcun tipo, ma solo cercare di passare il messaggio, che nelle piccole cose si nascondono i contesti generali, e imparare a riflettere su aspetti che di solito non vengono valutati.

Da quel palco, han parlato in molti: io ho sentito poco. Dopo i primi interventi, in cui si inneggiava alla difesa dell’art.18 e molta retorica, mi sono accorto che l’aria di festa e condivisione, era finita, che il sogno di fratellanza del corteo, si era dissolto. Bandiere di Sel, del PD, che si mischiavano a quelle più contestuali delle sigle sindacali: io mi sarei vergognato. Anzi, ho provato vergogna per loro. Partiti che per decenni hanno prosciugato le risorse del Paese, in primis il PD (e sue origini), con le privatizzazioni dei beni pubblici, svenduti per 30 denari e subito sperperati in mazzette e privilegi a cui partecipano indistintamente tutti, ora inscenano la protesta: se porti i vessilli, ti ci riconosci… anche se sei armato delle migliori intenzioni.

Perchè “inscenano”? Si chiama marketing, mercato, domanda e offerta. Loro (i partiti) ti chiedono il culo tuo e quello di tua moglie: tu scendi in piazza, fai un gran casino, t’incazzi, minacci rivolte… e i politici? Ti dicono “beh, sì, hai ragione, abbiamo esagerato facciamo un passo indietro”. E si prendono solo quello di tua moglie. “beh, meglio a lei che a me, no?”. E’ così che funziona. Hanno inventato le manovre più assurde, gli escamotages più folli , pur di non toccare i beni e i privilegi delle lobbies al potere e trovare i fondi per coprire i buchi che le stesse lobbies hanno creato tra traffici illeciti (o in assenza di trasparenza), corruzioni e evasioni, ma è bastato toccare il mondo del lavoro, e le piazze si sono infiammate per la sua difesa. Ma il lavoro, è prima di tutto un dovere dalla nascita: se non fai qualcosa, non mangi. Se non ti muovi alla ricerca di cibo, muori di fame; se non trovi riparo e ti copri, di freddo. E’ diventato un diritto con la proprietà privata: se non mi dai un lavoro per soddisfare i miei bisogni primari, io mi approprio dei tuoi beni con la forza, tanto non ho nulla da perdere. Oggi ci siamo dimenticati di tutto ciò, e scendiamo nelle piazze a difendere un diritto sacrosanto, quello all’esistenza, ma lo scambiamo per lavoro: lo associamo, ma non sono la stessa cosa. Ma vogliono farci credere che è così.

Già dopo ieri, scommetto che oggi ci saranno stati dietro front, tavoli d’incontro coi sindacati… e il solito “bla bla bla”: “la situazione è dura”, “è un momento in cui il Popolo deve stringersi al tricolore e lottare con sacrificio”… e intanto, pur di non toccare il “lavoro” con una manovra assurda, scenderanno a compromessi toccando il “lavoro” con una manovra solo “pesante”. Tutti contenti: perchè hanno ottenuto qualcosa i sindacati, e contenti son i “padroni” perchè i privilegi son rimasti e perché, di fatto, quella era la manovra iniziale che volevano far passare, ma per poter contrattare avevano alzato il prezzo. Sciacalli.

Generale: perchè questo titolo? Perchè solo se scioperasse un Generale, allora qualcosa potrebbe cambiare. Le manifestazioni come quella di ieri, sono fini a se stesse. Manifestazioni degne di questo nome, le ho viste solo in Val di Susa: lì la gente “manifesta” davvero il suo pensiero, lo rende “pubblico”, “espone” la sua totale contrarietà e avverte: non passerete, non tratteremo, i nostri diritti non li violerete più.

Se ieri avessero scioperato i Generali a comando degli uomini dislocati per il Paese, in primis quelli impegnati a presidiare illegalmente un territorio montano di nostra conoscenza, allora oggi sarebbe stata una giornata di festa, di vittoria. Allora si sarebbe potuto parlare di riforme, vere. Ma non è così: migliaia di uomini e donne di ogni età e ceto sociale, non riescono nonostante il loro manifestare sotto forma di assedio a bloccare un’opera inutile come la Tav, del valore di22Mld di Euro. Possono anche un milione di persone, che in poche ore tornano al loro focolare, pensare di bloccare la deriva di un debito pubblico prossimo ai 2.000mld?

Oggi rimane solo l’amaro in bocca e una sola certezza: mi sento un NoTav e come tale insisterò finchè non l’avrò vinta. Nessuna altra ipotesi.

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07/09/2011 - Posted by | Uncategorized | , , , , , , ,

1 commento »

  1. ieri,leggendo i quotidiani e qualche blog, ho pensato che quando la rivoluzione avrà i caratteri della sobrietà, solo allora sarà vero il cambiamento! Una rivoluzione sobria indicherebbe una grado di civilità elevatissimo, ma partirebbe dai nostri piccoli gesti “ecologici” quotidiani, forse non siamo pronti. Sono pronti da anni i cittadini della Val di Susa, loro vivono un problema concreto che incide sulle loro attuali vite e sulle vite future.
    Ma la confusione di intenzioni e di aspettative, che è insita in manifestazioni come quella di sabato, continua a farmi ricordare il gattopardesco motto..tutto cambi, affinchè nulla cambi….sarà il mio limite quello di non riuscire a pensare di risolvere i problemi del mondo e invece cercare di risolvere i quotidiani problemi.

    Commento di vincenza briscioli | 18/10/2011 | Rispondi


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