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Cittadino libero e in movimento

COMMISSIONE ANTIMAFIA MILANO – INTERVISTA A PINO MASCIARI

Abbiamo ritenuto doveroso richiedere l’opinione in merito alla futura commissione Antimafia milanese a una persona che di malavita organizzata se ne intende: Pino Masciari. Imprenditore calabrese, dal 1997 vive sotto scorta con moglie e due figli. Ha denunciato tutti gli uomini della ‘ndrangheta che hanno tentato di estorcergli il pizzo sugli appalti per opere pubbliche e coloro che hanno cercato poi di ostacolarlo in questo percorso. Un uomo che ha messo in gioco la propria vita e tutto quello che aveva perché nato in una società di diritto e pertanto ha preteso il diritto di vivere secondo principi di onestà. Rispetta le Istituzioni, perché crede nella nostra Costituzione, ma denuncia gli uomini delle Istituzioni, se vengono meno al loro ruolo. Non si definisce eroe, ma semplicemente un “uomo” con la propria dignità. In seguito ai suoi sforzi, alla sua semplice ma tenace coerenza, in molti gli hanno dato sostegno nei modi più disparati: chi ha cambiato il proprio cognome all’anagrafe per aggiungere “Masciari”, chi gli sta dando supporto come “gli Amici di Pino Masciari” (http://www.pinomasciari.it/); il MoVimento 5 Stelle Milano, seguendo l’esempio di intere città, ha presentato settimana scorsa richiesta di Cittadinanza Onoraria con una mozione urgente, per dare un giro di vite alla lotta contro la criminalità di questa metropoli. E’ un semplice gesto, un segnale, che può voler dire molto per chi da anni ha capito la gravità del problema e spera ogni giorno di debellare questo cancro della società, che raggiunge tutti i livelli: quello della politica incluso e in particolar modo, visti i danni a cascata che si ripercuotono sull’intera società, soprattutto quella più disagiata.

L’intervista si è tenuta in occasione dell’evento organizzato dall’associazione Libera (http://www.libera.it) di Giussano “Incontro con il testimone di giustizia Pino Masciari, il 23 settembre scorso. Di seguito i link alla registrazione della serata
Un grazie a tutte quelle persone che ci credono e che permettono la realizzazione di eventi come questo.
La mozione del MoVimento 5 Stelle: Mozione Masciari.pdf
post aggiunto 02/11/11

27/09/2011 Posted by | Uncategorized | , , , , , , , , , , , | Lascia un commento

La casta si chiude a Cozza: sempre più autoreferenziale

E’ così: non c’è più limite alla vergogna. E’ successo lunedì in Consiglio Comunale a Milano: il Cons. Cappato ha presentato una mozione (la n.4) alla deliberazione n.13 relativa al “capitolo Irpef”, volta a impegnare la giunta alla riscossione dei verbali emessi dall’amministrazione comunale a fronte dell’attacchinaggio compulsivo che ha vista vittima la città nello scorso periodo elettorale. Stiamo parlando di una cifra tra i 4 e i 6 milioni di euro: a fronte di nuove tasse e contribuzioni affibbiati ai cittadini, tra addizionali Irpef e aumenti dei biglietti ATM, non sono spiccioli.

Leggi e regolamenti prevedono che le amministrazioni comunali debbano mettere a disposizione dei partiti e dei candidati, degli appositi spazi su appositi impianti dove affiggere gratuitamente i propri manifesti. Entro il 30° giorno antecedente le elezioni, vengono assegnati questi spazi: a ogni partito e/o candidato uno spazio per ogni tipologia impianto (elezione sindaco, consiglieri comunali e di zona, fiancheggiatori). La giunta Moratti ha montato gli impianti 50 giorni prima. La legge elettorale prevede che dal 30° giorno prima delle elezioni si possano usare previa assegnazione, mentre la legge sulla pubblicità esclude gli impianti elettorali dalla sua sfera di competenza. In questo gap di 20 giorni si concentrano molti dei verbali emessi. Ora, al di là dei tecnicismi legali, dei ricorsi e il calcolo delle “virgole” (come il Cons. Gallera che afferma, a ragione, di avere attaccato i suoi manifesti solo sugli impianti elettorali, forse omettendo di dire che gli è stato contestato l’aver coperto spazi altrui sui medesimi), le leggi non sono altro che un “sunto” in parole (con un preciso significato) che racchiudono un ragionamento, una linea, un obiettivo. La legge elettorale è stata così scritta perchè cercava di seguire i Principi Costituzionali relativi alla democrazia e al libero accesso alla politica da parte di tutti i cittadini, e partiti. A ognuno uno spazio, una visibilità, garantita. Chi se lo può permettere, poi, può rivolgersi ai canali pubblicitari ufficiali: ne abbiamo visti di faccioni enormi in giro per la città, anche oltre i termini consentiti.

Quindi, questa legge elettorale va incontro alla pluralità e libertà di espressione e di pensiero: raccogli le firme per la tua lista o partito, ti presenti alle elezioni, ti danno uno spazio per parlare ai cittadini. Spazio gratuito: anche i meno abbienti, possono parteciparvi. Se ci pensate bene, è un motivetto già sentito: ogni volta che si vuole diminuire lo stipendio a un politico, ti rispondono che “non si può, altrimenti a un operaio mica viene in mente di candidarsi… è per garantire “l’accesso” a tutti alla politica”.

Numeri, ora parliamo di numeri. Con i numeri si spiega meglio come giocano a fregare la democrazia.

A Milano noi come M5S avevamo circa 1,500 spazi assegnati distribuiti su tutto il territorio comunale. Abbiamo speso Euro 325,30- per fare 1,500 manifesti. Spese per attacchinaggio? La benzina dei volontari, un paio di secchi di colla e vecchie scope.

Preventivo che abbiamo ricevuto da una ditta specializzata: 100,000 manifesti, con due passaggi al giorno per un mese di attacchinaggio alla modica cifra di Euro 100,000- (centomila).

Altro preventivo: 15,000 manifesti, per una decina di passaggi nel mese, a Euro 6,000.

Domanda: come fa un operaio a sperare di vedere un proprio manifesto nello suo spazio garantito per legge, a queste condizioni? Se ci sono società che garantiscono l’utilizzo di questo numero di manifesti, dove pensano di attaccarli?

Con questa premessa, ora potete affrontare il video seguente: una casta che si chiude a riccio per difendersi dalle insidie esterne: ovvero i cittadini, che vogliono riprendersi la politica. Queste persone non vogliono pagare, non vogliono perdere il loro diritto acquisito di esser migliori di altri pari.

Siccome questa legge non è rispettata dai più grossi partiti, che si intascano centinaia di milioni all’anno di rimborsi elettorali (di soldi dei cittadini), propongono all’unisono di modificarla, rivederla. D’altronde, se così fan tutti, vuol dire che è la legge a essere sbagliata.

 Art. 3 Costituzione Italiana

Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.

È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.

(intervento di Mattia al 6')

Noi ci riconosciamo nei Principi Costituzionali e non accettiamo limiti ai nostri diritti. Non crediamo la legge sia sbagliata: crediamo che 1,500 manifesti per 1,500 spazi sia già uno spreco di carta infinito. Crediamo che rispettare gli spazi altrui sia sintomo di buona educazione, prima di un obbligo.

Una risposta al Cons. Pagliuca (per “istigarvi” a guardare il video): Lei non è Mattia Calise. Lei non era candidato sindaco. Grillo non è Berlusconi. I due candidati principali si narra abbiano speso da 1 a 6 milioni di Euro. L’intera lista ciVica MoVimento 5 Stelle ha speso Euro 9,950.09-. Le interviste e le comparizioni in tv e sul web che recrimina, può richiederle in copia al garante della Par Condicio: rimarrà sorpreso nello scoprire che manco sa chi siamo, o quasi.

Noi non siamo i classici cittadini lobotomizzati dalle televisioni, noi siamo cittadini che ci divertiamo (e ci incazziamo) di più a seguire Voi, che le trasmissioni televisive.

Siamo cittadini, e le cozze preferiamo mangiarle, non mantenerle a vita.

Seguite le dirette del Consiglio Comunale, guardate le registrazioni di quelle passate. Informatevi su come svendono il vostro territorio, su come abusano della vostra assenza dai luoghi di potere.

 http://www.comune.milano.it/dseserver/videoconsiglio/index.html

http://81.29.201.71/newconsiglio/archivio/archivio.aspx

post aggiunto 03/11/11

25/09/2011 Posted by | Uncategorized | , , , , , , , | Lascia un commento

Elena Re consigliere zona 3 – Milano

In occasione del banchetto organizzato in zona 2 per la raccolta firme Zero Privilegi (http://zeroprivilegi.org/), che stoicamente ha mantenuto l’impegno preso nonostante le pessime condizioni meteo di questo weekend, abbiamo “incontrato” Elena Re, nostra consigliere per la zona 3: un’eccellente occasione per presentare lei, e il contesto di lavoro cui siamo abituati. Stralci di vita in MoVimento, dove abbiamo sostituito la cultura degli seriosi zombies in giacca e cravatta dai toni gravi e incomprensibili del loro linguaggio politichese, con la semplicità e naturalezza di idee serie di gente comune, innamorate del buon senso e della buona Politica, trasparente e condivisa.

Divertendoci.
A Milano abbiamo 9 consigli di zona, oltre al consiglio comunale: salta anche tu a bordo, non stare più a guardare mentre ti rubano il diritto a un futuro.
Scrivici, collabora, segnala i problemi della tua zona, del tuo quartiere: ti supporteremo nel diventare tu in prima linea un cittadino in MoVimento, partecipando…
post aggiunto 03/11/11

20/09/2011 Posted by | Uncategorized | , , , , , , , , | Lascia un commento

Cozza Day – Milano

Come tutte le altre città, Milano non poteva mancare al grande appuntamento riguardante la proposta denominata “Parlamento Pulito”, che nell’occasione si è trasformato nel ben più che metaforico “Cozza Day” (http://www.beppegrillo.it/2011/09/cozza_day/index.html).

C’è chi è sceso viaggiando di notte come Mattia e l’allegra brigata (i “veterani” della Val Susa), chi si è organizzato in uscita dal lavoro in carpooling (dormendo poi nei parchi romani), chi partito la mattina seguente coi mezzi più disparati: ma tutti diretti e giunti a Roma. Tutti a depositare la propria cozza davanti a Montecitorio, a ricordare loro che noi non dimentichiamo le nostre firme e che non permetteremo loro di farlo al posto nostro: non era una delega in bianco elettorale, ma era ed è una proposta di legge di iniziativa popolare, prevista dalla nostra Costituzione.

350.000 firme.
A sottolineare il nostro cipiglio, piazza Navona è stata occupata pacificamente: se credete che le nostre lotte e battaglie per i nostri diritti siano tempo sprecato, forse non vi siete fatti l’idea giusta su come il MoVimento, così determinato, sta interagendo con il mondo circostante. I media terrorizzati ci hanno precluso la visibilità mediatica, tralasciando un piccolo particolare: non siamo invisibili. Ogni nostra manifestazione, banchetto, attività, si svolge con tale passione e semplicità, che chi viene in contatto con la nostra realtà ai più sconosciuta, ne rimane comunque colpito. A Roma, guide turistiche traducevano i nostri cartelloni ai loro clienti più disparati, agenti della digos si congratulavano per il nostro senso civico, “agenti” della nettezza urbana sconvolti nel vederci ripulire piazza Navona il mattino dopo, nonostante non avessimo sporcato nulla.
A chi pensa che un weekend così bello e caldo fosse uno spreco trascorrerlo così, forse non hanno idea di cosa significhi, sotto una luna piena con sottofondo la fontana dei Quattro Fiumi del Bernini, “piantare” una tenda e dormire in piazza Navona, pregna di storia e storie.
E sapere di essere parte della storia, che ci stiamo scrivendo in prima persona.
post aggiunto 03/11/11

19/09/2011 Posted by | Uncategorized | , , , , , , , , , , | Lascia un commento

RESOCONTO DEL DIBATTITO “QUALE COMMISSIONE ANTIMAFIA A MILANO?”

Giovedì 8 settembre, mentre la città divenuta capitale mafiosa, oltre che finanziaria e modaiola, si divertiva con la leggerezza del Vogue Fashion’s Night Out, le associazioni Le Girandole, Stampo Antimafioso e Qui Milano Libera, già promotrici di una petizione on-linehttp://www.firmiamo.it/una-commissione-antimafia-a-milano , hanno organizzato un dibattito estremamente importante e delicato dal titolo “Quale Commissione Antimafia a Milano?”. Ospiti della serata e oratori: Nando Dalla Chiesa, Basilio Rizzo, David Gentili, Mario Portanova, Giuseppe Teri.

Il MoVimento 5 Stelle Milano, ha gia emesso da tempo un comunicato stampa (http://www.beppegrillo.it/listeciviche/liste/milano/2011/08/petizione-per-una-commissione-antimafia-a-milano-competente-indipendente-forte-ed-efficiente.html) a favore della suddetta petizione che chiede che la commissione sia “a termine” (comitato) a maggioranza di tecnici esterni, tutti con competenze eccellenti, sulla falsariga della storica e osteggiata (chissà da chi?) Commissione Smuraglia.

La sala della Casa della Cultura era gremita di persone ansiose di sentire il tanto agognato “vento del cambiamento” promesso dalla nuova maggioranza di centrosinistra. Il consiglio che vi diamo è quello di prendervi due ore per guardare la nostra registrazione (versione integrale senza tagli di sorta, ma audio non eccezionale: altrimenti la buona sintesi di “www.stampoantimafioso.it“:

http://www.youtube.com/watch?src_vid=Rdlbsg8EMGE&v=WZbUO7xJsMI&feature=iv&annotation_id=annotation_713212) per farsi un’idea in prima persona delle emozioni trasmesse dagli oratori e dal pubblico: lo scritto non può supplire alle sensazioni visive e auditive.

Possiamo dire che si è formato subito un netto muro fra due posizioni contrapposte: da una parte i rappresentanti del consiglio comunale del centrosinistra che optano per una commissione antimafia che sia di stampo nettamente politico e dall’altra la posizione rappresentata da Dalla Chiesa e il pubblico che vogliono una commissione antimafia a prevalenza di esperti esterni e non politicizzati. In mezzo alle due posizioni contrapposte Basilio Rizzo ha cercato di mediare utilizzando parole anche abbastanza drammatiche, politicamente parlando.

Ma andiamo alla cronaca. I primi interventi, seppur con qualche critica e spunto interessante, sono stati seguiti con interesse e silenzio. L’intervento di Dalla Chiesa, forte delle sue esperienze sia sul campo mafioso, sia nel campo della dialettica universitaria, è stato molto gradito e accolto con ammirazione dalla sala, che ormai lo identifica in un membro, se non Presidente, della forse costituenda commissione. Già all’arrivo di Basilio Rizzo però si capiva che l’atmosfera era destinata a cambiare. Arrivato più tardi per un impegno precedente, non sfoderava il solito volto sorridente e rassicurante. Dal momento in cui ha preso la parola lui, e dopo il Consigliere David Gentili del PD, la sala ha cominciato ad andare in escandescenze. Alcune persone, appresa la notizia che solo 5 o 6 consiglieri della maggioranza avrebbero sottoscritto una commissione antimafia esterna, mentre praticamente il PD in blocco puntava a una commissione consigliare (anche con ipotesi di vicepresidenza all’opposizione), hanno cominciato a esternare il loro sgomento e disappunto nel sentirsi tradite.

A non molto è valsa la fatica da parte di Rizzo di rincuorare i simpatizzanti di un centrosinistra incapace per l’ennesima volta di stare dalla parte dei cittadini. Un Rizzo che è parso molto in difficoltà e che ha parlato con il cuore in mano cercando di convincere il pubblico presente che portare avanti in consiglio comunale la proposta delle 3 associazioni promotrici della petizione è molto rischioso perché potrebbe generare nella maggioranza una crisi profonda e insanabile. Insomma è emersa una frattura netta, non tanto nella maggioranza consigliare, visto che questi 5/6 consiglieri della maggioranza favorevoli ad una commissione prevalentemente formata da esperti esterni non andranno mai contro la decisione del proprio gruppo consiliare, ma tra il popolo arancione che d’amore riempì piazza del Duomo alla vittoria di Pisapia e l’entourage politico che hanno votato.

Noi del M5S presenti all’evento (con diretta streaming e telecamera), ci siamo limitati a fare da osservatori senza intervenire anche perché la nostra opinione è stata ben rappresentata dalle parole e dalle considerazioni emerse dal pubblico presente a dimostrazione, se ce ne fosse ancora il dubbio, della distanza incredibile fra la politica e i cittadini. Purtroppo eravamo certi che la risposta della politica circa le modalità di realizzazione della commissione antimafia sarebbe stata opposta a quella voluta dai cittadini anche se dire “ve l’avevamo detto” è una soddisfazione per noi misera. Sapevamo infatti che sarebbe stato praticamente impossibile per Pisapia gestire l’eredità di 20 consiglieri PD all’interno della propria maggioranza.

Comunque come M5S continueremo a seguire l’evolversi della vicenda vigilando affinchè la politica non finisca per rovinare uno strumento importante come quello di una commissione antimafia indipendente e autorevole. Expo 2015 infatti si avvicina sempre più con gli interessi mafiosi pronti ad approfittarne.

PS: scusateci per la qualità della registrazione ma come ben sapete i nostri mezzi sono molto modesti visto che non godiamo di nessun finanziamento pubblico e amiamo autofinanziarci.

post aggiunto 03/11/11 scritto a 4 mani con Luca Ciompi

12/09/2011 Posted by | Uncategorized | , , , , , , , | Lascia un commento

Cementificazione selvaggia a Milano

A metà luglio abbiamo ricevuto una segnalazione particolare, riguardante lo strano caso di un palazzo da 30 unità abitative, per un totale di 12 piani fuori terra con annesso sottotetto (praticamente 13 piani), che stava per sorgere al centro di un isolato, in una zona altamente popolata come l’inizio area Lorenteggio/Giambellino. Il MoVimento 5 Stelle, verificata la segnalazione, nelle vesti del Cons. di Zona 6 Rovelli, ha presentato una Interrogazione Urgente al Sindaco e agli organi competenti.
Oggi ci è arrivata copia della risposta dello Sportello Unico per l’Edilizia, nella quale si scopre (oltre alle caratteristiche tecniche dell’edificio e che l’8/04/2011 è stata presentata la “denuncia di inizio attività”) che
 “le opere sono state qualificate di ristrutturazione ai sensi dell’art. 63.3.3 del vigente Regolamento Edilizio e dell’art. 27.1.d della Legge Regionale n. 12/2005”
ma che
“a seguito di istruttoria tecnica si è provveduto in data odierna (25/8/11, ndr) ad emettere comunicazione, ai sensi dell’art. 7 della Legge 241/1990, di avvio di procedimento amministrativo finalizzato all’annullamento del titolo abilitativo formatosi a seguito della denuncia di inizio attività anzidetta con contestuale ordinanza di sospensione lavori, per la sussistenza di elementi di inammissibilità dell’intervento così come proposto”.
In altre parole, provando a tradurre dal burocratese (e sempre con il beneficio del dubbio), presentando una denuncia di inizio attività, un’impresa può abbattere un immobile di 1 piano (nella fattispecie l’edificio fu una ditta di gioielli, “2 piani fuori terra” ) per costruirne un altro da 12, senza consultare a priori l’amministrazione locale, e piazzarlo praticamente nel “cortile” dei palazzi adiacenti. Se poi un cittadino si accorge che qualcosa non va, e smuove le acque, allora partono gli accertamenti.
C’è qualcosa che non va, in tutto ciò?
Continueremo a seguire la vicenda e cercare di capire cosa e dove non ha funzionato, per proporre al solito la nostra “medicina a 5 Stelle”
Loro non molleranno mai (ma gli conviene?) … noi neppure…
(allegato .pdf Interrogazione Urgente ok.pdf )
post aggiunto 03/11/11

09/09/2011 Posted by | Uncategorized | , , , , , , , , | Lascia un commento

Sciopero, Generale!

La manifestazione di ieri a Milano, mi ha colpito. Non mi aspettavo così tanta gente. Da Palestro vedevo gente ancora in Porta Venezia, mentre l’amico che dovevo raggiungere mi diceva di essere già partiti con il corteo, e di essere in via Bianca Maria: un chilometro e mezzo di serpentone, nella fredda Milano. E’ stata una bella esperienza, ho respirato una bella aria di solidarietà e coesione, una brezza pacifica in una giornata umida. Il mio primo sciopero da lavoratore dipendente.

Ma.

Sì, il “ma” c’è, ed è d’obbligo. La fine del corteo è stata il ritrovo in piazza Duomo, sotto il palco allestito appositamente. Ho seguito da vicino l’organizzazione dell’evento elettorale del M5S in piazza Duomo, e so tempi e costi, per un allestimento del genere: chi ha pagato? con quali fondi? Soprattutto, chi ha dato loro le autorizzazioni (infinite e necessarie: indispensabili!) per avere quell’enorme palco? Non voglio con ciò fare insinuazioni di alcun tipo, ma solo cercare di passare il messaggio, che nelle piccole cose si nascondono i contesti generali, e imparare a riflettere su aspetti che di solito non vengono valutati.

Da quel palco, han parlato in molti: io ho sentito poco. Dopo i primi interventi, in cui si inneggiava alla difesa dell’art.18 e molta retorica, mi sono accorto che l’aria di festa e condivisione, era finita, che il sogno di fratellanza del corteo, si era dissolto. Bandiere di Sel, del PD, che si mischiavano a quelle più contestuali delle sigle sindacali: io mi sarei vergognato. Anzi, ho provato vergogna per loro. Partiti che per decenni hanno prosciugato le risorse del Paese, in primis il PD (e sue origini), con le privatizzazioni dei beni pubblici, svenduti per 30 denari e subito sperperati in mazzette e privilegi a cui partecipano indistintamente tutti, ora inscenano la protesta: se porti i vessilli, ti ci riconosci… anche se sei armato delle migliori intenzioni.

Perchè “inscenano”? Si chiama marketing, mercato, domanda e offerta. Loro (i partiti) ti chiedono il culo tuo e quello di tua moglie: tu scendi in piazza, fai un gran casino, t’incazzi, minacci rivolte… e i politici? Ti dicono “beh, sì, hai ragione, abbiamo esagerato facciamo un passo indietro”. E si prendono solo quello di tua moglie. “beh, meglio a lei che a me, no?”. E’ così che funziona. Hanno inventato le manovre più assurde, gli escamotages più folli , pur di non toccare i beni e i privilegi delle lobbies al potere e trovare i fondi per coprire i buchi che le stesse lobbies hanno creato tra traffici illeciti (o in assenza di trasparenza), corruzioni e evasioni, ma è bastato toccare il mondo del lavoro, e le piazze si sono infiammate per la sua difesa. Ma il lavoro, è prima di tutto un dovere dalla nascita: se non fai qualcosa, non mangi. Se non ti muovi alla ricerca di cibo, muori di fame; se non trovi riparo e ti copri, di freddo. E’ diventato un diritto con la proprietà privata: se non mi dai un lavoro per soddisfare i miei bisogni primari, io mi approprio dei tuoi beni con la forza, tanto non ho nulla da perdere. Oggi ci siamo dimenticati di tutto ciò, e scendiamo nelle piazze a difendere un diritto sacrosanto, quello all’esistenza, ma lo scambiamo per lavoro: lo associamo, ma non sono la stessa cosa. Ma vogliono farci credere che è così.

Già dopo ieri, scommetto che oggi ci saranno stati dietro front, tavoli d’incontro coi sindacati… e il solito “bla bla bla”: “la situazione è dura”, “è un momento in cui il Popolo deve stringersi al tricolore e lottare con sacrificio”… e intanto, pur di non toccare il “lavoro” con una manovra assurda, scenderanno a compromessi toccando il “lavoro” con una manovra solo “pesante”. Tutti contenti: perchè hanno ottenuto qualcosa i sindacati, e contenti son i “padroni” perchè i privilegi son rimasti e perché, di fatto, quella era la manovra iniziale che volevano far passare, ma per poter contrattare avevano alzato il prezzo. Sciacalli.

Generale: perchè questo titolo? Perchè solo se scioperasse un Generale, allora qualcosa potrebbe cambiare. Le manifestazioni come quella di ieri, sono fini a se stesse. Manifestazioni degne di questo nome, le ho viste solo in Val di Susa: lì la gente “manifesta” davvero il suo pensiero, lo rende “pubblico”, “espone” la sua totale contrarietà e avverte: non passerete, non tratteremo, i nostri diritti non li violerete più.

Se ieri avessero scioperato i Generali a comando degli uomini dislocati per il Paese, in primis quelli impegnati a presidiare illegalmente un territorio montano di nostra conoscenza, allora oggi sarebbe stata una giornata di festa, di vittoria. Allora si sarebbe potuto parlare di riforme, vere. Ma non è così: migliaia di uomini e donne di ogni età e ceto sociale, non riescono nonostante il loro manifestare sotto forma di assedio a bloccare un’opera inutile come la Tav, del valore di22Mld di Euro. Possono anche un milione di persone, che in poche ore tornano al loro focolare, pensare di bloccare la deriva di un debito pubblico prossimo ai 2.000mld?

Oggi rimane solo l’amaro in bocca e una sola certezza: mi sento un NoTav e come tale insisterò finchè non l’avrò vinta. Nessuna altra ipotesi.

07/09/2011 Posted by | Uncategorized | , , , , , , , | 1 commento