Schumyno

Cittadino libero e in movimento

Bunga Bunga, Donne, Discriminazione e Strumentalizzazione

Questo articolo, post, non sarà di facile comprensione, come non è facile per me esprimere le mie sensazioni, i miei ragionamenti, su un argomento tanto delicato, e al quale tanto tengo. L’universo femminile è affascinante: ognuna di loro, porta con se un’infinità di sfumature, debolezze e pregi, tanto da renderle ognuna unica e insostituibile. Amo le donne, sono un femminista convinto, ma odio il modo in cui si lasciano strumentalizzare, sempre e comunque, da millenni. Un tempo, tanto tempo fa, erano loro a dettare i ritmi e le regole del quotidiano vivere. Col tempo però hanno permesso (subìto) che la loro libertà divenisse subordinata a quella maschile, sfociando in tutte quelle storture che oggi ben conosciamo, dove la violenza, fisica e psicologica, è divenuta parte del quotidiano, in tutte le civiltà conosciute, occidentali, e quindi italiana, incluse. Storture che hanno determinato ruoli, e compiti, all’interno di ogni tessuto sociale, tramandati di generazione in generazione, tanto da divenire consuetudine, legge non scritta, alla quale nessuno poteva sottrarvisi senza andare incontro al giudizio e punizione dei propri simili, conservatori. Oggi in molte parti del mondo le cose cambiano rapidamente, e finalmente vengono riconosciuti alle donne alcuni di quei diritti a loro preclusi, ma la strada è ancora lunga e tortuosa, prima di poter affermare che una parità reale esista, sia possibile, tra i due sessi. In un mondo in cui il controllo delle informazioni diventa di fondamentale importanza, di pari passo all’evoluzione dei sistemi di comunicazione, l’unica parità raggiunta oggi sembra sia proprio quella relativa alla strumentalizzazione. Vi spiego ora il perché di questo titolo, e cosa intendo con strumentalizzazione. La manifestazione (contributo video in testa) di sabato in piazza Scala a Milano, ne è un esempio. Lo scandalo Bunga Bunga del Presidente del Consiglio Italiano ha risvegliato un non ben definito orgoglio femminile, tanto da farne riversare migliaia in piazza, sull’onda della pressione mediatica esercitata dai media: decine di trasmissioni televisive dedicate a un solo argomento, mirate a sviscerare i dettagli morbosi di tutte le persone coinvolte. Un martellamento mediatico portato avanti da quei pochi organi di informazione ancora oggi non assoggettati (non in toto) al conflitto di interessi di patron Berlusconi.

Domanda: perché? E’ questa domanda, che mi ha costretto a ragionare sugli ultimi avvenimenti,  che mi ha  portato a a formulare la tesi di uno sfruttamento femminile peggiore di quello della “prostituzione”. Perché un uomo come Berlusconi, invischiato in ogni tipo di malefatta, viene oggi crocifisso per le sue debolezze da vecchio ultrasettantenne? Un uomo che ha usato i capitali della mafia, stringendo accordi con loro a stretto giro per mezzo di un Dell’Utri, per costruire un impero, che ha utilizzato per creare fondi neri all’estero, per evadere tasse e corrompere uomini di tutti i tipi e posizione sociale e ottenere il controllo dei media nazionali? Perché si punta tutto sullo scandalo Ruby, o Noemi, o Minetti, con i presupposti su citati?

Questa domanda mi è sorta partecipando alla manifestazione di sabato. Luogo in cui ho sentito donne denigrare, beffeggiare, odiare le scelte di altre donne. Il termine “puttana” usato in toni talmente dispregiativi, da colpire anche me che di certo non sono né puritano, né moralista. Donne che inneggiavano alla parità dei diritti, alla fine dello sfruttamento maschile nei loro confronti, discriminando però altre donne, che al massimo possono esser definite vittime di un sistema, ma che spesso sono solo la rappresentazione di una libera scelta di vita. Manifestazione presidiata da personaggi in vista della sinistra milanese: quella sinistra così ambigua, da non aver ancora mai spiegato pubblicamente il perché non abbia fatto nulla per impedire che il “fenomeno Berlusconi” divenisse di fatto la realtà di oggi: a partire dall’ineleggibilità di Berlusconi, in quanto beneficiario di concessioni governative, a tutte le volte che non è stato varato un provvedimento sul conflitto di interessi quando al potere, o le volte che i suoi rappresentanti non si sono presentati al voto alle camere pur consci di aver la possibilità (numericamente parlando)  di rovesciare il governo… troppe incongruità, che puzzano di collusione. Di interessi comuni, accordi sottobanco, tutti alla fine a danno degli ignoranti cittadini, infarciti di tette, culi e pallone al punto da distogliere l’attenzione dalle cose importanti. Esattamente come il caso Bunga Bunga. Berlusconi sta intrallazzando accordi commerciali e politici con importanti Paesi (dittatoriali) fornitori di fonti di energia non rinnovabili, a scapito di quelli tradizionali gestiti dall’occidente, in primis Usa. Utilizza la sua posizione per coprire le proprie malefatte, rendendole per legge legali. La sinistra non può opporvisi, perché consapevole di avere usato gli stessi stratagemmi per i propri tornaconti: si è quindi creata l’empasse. Entrambe le fazioni vogliono che i beni pubblici diventino privati: il conflitto nasce qui. E’ una guerra per il possesso privato, non per il bene della “polis”. E’ una gara a chi “priva” i comuni cittadini dei propri beni, dei propri diritti, della propria qualità di vita, delle proprie dignità. E in guerra tutto è lecito. Non potendo quindi colpire Berlusconi su temi trasversali, che riguardano come ampiamente dimostrato dalla cronaca giudiziaria entrambe le fazioni, l’intero tessuto politico, si è puntato tutto sul falso moralismo di un Paese condizionato da una cultura cattolica come la nostra. Il futuro, un futuro degno, è a rischio. Solo a Milano si vive, oggi, in media 3 anni in meno rispetto la media nazionale, causa smog e stile di vita. Gli agenti inquinanti sono dappertutto, e già oggi gli studi danno le probabilità di diagnosi di cancro a 1 su 2. Il 50% di noi si ammalerà. E lo scandalo più grosso di cui si parla, è il Bunga Bunga. Una sedicenne cresciuta davanti a una televisione che le mostrava un mondo di luci e agi, che ha “liberamente” scelto di agognare e perseguire, a qualunque costo, anche prostituendosi, è diventata il capro espiatorio di un sistema malato fin dalle fondamenta. E un vecchio con le sue debolezze, il carnefice.

Non lo so… come dicevo poco più su, non è facile esprimere quella sensazione di incompletezza d’insieme cui ho assistito sabato in piazza. Strumentalizzazione è la parola che reputo più adatta: ho visto ancora donne strumentalizzate da ideologie e mani occulte, che cavalcano la contestazione per poter così abbattere il nemico, complice pseudo-occulto. E per farlo, donne hanno discriminato altre donne. Ruby, Noemi… tutte le donne partecipanti ai  festini. Minetti. Sono state additate, screditate, insultate, per aver compiuto delle scelte che anche se non condivisibili, devono essere rispettate, in un contesto di parità dei diritti. Ci scandalizziamo di una Ruby “prostituta” (tutto da accertare e cmq non reato) sedicenne, ma non ci preoccupiamo dei valori morali oggi diffusi tra i nostri giovani. Domenica scorsa, in tram verso il centro di Milano, 3 ragazzine parlavano tra loro vicino a me. No, non arrivavano ad avere 15 anni… e parlavano di pompini fatti ad amici, per cui verosimilmente non potevano essere “gay” come una mamma di loro asseriva, e consce di esser così additate da altri come “puttane” . Questa è l’Italia in cui viviamo, dove i tradimenti nelle coppie (finchè durano la relazioni, sempre più brevi) sono ai massimi storici, dove la prostituzione maschile è in costante aumento, dove le coppie si formano sempre più spesso sulla base delle capacità economiche del partner, dove i ragazzi vedono il sesso come uno strumento per ottenere qualcosa: non solo compiacimento, ma uno “status”. E’ in questo contesto, che si è inserita la manifestazione dell’altro sabato. Politici che hanno strumentalizzato il caso Bunga Bunga, per scopi precisi, costringendo di fatto donne a discriminare altre donne. Hanno tutto il diritto a dichiarare la propria contrarietà a certi stili di vita, ma credo che le donne, tutte, possano, debbano, fare di più e smettere di guardare il dito che punta alla luna e cominciare a pretendere quel ruolo di guida e protezione che è loro stato tolto tanto, tanto tempo fa.

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07/02/2011 - Posted by | Uncategorized

1 commento »

  1. […] This post was mentioned on Twitter by schumyno, schumyno. schumyno said: Bunga Bunga, Donne, Discriminazione e Strumentalizzazione: http://t.co/5B5D9uu #behchenepensi #behmilano #behpolitica #behdiritti […]

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