Schumyno

Cittadino libero e in movimento

Lezioni di Liceo in piazza Duomo

Oggi ho assistito a un evento decisivamente atipico: in protesta ai tagli alla scuola, portati avanti con la Riforma Gelmini, ultima di una serie di riforme aberranti, un liceo di Milano, il Bottoni, scende in piazza. Non con slogan, con atti di rappresaglia o urla di rivendicazioni. No. Scende in piazza con la cultura.

In una domenica fredda e uggiosa, con un inutile blocco del traffico a far finta che l’amministrazione si interessi della salute dei suoi cittadini, decine di ragazzi con i loro professori, tengono lezioni vere e proprie in piazza del Duomo.

Ragazze e ragazzi partecipi di questo progetto, che hanno contribuito a realizzare e al quale hanno partecipato attivamente, consapevoli che la cultura è la base del proprio futuro.

Qualcosa sta cambiando… finalmente.

31/01/2011 Posted by | behdiritti, behmilano | , , , , | Lascia un commento

Fermento a Milano: che accade?

Sabato 15 gennaio 2011 – Video 2h32′

Sabato scorso, nella totale indifferenza dei media, sì è tenuto un incontro decisivamente di rilievo, nella caotica, fredda, cupa Milano, capitale economica di un Paese allo sbando chiamato Italia, ostaggio di corruzione, malavita e mal di vivere. Una città che con il suo milione e trecento mila abitanti, a cui vanno aggiunti i milioni di residenti nella sua area metropolitana, molti dei quali pendolari, è centro nevralgico di ogni attività considerata di rilievo, dai servizi all’economia, in ogni suo genere, e quindi sfruttata, violentata nella sua intimità sociale da ogni becero speculatore, sia esso un malavitoso con coppola e lupara, o uno in doppiopetto e elicottero. Una Milano talmente spinta verso la noia, dove gli eventi culturali e di aggregazione sono rilegati alle festicciole di zona, organizzate dalle associazioni di commercianti, o quelle dei biechi e tristi partiti, dove entra in scena lo sperpero più folle del denaro pubblico. Più ovviamente le feste comandate: la fiera degli O’bei O’bei, gli spettacolari quanto tossici e futili fuochi d’artificio di fine anno e infinite manifestazioni di sparuti e disorganizzati gruppi di eroi, che cercano di combattere a loro modo il mondo di lupi che governa le nostre vite, avvelenandole nel corpo e nello spirito.

E’ stato confermato il percorso inarrestabile di una nuova corrente culturale, dove i bisogni del singolo diventano i bisogni di una intera collettività, dove finalmente questi eroi possono confluire, e apportare in modo trasparente le proprie idee. Non un movimento qualunque: il MoVimento. Un luogo dove la diversità è parte fondamentale del suo stesso esistere, dove il dissenso è possibile, nel rispetto di un concetto elevato quanto astratto di uguaglianza. Gente che ha abbandonato il concetto di ideologia, e ha capito che le idee sono la vera fonte di ricchezza per lo sviluppo di una civiltà che viva in pace con se stessa e che possa godere appieno di quel miracolo chiamato vita.

5 Stelle.

Un’idea nuova, affamata di informazioni, che parte da un programma semplice, costruito dal basso, ovvero dai bisogni primari di ogni individuo. Un sistema che però costringe, volenti o dolenti, a modificare tutto l’aspetto sociale. Un’operazione di marketing camuffata da innocue richieste, che cambieranno per sempre, in meglio, la nostra qualità di vita, eliminando i soprusi e gli abusi ai danni dei più deboli, e della società stessa, auto-conservandola in un progresso ecosostenibile.

A Milano, senza censure nè restrizioni (a parte l’avere la fedina penale pulita, non essere iscritti a alcun partito politico e il non aver svolto più di un mandato elettorale dalle amministrazioni comunali in su), si sono presentati candidati come consiglieri persone di ogni estrazione sociale, accomunate dalla voglia di perseguire quei cambiamenti su citati con la propria partecipazione attiva, mettendoci la faccia, e il proprio tempo, convinti che solo una democrazia diretta e un ambiente di lavoro opensource, senza capi nè padroni, siano l’unica strada percorribile. Tra questi, nove di loro (in coda, in ordine alfabetico, la loro presentazione) si sono offerti, con progetti e tanto cuore, di fare da “portavoce”  e candidarsi per il ruolo di “aspirante Sindaco”. Ruolo che sappiamo bene difficilmente sarà ricopribile alla prossima tornata elettorale, ma che garantirà un posto probabile all’interno dell’amministrazione milanese, grazie al già ampio consenso ottenuto da queste idee rivoluzionarie, un po’ ovunque sul territorio italiano.

Il Nuovo che avanza non è arrestabile: il MoVimento riassume quella necessità di tutti i movimenti capillari sparsi un po’ ovunque per il mondo: è la risposta italiana ad altri movimenti simili, accomunati dagli stessi obiettivi.

Sabato prossimo, dal primo pomeriggio, tutti gli iscritti al sito del MoVimento nazionale di Milano e Provincia, potranno liberamente scegliere quale dei sotto elencati candidati, potrà avere l’Onore di fare da tramite tra loro e le Istituzioni.  Il fato, o il timore di un mondo maschilista, ha voluto non ci fossero volontarie (attese) del gentil sesso: spero di cuore che per le imminenti elezioni politiche, si precipitino subito in massa ed esercitare il diritto di candidarsi a ricoprire quei ruoli.

Se non credete alle mie parole, guardate in testa la registrazione integrale dell’evento di sabato 15: è rivoluzionario.

Nessuna censura: libertà di espressione, di critica. Tutto quello che vedete, è il frutto di duro lavori di tanti volontari, che hanno dedicato il proprio tempo a costruire qualcosa, senza esperienze specifiche ma con la voglia e la forza di migliorarsi giorno dopo giorno insieme, gomito a gomito. Certo, non è stato tutto perfetto. Poteva essere ancora meglio: magari lo sarà proprio al vostro futuro aiuto.

Il cammino è lungo e difficile.

Ma non molleremo mai.

 

18/01/2011 Posted by | behacqua, behdiritti, beheconomia, behinceneritori, behmilano, behNucleare, behsalute, Economia, Mafie, Politica, Territorio, Uncategorized | , , , , , | 9 commenti

Non è un paese per vecchi

Oggi, per la prima e forse (spero) ultima volta, approfitto dello spazio di questo canale per fare un tipo differente di informazione: o meglio, di comunicazione. Nello specifico, intendo rispondere ad un altro articolo, che mi riguarda direttamente, in quanto prende spunto da un’accesa conversazione cui ho partecipato, e alla quale fa espressamente riferimento l’autore del post citato, che vi pregherei di leggere. “Anziani, una realtà da “pattumare”. A mio avviso, già dall’incipit si evince un’abissale distanza generazionale, seppur l’età dei due (o tre) contendenti sia minima: 12 soli anni. La durata di un refolo, nel grande computo della Vita. Già, perché senza le premesse, senza un contraddittorio o almeno dei fatti (inconfutabili), ogni verità è frutto della fantasia del suo narratore. Così succede che un “certo sistema di votazione computerizzato” diventa “demenziale” a seconda della capacità valutativa del singolo: tant’è che quel sistema è stato analizzato poi per due giorni, sviscerato, e confermato come attendibile e corretto. Si è persino scoperto che lo stesso sistema viene adottato da amministrazioni pubbliche americane ormai in modo regolare, tanto da essere riconosciuto come il miglior sistema per scegliere un rappresentante che soddisfi il maggior numero di votanti. Il “demenziale” prende così tutto un altro valore, si ritorce contro l’utilizzatore, trasformando la propria affermazione, come tale. E’ facile poi continuare a manipolare un’informazione: è sufficiente omettere che io che scrivo, sono stato uno dei maggiori oppositori all’applicazione del metodo in questione, tanto da averne proposto uno più semplice, non trovando ragione nell’applicarne uno così complicato, nella nostra piccola realtà politica. Un altro “omissis” di poco conto, no? Ma non è ancora finita: la mistificazione della verità continua. Tutte le proposte avanzate, sono state sottoposte al voto di un certo considerevole numero di persone (tra 30 e 40, potrei verificare, ma è ininfluente): e a maggioranza, il sistema “demenziale” è risultato vincente, con mio e altrui rammarico. Qui, sorse la discordia: è giusto sovrastare il volere popolare in un contesto politico dove la volontà dei partecipanti è sovrana? Io mi sono schierato per il “no, non è giusto”, e non solo. Altri, una quindi ancor più stregua minoranza rispetto alla votazione, hanno ritenuto lecito gridare al complotto. Anche io so far di conto, e anche io avevo capito che quel sistema poteva esser controproducente: ma il popolo è sovrano, e io ero già pronto a rimboccarmi le maniche e lavorare per raggiungere comunque il mio scopo, nonostante il “contrattempo”. E sono cominciati i diverbi: in nome di una presunta precedenza di età, mi si è detto che io sbagliavo. Mi si è indicato cosa dovevo fare, come dovevamo reagire a una tale situazione. E’ stata criticata una mia scelta, messo alla berlina un mio diritto.

Arroganza.

Un mio pari, solo perché ha ricevuto una cultura diversa dalla mia (non migliore, diversa: soltanto diversa) e si ritrova con qualche anno in più come fardello di vita, senza conoscere i miei trascorsi (e il peso del mio, di fardello), ha preteso di imporre la sua volontà sulla mia. Non rientra in quelli che sono i miei principi: nessuno è migliore di nessun altro. E’ in questa arroganza, che molti fanno propria con il passare degli anni, con l’acquisizione di una posizione sociale, di un ruolo confezionato nel tempo, che si nasconde il degrado di una società che si sta autodistruggendo con l’autoreferenzialità, anziché migliorarsi con un sistema meritocratico, che premi le virtù. C’è chi legge James Hillmann, chi “Lo Zen e l’arte della manutenzione della motocicletta” di Pirsig, o il “Discorso agli ateniesi” di Pericle. Sono scelte. Io scelgo la pari dignità, e la virtù della meritocrazia, per lo sviluppo e il progresso. Additare come “vecchio” un individuo incapace di interagire con il mondo circostante per il miglioramento dello stesso non è un atto discriminatorio: è un dato di fatto. Se a una persona si portano le prove inconfutabili, scientifiche, che l’ambiente circostante, l’habitat naturale dell’uomo, è forse irrimediabilmente compromesso, e costui continua a imprecare su un sistema di votazione “demenziale”, ma sul quale si è espressa una maggioranza (e poco conta se valida o meno: chi decide se è valida? La matematica e la logica indicano che l’unica assemblea realmente democratica, di un sistema “chiuso” chiamato Terra, sia composta da ogni singolo individuo senziente), quando il tempo a disposizione per trovare soluzioni che salvaguardino il futuro della specie è forse addirittura terminato, chi ha torto? Chi preferisce soprassedere su una scelta non condivisa ma espressione di una maggioranza per riprendere ad affrontare i problemi seri (ovvero il futuro dell’umanità)? O chi perde altro tempo prezioso con obiezioni che come sempre potevano essere poste mesi prima? Il metodo “demenziale” in questione è frutto di un tavolo di lavoro partito a giugno. Sei mesi fa.

Potrei continuare a filosofeggiare all’infinito su quanto dichiarato in quell’articolo. Esempio? Perché limitarsi a documentare l’analisi sulla “vecchiaia” riferendosi solo ai paesi occidentali? Che è? Noi siamo migliori di altri popoli? Chi ci ha investito dell’autorità di crederlo? Forse una religione indiana che prevede che giunta l’ora del “grande viaggio”, il “vecchio = saggio” abbandona ogni avere per errare per le lande, rispettato da tutti e mantenuto con elemosine, ascoltato nei consigli dai giovani, è una follia? Eppure sono secoli che esiste… Vogliamo allora parlare di cosa ha scaturito la nostra assurda cultura occidentale, e non solo? Vogliamo parlare delle origini delle religioni monoteiste e della resa in schiavitù della donna che dura nella nostra cultura da 4.500 anni? Arroganza. Anche io ne ho molta, ma ho anche il dono dell’umiltà e dell’empatia, e son sempre disposto a ascoltare e valutare le opinioni del prossimo, perché so di non avere La Verità in tasca, ma solo una, verità: la mia, confutabile giorno dopo giorno.

Questo è per me MoVimento. Il resto è vecchiume, come i libri di storia scritti dai vincitori.

“Vecchio” è un aggettivo: può essere utilizzato per indicare una condizione anagrafica, oppure un’eccessiva ristrettezza di pensiero. Mai mi permetterei di dare del “vecchio” a un vecchio come Dario Fo.

Rispetto. Sempre e comunque, e scendere dal piedistallo: discorsi come quello letto in quell’articolo, sono pericolosi: credersi migliori dei “giovani”, il rifiutarsi di ascoltarli, di condividere, di parlare, quello sì, crea le divisioni. Solo l’apertura al dialogo e al confronto, sempre stando sullo stesso piano, ci permetterà di salvarci. O un giorno avrete contro le generazioni nostre figlie, come già se ne avvertono le avvisaglie.

 

Questo articolo è stato scritto in fretta: mi riservo di apportare eventuali minime rettifiche lessicali entro domani sera, se riterrò necessario

14/01/2011 Posted by | Uncategorized | , , | 3 commenti

Amianto e Medicina

Mi son ritrovato, così, per caso, da neo-rozzanese, a passare dal mio medico: il famoso medico della mutua.

Dopo i ripetuti e urlati allarmi che ho lanciato contro l’avvelenamento che ci circonda, mi son ritrovato coinvolto io stesso nel mio peggiore incubo: l’asbesto.

Sì perchè capita che, ogni tanto, si parli con il prossimo, soprattutto ora che ho capito che il dialogo e il confronto potrebbero essere l’unica via d’uscita dall’egoismo e dall’omertà che ci vede ogni volta chiusi in noi stessi, come se le interrelazioni umane fossero superflue, come se ci si potesse isolare dal mondo, che quel che gli altri fanno, qualunque cosa, non ci riguardi da vicino fintanto non ci tirano un pugno in faccia, ad esempio. Così, mio malgrado, scopro che lo studio medico, quello del medico generico (il dottore della ASL, ex USL, insomma) si ritrova ad avere lo studio in un fabbricato concesso dal Comune di Rozzano, con il tetto interamente ricoperto di Ethernit.

Il dottore, scoperta l’agghiacciante verità, ha richiesto l’intervento del Comune, interpellando sia il sindaco, sia l’assessore alla salute, ma si sa, come funzionano certe faccende: “Caro mio dottore, se non le sta bene, trovi un altro posto”. Il solito pizzo pseudo mafioso: se vuoi lavorare e tirare a campare con il tuo stipendio, mio caro dottore neo-laureato (poco importa se a pieni voti e in Chirurgia), accontentati di questo luogo e ringraziami per cotanta generosità. Ovviamente di bonificare non se ne parla: tanto più che il fabbricato è condiviso con un circolo ricreativo frequentato da anziani. E qui interviene la mia maliziosità, che ormai non è più tale, ma solo fredda e crudele realtà: anziani e malati sotto un tetto di Ethernit. Allungare la vita a un malato di tumore di un anno (dicesi 1 ANNO = 12 mesi in più rispetto a una morte senza cure, che è sembra il “beneficio medio” che si ottiene – e son generoso, perchè le statistiche parlano di 11 mesi…), costa mediamente 240.000 dollari (studio americano: in Italia si arriva anche a 340.000 Euro), quindi, per quale motivo impedire alle multinazionali farmaceutiche un colpo di fortuna del genere? Anzi, sia mai che un giorno verranno a sapere della beffa, e potranno generosamente ricompensare i benefattori.

E’ tempo di dire BASTA: mettetevi l’elmetto in testa, armatevi di telecamera e Costituzione, e riprendetevi il DIRITTO ALLA SALUTE E ALLA VITA

P.s.: il video è il mio, le riprese pure, così come il montaggio: sono un cittadino incazzato nero, con elmetto in testa, e tutto questo non lo accetterò più

14/01/2011 Posted by | behsalute, Territorio, Uncategorized | , , , , , | 1 commento

Valleambrosia – Acqua a Catinelle

 

Dopo l’ultimo agghiacciante articolo, che ha lasciato molta gente indifferente all’idea di vedere i loro cari morire avvelenati da noi stessi, è giusto un po’ di relax, con qualcosa di più “divertente” e leggero… quasi “vaporoso”, se non fosse per il freddo e la nebbia…

Dopo che la Consulta ha bocciato uno dei tre requisiti promossi dal Comitato Acqua Bene Comune, appoggiati e supportati dal MoVimento 5 Stelle, questo filmato ha dell’incredibile, nel suo esser ridicolo e beffardo…

Forse il sindaco D’Avolio, aveva il timore che, come per il Seveso, anche al Naviglio Pavese potesse toccare di straripare: ha quindi deciso di aprire i rubinetti dei parchi per abbassare il livello dei canali che circondano la cittadina alla periferia di Milano?

Io ne dubito, e voi?         ……una risata ci……. annegherà…… se ne resterà acqua a sufficienza…

13/01/2011 Posted by | Uncategorized | Lascia un commento

Uno su due ce la fa

Italia: la percentuale di incremento annua dei tumori infantili è doppia alla media europea (1,1% contro 2%)

Considerando il solo periodo compreso tra “0” (zero) e 12 mesi, i tumori crescono in questi bimbi del 3,2%, all’anno


Nel 2006, ecco le probabilità di diagnosi di tumore nella vita degli adulti:

– nell’uomo, 1 su 3 (33,3%)

– nella donna, 1 su 4 (25%)

Gli ultimi studi danno oggi quella stessa probabilità al 50% per entrambi i sessi: 1 su 2

Tu che leggi, guarda in volto chi ti è accanto in questo momento: o tu, o lui/lei

Secondo l’ OMS, nel 2030 il cancro sarà la prima causa di morte al mondo.

Quanti siete in famiglia? Quante le persone importanti nella vostra vita? Metà le perderai così.

Cosa aspetti a rimpossessarti del diritto di poter scegliere? Vuoi vedere una figlia o un nipote o una madre agonizzare?

Agisci!

 

uno su due ce la fa: all’altro rimangono infarti, ictus, epatiti, ………………

04/01/2011 Posted by | Uncategorized | 2 commenti