Schumyno

Cittadino libero e in movimento

30/11/2010 – Lacchiarella – Inceneritore/Bioreattore/Discarica

Ieri sera si è tenuto, presso il teatro Parco Mamoli di Lacchiarella, un importantissimo incontro indetto e presenziato dal Sindaco Luigi Acerbi, su richiesta dei Comitati cittadini, sia della stessa Lacchiarella, sia di 25 comuni del Parco Agricolo Sud di Milano, a sostegno dell’interpellanza da loro sottoscritta e rappresentati dai rispettivi sindaci (moltissimi presenti). Il presidente della Provincia Podestà anch’egli invitato, non ha potuto presiedere causa precedenti impegni: per la Provincia, in rappresentanza, Fabio Altitonante (quart’ultimo capoverso). Per la regione Lombardia, presente il consigliere regionale Franco Mirabelli. E tutti i Sindaci (di cui parleremo in seguito).

L’incontro è stato molto interessante: la stampa ha quasi in toto disertato l’evento, che però ha avuto un’importanza strategica, in quanto le 250 persone accorse a presenziare, hanno potuto ascoltare direttamente dai propri rappresentanti, le rispettive posizioni. Drammatico constatare quanto si perda il contatto con i cittadini, col salire le posizioni gerarchiche della politica. Il sindaco Acerbi, insieme ai molti sindaci (delle piccole realtà provinciali, sia milanesi, sia pavesi) intervenuti, hanno usato parole condivisibili, preoccupate. Per loro il bioreattore e relativa discarica cominciano ad assumere quei connotati che molti di noi che vivono in rete, già conoscono: ovvero l’alto potenziale di dannosità per la salute umana e non, e la completa inutilità. Durante i vari interventi, e su pressione di cittadini informati, sono uscite le soluzioni, alla crisi. Nonostante poi i paroloni e i numeri sparati dall’assessore provinciale soprattutto e poi dal consigliere regionale (che come buoni tifosi han giocato l’un l’altro a suon di sfottò celati da sorrisi di circostanza) abbiano cercato di sviare l’ottimismo della gente intervenuta su formule matematiche (o sugli scarica barile delle colpe, sulle amministrazioni degli altri) alquanto astratte e inverosimili, si è riusciti a introdurre concetti fondamentali, come obbligo della raccolta differenziata come unica via d’uscita, il concetto di Rifiuti Zero (anche se ormai superato dalle sue nuove evoluzioni di tale “idea”), e il concetto di Centro di Riciclo, dove su tutti ha fatto da padrone Vedelago, forti della visita presso la sua sede a cui molti dei partecipanti in sala avevano aderito, compreso lo scrivente.

E’ stato un incontro importante: persone pubbliche di ogni rango hanno fatto affermazioni, hanno preso, seppur con i dovuti accorgimenti lessicali (frasi al condizionale, anzichè imperative o affermative), posizione riguardo questo problema. Sono stati bene attenti dal non dire “non vogliamo più nessun inceneritore perché uccidono”, ma si son limitati a dire che nel Sud Milano non ne verranno costruiti.

Rassegniamoci: per gli altri comuni, ci toccherà andare in trasferta di volta in volta, a portare il nostro background informativo. A furia di convincere ogni amministrazione che l’incenerimento è una cazzata, e a farlo notare ai loro cittadini intervenuti agli incontri, scomparirà finalmente il giro di denaro e potere intorno alla nostra salute.

Ricordatevi che “termovalorizzatore” è una parola che NON ESISTE.

A breve seguiranno le pubblicazioni dei video degli interventi della serata di ieri, con maggiori dettagli.

01/12/2010 Posted by | behinceneritori, behsalute, Mafie, Territorio | , , , , , , , , | 4 commenti

ALER – AZIENDA LOMBARDA EDILIZIA RESIDENZIALE

Il 24/11/10 ho partecipato a un incontro tra alcuni rappresentanti di alcuni comitati sparsi sul territorio milanese che si occupano delle case ALER.
In tale incontro, sul quale ero molto impreparato non conoscendo molto del fenomeno “ALER”, sono usciti dei discorsi molto interessanti. Alla base della discussione gli sgomberi imposti dall’amministrazione comunale in carica nei confronti dei malcapitati occupanti abusivi.
La tecnica comunale è semplice: stanno dipingendo gli occupanti come il cancro della nostra società, come se fossero la piaga che affligge la nostra amministrazione e i suoi conti pubblici.
Poi però scopri gli altarini, cosa si nasconde dietro.
Devo e voglio approfondire l’argomento, ma sono pronto a scommettere che la gestione delle case popolari è passata in mano a questa Aler, in seguito all’applicazione di qualche norma che regolarizza quanto espresso oggi dal Trattato di Lisbona, ovvero la privatizzazione di tutti i servizi pubblici (vedi quello che vogliono fare con l’acqua, quello che hanno fatto con le telecomunicazioni, l’energia, la sanità, e ora che faranno con la TV). Tale “privatizzazione” è venduta come miglioramento del servizio offerto: ma sono tutte balle, in tutti i settori in cui questo passaggio è avvenuto.
Da quanto emerso ieri sera, il quadro è semplicissimo, così come lo è per l’acqua e tutti gli altri servizi: aumento dei costi, peggioramento dei servizi.
ALER ha preso in gestione gli appartamenti del comune destinati a residenza popolare, corrisponde un importo minimo concordato all’amministrazione comunale, si fa carico dei servizi di manutenzione e gestione (compreso il recupero affitti) e si intasca la differenza.
Cosa c’è di sbagliato in questo sistema?
Ci sono migliaia di appartamenti “lastrati”: ovvero, sfitti. Ci sono interi caseggiati PERICOLOSI: alcuni fatti in amianto, altri fatiscenti, altri inagibili a persone disagiate come anziani pensionati costretti a vivere in case senza un ascensore, lontano da ogni servizio alla persona.
La situazione dei citttadini milanesi peggiora di giorno in giorno: Pane Quotidiano vede arrivare migliaia di persone ogni settimana per avere un po’ di pane e di pasta per sfamarsi, i disoccupati aumentano, l’inquinamento costringe a cure sempre più costose e malattie sempre più lunghe e dolorose…
ALER, in questo scenario, ha raddoppiato in alcuni casi gli affitti agli inquilini, dove arrivano a chiedere 400 euro per appartamento, con soldi che girano in contanti e senza ricevute. Personaggi dubbi vi lavorano: sono stati fatti nomi “eccellenti” riguardanti casi di nepotismo, ma l’emergenza ALER sembra esser solo rivolta agli occupanti abusivi: per loro è caccia aperta, e poco importa delle loro condizioni economiche e sociali…
Per fare un esempio chiaro, lampante, di come funziona il sistema, racconto quanto sentito: pochi giorni fa sono usciti (ALER e Pubblica Sicurezza) a sgomberare un appartamento. Donna, vedova, con 3 figli minori a carico, disoccupata. Occupava senza “titolo”. Lei sbattuta fuori casa, senza dimora nè lavoro, figli affidati all’assistenza sociale.
Questo accade nel 21° secolo, a Milano. Per un appartamento che “genera” un flusso monetario di massimo 400 euro mensili, sono state impiegate risorse umane e indirette che sarebbe curioso, calcolarne il valore. Quanti impiegati hanno lavorato su quello sgombero? Quanti poliziotti? Quanto costano 3 babini, allo Stato, per darli in affidamento? Tenete conto solo di una informazione certa: un detenuto costa a noi cittadini 350 EURO AL GIORNO. Certo un bambino costerà meno, in carico all’assistenza sociale: vogliamo fare la cifra ridicola di 10 euro al giorno? per 30 giorni fanno 300. Per tre figli fanno 900.

Tutto questo quando MIGLIAIA DI APPARTAMENTI COMUNALI SONO LIBERI, DECINE DI PALAZZI COMUNALI, PROVINCIALI, REGIONALI SONO VUOTI, mentre il sistema IMMOBILIARE PRIVATO E’ AL TRACOLLO CON PERCENTUALI DI INVENDUTO ALLE STELLE. Ma con i prezzi, sia per gli affitti sia per le vendite, immutati: piuttosto che dare a “meno” i propri appartamenti, non li vendono o affittano, di fatto strozzando e sciacallando il mercato e ribaltando i costi inerenti a questo sistema di manipolazione del prezzo sui compratori, che pagheranno oltre ai prezzi esorbitanti imposti da questa oligarchia massonica anche i costi di tale gestione, ovvero tutti gli interessi verso le banche dovuti da questi costruttori a rischio zero.

E non si limita allo sciacallaggio sulla povera gente: ALER si occupa anche di vendite e riqualificazioni. E’ suo il progetto relativo all’ammodernamento dell’ORTOMERCATO: immensa e storica area di Milano, piena di amianto, gestita da famiglie mafiose (So.Ge.Mi. è stata riconosciuta infiltrata da tempo), per un progetto che riguarda 170.000mq , dove il solito Ligresti si è impossessato dell’area del vecchio Macello…

C’è un bisogno enorme di aiuto e di esperienza, per addentrarsi nel discorso ALER, che diventa prioritario per una città come Milano. Occorre affrontare l’argomento, in quanto mina le basi del nostro sistema sociale. 

01/12/2010 Posted by | behcontestazioni, Territorio | , , , , , | 1 commento