Schumyno

Cittadino libero e in movimento

EXPO 2015

Una delle più inutili e costose iniziative lanciate dai nostri governanti è l’Expo 2015. Intorno a questa speculazione edilizia, dove a rimetterci saranno solo i cittadini, la loro salute e la loro qualità di vita, si stanno verificando avvenimenti, come previsto, non chiari. Le premesse c’erano, e lampanti anche: il territorio lombardo, soprattutto della provincia milanese, è interessato da lunghissimo tempo da infiltrazioni mafiose di ogni tipo, fra queste anche le potenti lobbies economiche, che a scapito dei privati ed onesti cittadini, mettono in ginocchio un’economia folle già in gravissime difficoltà. Certo il mercato immobiliare ed edilizio hanno avuto il grande merito di generare ricchezze per un lunghissimo periodo, durante il quale però le convergenze economiche portavano ad esso solo vantaggi. Oggi, dopo l’assurda spinta consumistica degli ultimi 60 anni, questa macchina ben oliata per fare soldi comincia ad accusare battute d’arresto. A furia di drenare “valore” dall’economia quotidiana, creando fondi neri a scapito della libera ed onesta concorrenza, gli imprenditori edili sembrano avere spostato l’attenzione verso i propri entroiti dal cittadino compratore/utente finale, alle Istituzioni, più facilmente raggirabili e corruttibili. E’ così, che comincia il valzer dei terreni necessari a grandi opere: che siano progetti ambiziosi “pubblici” o privati, poco conta. Da Santa Giulia a Expo2015 la parola d’ordine è “muovere”: proprietà dei terreni, dei diritti ad essi collegati, tra pseudo società pubbliche e vere e proprie holding, con tanto di sedi sparse ovunque e soci a volte occulti. Ovviamente, alla base dei nostri princìpi economici, ad ogni passaggio di proprietà della merce, si intende che questa abbia subìto una “lavorazione”, un surplus, un valore aggiunto al netto dei costi di tale trasformazione. E chi paga? Provate a indovinare.

E ora? che succede? Come previsto fin dall’inizio di questa scellerata avventura, i fondi per poter completare questa colossale opera di devastazione ambientale non esistono (già all’epoca, la crisi economica era alle porte e gli analisti già sapevano, che sarebbe scoppiata questa fantomatica bolla speculativa), e i lavori, per i quali comunque sono stati fin qui spesi milioni e milioni di euro, procedono a rilento, e non solo sul territorio. Soldi, grosse cifre, passati continuamente di mano, scomparsi in consulenze, affitti, spese di rappresentanza, retribuzioni di ogni sorta. Oggi Il Fatto Quotidiano pubblica un interessantissimo articolo in relazione a questa vicenda, durante il quale spunta l’ipotesi di cedere il progetto e l’organizzazione dell’Expo2015 alla Turchia. La quale sarebbe persino disposta a “indennizzare” economicamente il nostro Governo, in cambio di questa ottima occasione per la loro economia in rialzo. Già. E chissà dove finirebbero, queste indennità. In quali conti di bilancio, e a che livello: regionale? comunale? statale? O in conti off-shore, privati o intestati a società? E in quali tasche, per merito anche di operazioni regolari, per carità, son finiti i soldi fino ad oggi spesi/investiti/stanziati?

Unica difesa, neanche a dirlo, è portata avanti da gente comune, che si è messa in discussione tramite movimenti e comitati, cercando di coinvolgere normali cittadini, spronandoli a imporre i propri diritti, puntando i piedi per terra e gridando il proprio “no, io non ci stò!”

Movimenti e comitati, che stanno prendendo ogni giorno più coscienza di quanto puntare alle idee innovative, sia di gran lunga più intelligente e logico che rispolverare ancora vecchie ideologie o slogans in disuso.

Date un’occhiata a come un semplice gruppo di ragazzi possa opporsi ai “potenti” della nostra Italia. No Expo2015

Loro non molleranno mai, noi neppure

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02/09/2010 - Posted by | behExpo2015, Territorio | ,

1 commento »

  1. Schumyno sei una forza! E qualcheduno dovrà pur mollare visto che i 300 delle termopili sono tutti morti……come eroi, ma morti

    Commento di byccibeton | 03/09/2010 | Rispondi


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